Zingaretti: se non è Luca, che sia Nicola, ma che non sia un Renzi soltanto gentile – 111

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Luca Zingaretti, alias il commissario Montalbano

Nicola_Zingaretti_1

Nicola Zingaretti, il nuovo segretario del Partito Democratico

Luca e Nicola sono fratelli, ma Nicola è chiaramente la brutta copia di Luca, anche se è nato quattro anni dopo: il che lo qualifica inequivocabilmente come il fratello minore.

certo, noi preferiremmo avere Montalbano come segretario, ma ci accontentiamo...

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ma no, che cosa ho detto: io non mi accontento per niente.

la prima mossa dello Zingaretti minore, quello neo-segretario? è andato a Torino a ribadire l’appoggio alla TAV: mi è piaciuta, in quanto ambientalista anomalo favorevole a tutto quello che può ridurre i consumi di diesel.

il resto mi piace meno; ma tutto quello che avevo da dire come pallosa analisi politica l’ha già fatto capire Crozza, facendoci anche ridere, e allora che scrivo a fare?

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fa certamente piacere avere come segretario una persona moderatamente gradevole e non un buzzurro scostante e vanesio come Renzi o un vanesio un po’ meno buzzurro ma altrettanto arrogante, come D’Alema.

ma insomma le elezioni di un segretario non sono una gara di bon ton, e del resto all’origine del partito ci sta quel Togliatti che era un mastino intelligente, ma spietato; eppure era stato soprannominato il Migliore, ha fatto la storia lo stesso ed è durato decenni, sopravvissuto anche ad un pallottola sparatagli nella testa da un fascistello esaltato, morendo 16 anni dopo ancora in carica e regalando lo spettacolo di uno dei funerali politici più grandiosi della storia, pari soltanto a quello dedicato vent’anni dopo a Berlinguer.

e quindi mi sforzerò di fare in brevissimo una analisi politica, se ci riesco, e di nascondere tra le righe una specie di palinodia della palinodia, a proposito dello Zingaretti segretario, chiudendo per il momento il mio trittico ideale di post dedicati a lui.

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la partecipazione degli elettori alle primarie che lo hanno eletto è stata alta, ma in un duplice senso: più alta del previsto la percentuale di coloro che sono andati ai seggi pagando 2 euro per poter votare, ma alta anche per l’età media dei partecipanti.

soffro notoriamente della sindrome di Peter Pan e personalmente non ci sono andato, per non farmi smascherare subito…

da pensionato, però, dico che il Partito Democratico e la sinistra non possono ridursi in Italia alla rappresentanza politica dei pensionati egoisti, ma anche tanto per bene.

con la Camusso ci è già toccato il dramma di una CGIL che ha minacciato un referendum contro i voucher che regolarizzavano il lavoro occasionale, ed è stata purtroppo ascoltata dal pavido governo Gentiloni, sostanzialmente a difesa del lavoro in nero dei pensionati, che sono oggi la categoria più rappresentata in quel sindacato.

ma se il Partito Democratico intende essere la rappresentanza politici dei contrari a forme di assistenza pubblica ai senza lavoro, perché temono per la loro pensione o per il loro personale benessere (ben più minacciati, del resto, dagli sciagurati 80 euro di Renzi), si confermerà il suicidio politico di quel partito e la sua dissociazione schizoide dalla sua stessa storia.

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il problema vero non è con chi il Partito Democratico intende allearsi, ma che cosa intende fare.

dopo di che, si allei pure, sulla base dei contenuti, con chi è d’accordo.

per esempio, se si intende portare avanti, in modo più serio, l’obiettivo europeo di un salario di cittadinanza, allearsi su questo con i Cinque Stelle non è scandaloso.

se si ritiene che le infrastrutture pubbliche effettivamente necessarie sono da realizzare, allearsi in questo con la destra contro i Cinque Stelle, per approvarne alcune ben selezionate, non è scandaloso.

insomma, visto che il partito non ha una maggioranza né l’avrà per molto tempo, e il sistema elettorale, per fortuna, non è di tipo maggioritario e non manda al governo la minoranza più consistente, allora occorre uscire dal dibattito scontato su con chi governare (dato che, oltretutto, un governo c’è già) e avviare il dibattito sul per che cosa governare e provarci su temi specifici.

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in questo senso mi appare disastrosa la risposta di Zingaretti alla richiesta di Di Maio di appoggiare la proposta 5Stelle per introdurre finalmente anche in Italia un salario minimo:
“I processi politici non si fanno con le furbizie”.

risposta deprimente, a meno che Zingaretti non dedicasse la riflessione a se stesso, visto che rispondere così è soltanto un modo politicista di menare il can per l’aia.

l’ultima cosa di cui sente il bisogno il vostro blogger, assieme forse a qualcun altro.

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insomma, Zingaretti non intendo certamente accoglierlo con i pregiudizi, come quei blogger che sentenziano già: UN CANE MORTO CHIAMATO PD, e sono di ultrasinistra, ma potrebbero essere di ultradestra e scrivere le stesse cose e con lo stesso tono.

ho sospeso il giudizio un anno fa, all’inizio, perfino di fronte al nuovo governo, figuriamoci se non posso sospenderlo di fronte a Zingaretti, anche se ravviso in lui, per il momento, solo una maggiore simpatia umana, ma non una vera svolta strategica rispetto alla politica disastrosa che ha condotto il partito sull’orlo stesso dell’estinzione.

ma l’Italia non ha bisogno né di un Renzi gentile né di un Bersani che non veda più le mucche nel corridoio, bensì di una vera svolta politica.

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al momento Zingaretti mi sembra adatto a raccogliere meglio la forte opposizione esistente al razzismo e al fascismo strisciante di questo paese che ha perso da anni la bussola, ma non mi pare il leader strategico di una vera svolta.

ma dicendola tutta, per quanto sia sgradevole, mi pare che la base stessa rimasta nel Partito Democratico non la voglia davvero questa svolta.

vedremo (senza sperarci troppo per ora) se Zingaretti sarà capace di creare davvero un partito nuovo, come ha promesso, e di portare il Partito Democratico fuori dalle secche della testimonianza e dell’irrilevanza alla quale si è condannato da solo e dalle quali al momento direi che non vuole neppure uscire.


17 risposte a "Zingaretti: se non è Luca, che sia Nicola, ma che non sia un Renzi soltanto gentile – 111"

  1. condivido; se ancora esiste uno ‘spirito di sinistra’ dimostrino che é loro volonta costituire una nuova societa dove dignità, libertà e serenità siano garantite ad ogni uomo.
    partiamo dalla buona gestione italiana per arrivare alla federazione dei popoli europei in tempi brevi, serve corretta informazione e promozione di referendum per sollecitare i popoli a ‘superare’ gli ottusi e corrotti politicanti che governano questa pseudo comunità che é invece solo il club dei prepotenti!!
    attendo le scelte ….

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    1. sono d’accordo con te, ma purtroppo in Europa non tutti i referendum sono andati bene, e non è che tutti i popoli europei scalpitino per una Europa più unita: da non dimenticare i referendum con cui francesi e olandesi bocciarono la Costituzione europea.

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  2. Io ho sempre cercato, e cerco, la sinistra vera (non quella di Renzi & c. , o degli anni precedenti che hanno portato l’Italia a questo sfacelo…), pur sapendo che ora non esiste, e forse non è mai esistita veramente come forza politica sana, propositiva e resistente (tranne il periodo dei padri della Costituente e degli eroi conosciuti e sconosciuti della Resistenza, e qualche periodo degli anni Sessanta quando si sperava in una svolta politica e, di conseguenza sociale, vera.).
    Io so però, e di questo ne sono più che certa, che si sta formando, superando mille difficoltà, una sinistra culturale nuova che sicuramente porterà ad una nuova politica, e che non ha niente a che fare con quella ‘radical chic’ di ‘buona’ memoria e tanto meno con quella orribilmente violenta e, per fortuna passata, del terrorismo che ammazzò l’Italia, in tutti i sensi.
    E’ la ricerca di una Sinistra vera e profonda che porta avanti ormai dal 2006 il giornale settimanale italiano Left, l’unico giornale di sinistra (che Renzi provò a far chiudere senza però riuscirci…)
    Lo dico come lettrice. Lo dico perché conosco l’incessante, faticosa ma appassionata ricerca dei giornalisti che lo portano avanti tutte le settimane da ben tredici anni, offrendoci approfondimenti e verità su molte, e terribili, realtà italiane e mondiali, che, altrimenti, rimarrebbero sconosciute (pur essendo ‘conosciute’…) Ma, dentro Left, c’è anche la ricerca del bello, dell’arte, di una cultura sana che rimette al centro dell’attenzione l’essere umano nella sua totalità, in qualunque parte del mondo nasca e da qualunque parte del mondo arrivi.
    Così, per dire anche la mia, potrebbe essere un nuovo confronto, anche sulle tante e belle possibilità che ancora ci sono al mondo e per le quali vale la pena vivere.
    A Zingaretti ora auguro veramente di saper ‘rispondere’ alle tante domande, e speranze, per le quali è stato votato. Non so cosa dire, sono nella città metropolitana di Roma quindi non ho votato ma sono ugualmente molto preoccupata. Un saluto!

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    1. grazie del commento e della segnalazione, indubbiamente utile, e grazie anche a chi lavora per Left, ovviamente.

      solo una piccola perplessità sul sottotitolo della testata online: l’unico giornale di sinistra.

      penso che abbiamo bisogno di tante sinistre diverse, che nessuna pensi di essere l’unica, e che siano disposte a dialogare fra loro e a condurre battaglie comuni, e non battaglie per la primogenitura o l’esclusiva.

      non ho capito bene la tua ultima frase prima dei saluti: c’è stato qualche refuso?

      un caro saluto.

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  3. Condivido in gran parte il giudizio, meglio le sensazioni, sull’uomo Zingaretti. Più che luci e ombre, direi comunque mezzetinte.
    Se devo dirla tutta, temo che non riuscirà a farmi ritornare all’ovile. Considerato soprattutto che il mio cuore è un po’ anarchico. Eternamente contro. Valorialmente contro. E ed esigente come quello di un vecchio che non tollera più sciocchezze. E a proposito di sciocchezze, devo dirti non mi è per niente piaciuta la mossa, anzi la corsa a Torino. Era davvero così importante? Davvero una priorità’ nell’ottica di riportare il PD alle naturali origini? A me, come a tanti, è parso più che altro un modo di ingraziarsi il Rotary. Prima ancora di cercare di meritarsi la fiducia del popolo PD. Questo per un leader che vuole lanciare il suo “Yes we can” lo ritengo un errore. Anzi una sciocchezza. Tieni presente che chi parla è l’esatto contrario di un animale politico. E quindi … vedremo. Ma non ci vorrà molto per capire. E per carità, evitiamo di dire : lasciamolo lavorare. La vita è troppo breve. E poi io quando dovevo selezionare le persone non potevo mica permettermi di dire: vedremo.

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    1. mi ritrovo anche io nell’ispirazione di fondo del tuo commento, ma con solo due precisazioni, dal mio personale punto di vista
      per me l’ipotesi del ritorno all’ovile (in cui peraltro sono stato due volte e mai per più di qualche mese in tutta la mia vita) non si pone neanche: occorre proprio cambiare l’ovile, io penso ad una sinistra federativa e multipla che superi la tradizionale forma partito o almeno la integri in qualcosa di più vasto, personalmente mi riconosco in quest’area più vasta e non starò mai più dentro un partito.
      sulla TAV mi pare che sottovaluti del tutto l’urgenza dei tempi delle decisioni, per cui il gesto di Zingaretti io invece l’ho apprezzato come manifestazione di concretezza, purtroppo l’unica per ora.

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      1. Mi piace pensare ad una sinistra “federativa multipla”, aggiungerei anche: aperta ad apporti di movimenti transnazionali come l’europeo Diem25, a cui mi sto interessando da quando è nato.
        Non so se Zingaretti abbia lo spessore sufficiente e il giusto afflato ideale.
        Come il resto dell’Italia ci divide la/il TAV. Questione ormai usata come un ariete… In ogni caso, ribadisco che, a prescindere dal merito, la mossa mi pare, nei modi soprattutto, un po’ renzian-salviniana. Per non dire blairian-sarcosiana, nella sua vorace rapidità. Insomma, poteva evitarsela.

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        1. su questo tuo input sono andato a riguardarmi il sito di Diem, il movimento fondato da Varoufakis, che ho seguito anche io all’inizio con interesse, ma arrivando alla conclusione che l’uomo non merita alcuna stima.

          in apertura questa frase, rispetto alla quale esprimo il dissenso più vigoroso e persino un poco sdegnato: Pensiamo che anni di politiche scellerate da parte dell’establishment di governo abbiano ottenuto un solo risultato: sprofondare l’Europa in una stagnazione permanente.

          la stagnazione permanente in Europa, purtroppo, non c’è; riguarda soltanto alcuni paesi e in particolare l’Italia, e questa stagnazione non ha niente a che fare con le politiche europee, ma ha altri motivi.

          in ogni caso la “stagnazione”, per non parlare della decrescita (in)felice, dovrebbe essere un nostro preciso orizzonte e obiettivo politico; la “sinistra” deve smetterla di tenere il piede in due scarpe e decidersi se è per lo sviluppo ulteriore e suicida su scala planetaria, oppure se per il dignitoso mantenimento, se ci si riesce, dei livelli di benessere attuali.

          nella mia ottica una sinistra che lotta ancora per l’espansione è soltanto una destra diversamente abile, per non dire chiaramente portatrice di handicap.

          no, non ci siamo: Varoufakis si conferma uno sbruffone demagogo senza alcuna strategia.

          capisco da solo che troverai questa risposta estremamente irritante, mi dispiace.

          mi piace molto, invece, che ci ritroviamo sull’idea di una sinistra plurale e perfino contraddittoria al suo interno, secondo geometrie variabili: questo non ci lascia altro orizzonte che quello dell’accordo di volta in volta con chi ci sta sulle diverse questioni, dove ciascuno perseguirà quello in cui crede, senza scomunicare nessuno che non la pensi come lui, e dove conto che ci si ritroverà sulle grandi questioni come la lotta alle diseguaglianze e alle discriminazioni di qualunque tipo.

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  4. Diamogli un attimo il tempo di insediarsi… a me la politica del “questa o quella per me pari son” non piace, non vedo tra l’altro con questa destra che punti in comune potrebbero esserci.
    Sui voucher non sono d’accordo, l’uso era diventato abnorme e i governi non avevano nessun intenzione di metterci un freno, la spallata era necessaria: anzi a Gentiloni rimprovero la furbata di aver legiferato per evitare il referendum.
    Sul salario minimo non sono convinto che sia un modo per non prendere posizione: la proposta 5S e’ molto semplificatoria, con loro abitudine, va capita e discussa bene: parte dei sindacati ad esempio non è affatto d’accordo in questa formulazione…
    aspetto però davvero di capire cosa vorrà fare Zingaretti, senza aspettare le Calend(e) greche spero… 🙂

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    1. Sono solo uomini per tutte le stagioni, liberisti nell’animo si adattano a dire (dire e non fare) qualcosa che abbia lontano sapore di sinistra quando l’hanno smontata facendo fuggire le classi subalterne nelle mani delle destre che lo sono, a differenza loro, anche nelle parole oltre che nei fatti.
      Soldi a banche e finanza, azzerati i diritti del lavoro, tolto futuro ai giovani con il lavoro precario, sostenute da servi tutte le guerre imperiali, abbandonato il territorio, nessuna politica di rinnovamento energetico per combattere il cambiamento climatico, austerità a tutto spiano per aumentare le differenze sociali, distruzione del sistema scolastico, politiche di chiusura verso i migranti ed assenza di ogni sensata i politica di integrazione, grandi opere inutili…e qui per brevità mi fermo.
      A buoi scappati ora per convenienza assumono alcune parole d’ordine che erano ed in parte ancora sono dei 5 stelle.
      E voi date ancora credito a costoro…non posso crederci!
      A meno ché siate di destra come loro.

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      1. eviterei le generalizzazioni, sono scorciatoie che non aiutano a capire la complessità.

        Zingaretti ha un background lontano e giovanile diverso da questa raffigurazione; troppo poco per dargli credito a priori, ma troppo poco anche per una scomunica preventiva.

        nella Regione Lazio governa, per ora, grazie ad una grossa credibilità personale, ma è stato rieletto col 33% dei voti soltanto contro il 31% del candidato della destra, e governa con una giunta di minoranza, grazie ad appoggi esterni, che probabilmente verrà fatta cadere presto.

        le forze reali del paese e i suoi orientamenti sono quelli che sono, e Zingaretti dovrà tenerne conto; di quel che c’è davvero nell’animo di Zingaretti non sono informato, mi sento un po’ meno insicuro nel valutare le difficoltà di agire in un contesto politico degradato come quello italiano…

        la diffidenza è legittima ed è anche mia, ma non la condivido se si traduce in una stroncatura a priori non articolata su gesti, parole, scelte.

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        1. Capisco perfettamente la visione realista della situazione politica…
          Ma io dal medico che dicendo di curarmi mi porta in fin di vita non ci voglio più avere a che fare e non gli affido i miei figli. Preferisco magari sbagliando (!?) mandarlo al diavolo visto che ha privilegiato la vendita di medicinali alla mia salute.
          Come fidarsi ancora del muratore la cui opera via via crolla? O dell’elettricista i cui impianti fanno corto circuito?
          O dell’idraulico a cui tubi scoppiano? o del falegname le cui porte si scardinano?
          o dell’ortolano …

          Stavano tutti lì a lavorare contro i loro elettori per fare gli interessi dei loro antagonisti…

          Un sano estremismo è sempre strato il motore che sposta oltre…

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          1. non parlare a me di estremismo dei giudizi, credo di esserne maestro, e sono pure convinto che un giudizio critico affilato è utile a tutti e dovrebbero meditarlo per primi coloro contro il quale è diretto.

            ma affilato, appunto: non mi piacciono le armi spuntate e i cannoni a salve.

            quindi esigo, almeno da me stesso, giudizi ben documentati e appoggiati sui fatti o almeno sulle dichiarazioni.

            le scomuniche preventive e generiche non fanno per me.

            il Partito Democratico si è effettivamente qualificato nei dieci anni della sua vita per come lo descrivi, e la sua struttura concreta, le adesioni che raccoglie almeno in parte e in una grande parte dell’Italia non fanno sperare che la promessa di cambiare il partito abbia le gambe reali per camminare.

            detto questo, sto comunque a vedere, e prima di dare del mascalzone a Zingaretti aspetto almeno che si comporti concretamente come tale da questo momento in poi; il rischio altrimenti è di sparare giudizi campati sull’aria del pregiudizio.

            io almeno ho sempre fatto così; prima di giudicare Renzi un avventuriero senza sostanza, prima ancora che iniziasse la sua scalata politica al successo e poi all’insuccesso, mi sono letto il suo programma, e ho sentenziato dopo.

            di Zingaretti non abbiamo un programma a disposizione, mi piglio soltanto un po’ più di tempo; e starò bene attento a non renderlo comunque responsabile dei limiti della realtà.

            ciao: io dell’ortolano mi fido, sai, e anche dell’innestatore… 🙂 – fino a ripetuta prova contraria… ahhah

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      2. Non voglio certo fare l’esegesi del PD, forse nemmeno i suoi dirigenti sanno quello che vogliono; si può vedere nel modo che dici tu, come un oggettivo impedimento all’avanzare di forze più progressiste (ma ci sono?), oppure come un argine democratico, con tutti i suoi difetti e vizi di fabbricazione. Personalmente sono stato e sono molto critico con questo partito, ma mi sembra realista considerare che a) c’è ed ha un seguito (il cavallo non è ancora morto…), anche se ridotto b) il segretario può incidere molto sulla linea del partito. Per questo dopo diversi anni ho deciso si, in un certo senso di dargli credito: un credito vigile, diciamo… in quanto all’essere di destra può essere, tutto sommato: di sicuro la sinistra parolaia che si è occupata solo di “diritti civili” dimenticando i diritti sociali non la sopporto più, forse sono di destra…

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    2. eccoci finalmente in un sano e ampio dissenso, ma direi che i commenti di questo post, nel loro piccolo, sono un bello spaccato della sinistra plurale che ho in mente, e quindi vedo questo dissenso come positivo.
      per rispondere alla tua prima obiezione parto dalla seconda: i voucher. ci sono delle esigenze di lavoro occasionale indubitabili e che non possono essere risolte stabilendo nessun rapporto di lavoro neppure a tempo determinato: se ho bisogno di qualcuno che mi dia una mano nell’orto, ad esempio, non mi si può lasciare l’unica alternativa di assumerlo. i voucher mi hanno consentito, per il breve periodo in cui sono stati introdotti, di gestire queste esigenze nella piena legalità e pagando i (piccoli e occasionali) contributi pensionistici a chi lavorava – magari soltanto 20 ore in due settimane – da me. se c’erano abusi, e c’erano, andavano affrontati e impediti con modifiche specifiche e mirate, invece si è buttato via il bambino assieme all’acqua sporca, per citare Mao, e il sottinteso opportunista di queste mossa è evidente a tutti: io naturalmente sono tornato a gestire in nero queste prestazioni del tutto occasionali.
      ecco un nuovo esempio della incapacità cronica della nostra sinistra di gestire i problemi in modo non massimalista, ma in realtà con un massimalismo furbo che copre precisi interessi, in questo caso favorendo l’evasione fiscale di massa.
      ma proprio per questo io rivendico, in un caso come questo, il mio diritto personale come elettore di sinistra di appoggiare su questo punto specifico chiunque fosse contrario all’abolizione dei voucher e non di essere costretto ad appoggiare la loro abolizione per mere esigenze di schieramento, anzi rivendico di poter stare, se c’è ancora, con chiunque è contrario alla loro mera abolizione o favorevole alla loro reintroduzione.
      questo pluralismo flessibile delle scelte mi pare l’unica possibilità di gestire una linea politica post-ideologica senza le solite lacerazioni nel campo democratico.
      altro esempio: su Maduro, io sto dalla parte dei 5Stelle e non del PD o del resto della destra, e rivendico di poterlo fare, senza dovere dare per questo la mia adesione alla linea 5Stelle sui migranti, o altro del genere.
      quanto al salario minimo, penso che la posizione di Zingaretti, per come è stata esposta sulla stampa, sia proprio un modo per evitare di affrontare il confronto, visto che non ha accennato a nessun confronto di merito.
      più in generale è in atto uno spostamento mondiale a sinistra dei partiti democratici, anche per semplice opportunismo politico, indubbiamente; per il momento la segreteria Zingaretti non si inserisce in questo quadro internazionale, ma è la riproposizione gentile della politica di Renzi e Calenda.
      però, anche se il mio giudizio è questo, non chiudo la porta al futuro, credo nella forza delle cose; certo le primissime premesse mi lasciano molto scettico e penso sia meglio cominciare a dirlo subito.

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      1. Ovviamente tu sei pienamente libero di essere d’accordo con le scelte di un partito, ci mancherebbe altro. Penso che sia un pò diverso però se un partito si mette a dar ragione una volta a destra ed una volta a sinistra: in linea di massima da che parte sta vorrei saperlo prima… e che poi le posizioni siano spiegate: perché, ad esempio, si sta contro Maduro? Sullo spostamento a sinistra dei partiti democratici sarebbe anche ora, ma vediamo che fine fanno Sanders e Corbin prima (non esattamente due giovincelli, tra l’altro…)

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        1. non parlo a nome di nessun partito, parlo come elettore che non si ritrova in nessun partito nell’insieme delle sue scelte, e dunque rivendica il diritto di votare o esprimersi di volta in volta, caso per caso.

          credo che sia inaccettabile per qualunque collaborazione tra partiti la negazione di principi costituzionali, ma questo non dovrebbe impedire di dare o chiedere l’appoggio per scelte che non coinvolgono tali valori.

          mi rimane incomprensibile, per ripetermi, il furore che anima le due parti per una scelta come la TAV, e l’indifferenza con cui ci pone di fronte a leggi vessatorie di elementari diritti umani dei migranti, che di fatto costano la vita a centinaia se non a migliaia di persone.

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