in Italia 640…, le liste di sinistra alle europee – 113

in Italia 640…

Mozart parlava delle donne di Don Giovanni in Italia, ma le liste di sinistra da noi alle prossime elezioni europee saranno meno o di più?

vediamo.

. . .

1. lista del Partito Democratico, ovviamente.

1 bis. il successo delle primarie spedisce nel dimenticatoio “Siamo europei”,  l’improvvisato tentativo di Calenda, il nuovo candidato leader della sinistra padronale, che quantomeno le primarie del Partito Democratico hanno tolto di mezzo, per fortuna. forse confluirà in una lista unica col PD, ma in posizione subalterna e non il contrario, come voleva.

2.  Italia in comune, di Pizzarotti (e non intende il Comune di Parma, si spera), che è pronto a unirsi con i Verdi di Onda Verde e Ecologista, patto concluso, si dice, ma i Verdi non vogliono fare lista comune col PD: “con il Pd niente da spartire”.

3. + Europa di Emma Bonino; si è incontrata più volte con Pizzarotti, per vedere di unire le forze, ma senza risultato, per ora. intanto anche Zingaretti accenna alla possibilità di far convergere le forze.

4. DiEm25 (Democracy in Europe Movement 2025) di Varoufakis aspira a presentarsi anche in Italia, con una proposta che lui ritiene di sinistra (e io no).

5. 6. 7. Possibile, gli autoconvocati ex di Liberi e Uguali e Sinistra italiana saranno con lui? “Vogliamo aderire all’European Spring e all’internazionale progressista di Sanders e Varoufakis”

stanno litigando fra loro

8. ma il gruppetto di Mdp, altri fuoriusciti dem? e io non mi ricordo neppure più che cosa significa la loro sigla…

“Siamo autonomi rispetto al Pd, ma pronti a fare la nostra parte per una lista unitaria alle europee insieme a Zingaretti”. E se non dovesse andare in porto? “Siamo pronti a correre da soli”.

9. e 10. Dema (da demagogia?), il movimento di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli,Potere al Popolo. ma si è inceppata la trattativa tra loro e Potere al Popolo potrebbe fare lo stesso una propria lista.

. . .

mancano in questo convulso agitarsi di leaderini alla ricerca di una poltrona impossibile, due criteri di fondo per ogni decisione:

lo sbarramento per entrare al Parlamento europeo è in Italia al 4%, chi non ha nessuna ragionevole speranza di raggiungerlo non dovrebbe neppure presentarsi per non disperdere i voti dei suoi elettori.

entrare in quel Parlamento senza la prospettiva di far parte di un gruppo parlamentare transnazionale è quasi altrettanto inutile che non entrarci.

quindi sinistra plurale, sì, ma di un pluralismo europeo.

. . .

e i grandi orientamenti del prossimo parlamento europeo quali saranno?

1. Europa delle Nazioni e delle Libertà, a loro farà riferimento la Lega

2. Conservatori e riformisti; da noi ci fa riferimento Fratelli d’Italia

3. Europa della libertà e della democrazia diretta: euroscettico e di destra, con l’AfD tedesca e, finora, i 5Stelle

sono i partiti sovranisti, nel loro insieme: avranno un certo successo elettorale, pare, ma sono visibilmente separati fra tendenze diverse e, quanto a definire politiche comuni che non siano la lotta all’immigrazione, è un altro discorso

4. Popolari: a loro da noi farà riferimento Forza Italia.

ma al loro interno stanno anche piccoli partiti filosovranisti come quello austriaco e quello ungherese, ma lo scontro dopo le elezioni sarà tutto all’interno del Partito Popolare Europeo, che se dovesse cercare l’alleanza con i sovranisti si spaccherebbe inevitabilmente: l’espulsione di Orban dal partito, che verrà votata dal partito nei prossimi giorni, avrà il valore di una prova generale di questa scelta.

5. Democratici e liberali per l’Europa, il partito di Macron: a loro dovrebbero fare riferimento sia la Bonino che, eventualmente, Calenda

6. Socialisti europei, e a loro farà riferimento il Partito Democratico

7. LEFT, il gruppo di sinistra.

. . .

sarebbe troppo chiedere che ci sia una lista italiana soltanto per ciascuno di questi gruppi?

e quindi una sola lista di sinistra, una sola dei Verdi, una sola dei Socialisti?

e che la si pianti per la convulsa sovraeccitazione poltronesca per elezioni dall’esito già scritto?

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4 risposte a "in Italia 640…, le liste di sinistra alle europee – 113"

  1. E’ bellissimo l’ossimoro Conservatori e Riformisti… sono d’accordo che chi non ha nessuna possibilità non si presenti, e lo faccia solo in una prospettiva transazionale, altrimenti resti a casa… ma non sarà così purtroppo. Ricordo alle ultime elezioni L’Altra Europa per Tsipras, che riuscì ad eleggere qualche rappresentante (forse solo uno?) ma si mise a litigare ancora prima della prima seduta del parlamento… so’ soddisfazioni…

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    1. dici che Conservatori e Riformisti è davvero un ossimoro? si potrebbero effettivamente vedere come complementari, però, alla luce del celebre teorema del Gattopardo: cambiare tutto perché tutto resti uguale…

      mi pare che gli eletti della lista Tsipras fossero due in Italia, e invece controllando sono stati addirittura tre: due giornalisti dell’area di Repubblica!! la Spinelli, figlia del celebre, e Maltese, tra gli altri.

      superò lo sbarramento del 4% col 4,03% dei voti!!!

      la Spinelli si dimise dalla lista nel 2015 e non saprei dire che fine avesse fatto…

      d’accordissimo con te: nessun voto a liste civetta e nessun voto neppure a liste di cui non condivido i punti fondamentali del programma – sarà dura votare…

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      1. Innanzitutto secondo me bisognerebbe mettere una soglia a livello di Stato: se va a votare meno del 30% degli elettori non si beccano nessun rappresentante. Già così si darebbe una bella sfoltita… non vedo perché poi bisogna prendere lezioncine dai vari Dombrovkis se non riescono nemmeno a convincere i propri connazionali ad andare a votare…

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        1. sono totalmente d’accordo con te.

          elezioni alle quali non partecipa almeno il 50% degli elettori dovrebbero essere considerate nulle e si dovrebbe procedere alla proroga degli eletti precedenti.

          ma anche alle altre elezioni, il numero dei seggi attribuiti dalle elezioni dovrebbe essere proporzionale ai votanti, credo, e per una percentuale corrispondente a quella di non votanti o astenuti si dovrebbe procedere all’estrazione a sorte dei rappresentanti.

          estrazione a sorte che era in uso all’origine stessa della democrazia nella Grecia antica e unica che garantisce una vera ed equa rappresentanza secondo gli studiosi dei sistemi elettorali.

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