il preavviso – 139

certo, non hai bisogno di parole, tu
(che del resto non sei nemmeno un tu),
per mandare il tuo preavviso di sfratto;
agisci, e il tuo è solo un primo passo:
ecco un dettaglio della macchina
che si guasta; e le parole per dirlo
sono soltanto problema nostro.

mi contemplo allo specchio e mi ripugna
quel colore di sangue nell’iride dell’occhio,
basterebbe guardare il gallo che si è chiuso,
a morire, in un angolo buio del pollaio,
stanco finalmente di beccate ostili,
che gli dicono: l’ora è arrivata, sgombra,
tocca ad altri adesso l’arcobaleno della vita.

ARCOBALENO-LUCENTE--.X---.-copia-1


2 risposte a "il preavviso – 139"

  1. Bè, ma non c’è fretta, no? Basta non pretendere di saltare addosso a tutte le galline del pollaio…
    a parte scherzi molto bella e profonda la tua poesia, trovo anche giusto ad un certo punto il farsi da parte, magari un attimo prima di esserne costretti…

    Mi piace

    1. c’è sempre il buon esempio del mio gallo Spennacchietto che si è messo da parte con molta dignità, dopo che i suoi concorrenti gli avevano fatto capire, con le brutte, che le pollastre non erano più carne per lui.

      grazie del giudizio, e condivido la prospettiva finale.

      Piace a 1 persona

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