Casarini no global e il Capitone – 141

che bello da quando l’Italia ha la fortuna di avere un Capitano, che più che altro assomiglia a un Capitone;

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prima avevamo un Berluscone (etimologia del nome: tre volte losco), che più che altro era un Al Capone.

vedi progressi.

intanto Berlusconi è stato giusto operato per un’ernia incarcerata, leggo:

soltanto l’ernia? mi domando, e perché il resto non ancora?

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sarebbe tutto bellissimo, se il principale problema della politica italiana non fosse diventato quello di trovare per ogni giornata il nemico del Capitone, che ne ha bisogno per aumentare i suoi consensi che non si schiodano da un terzo di quelli così fessi da rispondere ai sondaggi, cioè da un sesto, più o meno, dell’elettorato.

la cosa è misteriosa, considerando che, guardando a chi vota, l’Italia è chiaramente un paese di destra

(sempre stato, del resto: perfino Prodi, l’unico che ha vinto due volte le elezioni contro la destra in settant’anni di storia della repubblica, la prima volta aveva la minoranza dei voti, come Trump, e la seconda riuscì a sfangarla per 25.000 voti).

questo significa, a guardare le cose per come stanno, che il Capitone non soltanto non convince la maggioranza degli italiani (che però non trovano una alternativa decente), ma neppure un parte importante degli elettori di destra.

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grave problema un Capitone andato a male…

ed ecco la trovata tutta berlusconiana di promettere il taglio delle tasse, per provare a evitare brutte figure a maggio, che sembra sia diventato il centro del mondo, quando invece il vero esito delle elezioni europee lo decide oggi il partito popolare europeo.

perché se espelle Orban, allora dopo maggio governerà con i verdi; e invece, se se lo tiene dentro, governerà, a riuscirci, col Capitone e gli altri capitoni europei simili a lui.

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ma ecco dunque che occorrono i nemici del momento del Capitone, e accorrono quelli che gli fanno da rincalzo.

non bastasse Saviano, che deve farci dimenticare le ambigue dichiarazioni sul referendum renzino, ecco il ritorno di Casarini, il no global stagionato, il migliore dei nemici possibili del Capitone, dato che è fatto della stessa pasta, buzzurro come lui.

Casarini che riesce a far passare dalla parte della ragione perfino il Capitone sull’immigrazione.

perché il Capitone non sbaglia quando dice di voler contrastare l’immigrazione clandestina, anzi su questo ha perfettamente ragione; sbaglia su come lo fa e su altro che provo ad accennare.

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sbaglia quando blocca le navi che salvano la gente che sta per annegare in mare.

questo gesto è osceno, disumano e illegale, contrario alle leggi internazionali del mare e rovina la nostra immagine nel mondo, ricreando quella sgradevole di un’Italia fascistoide.

un ministro dell’Interno capace di fare il suo mestiere, invece, fa sbarcare i naufraghi, distingue i profughi dai clandestini, accoglie i primi e rimanda in patria i secondi (certo non in Libia, comunque): quello che questa volta ha fatto il Capitone, ma molto a malincuore; infatti nell’ultima sceneggiata che gli ha fornito Casarini su un piatto d’argento i migranti li ha fatti sbarcare quasi subito, per non continuare a rischiare..

ma pare che questo, a forza di denunce, abbia cominciato a capirlo – oggi sarà salvato dal processo dai 5Stelle e dal Berluscone finalmente alleati, ma potrebbe non andare sempre così liscia.

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il secondo errore del Capitone è di confondere la battaglia contro l’immigrazione clandestina con quella contro l’immigrazione; è l’errore eguale e contrario a quello che fa Casarini che confonde la battaglia a favore dell’immigrazione con quella a favore dell’immigrazione clandestina.

ma siccome quelle di Casarini sono ammuine a favore del Capitone, mi occupo soltanto dell’errore del ministro, che è quello che peserà davvero sul nostro futuro.

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il ministro si vanta di avere ridotto gli sbarchi: 16mila tra il 1 gennaio e il 18 marzo del 2017, 6mila nel 2018, 348 nel 2019. 

siamo sicuri che sia un successo?

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potremo dirlo quando il ministro ci farà sapere come un successo suo quanti altri immigrati regolari sono entrati in Italia nello stesso periodo e attraverso quali altri canali.

per ora non lo è: con centinaia di migliaia di italiani che emigrano ogni anno e le morti superiori alle nascite, questo significa soltanto che il 2019 prepara un calo consistente della nostra popolazione.

potrebbe anche non essere una cattiva notizia, ma lo è per tutti coloro che continuano a scommettere sull’aumento del PIL, cioè per il Capitone e per tutti gli altri partiti italiani: non è molto chiaro come possa crescere la circolazione di denaro se la popolazione diminuisce in maniera consistente.

non è una buona notizia per i pensionati, visto che calano i contributi lavorativi, visto che la forza lavoro cala.

non è nemmeno una buona notizia per i disoccupati, visto che toccherà a loro, si immagina, fare i lavori che non faranno gli immigrati, ma alle loro stesse condizioni.

li attende un destino da immigrati a casa nostra, auguri.

 


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