Cesare Battisti, il terrorismo di sinistra e quello islamista: cinquant’anni di strategia della tensione in Italia e nel mondo – bortoblog 16 – 152

dialoghi miei su altri blog, da mercoledì 27 marzo (da aggiornare via via con gli ultimi commenti in testa).

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qui si è  battuta un po’ la fiacca negli ultimi giorni, su bortoblog, intendo: la voglia di scrivere e di commentare un po’ viene e un po’ va; del resto sono giorni un po’ pesanti, per me, per motivi privati che non mi va di raccontare qui.

piuttosto ecco qualche stralcio di uno scambio mail di ieri che ha molto a che fare con la storia dei miei blog.

Caro Mauro,
questa mail non è rivolta né a disturbarti, né a cercare di riannodare grandi rapporti. Vorrei soltanto chiederti scusa, per i miei errori passati, in un modo estemporaneo, una tantum, en passant, one shot.
Se uno mi chiedesse nello specifico sugli argomenti sui quali avevo espresso idee che ti erano parse inaccettabili, probabilmente penso lo stesso di allora anche oggi, la differenza è che oggi penso che avrei fatto meglio a tenermi lontano da argomenti cosi’ difficili per me e che avrei fatto meglio a parlare solo di cose che conosco bene.
Ti scrivo oggi per una pluralità di concause: problemi futili con un idralulico che mi stanno facendo piangere lacrime esagerate, la visita, il mese prossimo, di una famiglia di Musulmani Sunniti miei amici che ospitero’ in casa mia e a cui faro’ visitare la città, l’attentato in Nuova Zelanda che io ovviamente non condivido ma con il grande dispiacere per il fatto che l’attentatore invece probabilmente avrebbe purtroppo condiviso alcune delle opinioni da me espresse, mentre invece io avrei preferito che tra me e quell’attentatore non ci fosse proprio nulla in comune, e poi le “scuse” di coccodrillo di Cesare Battisti che mi hanno fatto pensare: chiede scusa perché l’hanno preso, ma se non l’avessero preso non chiederebbe scusa, cosa che mi ha fatto pensare: forse sarebbe meglio se anch’io chiedessi scusa oggi, invece che fra altri dieci o vent’anni.
Solo questa email e via, sia che tu decida di rispondere oppure no, come vorrai tu, poi in ogni caso subito dopo smettero’ subito di nuovo.
Spero comunque tu stia bene, io comunque tanto male non penso di stare, nonostante l’accenno all’idraulico che ti facevo poco più sopra
Ciao ciao

caro …,
ti rispondo a caldo, approfittando di una giornata di umore abbastanza depresso, che mi sta trattenendo in casa a far nulla, e credo che la risposta verrà meglio, spontanea.
che tu ci creda o no, la tua mail mi fa piacere, perché la tua amicizia è stata importante per me e la sua rottura mi è pesata, anche se abbiamo avuto altre volte qualche contrasto e siamo passati attraverso qualche fase difficile.
mi giudicherai incoerente per questo? non importa: non abbiamo sempre l’obbligo della coerenza.
non ho più seguito il tuo blog e non so se continui con la tua azione arabofobica. qualche tempo fa diedi un’occhiata e provai la stessa reazione che mi aveva portato a rompere i nostri rapporti.
non è perché scrivi cose che riguardano argomenti che dici difficili per te; questo la faccio anche io e purtroppo non sempre i risultati meritano lo sforzo che ci metto; e neppure perché tu individualmente provi sentimenti negativi verso personaggi di quel genere, questo al massimo avrebbe reso un poco meno gradevole la tua frequentazione, ma non avrebbe giustificato una rottura dura e traumatica; ma questa c’è stata perché mi pare che tu non ti renda conto che esprimere pubblicamente quell’odio comporta assumersi delle responsabilità sociali gravi.
noi non dobbiamo contribuire all’odio salvo che per il crimine in se stesso, cosa che non esclude sempre neppure la pietà per chi lo commette.
tu stesso citi l’attentato in Nuova Zelanda (ma purtroppo ne potremmo ricordare anche altri) e cogli, sia pure vagamente, il legame che può esserci fra l’espressione pubblica di opinioni come le tue e azioni efferate di questo genere: chi eccita l’odio non è in grado di controllarlo non solo in se stesso, ma soprattutto negli altri.
di qui la decisione, dolorosa, di rompere con te, così come avevo rotto con chi scriveva “datemi un cerino” a proposito dei campi rom.
rileggendo, come sto facendo, i miei blog di dieci anni fa e i nostri dialoghi, non mi spiego la tua evoluzione, niente poteva farla presagire, ma in fondo non mi riguarda neppure.
in ogni caso, a me personalmente non devi nessuna scusa; anzi, sul piano del rapporto personale non ho mai avuto motivi di dolermi di te, i conflitti sono sempre stati legati alla scrittura, ed è più probabile che te ne debba io, per non avere spiegato bene i miei motivi e per averlo fatto in modo alquanto aggressivo: forse non ce n’era bisogno, o forse era l’unico modo per me di fare una cosa giusta, spezzando un’amicizia a cui tenevo.
sono contento di sapere che ospiti una famiglia islamica, suppongo non araba, e mi è piaciuto leggere quel che pensi di Battisti: ho da parte il materiale per un post che dirà le stesse cose, ma non so se scriverlo oggi, perché ne ho già scritti altri e da pensionato è meglio che passi il mio tempo anche facendo altro.
e che dire degli idraulici? il mio è ben lontano dal finire gli ultimi lavori della mia casa ristrutturata, ma per fortuna io sono anche diventato stronzo quel che basta e sono ben lontano dal pagargli tutto quello che gli devo per i lavori fatti sinora (6.000 euro solo di anticipo; del resto, anche volendo, al momento non ho i soldi, ahaha, il che mi rende un cliente perfetto, capace del ricatto: fino a che non finisci tutto, non ti pago; anche se non è detto che dopo lo paghi subito davvero).
sono contento anche di sapere che non te la passi male; io neppure, se mi guardo attorno alla falcidie che sta colpendomi attorno: magagnette non mancano, le preoccupazioni me le vado a cercare, ma vivo anche abbastanza sereno nei miei monti, quando non sento il dolore di chi si sta spegnendo nella sofferenza e mi è stato molto vicino.
con questo ho anche adempiuto al mio dovere di scuse, anche se resto convinto che il mio comportamento fosse nella sostanza giusto, anche se forse non nei toni; poi quale sia la tua situazione attuale per quanto riguarda quel che scrivi non lo so; e quindi…
ciao, un abbraccio da lontano e con mille riserve, eheh.

Ciao e grazie mille.
Certamente, il blog l’ho chiuso e cancellato, e come dicevo, a differenza di allora, di quegli argomenti non parlo assolutamente più, neanche nelle conversazioni private con persone molto strette.
Quando tu dici che esprimere pubblicamente quell’odio (io non credevo che fosse odio, ma insomma, quello che era) significa assumere responsabilità sociali gravi, è appunto quello di cui penso di essermi reso conto negli anni che sono passati da allora a oggi.
Continuo a pensare che il mondo se non i Musulmani Sunniti fossero di meno, sarebbe migliore, va da sé che il modo per ottenere questo scopo, anche ammesso che sia pacifico, basato per esempio su un forte investimento in propaganda, non è realisticamente concepibile, per cui è meglio lasciar perdere e lasciarli liberi di continuare a svilupparsi e ad estendersi a loro piacimento.
Allora tendo a dirmi: quindi loro diventeranno sempre di più, e fra qualche anno l’intero pianeta sarà diventato un’unica immensa Kabul, e la civiltà umana scomparirà per sempre: loro distruggeranno tutto, anche i musei, anche i libri, anche i film, non rimarrà più traccia di nulla e ci sarà solo l’oscurantismo per tutto il resto dell’esistenza umana sulla Terra, magari per centinaia di migliaia di anni.
Beh se anche fosse, pace, io saro’ già morto.
Poi mi dico anche: ma io forse che so tutto? No. Succederà qualcos’altro che neppure io oggi posso prevedere e la civiltà umana sopravviverà lo stesso in un modo che io adesso neanche posso immaginare. Non sono io che devo preoccuparmi di queste cose.
Si’ sono Algerini. Esteticamente non mi piace tanto la lingua araba, ma non è mai stato quello il problema vero, è sempre stata la religione sunnita.
A te non ho nulla da rimproverare, tante volte su altri argomenti non ci siamo davvero capiti anche per fraintendimenti dovuti alla mia difficoltà a spiegarmi in modo chiaro, alle difficoltà della conversazione scritta eccetera. Sulla rottura finale ritengo oggi che tu avessi pienamente ragione.
Ciao e grazie ancora

sono contento di sapere che hai chiuso il blog e l’hai anche cancellato. altre volte lo hai fatto per motivi che non capivo bene, anche se col tempo ho capito anche io che non erano infondate le tue preoccupazioni per il controllo a cui ci sottoponiamo scrivendo in internet.
non capisco bene la scelta di ospitare dei musulmani sunniti arabi, ma questo mi fa pensare meglio che probabilmente sei arrivato a distinguere fra sunnismo e sunniti come persone, che era forse il passo principale da fare.
il mio viaggio in Indonesia nel 2013 fu in un islam sunnita molto diverso da quello a cui siamo abituati qui; sai bene che i tuoi giudizi sul sunnismo fanatico li condivido, anche se li estendo anche ad altre forme di fanatismo religioso; ma eviterò con questo di odiare tutti i sunniti individualmente, dato che al contrario ho conosciuto anche belle persone, sia pure dentro quel sistema di pensiero che non apprezzo.
insomma, la vita è complicata, detto in poche parole…
l’ultima cosa che vorrei dirti è che capisco meglio che quello che scrivevi nasceva dalla PAURA, e questa paura a me sembra esagerata; io piuttosto vivo nel terrore della catastrofe climatica che cancellerà il sunnismo dalla Terra, se lui non cancellerà prima noi. qui dove vivo, e dove pensavo che si potesse sfuggire un po’ più a lungo la situazione è drammatica, e mi pare che i media facciano di tutto per tenerla nascosta.
non piove praticamente da mesi, sui monti più alti c’è pochissima neve; ieri a mezzogiorno nel fondovalle c’erano 29 gradi, cioè una temperatura estiva; dopo l’uragano di fine ottobre i boschi non si sono ancora ripresi dalle devastazioni, ci vorranno anni, ma se non c’è acqua…; le montagne e perfino i colori cominciano ad assomigliare a quelli del Marocco, per come li ricordo.
questo mi preoccupa, i sunniti sono un fatto secondario: le guerre e le devastazioni saranno ben peggiori.
personalmente non credo che fra due generazioni la civiltà esisterà più, e forse neppure la specie umana.
purtroppo ho figli e nipoti; pensavo di avere trovato un rifugio dove si potesse sopravvivere più a lungo, ci ho investito tutto, ma credo di avere sbagliato previsioni.
e se il futuro è molto peggiore di come lo avevo immaginato dodici o anche soltanto due anni fa, è perfettamente inutile preoccuparsi di tutto il resto.
ciao: chiodo scaccia chiodo, e un paura più grande ne scaccia una più piccola.

Concordo sulla tua analisi sul fatto che la causa è stata la paura.
Prima mi hai scritto che da quello che scrivevo dieci anni prima la mia evoluzione seguente era imprevedibile. Io penso che la causa di questa evoluzione sia stata appunto la paura, per l’esattezza la paura di veder cancellate senza pietà tutte le cose e persone che amavo, e non soltanto come una paura di qualche cosa futura, ma una distruzione già in atto e già cominciata, ben visibile nella mia vita di tutti i giorni, anche se in uno stadio ancora soltanto iniziale.
L’unica cosa che ho cambiato da allora è stata che ho cominciato a dirmi che tanto non c’è niente da fare, meglio rassegnarsi.
Anche il fatto di avere degli amici sunniti, sia quella famiglia, sia altri, viene semplicemente dall’aver deciso che non riusciro’ mai a fargli cambiare idea, quindi tanto vale subire in silenzio le cose che non mi piacciono e godere di quelle che invece mi vanno bene.
Quale delle due cose prevarrà fra due o fra venti generazioni, meglio cercare di non pensarci.

dubito molto che ci saranno due generazioni che avranno tempo di occuparsi di queste cose e sono assolutamente sicuro che non ce ne saranno venti.
abbiamo chiarito tutto: la paura incontrollata non è una buona consigliera.
questa paura del resto è alimentata ad arte dai centri di potere che controllano anche le nostre menti, che se ne servono per cancellare altre paure più reali e molto più pericolose per loro.
in Italia quarant’anni fa fu inventato il terrorismo di estrema sinistra e da allora il paese che era il più avanzato democraticamente dell’Occidente è diventato inguaribilmente di destra.
l’esperimento ha funzionato: a partire dall’inizio di questo secolo è stato inventato il terrorismo islamista e il mondo sarà di destra per decenni.
ciao.

Cosi’ siamo tornati ad accennare a Cesare Battisti e abbiamo chiuso il cerchio 🙂

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e a proposito di Cesare Battisti e della sua “confessione” che viene rinfacciata a tutti coloro che, come me, hanno affacciato qualche ragionevole dubbio, non sulla qualità del personaggio, che è sempre risultata infima, fin dal primo sguardo, ma sulla esatta corrispondenza ai fatti di tutto quello che gli è stato processualmente attribuito…

la sua confessione attuale, assoluta, incondizionata, vale meno di zero: è chiaramente soltanto strumentale ad ottenere qualche sconto di pensa e concordata sol suo avvocato.

Battisti ha aggiunto sfregia a sfregio cercando di giustificare le sue azioni scriteriate parlando di una situazione di guerra di quegli anni.

è una balla: non c’era nessuna guerra: c’era soltanto una lotta sociale e politica molto dura per la democrazia, quello che genericamente si chiamò il Sessantotto, e con qualche eccesso da entrambe le parti (per non parlare delle stragi organizzate dai servizi segreti); ma non era una guerra, e il terrorismo fu prima inventato dal nulla o quasi e poi attivamente sostenuto per una battaglia che fu fatta senza quartiere e in modo anche cruento a quella lotta, alla fine sconfiggendola completamente.

da allora sinistra è rimasta sinonimo di violenza insensata in questo popolo; e questo facciamo tuttora fatica a capirlo, noi che eravamo così lontani da quel modo di uccidere…

Penso che la lotta armata è stata un movimento disastroso che ha stroncato una rivoluzione culturale e sociale che aveva preso avvio nel 1968 con prospettive sicuramente positive per il Paese ma che proprio la lotta armata contribuì a stroncare.

ecco l’unica frase della confessione di Battisti che mi sento di condividere.

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ma ecco i miei commenti su altri blog:

https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/03/28/lui-stava-solo-aspettando-che-accadesse-qualcosa-di-sovrannaturale/

bortocal15 March 29, 2019 at 2:46 pm
naturalmente sono andato a leggermi Il mantello di Buzzati: mi pareva indispensabile per capire il tuo racconto.
infatti il protagonista vorrebbe, fin dall’inizio, a tutti i costi, rivivere quella situazione; la cosa è poco piacevole per lei, da un punto di vista arcaicamente freudiano, perché fin dall’inizio lui non la vive come persona reale, ma vorrebbe che lei fosse soltanto un fantasma, come il protagonista del racconto di Buzzati: in realtà lui continua fantasticare che lei sia morta, trasponendo il racconto nella realtà, perché è questo che desidera davvero il suo io profondo e non detto.
è così che lei si trova riprecipitata nella situazione che le aveva fatto cogliere l‘opportunità di andarsene, e capisce di avere fatto male a tornare: lui in realtà è un anafettivo, se non proprio un asessuale, e riesce a viverla soltanto come personaggio di un racconto.,
un po’ poco per una donna, no?

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CINA

bortocal15 29 marzo 2019 alle 08:08
non soltanto l’articolo mi piace, ma concordo addirittura…

Anghessa 29 marzo 2019 alle 09:41
Al solito quando i reciproci punti di vista,coincidono… mi domando: c’è qualcosa che ho “sbagliato“?
Al di là della battutaccia… cordialita’!

bortocal15 29 marzo 2019 alle 15:59
chissà perché, invece, io ho l’impressione che le nostre opinioni divergano sempre soltanto su punti circoscritti e tutto sommato marginali.
tendo a saltare i saluti, nei commenti, ad esempio: comunque la cordialità resta, anche non detta. 🙂

Anghessa 29 marzo 2019 alle 16:17
Anche io la penso così, salvo quando riaffiora il mio militarismo arcaico contro il SUO 68smo preistorico…
allora lo “scontro“ (graditissimo) ritorna!!
Ovvio sulla “cordialità “vecchia abitudine…

bortocal15 29 marzo 2019 alle 16:50
pensi che ai miei tempi e nel mio campo io sono invece stato considerato un quasi-militarista per certe posizioni eccentriche rispetto all’ambiente, legate ad un principio di legalità internazionale: favorevole alla Thatcher quando si riprese le Falkland, del resto inglesi, e mandò in malora i generali argentini; e favorevole persino alla prima guerra del Golfo, non essendoci alternative realistiche per ricacciare Saddam dal Kuwait…
però è vero che non guardo con simpatia (eufemismo) a certa retorica militarista…: sono vissuto in quel mondo fino all’adolescenza e so bene di quanta retorica è intriso, ma stavo digitando per lapsus: putrido.
diverso è il discorso se si guarda ai sacrifici e alle pene di chi certe guerre le ha patite davvero: ma allora si pensa a chi le ha vissute, oltre ad averne scritto: ai Lussu, ai Remarque, ai Rigoni Stern, per non dire Tolstoj. 
 

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https://maricri48.wordpress.com/2019/03/28/non-trovo-piu-le-parole-per-dirlo/

bortocal15 28/03/2019 alle 13:24
dev’essere uno stato d’animo che si diffonde; in fondo leggerlo mi conforta, dato che attribuivo questa crisi di fiducia nella parola anche alla mia età.
però reagire insieme è la strada.

yourcenar11 28/03/2019 alle 13:24
Mi piace la tua ultima proposta, reagire insieme. Grazie!

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https://mcc43.wordpress.com/2019/03/28/dallidentita-fluida-al-nazionalismo-i-curdi/

bortocal15 28 marzo 2019 alle 8:05 pm
adesso mi aspetto che tu applichi le stesse dotte categorie e questo spreco di sapere per dimostrare che non esiste un popolo ebreo e, perché no?, neppure un popolo italiano!
è ovvio che ogni costruzione di identità nazionale passa attraverso processi simili a quelli che hai descritto per i curdi: e in Italia basterebbe pensare alla questione meridionale per cogliere subito lo spessore delle forzature che vennero compiute per affermare l’identità nazionale (e che tuttora si compiono, ad esempio nel Sued Tirol delle mie origini):
ma come mai queste sottili distinzioni si dovrebbero applicare soltanto al popolo curdo?
come sai già, ritengo che ci sia una evidente malafede tua che si giustifica solamente con una ostilità preconcetta che ti porta a schierarti dalla parte di chi priva venti milioni di persone del diritto alla loro identità e ad un loro stato.
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo art. 22
Ogni individuo […] ha diritto […] alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale […] dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

e la nazionalità alla quale si appartiene non è facoltà di altri deciderlo, aggiungo io.

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https://imieiborghi.wordpress.com/2019/03/25/dolceacqua/

bortocal15 27 marzo 2019 alle 11:11
confermo che Dolceacqua è stupendo!
ci sono vissuti dei miei zii e ci aveva una casa mio cugino: la prima foto sembra presa più o meno da casa sua. 🙂

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https://veronicaiovino.com/2019/03/17/luoghi-incredibili-monte-fanjing-cina/

VERONICA Marzo 18, 2019 @ 1:53 pm
Wow😍😍😍 sei un uomo dalle mille sorprese…tua figlia ha vissuto 5 anni in Cina??? Per lavoro?
Immagino sia stata un’esperienza irripetibile, di una ricchezza senza pari…
Quindi ti sei vissuto una Cina lontana dal turismo?
Che viaggio Mauro❤❤❤❤
Ps se tua figlia è ancora in Cina ti accompagno a trovarla😜

BORTOCAL15 Marzo 27, 2019 @ 7:34 am
scusa veronica, ma il tuo commento del 18 marzo non mi è stato notificato o mi era sfuggito e lo scopro soltanto adesso; non giudicarmi villano, ma in assenza di nuovi post tuoi (che mi mancano) passo da te solo ogni tanto a dare un’occhiata se mi è sfuggito qualcosa.
sì, la mia terza figlia ha vissuto cinque anni in Cina, e vi si è laureata in cinese. è rientrata in Italia da tre anni o quattro; ma, siccome dopodomani è il suo compleanno e stiamo pensando di regalarle un volo AR per tornarci per un po’, ti faccio sapere come pensa di organizzarsi, se lo farà davvero come credo e se pensi davvero di poterla accompagnare; poi sentiamo anche che ne dice lei…; io purtroppo un viaggio così non me lo posso più permettere…
due dei miei viaggi in Cina li ho fatti con lei, che mi ha aiutato a scoprire certi aspetti poco turistici, come – so che non dovrei dirlo – i baracchini di strada col cibo locale, un ristorante senza insegne di Pechino dove si mangia carne di cane o un altro con una indimenticabile anatra alla pechinese.
nel secondo andammo all’esposizione mondiale si Shanghai del 2010, poi io continuai da solo.
il terzo viaggio nel sud l’ho fatto invece tutto da solo, come già sai, all’inizio del bortoround, e ne sai qualcosa dai resoconti del blog.
non posso dire che i miei viaggi non siano pur sempre turistici, però sai anche che rinuncio volentieri a qualche meta spettacolare se posso immergermi anche come posso nella realtà autentica della vita dei vari popoli.

VERONICA Marzo 28, 2019 @ 2:41 pm
Eh sì hai ragione anche tu sto trascurando un po’ il blog ultimamente e mi manca tanto scrivere ma sono davvero impegnata in questo periodo😅
Fammi sapere quando tua figlia andrà in Cina chissà magari la vado a trovare😍😍 chi meglio di chi ci ha vissuto 4-5 anni potrebbe svelarmi i posti più autentici e segreti?😏
Se ci fossi stato anche tu sarebbe stato fantastico… t’immagini io e te a fare gli scalini del Monte Fanjing???😊
Ti abbraccio forte carissimo Mauro

BORTOCAL15 Marzo 28, 2019 @ 7:20 pm
eh, credo che un pochino ci manchino i tuoi post che fanno sognare, ma pigliati tutto il tempo e sapremo aspettare.
certamente ti informo sugli sviluppi, anche se pure per Sara la Cina meridionale sarà una scoperta nuova: qui forse ne so qualcosina di più io (lingua a parte).
ah ah: certo che sarebbe uno spettacolo salire su quel monte assieme: ma tu sei una sportiva allenatissima, e io un vecchio signore che spera soltanto di non essere diventato troppo bolso quando riavrò un po’ di soldi per viaggiare così lontano…. 😉

VERONICA Marzo 29, 2019 @ 10:03 am
Non ti preoccupare che dalla prossima settimana sto pensando di buttare giù un piano editoriale cosi riesco ad organizzarmi meglio😁
Quanto a me e te sulla montagna ti aspetterei ad ogni scalino anche a costo di metterci qualche ora in più perché sono certa che ce la faresti❤
Aspetto tue news sulle avventure di Sara😘😘😘 

BORTOCAL15 Marzo 29, 2019 @ 2:57 pm
arriverai prima tu con qualche nuovo appassionante racconto che i resoconti di Sara, penso: comunque, certamente, in assenza di resoconti di viaggio miei, pubblicherò i suoi, quando sarà e se ce saranno: ma certamente non mancheranno le foto: Sara, secondo me, è un’ottima fotografa.
che cosa saranno mai 9.000 scalini…: dopotutto sono soltanto 5 volte quelli della torre Eiffel… 🙂


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