Cintura di Seta di Strade: quante sono le vie della Seta? – 154

ecco sostanzialmente un reblog mio, un poco commentato, del post CINA, Anghessa, 29 marzo 2019
https://aldoanghessa.org/2019/03/29/cina-4/

Solita, necessaria, premessa: sono molto favorevole alla cosiddetta “Via della Seta”, che i cinesi chiamano (in Mandarino) Cintura di Seta di Strade – un nome meno esotico di questo fantasmagorico programma di almeno MILLE miliardi di dollari, lanciato nel 2013.
Lo scopo? Finanziare in Asia e in Europa le grandi infrastrutture (ferrovie, strade, linee marittime, porti, etc.), utili alla “fabbrica del mondo” per movimentare i prodotti.

new-silk-road-750x310
Questo progetto, veramente millenario, trasferirà nel complesso continentale di Eurasia una massa economica, per dialogare con l’altro continente, quello detto una volta Nuovo: più con quello sud-americano che con il “nord”, che giustamente inorridisce del suo tramonto, oltre che tecnologico ANCHE demografico!

L’Italia, per esempio, ”gioisce“ (un po’infantilmente) di esportare le Arance -per via aerea? una idiozia!
L’ Italia è il paese, dopo la Grecia, più indebitato d’Europa, satollo di 20 miliardi di investimenti (che “NATURALMENTE” DOVRANNO comprendere anche il 5G).
In un post precedente ho parlato del Portogallo e della abile (travolgente) strategia del Dragone, con gli Usa che in piena “difensiva” si aggrappano a leggi interne – ed egemoniche – sulla acquisizione della EDP (80% delle linee elettriche lusitane).
È’ altamente probabile che all’incontro del 25 marzo (tatto cinese!! di non presentarsi a Parigi – causa i jillets jaunes!?) – Macron, Merkel e Juncker – Xi Ping si presenterà con il mirabolante contratto per TRECENTO Airbus!!
Il lettore mi “consentirà una simpatica chicca! In Mandarino la parola Macron, che si pronuncia “Makelong”, indica “Cavallo”.

Interessante è osservare la strategia cinese in Africa: la strategia del Dragone consiste nel finanziare grandi opere, porti, autostrade, ferrovie, dighe. Curiosamente la Cina finanzia paesi (africani) con fondi limitati che gli ex?! paesi colonizzatori consideravano il cortile di casa… oggi persi.
Lo scopo cinese – strategico -, oltre ad inviare le proprie merci, utilizza -giustamente – le strutture per “importare “le materie prime.
Ovviamente tra le altre condizioni internazionali dei contratti c’è la “postilla“ che, in caso di mancata restituzione dei fondi, le strutture “passano“ alla proprietà cinese.
Come è accaduto,nel 2017 allo Sri Lanka, che non ha rimborsati i prestiti e ha “ceduto” il porto di Hambaton (che con la gestione Cina rende molto di piu’) sulla rotta Singapore Bombay.
Nel settembre 2018 lo Zambia, in condizioni simili, ha ceduto l’aeroporto internazionale e la rete elettrica. Così il Kenya, incapace di restituire un prestito di 4,3 miliardi di euro per la costruzione della linea ferroviaria tra Nairobi e Mombasa, che alimenta il centro containers del porto. Idem per l‘Etiopia, per la linea ferroviaria tra Addis Abeba e Djibouti.

Attenzione, è la medesima procedura utilizzata dai “colonialisti“ e dai campioni americani del liberismo!!
Con il presidente Trump che vuole “recuperare“ almeno 500 miliardi guadagnati dai cinesi… e che loro stanno reinvestendo in Africa?! povero Trump…!!

. . .

il post si conclude in modo aperto: inizia dichiarando favore e simpatia per il progetto, si chiude evidenziando alcune preoccupazioni.

mi pare un atteggiamento equilibrato, ma alla fine la vecchia Europa contro cui Trump conduce la sua guerra commerciale non tanto segreta, ha altre alternative?

e a me pare che uno spostamento dell’Europa verso la Cina sia non soltanto una scelta obbligata e forzata, ma anche un fattore di equilibrio nel mondo, per quanto modesto, per contrastare i rischi e le tentazioni americane di un confronto anche militare con la Cina.

mi pare giusto così.

. . .

ma il post lascia in ombra un altro aspetto che per me è centrale: l’Italia si è staccata in questa occasione dall’Europa, pretendendo di fare da sé, se non addirittura di assumere un ruolo di leadership e ponte speciale, quasi nel ricordo di Marco Polo.

è un atteggiamento puerile e velleitario, a me pare, e non tiene conto dei rapporti di forza: non credo che possa venirne nulla di nuovo.

anche la Brexit sta assumendo lo stesso significato: un divorzio inglese dall’Europa, nella prospettiva di diventare un terminal della penetrazione cinese nel continente.

questa frantumazione dell’Europa non lascia presagire niente di nuovo sul piano geostrategico…


Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...