la guerra interna europea per interposta Libia – 171

di fronte alla nuova guerra di Libia avviata dalla Francia per interposto Haftar, dopo quella del 2011 contro Gheddafi, protagonista Macron oggi, come lo era stato Sarkozy otto anni fa, qualche nota veloce.

1.  le guerre inter-europee si combattono oggi altrove e usando qualche prestanome, anziché sul territorio europeo con eserciti tradizionali?

direi di sì.

2. gli stati europei si fanno la guerra anche militare e non solo economica  (i due aspetti sono inseparabili oggi) anche se fanno parte della stessa entità politica fantasma chiamata Unione Europea?

direi di sì.

3. i precedenti storici di vaghe unioni politiche di tribù affini, che però non escludevano che queste potessero anche farsi la guerra direttamente fra loro non mancano, in particolare proprio in Europa, in epoca antica; nel Sacro Romano Impero il posto delle tribù che si combattevano venne sanguinosamente preso dai principi e dai vescovi locali: è questo il nostro modello di riferimento? l’Unione Europea come il Sacro Romano Impero…

direi ancora di sì, basta saperlo.

4. la Francia oggi risulta alleata dell’Egitto sanguinario di Al Sisi e mira ad impiantare in Egitto una dittatura simile, strettamente alleata a lei?

sì, questo è certo.

5. come mai, subito dopo che l’Italia richiamò l’ambasciatore per l’uccisione di Regeni, il presidente francese Hollande arrivò al Cairo, firmò 30 accordi commerciali e concesse una serie di prestiti con cui Al Sisi fece incetta di armi francesi? il barbaro omicidio di Regeni è stato una mossa dei servizi segreti dei due paesi, forse neppure direttamente gestita dal governo del Cairo inizialmente, ma ai più alti e non confessabili livelli, per preparare questa alleanza, colpendo le relazioni fra Italia e Egitto con un ostacolo insuperabile? 

direi di sì, che è molto probabile, e comunque che questo è il significato che ha assunto quel delitto, comunque sia nato.

6. il progetto di unificazione europea di Macron, a cui si è subito accodato il nuovo volto pulito del renzismo, Calenda, ha qualche traccia di credibilità residua?

direi di no: Sarkozy, Hollande, Macron: la stessa politica libica della Francia con tre volti diversi.

7. la guerra di Libia di Sarkozy del 2011 ottenne il risultato di abbattere Gheddafi, con l’appoggio di Obama e perfino di Berlusconi, e fu facilitata dalla mancanza di flessibilità politica di Gheddafi che non seppe ritirarsi al momento giusto, per salvare le sue posizioni sul piano politico, non su quello militare dove non poteva reggere; ma la Francia risultò comunque perdente, dato che riuscì soltanto a precipitare la Libia nel caos.

Macron riuscirà dove Sarkozy è fallito? ogni previsione in campo militare è azzardata, ma scommetto che sarà un fiasco.

linkiesta ha torto: https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/08/haftar-libia-scenari-sarraj-egitto-arabia-francia/41722/

questo mi convince molto di più: https://mcc43.wordpress.com/2019/04/07/la-libia-e-la-molto-dubbia-forza-di-khalifa-haftar/

dOMENICA-DEL-cORRRIERE-COPERTINA-600


3 risposte a "la guerra interna europea per interposta Libia – 171"

  1. Vedo che anche tu sei contro l’UE del Pil, ovvero della crescita, ovvero dei capitalisti, ovvero della concorrenza/guerra in cui ognuno cerca di fare le scarpe all’altro:
    La Germania esporta contro le regole concordate senza aumento dei consumi, la Francia fa guerra all’Italia per petrolio e gas, Inghilterra, Irlanda, Lussemburgo, Olanda fanno i paradisi fiscali per fregare chi non può farlo, La Grecia stremata se la sono comprata a basso prezzo, Ungheria, Austria, Slovacchia etc non si prendono le quote dei migranti.
    Tutto ciò si chiama libero mercato in libera finanza.
    I nobili padri fondatori erano per l’Europa dei cittadini o del capitale ? Va a saperlo…

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    1. be’, direi che lo sappiamo abbastanza bene che i padri fondatori, quelli nobili almeno, erano per l’Europa dei cittadini. basta rileggersi il Manifesto di Ventotene di Spinelli e scoprire che la futura Europa unita veniva vista come un modo di opporsi ai giganteschi complessi industriali e bancari che premevano sul governo per ottenere la politica più rispondente ai loro particolari interessi, e che questa, secondo lui, minacciava di dissolvere lo stato stesso in tante baronie economiche in acerba lotta tra loro.
      http://www.italialibri.net/contributi/0407-1.html
      è un testo quasi profetico e di sconcertante attualità, che va certamente riletto, anche per bene interpretare il presente:
      non si possono più lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un’attività necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori
      del resto, Spinelli parlava di la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani, e dunque il suo programma politico non è certo quello che si è concretamente realizzato con la formazione dell’Unione Europea, che è avvenuta a partire dalla permanenza degli stati nazionali, semplicemente cercando di coordinarne le politiche fra loro, ma principalmente sul piano economico.
      questo non rivaluta certamente nazionalismi e sovranismi di cui il Manifesto di Ventotene fa una critica definitiva e tuttora valida, e dunque ci costringe a cercare di riattualizzare il suo programma nel quadro di una Unione Europea da correggere in certe forme istituzionali e nella politica concreta che produce.
      purtroppo l’ostacolo principale su questa strada sono proprio i popoli che compongono l’Unione: come dimenticare che il pur modesto avanzamento in senso sovranazionale rappresentato dalla Costituzione Europea fu bocciato dai referendum popolari in Francia e Olanda?
      l’Europa attuale è tuttora l’Europa delle patrie del generale De Gaulle.
      si sarebbe dovuto avere il coraggio di andare avanti senza di loro, in attesa di un ripensamento, ma sarebbe forse saltata tutta l’Unione, allora.
      e del resto che possiamo farci se la maggioranza degli europei vota per le forze conservatrici, tanto che l’obiettivo delle prossime europee è impedire che i popolari si saldino con i sovranisti e con i nostalgici del fascismo, ripetendo la tragedia prima italiana e poi tedesca e infine europea del primo Novecento?
      dirlo e criticare l’Unione Europea non deve però riportarci al nazionalismo reazionario, in particolare oggi che cerca di affermarsi di nuovo, tracciando la strada ad un futuro molto incerto anche nel nostro continente, dove i conflitti latenti potrebbero esplodere di nuovo come conflitti aperti: siamo già alle guerre inter-europee condotte per interposti paesi extra-europei, come dicevo nel post, e con la brexit alla promessa di guerre economiche interne e dirette.
      manca ancora un piccolo passaggio per ritrovarci tra conflitti locali armati dentro l’Unione?
      Mao avrebbe detto che non si deve buttare via il bambino con l’acqua sporca: mi permetto una piccola correzione: non si deve buttare via il bambino invece dell’acqua sporca.

      non capisco la tua quasi meraviglia: che io sia contro l’UE del Pil, ovvero della crescita, ovvero dei capitalisti, ovvero della concorrenza/guerra in cui ognuno cerca di fare le scarpe all’altro mi pare la scoperta dell’acqua calda (più che dell’acqua sporca), ma questo non basta a mettermi contro un processo di rafforzamento e trasformazione dell’Unione Europea.

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