panorama #Marino – 172

Repubblica dà più rilievo alle dichiarazioni di Orfini che all’assoluzione definitiva in Cassazione di Marino dalle accuse per il famoso caso degli scontrini che portarono a sfiduciarlo il Partito Democratico renzino di Roma di tre anni fa – cioè in pratica TUTTO l’apparato del Partito Democratico romano di allora…

non è spassoso?

una assoluzione talmente secca da stendere chiunque lo accusasse: “perché il fatto non sussiste”.

stendere anche Repubblica, che ovviamente si appoggia ad Orfini per continuare a difendere se stessa, visto che fu parte importante di quella manovra.

. . .

si arrivò ad imporre le dimissioni dei consiglieri democratici da un notaio: fatto mai visto in Italia.

per consegnare la città all’opposizione a 5Stelle: Virginia Raggi, attuale sindaco, e Marcello De Vito, arrestato il 20 marzo scorso e attualmente in carcere con l’accusa di corruzione per l’inchiesta sullo stadio della Roma (mazzetta da 400 milioni): innocente fino a condanna definitiva, ovviamente; ma se i 5Stelle chiedevano le dimissioni di Marino per qualche scontrino di ristorante, qui di ben altro si tratta.

questo povero inutile blog si batté inutilmente a favore di Marino, assieme al blog valoroso del collega e coetaneo romano Raimondo Bolletta, che in città doveva contare un po’ più di me: ma tutto fu invano.

una campagna social ben orchestrata ottenne il risultato, e fu uno dei primi assaggi di che cosa è in grado di fare una cagnara isterica sui social, che stanno oramai consegnando la politica ai peggiori istinti della belva umana.

. . .

è talmente divertente, che mi piglio lo sfizio di analizzarla, questa dichiarazione di Orfini, anche perché sul resto del caso c’è oramai poco da dire.

“Alcuni, compreso qualche dirigente del Pd, mi chiedono di scusarmi per la scelta di avere sfiduciato Ignazio Marino. Ovviamente non credo di doverlo fare, perché quella scelta l’ho assunta spiegando fin dal primo momento che non era legata all’inchiesta. Marino non era adeguato a quel ruolo, stava amministrando male Roma, la città era un disastro.”

perché, in che cosa Marino stava amministrando male Roma? non è dato saperlo: il giudizio è immotivato e resta nella mente di Orfini.

e la colpa non era del sindaco neofascista Alemanno, prima di Marino, e nello spazio da lui dato a  Roma capitale?

Marino doveva risolvere tutti i problemi in due anni?

“Di lui – Marino – difesi l’indifendibile, misi me stesso a sua protezione per più di un anno, rispondendo personalmente di ogni problema della città” – è sempre Orfini che parla, anzi dichiara.

che cosa c’era di indifendibile nelle scelte di Marino? non è dato saperlo: il giudizio è immotivato e resta nella mente di Orfini.

“Andai nei luoghi dove nessuno di quella giunta osava andare perché si prendevano fischi e insulti. Li presi io per lui e per loro. E presi anche le minacce dei mafiosi di Ostia, della cui esistenza prima del mio arrivo (e di quello di Sabella e Esposito) nessuno si era accorto.
Non bastò perché errori e atteggiamento del sindaco non cambiarono…”

come avrebbero dovuto cambiare? non è dato saperlo: il giudizio è immotivato e resta nella mente di Orfini.

“La Roma disastrata di oggi è anche figlia di quella stagione, di quei limiti amministrativi, di quella visione antipolitica, di un partito che era davvero impresentabile…
Sarebbe un bene se oggi il M5s sfiduciasse la Raggi”.

qui il discorso si fa confuso: il partito che Orfini giudica impresentabile non era, non è il Partito Democratico, cioè il partito di Orfini (per ora)?

. . .

Marino fu scelto come candidato sindaco alle primarie romane del Partito Democratico del 7 aprile 2013 col 55% delle preferenze.

la sua colpa fu di avere sbaragliato, tra gli altri, il renziano Gentiloni che prese il 15%?

al ballottaggio delle elezioni comunali di Roma del 9-10 giugno 2013 prese il 64,8% dei voti, e venne eletto per 5 anni.

e toccava ad Orfini ribaltare il giudizio degli elettori romani e degli elettori del suo partito?

secondo Orfini sembra di sì, visto che rivendica tuttora di averlo “sfiduciato”, come se questo non fosse, semmai, un diritto degli elettori e non suo personale.

come se Marino dovesse rispondere a lui personalmente e alle cricche che Orfini rappresentava e non agli elettori dopo 5 anni, alle successive elezioni.

(ma sotto c’era uno scambio inconfessabile di favori con papa Bergoglio e la Curia, che Renzi considerava più importante per vincere le politiche – povero lui!

l’ordine di liquidare Marino è palesemente venuto da Bergoglio, il papa gesuita.

indimenticabile il suo sprezzante “Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno invitato”.

e ne andava dell’immagine mondiale del potere della Chiesa…).

ed è questo che rende inaccettabile che con la stessa logica Orfini chieda al Movimento 5Stelle – e non agli elettori romani – di sfiduciare la sindaca attuale, Raggi.

. . .

il caso Marino non è soltanto il dramma di un onesto estraneo agli apparati di partito che i politicanti di diverso colore hanno liquidato per riprendere a fare i loro giri di corruzioni e tangenti (in questo Marino era “un marziano”, come fu definito), ma un caso che apre la veduta su un intero panorama politico: mette a nudo l’idea della politica e la mancanza di rispetto degli elettori di un partito che ha la faccia tosta di definirsi Democratico.

Orfini, pasdaran di Renzi, uomo senza arte nè parte che non sia quella del politicante di mestiere, studente di archeologia mai laureato, è stato addirittura presidente del Partito Democratico dal 14 giugno 2014 al 17 marzo 2019.

dovrebbe essere normale in un paese normale che un partito che tratta così i suoi elettori e i suoi candidati vincenti non debba più essere votato, almeno fino a che non fa piazza pulita dei personaggi come Orsini.

. . .

non che questa, peraltro, sia una caratteristica del solo Partito Democratico, in Italia.

e adesso, ditemi: perché illustro il post con La strage degli innocenti di Giotto, cappella degli Scrovegni di Padova?

Giotto_-_Scrovegni_-_-21-_-_Massacre_of_the_Innocents


13 risposte a "panorama #Marino – 172"

  1. Il bello è che dopo aver silurato Marino si sono scandalizzati perché i romani hanno votato 5S… e chi dovevano votare, secondo loro, dato che il sindaco che avevano votato l’avevano fatto fuori i suoi?

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    1. quel Renzi non è normale…

      un mio amico a cui faccio la stessa osservazione a voce, mi risponde: perché? pensi che Napoleone lo fosse?

      sì, rispondo, ma un conto è un non normale geniale e un conto un non normale balordo, privo di intelligenza emotiva e di empatia…

      se uno non capisce che abbattere Marino per la campagna 5Stelle era mandare i 5stelle al governo, è normale?

      ma l’idea di Renzi è sempre stata che era meglio farlo così si sputtanavano da soli, mentre lui se la godeva mangiando i popcorn.

      ma probabilmente sotto c’era uno scambio inconfessabile di favori con papa Bergoglio e la Curia, che Renzi considerava più importante per vincere le politiche (povero lui!).

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        1. sottinteso il riferimento a Renzi, evidentemente.

          ovviamente mi sei apparso come un’ombra di Banco mentale mentre scrivevo normale, data la discussione che abbiamo in corso sul termine.

          ho l’impressione che l’uso della parola normale abbia a che fare con la democrazia parlamentare di cui parlavo nel commento al tuo blog:

          infatti chi dice normale intende in realtà riferirsi semplicemente all’opinione della maggioranza di cui rivendica di fare parte: erige a norma una opinione come le altre soltanto perché è contento che sia numericamente la più rappresentata e dunque la più forte.

          insomma, ritroviamo qui la stessa arroganza del numero che regge i governi eletti per via parlamentare.

          purtroppo sia il “normalista”, per chiamarlo ironicamente così, sia il parlamentarismo ignorano che la dinamica della storia si affida invece alle minoranze dissonanti critiche e attive, che non sempre riescono a cambiare le cose, ma spesso sì.

          del resto, se la storia è cambiamento, difficilmente è agita dalle masse in cui la forza del numero è data dal numero e dallo spirito più o meno di conservazione: salvo proprio quando il disagio si fa universale e allora persino il gregge si agita convulso.

          ciao. 🙂

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          1. Il terreno è scivoloso…ma così è…

            22
            NORMA

            La norma matrigna
            E’ di perfetto geometrico cristallo.

            Ma i miei occhi vedono ben oltre
            Il suo miope sguardo.

            Fredda, vuole muto assenso.
            Non può capire la libertà
            Del mio intimo sentire.

            Ignora la ricchezza dell’imprevedibile
            Ed impone la rinuncia alla bellezza
            Che sta ai lati del suo stretto sentiero.

            Oso uscire dal percorso
            Da altri tracciato.

            Nessun danno ad altri ed al mondo
            Dal mio libero agire,
            So quel che faccio.

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      1. E ancora oggi sostengono di aver fatto bene, anzi lo rivendicano!
        Il “giovane turco” Orfini… non più giovane, nel frattempo, anzi molto vecchio.
        Cioè, questi a Roma avevano un partito che era un puttanaio, scusa l’espressione, e la colpa era di Marino?
        Comunque si, hai ragione, le pressioni del Vaticano (vuoi o non vuoi il pd mezzo democristiano e’…) erano forti e Marino era un corpo estraneo, loro preferiscono avere a che fare con chi “capiscono”, chi possono”annusare”…
        i 5S alla prova dei fatti si sono dimostrati per quello che sono. ma dopo di loro non ci sarà il pd, ma la destra…
        e dunque complimenti vivissimi agli strateghi dem!

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        1. l’ordine di liquidare Marino è palesemente venuto da Bergoglio, il papa gesuita.

          indimenticabile il suo sprezzante “Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno invitato”.

          https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/08/marino-lascesa-con-martini-e-la-caduta-con-bergoglio-la-carriera-del-sindaco-racchiusa-tra-due-gesuiti/2110250/

          https://video.repubblica.it/dossier/dimissioni-marino/i-sostenitori-di-marino-contro-bergoglio-e-lui-il-vero-imbucato/215933/215117

          un sindaco laico a Roma durante l’Anno Santo? intollerabile: ne andava dell’immagine mondiale del potere della Chiesa…

          povero Marino svenduto dai suoi.

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      2. Napoleone non manca….

        254
        DEMONE

        Ma Napoleone
        Che se ne faceva
        Di Russia ed Egitto?
        Li sgranocchiava la sera
        Sdraiato sul canapè?

        Quale demone lo spingeva
        A sparger morte tra le genti
        Se non per appuntar medaglie
        Sul suo napoleonico cappello?

        Non sarebbe stato meglio
        Consegnarlo all’esorcista
        O, meglio ancora,
        Internarlo in manicomio?

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        1. ma Napoleone ha avuto dietro di sé, per molto tempo, prima di scadere nel delirio narcisista, un popolo intero in rivoluzione e la borghesia europea determinata a prendere il potere! ma Renzi?

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          1. Renzi ha avuto con sé tutto, tutto il PD ( SPQR ) ed il 40 % dei votanti…questo, il poveretto non l’ha retto, si è perso nella sua esaltata pochezza , nel cieco narcisismo, ed ancora si crede Napoleone….
            Questi omuncoli di strapaese riescono per un po’ ad essere specchio delle masse, poi ovviamente naufragano con nave e ciurma.

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            1. il 40% dei votanti che era poi poco più del 20% degli aventi diritto al voto; e con voti comperati a 80 euro al mese…

              solo un cretino pompato dalle lodi interessate di chi lo stava usando poteva convincersi di avere in mano l’Italia e di poterle imporre tutto quello che i suoi datori di lavoro volevano.

              ma mi ha sempre stupito non tanto lui come caso patologico, ma appunto quelli che lo hanno usato, quanto sono stupidi: e qui la schizofrenia c’entra poco, piuttosto è il degrado di una classe dirigente che vive alla giornata e tira a campare puntando sulla Ruota della Fortuna.

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