il rischio globale Italia e la corda al collo – 178

certo, è una bella soddisfazione essere definiti un rischio globale, come stanno facendo diverse istituzioni internazionali a proposito dell’Italia.

a me la politica economica di questo governo non piace, per usare un eufemismo: non mi piaceva quella di Berlusconi, non mi piaceva quella di Renzi, non mi piace questa che mescola assieme Berlusconi e  Renzi, elevando il deficit alla seconda potenza.

ma non capisco come proprio il debito italiano rappresenti il rischio che tutti temono: è soltanto un problema di dimensioni?

tutti gli economisti che contano, cioè quelli che abbelliscono la volontà e i progetti dei potenti di una patina di preteso rigore scientifico (nel campo economico!), ci assicurano che l’unico modo di continuare a crescere è aumentare il debito.

e che per aumentarlo meglio occorre tagliare servizi sociali, qualità della vita pubblica, sanità e scuola, insomma tutto ciò che è solidaristico e collettivo, tutto ciò che esprime un interesse condiviso per una società futura, di modo che alla massa impoverita e parcellizzata non resti che il consumo infelice e compulsivo.

crepi pure il pianeta, che comunque non avrà lunghissima vita: l’obiettivo è la crescita dei consumi inutili, o meglio utili soltanto per il paranoico sviluppo della ricchezza dei minorati mentali anafettivi che ci governano:

in modo che si possa leggere che Zuckerberg, il padre padrone di Facebook, e dunque di tutti i suoi utenti, si ritaglia una RETRIBUZIONE di 22 milioni di dollari, cioè di 50.000 euro al giorno.

sono loro il pericolo globale, non servono troppe parole per dirlo; e come possono i protagonisti del vero rischio globale essere credibili nello spiegarci dove starebbe il rischio globale, secondo loro?

. . .

e siccome la torta si restringe, hanno cominciato a farsi la guerra, per ora economica, tra loro: America contro Unione Europea, e l’economia è soltanto la guerra fatta con altri mezzi.

naturalmente vorrebbero che i consumi continuassero a crescere anche durante la guerra, e con questo siamo alla follia completa.

in questo momento siamo in guerra con Trump, noi: tutta l’Unione Europea; ma è una guerra strana, fatta di salamelecchi e di sotterfugi con chi sta cercando di pugnalarti alla schiena.

ed è tutto un gioco ambiguo da ogni parte, schivare il colpo e tirarsi fuori per primi, per passare dall’altra parte, ma forse no, restare legati a chi sta cercando di ucciderci, in un caos senza più filo conduttore, che ogni tanto trova perfino un nome che più grottesco neppure si può pensarlo: la Via della seta.

. . .

purtroppo noi, in Italia, abbiamo un governo che al debito illimitato crede e che continua a promettere di fare debito fino al mese prossimo, poi si vedrà che cosa possa succedere.

ovviamente ai padroni delle banche che fanno circolare derivati che valgono da soli varie volte l’intero valore del mondo non conviene alla fine far crollare nessuno, perché i primi a saltare per aria sarebbero loro.

gli basta continuare a stringerci attorno al collo la loro corda da usurai, per spremerci a interessi sul debito tutto quello che scientificamente è possibile ricavare, senza far crollare l’intero sistema mondiale del debito.

oh, in questo la loro scienza economica è davvero scientifica e sa bene come calcolare il limite tra l’asfissia e la sopravvivenza.

ma basta un piccolo errore di calcolo, uno sgabello che scivola sotto il corpo dell’impiccato per finta, che le vertebre potrebbero spezzarsi davvero.

lucky_luke_2


4 risposte a "il rischio globale Italia e la corda al collo – 178"

  1. Vorrei una nuova società: etica, solidale,pacifica.
    Vorrei una società in cui la dignità di ogni singolo uomo sia anteposta ad ogni interesse pubblico e privato.

    Quanto al debito pubblico italiano, spero si profili a breve un governo capace di dire basta a questo sistema finanziario truffaldino e rapace; il debito è come minimo da dimezzare, gratis, con buona pace dell intero sistema; non fanno forse così imprenditori grandi e piccoli quando con le casse ben piene e nascoste fanno saltare il banco??
    Ma chi ha coraggio di far ciò?

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    1. sono completamente d’accordo con te e aggiungo che gli iperplutocrati vanno espropriati, come si fece al tempo della rivoluzione francese con quelli di allora, che si chiamavano nobili e clero.

      la cancellazione periodica dei debiti del resto è prevista dalla Bibbia e chi prega il padrenostro, la invoca ogni mattina: Fai che cancelliamo i nostri debiti, come noi li cancelliamo ai nostri debitori: traduco il concetto in modo più chiaro del solito, ma questo è… 🙂

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        1. mi piace, anche se condannato all’irrilevanza: temo che sia debordante il numero di coloro che si ritengono creditori solo perché individualmente hanno dei soldi in banca e non si rendono conto che la loro quota di debito pubblico è superiore ai depositi, così che anche loro sempre debitori sono e la massa dei gli interessi che pagano è molto di più di quelli che del resto non ricevono.

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