dica 66: un presidente della repubblica fuori della Costituzione – 198

“Ho promulgato in data odierna la legge recante: ‘modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa’. Il provvedimento si propone di ampliare il regime di non punibilità a favore di chi reagisce legittimamente a un’offesa ingiusta, realizzata all’interno del domicilio e dei luoghi ad esso assimilati, il cui fondamento costituzionale è rappresentato dall’esistenza di una condizione di necessità.
Va preliminarmente sottolineato che la nuova normativa non indebolisce né attenua la primaria ed esclusiva responsabilità dello stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini, esercitata e assicurata attraverso l’azione generosa ed efficace delle forze di polizia.
L’art. 2 della legge, modificando l’art.55 del codice penale, attribuisce rilievo decisivo ‘allo stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto’: è evidente che la nuova normativa presuppone, in senso conforme alla costituzione, una portata obiettiva del grave turbamento e che questo sia effettivamente determinato dalla concreta situazione in cui si manifesta.
Devo rilevare che l’articolo 8 della legge stabilisce che, nei procedimenti penali nei quali venga loro riconosciuta la legittima difesa ‘domiciliare’, le spese del giudizio per le persone interessate siano poste a carico dello stato, mentre analoga previsione non è contemplata per le ipotesi di legittima difesa in luoghi diversi dal domicilio”.

messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere del 26 aprile 2019

. . .

Mattarella è fuori della Costituzione due volte.

non soltanto perché eletto da un parlamento poi dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale; e avrebbe dovuto trarne le conseguenze, far approvare subito una legge elettorale conforme ai principi della costituzione, sciogliere il parlamento e dimettersi, per far eleggere un presidente pienamente legittimato dal nuovo parlamento, invece di fare in modo che quel parlamento tirasse dritto e anzi approvasse ben due nuove eleggi elettorali, la prima dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale e la seconda, quella vigente, ancora non si sa.

ma è illegittimo anche nei comportamenti.

la Costituzione non attribuisce al Presidente della Repubblica nessun poter di interpretare le leggi con messaggi alle Camere; gli dà soltanto il potere di rinviarle alle medesime.

Art. 66 (Funzioni e poteri del Presidente della Repubblica)
Il Presidente della Repubblica: […]
f) promulga le leggi. Può, prima della promulgazione, chiedere una nuova deliberazione, con messaggio motivato alle Camere. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

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se la legge salviniana sulla legittima difesa contiene perfino degli errori logici insanabili, come la sua lettera osserva, il Presidente ha l’OBBLIGO di rimandarla alle Camere perché li correggano.

carina l’idea di segnalare l’errore, ma poi farlo entrare in vigore. 

ma che scelta è quella di fare entrare in vigore una legge sbagliata?

una scelta che aumenta la confusione nei tribunali.

. . .

come spiega Repubblica ai suoi incliti lettori, il concetto di “grave turbamento” non può essere invocato “soggettivamente” da chi ha sparato. Se fosse una scriminante sempre e comunque colui che che ha sparato potrebbe dire di essere stato in stato di grave turbamento per evitare il processo per eccesso di legittima difesa. Bisogna invece che questo stato di grave turbamento sia riconosciuto oggettivamente.

bravo! anzi, bravi! intanto Salvini, che ha scritto la legge, dice esattamente il contrario:
 “Ascolto con interesse estremo i rilievi del capo dello Stato, ma la legittima difesa è legge dello Stato e i rapinatori da oggi sanno che se entrano in una casa, un italiano può difendersi senza rischiare di passar anni davanti a un tribunale in Italia. Questa legge rende il mestiere dei rapinatori più pericoloso di quello che era ieri”.

non ha capito niente, ma questa non è una novità: dopo questa lettera la vita per chi ammazza un ladro in casa resta, giustamente, problematica come prima, perché dovrà comunque dimostrare di essere in una condizione di grave turbamento, e questo non può essere dato per scontato.

sempre che qualche giudice non sia salviniano anziché mattarelliano e non decida diversamente.

. . .

insomma, aumenta la confusione nei tribunali un presidente che non fa il presidente – del resto voluto da Renzi proprio perché abbastanza sbiadito da non fare il presidente.

 


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