lei ansima – bortoblog 20

un nuovo post della serie dedicata ai miei commenti sui blog altrui significa di questi tempi soprattutto scommettere che ce ne saranno; la primavera mette in crisi i blog, è il loro inverno a rovescio, alcuni vanno in letargo e non si se passeranno la stagione, moltissimi si sono già estinti.

a volte penso all’intolleranza con cui ho chiuso la porta su alcune amicizie di piattaforma; che dire? che sono sempre me stesso: ampiamente insopportabile, o forse troppo sensibile a certe sfumature.

da tempo, da questi ultimi tempi della vecchiaia in arrivo, capisco da me che la mia forma mentis è un po’ troppo particolare; sarebbe interessante approfondire, ma non c’è tempo né voglia; non sono certamente un Asperger, per la mia mania, al contrario, di guardare anche troppo direttamente la gente negli occhi: operazione pericolosa, perché rivela disarmate le tue emozioni vere.

però la mia capacità di lavoro, le mie fissazioni su scopi specifici, la mia capacità indubbiamente anomala di perseguire quegli obiettivi in maniera sistematica sono tutti tratti che l’imperante bisogno di gente conforme porterebbe di sicuro a far classificare come anomalie semi’patologiche, da parte dei funzionari del buon senso omogeneo.

quindi commentare è cercare in qualche modo simili eslege: gli anomali del dissenso critico, i portatori calpestati di qualche visione meno ottusa del mondo.

operazione sempre più difficile: siamo una specie in via di estinzione che nessuna istituzione ONU intima di proteggere.

. . .

ed ora la solita rassegna disposta cronologicamente in senso inverso, fino al prossimo post dello stesso tipo.

è il giorno in cui scopro che YouTube ha cancellato dal mio canale una trentina di vecchi video sul mio viaggio in Germania del 1991; e noi che ci illudiamo di una qualche forma di sopravvivenza attraverso internet, che regolarmente invece ci cancella: bella fregatura non avere provveduto intanto a forme di sopravvivenza più tradizionali…

volevo pubblicare il mio video al castello di Neuschwanstein, letteralmente il castello della pietra del nuovo cigno, come risposta ad un post di Veronica che, a mio parere, si è appiattita sul solo versante dell’esaltazione.

senza polemiche dirette sul suo blog, che ci siamo abituati a considerare antipatiche e dunque evitiamo. però uno sguardo critico mio di allora tradotto in immagini, che colgono anche la pesantezza tutta teutonica del Ludwig che lo volle (è molto più raffinato negli interni e forse proprio per questo trascurato dai turisti l’altro castello più in basso, costruito dal padre, mi pare).

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ma a proposito di YouTube, mi è arrivato un commento, in croato! (ma viva i traduttori automatici!) ad uno dei miei video più cari, anche se oggi lo dividerei volentieri in due; ed anche uno dei più cliccati, con più di 20.000 contatti.

Piccoli miracoli sui treni, in Kerala, nel 2009.

Lei ansima, scrive il commento.

forse ha fame, rispondo.

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https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/05/06/le-parole-per-dirlo/

bortocal15 May 6, 2019 at 6:09 am
dovrei commentare diversi punti, ma non vorrei farti perdere troppo tempo, considerando che mi commenti già tu da me, e in modo molto utile per me.
dovrei parlare di Mercalli e di Greta, tema il secondo che ho evitato, ma il primo no; lo farò in un post, credo in giornata.
preferisco parlare qui del tema del viaggio, un modo di conoscere reso oggi molto difficile dal turismo di massa (quasi quanto la discussione critica sui blog è ammazzata dall’uso diffuso e banalizzante degli altri social media).
la definizione che ne hai dato me la segno: non più mezzo per scoprire cose nuove o, più importante, per avere nuovi occhi (come credevo, sbagliando, che recitasse una frase di Marcel Proust), ma possibilità per avere uno sfondo per i propri selfie. Uno sfondo, cioè, che faccia risaltare l’unica rappresentazione di noi stessi che ci è concesso di offrire al mondo: quella di persone belle, eternamente giovani, vincenti, felici o, per meglio dire, contente, che mai si sottraggono al turbine del divertimento obbligatorio.
da aggiungere soltanto che, siccome poi ciascuno di noi SA che questa rappresentazione di se stessi è falsa, ecco la frustrazione rabbiosa che riempie la vita sociale a constatare che non siamo all’altezza della rappresentazione da modello standard che vorremmo dare di noi stessi.
posso accennare ai possibili rimedi?
il primo è scegliersi mete trascurate: Praga o Lisbona sono tra le città più belle del mondo, obiettivamente (la Praga però che vidi prima della caduta del muro, un puro spezzone decadente di Mitteleuropa di prima della guerra mondiale, rabberciata da impalcature di legno perché le vecchie case non crollassero) resta tuttavia insuperabile e la Praga successiva è soltanto una raccolta dei RESTI della Praga vera rimasticati dalla modernizzazione globalizzante.
ma, come mi è successo a Lisbona, ci sono molti aspetti della città da scoprire che il turismo di massa non coglie.
il secondo è camminare, camminare molto, vagare senza meta, mescolare la grande meta turistica con la quotidianità diffusa, scoprire come la grande tradizione architettonica di una città trasuda poi in cento interventi minori, spesso soltanto i graffiti, le poesie di strada, gli artisti che sono quasi barboni, dove succede.
il terzo sarebbe viaggiare per vie di terra o mare, su tempi lunghi, preferibilmente in treno, se si può: i miei viaggi più belli sono stati quello in Siria per via di treno, oppure in Tunisia con traghetto ed auto, oppure il Marocco in auto (in treno non si poteva): oggi c’è un paradosso, che il viaggio in aereo è molto più economico e i costi di questa scelta sono proibitivi; bisognerebbe che l’Unione Europea lanciasse un programma che consente di SOSTITUIRE viaggi in aereo con viaggi in treno A PARITA’ DI COSTI e come intervento a favore dell’ambiente.
e pensare che c’è ancora chi viaggia A PIEDI, e non solo sul cammino di Santiago!
non ricordo bene il mio commento che citi sulla morte delle foto da viaggio, ma siccome credo ancora nella fotografia come strumento di comunicazione, dico che la foto di VIAGGIO sopravvive soltanto se sopravvive il VIAGGIO come esperienza.
la mia personale è che mi rendo conto che sto perdendo la mia battaglia per la salvezza del viaggio, sarà colpa anche dell’età e di altri motivi che diminuiscono progressivamente la mia possibilità di farne: mi rendo conto del mio inevitabile scivolare nell’uso distorto della comunicazione visiva verso quel selfismo di massa che dici; anche se non mi sono fatto mai un selfie in vita mia, se non altro per motivi estetici, e le foto, semmai, me ne faccio fare qualcuna da altri (anacoluto consapevole).

gaberricci May 7, 2019 at 6:08 am
Sottolineo soltanto che le tue idee sono confermate da intuizioni o addirittura da studi altrui: gli psicologi hanno iniziato ad indagare sulla “depressione da social network”, laddove già nell’Ottocento i bohemien proponevano l’arte del girovagare, come rimedio alla moda (di allora ed anche di oggi) di partire sempre dal punto A per andare nel punto B.
D’altronde, Umberto Eco ha scritto che l’unico che sa sempre dove va è il diavolo.

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Vocazione chioccia!

bortocal15 4 MAGGIO 2019 ALLE 9:10
invece la mia chioccia, che l’anno scorso aveva covato ad oltranza uova non fecondate, fino a che non me ne ero fatte dare di buone anche io da una vicina, quest’anno che ho ben due galli attivi nel pollaio, non vuole proprio saperne.
vai a capire perché.

opinioniweb – Roberto Nicolini 4 MAGGIO 2019 ALLE 14:01
Un’ipotesi potrebbe essere proprio la presenza dei due Galli! Il giusto rapporto dovrebbe essere di un gallo ogni 7 o 8 galline, altrimenti si pensa che il Gallo le stressi troppo 

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La classe media in Italia non declina, anzi: aumenta

bortocal15 02/05/2019 – 09:20
ma i dati si fermano al 2010!
e, non a caso, il successo del populismo in Italia comincia dopo! in un paese che era meno preparato di altri a sopportare la probabile inversione di tendenza.

. . .

https://giomag59.wordpress.com/2019/05/01/come-lacrime-nella-pioggia/

(SE QUALCUNO PASSA DI QUI, CONSIGLIO DAVVERO DI LEGGERLO, QUESTO POST…)

bortocal15 1 MAGGIO 2019 ALLE 18:30
toccante.
(e preoccupante per un settantenne e passa come me).

giomag59 1 MAGGIO 2019 ALLE 19:07
Tranquillo hai ancora una ventina d’anni di autonomia… 😁
Una nota positiva: oggi mentre assistevo ad un comizio per il primo maggio, si e’ avvicinato un signore che aveva una evidente voglia di parlare: così ho saputo che e’ del ’29, in ottima forma fisica e guida ancora la macchina, anche se per brevi tratti…
ce l’aveva con moglie e cognata che non vogliono uscire di casa…
ha ripetuto forse un po’ troppe volte di avere novant’anni (una decina) ma per il resto in gambissima!

bortocal15 1 MAGGIO 2019 ALLE 19:21
be’, sai, sono arrivato a quel punto nel quale cerco di stare in campana e di capire se sta arrivando il momento nel quale è meglio togliere il disturbo che restare; purtroppo tutto mi dice che il soggetto interessato è l’ultimo a rendersene conto.
intanto mi metto alla prova con viaggi in autonomia, e penso che fino a che sono ancora capace di partire e di tornare a casa, la cosa funziona ancora in modo passabile; certo, il mese scorso ce l’ho fatta per il rotto della cuffia sia all’andata che al ritorno, e mi dà da pensare che quest’anno i miei figli abbiano smesso il tradizionale regalo di compleanno consistente in un biglietto aereo a mia scelta, ahia… 🙂

giomag59 1 MAGGIO 2019 ALLE 20:07
I viaggi che fai sono davvero ammirevoli, a cominciare dagli ostelli: io non ci andavo nemmeno da giovane, l’ultima volta che ho dormito con estranei e’ stato a militare… 😁

bortocal15 2 MAGGIO 2019 ALLE 6:27
be’, non sai cosa ti sei perso…, ahha
quanto al resto, è solo una questione di abitudine e, chiaramente, anche di educazione militare ricevuta (mio padre era ufficiale: ovvio che mi sono abituato alla naia fin da piccolo, anche se poi non l’ho mai fatta, paradossi, per la mia anomalia cardiaca, già).


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