1 maggio, festa del lavoro, anzi del licenziamento – 204

è il Primo Maggio, che bello andare in piazza, c’è anche qualche concertone.

ma io trovo scandaloso che nelle piazze oggi non si sia parlato del licenziamento della maestra di Torino che insultò dei poliziotti in una manifestazione.

penso che i pochissimi che mi leggono siano in grado di capire che non sto difendendo quel comportamento (che comunque non credo sia da criminalizzare più di tanto, ma da sanzionare per quel che vale davvero): sto soltanto ponendo a chi mi legge la domanda se sia lecito licenziare un lavoratore (una lavoratrice) per un comportamento personale tenuto fuori dall’ambiente di lavoro e in nessun modo legato al suo lavoro.

il precedente è gravissimo, da anni Cinquanta, per lasciare in pace l’Inquisizione.

. . .

naturalmente il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale che ha disposto quel licenziamento si è adeguato al clima politico dominante, e il Tribunale di Torino lo ha anche confermato in primo grado.

ma a me appare tuttora totalmente arbitrario – e parlo anche in nome del lavoro che svolgevo fino a sei anni fa, quello di dirigente scolastico.

il giudice che ha confermato il licenziamento l’ha motivato dicendo che “si è insegnanti anche fuori dalla classe. I docenti hanno compiti non solo legati all’istruzionedei bambini e dei ragazzi, ma anche educativi”;  e questi, per i docenti di scuola primaria, «sono ancora più marcati rispetto ai colleghi degli altri gradi scolastici: hanno a che fare con bambini che non hanno sviluppato un senso critico e sono quindi portati ad “assorbire” tutto ciò che viene trasmesso loro dall’insegnante, pertanto, un comportamento che violi le regole di civile convivenza e diffonda un senso disprezzo per lo Stato e i suoi comportamenti, tenuto dalla persona che dovrebbe essere modello di comportamento è ancora più grave».

giustissimo: ma questo comportamento è forse avvenuto in classe, davanti ai bambini? in questo caso una sanzione sarebbe giustificata; ma qui, come possono venirne a conoscenza i bambini?

solo in questo caso la sanzione sarebbe motivata, a parer mio – e sia pure per comportamenti di ben altra gravità:

non può esserci un obbligo di comportamento morale (e qui poi soprattutto politico) conforme, a carico del docente, nell’insieme della sua vita e per il fatto che è un docente.

. . .

ma quel giudice ha motivato la sua scelta con una sua opinione personale (molto discutibile), e io invece penso che un giudice debba operare sulla base delle leggi e non delle sue convinzioni, rispettabili fino a che restano tali, ma fastidiose, per usare un eufemismo, se pretendono di prendere il posto della legge, come sembrerebbe in questo caso.

e parlo del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 Art. 498 – Destituzione
1. La destituzione, che consiste nella cessazione dal rapporto d’impiego, è inflitta:
a) per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;
b) per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie;
c) per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza;
d) per gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell’esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi;
e) per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;
f) per gravi abusi di autorità.

il recente nuovo contratto di lavoro CCNL 2016-18 ha concordato di estendere il licenziamento a due nuovi casi:
g) per atti e comportamenti o molestie a carattere sessuale che riguardino gli studenti affidati alla vigilanza del personale, anche ove non sussista la gravità o la reiterazione;
h) per dichiarazioni false e mendaci che abbiano l’effetto di far conseguire, al personale che le ha rese, un vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale.

lasciamo perdere la vera e propria mina vagante che i sindacati hanno posto sulla testa del personale scolastico con la definizione vaghissima della lettera g, per il punto che ho sottolineato.

ma è del tutto evidente che il comportamento di questa docente non rientra in alcun modo in nessuno dei casi previsti.

anche i doveri inerenti alla funzione di cui parla la lettera a) sono quelli definiti dal Contratto di Lavoro, e nell’attività dolosa definita alla lettera b) può essere fatto rientrare uno scoppio di rabbia, sia pure inopportuno, durante una manifestazione alla quale la docente partecipava come cittadina e non come docente?

. . .

invece, secondo l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e dunque anche secondo il giudice di Torino, che ha confermato la scelta, «la condotta tenuta dalla docente, seppure non avvenuta all’interno dell’istituzione scolastica, contrasta in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arreca grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione».

vedremo ora che cosa succederà negli altri gradi di giudizio.

. . .

ma pensate un po’, questa docente, al momento, è soltanto denunciata e indagata per oltraggio a pubblico ufficiale.

ed è stata licenziata per un fatto che un Tribunale non ha neppure ancora valutato, neanche in primo grado.

intanto i giornali italiani ci distraggono con la domanda, che dovrebbe essere soltanto retorica, se è giusto che resti al suo posto fino a che non si concludono le indagini un sottosegretario indagato (soltanto indagato), perché sospettato di avere fatto dei favori a uomini legati alla mafia.

però non deve starci una maestra che era in piazza a protestare contro un comizio fascista di Casapound.

. . .

il ministro dell’Istruzione leghista dice: “Sono per la tolleranza zero verso qualsiasi atto di violenza o minaccia ai danni di chi porta una divisa. Sempre al fianco di chi fa rispettare le regole».

aspettiamo allora di vedere che provvedimenti verranno presi dal suo ministero contro quel docente che ha pubblicato su Facebook gli auguri di buon compleanno a Hitler, e – tra parentesi – è anche vice-preside di un Istituto Tecnico,

. . .

quindi, morale della favola: scusatemi se oggi non sono andato a nessun corteo del Primo Maggio, non ho tempo da perdere col conformismo di stato.

ma se da qualche palco di quelle manifestazioni qualcuno ha gridato che quel licenziamento è ingiusto e che l’oscurantismo sta tornando da noi, allora dirò che mi dispiace non essere stato sotto quel palco.

P1030881a

manifestazione del 1. maggio 2009 a Stuttgart


6 risposte a "1 maggio, festa del lavoro, anzi del licenziamento – 204"

  1. Anche qui non mi ci metto dico soltanto che in un paese dove una p********* viene passata per la nipote di Mubarak e vengono fatti gli sgombri a dei poveracci mentre quei delinquenti di CasaPound occupano un palazzo di proprietà del comune un paese dove i suoi deputati e senatori assumono atteggiamenti volgari e violenti si allontanano e diventa indefiniti i limiti e i cpnfini.

    Buon primo maggio finito.

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    1. giustamente, quando cito commi e codicilli, svicoli: come darti torto?

      non so se la mia sia soltanto l’eco di una deformazione professionale, ma prima di fare il preside, che doveva applicare e quindi anche interpretare le leggi, ho studiato lettere classiche, dandomi alla filologia, che insegna ugualmente a spaccare i capelli in quattro quando si analizzano testi scritti.

      hai comunque colto l’essenziale, e non è così importante come ci si arriva, perché dietro un’analisi che cerca di essere rigorosa ci sta comunque una indignazione condivisa.

      auguri a noi che il seguito del primo maggio si ricordi almeno un poco dei suoi valori…

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      1. Trovo giusto e bello che in questo bailamme tu continui abbia la forza di spaccare il capello in quattro.
        Quando nel 1983 io cominciai la mia collaborazione con PI non esistevano tutti questi ruoli intermedi dal portavoce allo spin doctor c’eravamo soltanto io, una dattilografa perché allora si usava la macchina da scrivere Olivetti semiautomatica e il ‘bianchetto’ x cancellare! e Renato l’autista personale che non accompagnava per commissioni di famiglia, mai richiesto, ma ci scarrozzava su e giù per l’Umbria, regione in cui PI era stato eletto e per l’Italia a fare convegni e iniziative.
        Il mio compito tra l’altro era quello di sintetizzare di tradurre in mezza paginetta L’essenziale: Dunque anche la mia deformazione professionale è.

        Ieri brutto tempo pioggia e oggi sembrerebbe soleggiato.

        Shera

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        1. posizione privilegiata, la tua, a fianco di un monumento vivente come Ingrao…, e bella anche la rievocazione.

          ti sembrerebbe blasfemo, se ti chiedessi di sintetizzare in tre-quattro righe i miei post che ti pare meritino? io poi userei le tue sintesi come sottotitolo… – dimmi pigrone: perché non posso farmelo da me? era un’abitudine che avevo dieci anni fa…

          qui fino a poco fa le più belle giornate dell’anno, ora si rannuvola; ma il puro camminare nel prato per andare a raccogliere l’insalatina fresca è un piacere fisico immediato…

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          1. Tu mi onori e lo dico senza piaggeria caro Mauro,
            ma puoi immaginare che per me, oggi, è già tanto che ho mezzo pensiero di testa per leggere qualche post descrivere qualche scemenza mia per Non chiuderlo.

            Però tengo presente la proposta, dai!

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            1. ma noi, figurati: è che veramente mi sento incapace di raggiungere un punto intermedio di equilibrio fra la sbrodolata illeggibile e la sintesi estrema (che a volte coltivo, in antitesi), altrettanto difficile, ma per l’interpretazione.

              vedi, senza obbligo né stress; io intanto provo a ricordarmi come si fa a mettere un sommarietto a fianco di ogni post.

              e grazie!

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