come mi è piaciuto il nobile Conte, ieri – 210

ieri la conferenza stampa del nostro capo del governo per annunciare che il sottosegretario Siri verrà espulso dal governo mi ha dato addirittura un senso di orgoglio – e rida chi vuole.

ma ammetto di essere un po’ vile e di avere pensato di non scrivere questo post per la semplice paura di essere classificato o equivocato.

. . .

discorso asciutto, misurato, documentato e chiaro per chi vuole capirlo; non certo per i giornalisti interessati a confondere l’opinione pubblica (giornali della destra) o a nasconderlo (giornali cosiddetti progressisti che hanno pubblicato la registrazione video con tagli degni della stampa comunista dell’Unione Sovietica, per togliergli passaggi di forza): e tutti uniti nel presentare i problemi come uno dei soliti assurdi scontri di potere e di prestigio ai quali sembra ridursi la politica in Italia, quando il centro del problema è un altro, e Conte lo ha detto benissimo.

non è un problema di garantismo: noi non sappiamo se a Siri sia stata effettivamente data, o anche soltanto promessa, la tangente di 30.000 euro di cui parla chi gliela voleva dare, in una intercettazione telefonica: questo sarà la magistratura a dircelo e chissà quanto dureranno le indagini.

il problema è che Siri ha ripetutamente cercato di far passare – tangente oppure no – dei provvedimenti che retroattivamente avrebbero procurato a chi parlava di questa tangente un mare di soldi.

l’abbia anche soltanto fatto per una poco credibile ingenuità, questo basta a dimostrare che non è adatto a fare il sottosegretario.

punto.

e adesso lasciate pure che la mente torpida di Salvini e dei suoi simpatizzanti provi ad arrivare a questo concetto non poi così difficile.

. . .

naturalmente viene in mente, per contrasto, il comportamento guittesco e stolidamente arrogante tenuto da Renzi in un paio di occasioni analoghe, giusto per tenere in esercizio la memoria, e quello di altri in altre occasioni simili via via indietro nel tempo, tanto che la regola dell’impunità affaristica sembrava diventata la regola del nostro modo di governare.

ecco dunque il perché del mio respiro di sollievo, anzi la mia vera e propria boccata d’aria.

. . .

questo è soltanto un giudizio personale e politico su Conte, chiarisco, non sul governo, né tantomeno sui 5Stelle, sui quali conservo le pesanti riserve che ho espresso altre volte.

però una pessima abitudine, per una volta, si è rotta: e siamo passati dal Marchese del Grillo (Io sono Io e voi non contate un c…o) al nobile Conte.

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certo, mi piacerebbe che Conte fosse coerente e che applicasse lo stesso criterio di giudizio per la palese inadeguatezza al ruolo di altri membri del governo: Toninelli, per esempio.

ma capisco che in me l’appetito vien mangiando, ed è meglio che mi ricordi che devo stare a dieta… 🙂

intanto mi godo questa semplice, ma rara soddisfazione e l’orgoglio, per una volta, di essermi sentito rappresentato anche dal governo.

 


12 risposte a "come mi è piaciuto il nobile Conte, ieri – 210"

    1. spero almeno che i tarli che hai immaginato fossero di questa specie: https://corpus0blog.wordpress.com/2018/03/28/fausto-amodei-1962-il-tarlo-26-marzo-2008-bortologia-15-ii-38-263/

      mi dispiace molto, in realtà, essere classificato: la mia pretesa è quella di non esserlo, e continuo a tenermi bene stretta questa presunzione, pensando che il problema sia tutto tuo.

      ripeto l’argomento centrale: Siri ha indiscutibilmente cercato di far passare un provvedimento che rappresentava in ingiusto vantaggio retroattivo per una particolare azienda (tra parentesi, ma non è neppure essenziale, legata alla mafia): questo è assolutamente certo e non serve la magistratura per stabilirlo; la magistratura stabilirà se questo argomento è avvenuto nel quadro di un reato; ma, ancor prima che la magistratura si esprima, questo comportamento rompe il rapporto di fiducia con la linea politica di questo governo, e dunque Siri deve uscirne; e il garantismo non c’entra una minchia.

      mi sto rendendo conto, proprio attraverso il blog, dove siamo, in apparenza, pure idee, che ciascuno di noi vive dentro una scorza di idee fisse, che peraltro sono molto funzionali a risparmiare la mente ed evitare la riflessione caso per caso; per cui è ben difficile che un occasionale consenso, ben documentato nel merito di una questione particolare, non sia subito classificato come una identificazione globale.

      questo è molto comodo, perché permette di risparmiarsi la fatica di considerare attentamente gli argomenti che vengono portati – e infatti non lo hai fatto.

      questa è la forma mentale diffusa che nei casi estremi, se sostenuta anche da una potente identificazione psicologica, diventa fanatismo e condanna la specie umana alla comune e generalizzata incapacità di analizzare il mondo.

      è infatti assolutamente impossibile, o quantomeno rarissimo, che qualcuno abbia sempre e inevitabilmente torto o ragione su tutte le questioni su cui si esprime: esisterà sempre, o tanto o poco, qualche campo in cui dirà la cosa giusta; e questo atteggiamento impedisce di vederlo, quindi falsa la percezione stessa della realtà, prima ancora che il giudizio.

      per restare nella politica italiana, succede perfino a Salvini che ha ragione, a mio modo di vedere, sulle province, sulla TAV e persino sul principio del respingimento degli immigrati clandestini, ma non dei profughi!, se sapesse davvero farlo in modo efficiente, cioè umano.

      come vedi, l’ho messa già dura e sono sicuro di avere infastidito alquanto: ma la non classificabilità dei miei giudizi è per me davvero centrale, perché discende direttamente da una certa visione del mondo che oso chiamare filosofica.

      sperando che la risposta, lunga e un poco saccente, non abbia guastato la giornata, cordialità.

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        1. qui per la verità siamo piuttosto in un mezzo inverno di ritorno e le stufe stanno funzionando al massimo.

          ma certo: giacobino, calvinista, talebano, non è la prima volta che mi definiscono così, conta nulla che le definizioni facciano a pugni fra loro; ma temo anche per Lei…

          soffro di un leggero eccesso di zuccheri nel sangue, per cui ben venga tutto quello che può ridurli, e il risultato sarà un pensiero piuttosto amaro, ma certamente non acido! 🙂

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            1. be’ che lo scostamento della mia glicemia sia leggero rispetto agli standard in uso (e continuamente abbassati dai medici, cribbio!) non è opinabile.

              il resto sì. 🙂

              – compreso l’uso del Voi fascista? questo non lo so, ahhah.

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  1. Sabino Cassese ieri sera sull’argomento veramente tecnico-giuridico sosteneva che non si può cacciare o sospendere Siri o chi per lui su un semplice avviso di garanzia.
    Ben oltre la mazzetta il comportamento è stato inequivocabilmente disonesto e comunque sarebbe ragione valida perché Siri naturalmente con un piccolo aiutino si dimettesse perché non idoneo a ruolo che investe.
    Tuttavia quanti dovrebbero essersi dimessi in passato e quanti al momento attuale?!
    Vogliamo dire che una mano lava l’altra è che in fondo sarà tanto rumore per nulla….

    shhheraunavolta

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    1. non mi pare che Cassese avesse ascoltato Conte.

      l’opinione di Cassese sarà anche autorevole, ovviamente, ma a me pare uno sproposito: non siamo in Tribunale, come pensa lui, ma di fronte a una decisione politica. dello stesso genere di quella della legge Severino, che prevede la decadenza di un parlamentare per la condanna per alcuni delitti anche soltanto in primo grado.

      la presunzione di innocenza vale per le sentenze del tribunale, non per la valutazione se è opportuno che resti a fare parte del governo un indagato per reati molto gravi connessi alla sua funzione, se eventualmente dimostrati.

      questo è un piccolo fatto, ma può essere un grande passo avanti verso la civiltà politica in Italia: ricordo che in Germania ben tre ministri si sono dovuti dimettere via via perché è risultato che avevano copiato da studenti universitari parte della loro tesi di laurea senza indicare le fonti: questo è bastato per giudicarli inadatti a svolgere il ruolo di ministri, e nessuno si è sognato di dire che bisognava aspettare una sentenza della magistratura per farlo, dato che non si trattava neppure di un reato.

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      1. Come ti scaldi!
        Sabino Cassese ovviamente non aveva sentito il discorso di Conte di cui sono all’oscuro anch’io nei dettagli parlava a titolo meramente tecnico super partes aggiungendo lui stesso che comunque vi sono oltre le leggi le necessità politiche valutazione….

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        1. perché dici che mi scaldo? è il mio solito modo aggressivo, saccente e arrogante di dire il mio punto di vista… 🙂

          Cassese non era affatto super partes, evidentemente, del resto non lo è mai stato.

          se uno su una scelta politica non fa valutazioni politiche, ma tecniche (che non c’entrano), come si fa a pensare che sia super partes?

          lui ha espresso una valutazione su una scelta politica tirando in ballo questioni tecniche che non c’entrano nulla, e quindi ha fatto volutamente o no, disinformazione politica e creato confusione.

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            1. succede, e il disaccordo è il sale della vita, tra persone intelligenti che sanno argomentarlo, difendere le proprie tesi e mantenere la stima per chi ne ha di diverse.

              un abbraccio! neppure il blog è bello se non è un poco litigarello!

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