5Stelle, programma politico per l’Europa: scritto in osteria? – 212

il programma per le elezioni europee dei 5Stelle sembra scritto da un bambino di seconda media (almeno di quelli di una volta), ma vai a vedere che questo è un pregio!

è molto semplice da analizzare perché è brevissimo: altro pregio.

lo farò in fretta, dato che il programma stesso sembra buttato già in un’oretta al massimo.

. . .

si articola in punti; per primo il più importante, credo, secondo i suoi autori.

1. NUOVA EUROPA: PIÙ DEMOCRAZIA DIRETTA E STOP PRIVILEGI:

Un referendum europeo per mettere i cittadini al centro dell’Europa
come no?
cittadini europei, volete essere messi al centro dell’Europa? potrebbe andare bene come quesito: sulla piattaforma Rousseau, naturalmente…

Più poteri ai rappresentanti dei cittadini, meno ai burocrati
Riavviciniamo le Istituzioni europee ai cittadini. Gli europarlamentari devono avere il potere di iniziativa legislativa. Riformiamo le Istituzioni con un sistema bicamerale che metta Parlamento e Consiglio sullo stesso piano. Mozione di censura per i Commissari che sbagliano.
riavvicinare? ma le istituzioni europee non devono essere vicine al popolo europeo, devono esserne l’espressione.
e bicameralismo con Parlamento e Consiglio Europeo?

che cosa sarebbe di sostanzialmente diverso dalla situazione attuale?

Chiudiamo la sede del Parlamento europeo di Strasburgo
Il Parlamento europeo è l’unica Istituzione al mondo che ha due sedi fotocopia. Cambiamo i Trattati e chiudiamo la sede di Strasburgo. Diamo al Parlamento europeo una sola sede. I cittadini risparmieranno 200 milioni l’anno.

il risparmio sarebbe di 120 milioni circa, dati della Corte dei Conti europea, e siccome la decisione va presa all’unanimità e la Francia si oppone alla chiusura della sede di Strasburgo…
a parte l’inezia obiettiva della questione.

Tagliamo gli assurdi stipendi dell’eurocasta
per carità, tagliamoli, ma queste sono ciance populiste per mezzi minorati; prendersela con stipendi di qualche decina di migliaia di euro e poi tacere su quelli di milioni che pigliano i grandi dirigenti delle imprese pubbliche e private.

Il riconoscimento dell’identità digitale
L’Europa riconosca il diritto all’identità digitale quale diritto fondamentale della persona. La protezione dei dati, il diritto all’oblio, all’accesso ad Internet e alla riservatezza vanno riconosciuti.

non capisco bene che cosa sia l’identità digitale, ma se già ammettiamo che esista come fatto distinto dalla identità personale, e regolato da norme a parte, diventa ancora più difficile proteggere la prima.

. . .

2. STOP AUSTERITY: PIENA OCCUPAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Più lavoro e meno vincoli di bilancio, cambiamo il mandato della BCE
L’austerity ci ha reso tutti più poveri. Cambiamo il mandato della BCE e inseriamo la crescita economica e la piena occupazione tra i suoi obiettivi. La BCE deve diventare una banca per i cittadini e non più per le banche.

Sosteniamo le imprese che investono nella green economy
Anche la finanza deve essere green: inseriamo un “fattore sociale” nella normativa dei requisiti di capitale e diamo incentivi alle imprese che non inquinano. Più lavoro con l’economia circolare.

Più investimenti in ricerca e tecnologie emergenti
L’Europa guardi al futuro: creiamo un’infrastruttura Blockchain sperimentale europea per la fornitura di servizi pubblici comuni. Potenziamo i fondi europei per ricerca e innovazione a sostegno delle nostre imprese.

Investimenti pubblici fuori dai vincoli di bilancio
Servono politiche europee espansive. Escludiamo dal calcolo del deficit gli investimenti pubblici produttivi e d’impatto sociale in istruzione, ricerca, sanità, sicurezza, infrastrutture.

radicale e fondamentale dissenso mio sull’espansione economica illimitata e tanto più se a debito:

e non pigliatemi per il culo parlando di sviluppo sostenibile!

. . .

3. TUTELA DELLE PERSONE, DELLA SALUTE, DELL’AMBIENTE
Salario minimo europeo, parità retributiva e sostegno alle famiglie
Con il salario minimo europeo tuteliamo i giovani e aiutiamo le nostre imprese a competere in maniera equa nel mercato europeo. Un aiuto concreto alle famiglie: approviamo subito la direttiva europea che prevede 20 settimane di congedo di maternità.

Pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità
Alle persone con disabilità deve essere garantita piena accessibilità in tutti i luoghi pubblici europei. Diamo piena attuazione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Erasmus per tutti, più fondi per gli studenti
Erasmus+ è il volto buono di questa Europa. Triplichiamo il budget messo a disposizione per far vivere l’Erasmus anche alle fasce più svantaggiate e agli adulti iscritti ai percorsi di istruzione.

Risparmiatori al sicuro, un sistema di garanzia comune dei depositi
Le attuali regole europee non tutelano il risparmio e i risparmiatori. Escludiamo dal Bail-in tutti gli importi dei conti correnti dei risparmiatori. I risparmi dei cittadini sono sacri. Blocchiamo la speculazione con la separazione bancaria.

Salute dei cittadini al primo posto con le energie rinnovabili
Il futuro è rinnovabile: stop a fonti fossili, trivelle e inceneritori, Noi siamo per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, per la mobilità sostenibile, per il trasporto merci su ferro, per il trasporto pubblico alimentato da fonti sostenibili.

Divieto di OGM e pesticidi nocivi per salute umana e ambiente
Sicurezza alimentare significa vietare OGM e pesticidi che sono ritenuti dannosi per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Sicurezza alimentare significa favorire il consumo delle produzioni tipiche. Il principio di precauzione deve essere applicato senza se e senza ma.
d’accordo su alcuni punti, come il salario minimo e il divieto dei pesticidi dannosi per la salute, come lo stop a fonti fossili: ma che cosa si pensa del nucleare, che non è basato su fonti fossili?
il resto è demagogia da quattro soldi, promesse senza possibilità di realizzazione: assolutamente contrario ad estendere la tutela di stato a tutti i depositi bancari di qualunque importo…; significherebbe che il fallimento di una grossa banca diventerebbe automaticamente anche fallimento dello stato.

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4. IN EUROPA PER IL MADE IN ITALY
salto totalmente il punto, grottesco già per come è formulato nel titolo.

. . .

5. POLITICA MIGRATORIA COMUNE PER LA REDISTRIBUZIONE EUROPEA
Redistribuzione obbligatoria dei migranti
Basta belle parole e pacche sulle spalle. Contano i fatti. La gestione dei flussi, l’accoglienza, le responsabilità e gli oneri dell’immigrazione devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati Membri. La ricollocazione dei migranti deve essere obbligatoria.

Cooperazione internazionale e accordi per i rimpatri
Promuoviamo i rimpatri volontari e incentiviamoli grazie ai fondi europei. La cooperazione internazionale e la politica di sviluppo rimuovano le cause profonde che portano un migrante a lasciare la propria terra.

un progetto politico da bar.

. . .

6. LOTTA ALLA GRANDE EVASIONE, ALLA CORRUZIONE E ALLA CRIMINALITÀ
Un fisco equo dicendo stop ai paradisi fiscali
Se oggi il fisco è nemico di milioni di cittadini è anche perché è amico di pochissimi privilegiati.Le multinazionali che lavorano in Italia devono pagare le tasse in Italia, così facendo riduciamo le troppe disuguaglianze di questa Europa.

Eurodaspo per i condannati e Parlamento pulito
Il malaffare non si ferma davanti ai confini nazionali. Vogliamo lo Spazzacorrotti europeo e il daspo per i condannati per reati gravi come criminalità organizzata, riciclaggio e corruzione. Se un cittadino è condannato per reati gravi in un Paese membro non deve fare affari in un altro Paese vicino.

Direttiva antimafia sul modello italiano
Combattiamo la criminalità organizzata in tutta Europa con una direttiva antimafia che preveda l’introduzione di una definizione comune di reato di criminalità organizzata.

la battuta finale – ops, è un punto del programma – parla da sola: l’Italia come esempio per la lotta alla mafia in tutta Europa…

a questo punto temo che il programma per l’Europa, ma senza alleati europei, quindi proposto soltanto dai 5Stelle Italia, sia stato scritto in un’osteria sicuramente italiana – perché Italia first in Europa, naturalmente – dopo scolate diverse bottiglie.

Volantino-5-stelle-Cavriglia-Cena-buffet-Osteria-dei-Trenta-2015

. . .

a questo punto chiedo scusa ai miei lettori di avere fatto perdere loro tempo e a me stesso di averlo perso io.

il programma comunque è qui:

Programma

71msOzmpmZL


13 risposte a "5Stelle, programma politico per l’Europa: scritto in osteria? – 212"

  1. Non si devono dare soldi alle imprese green: si devono semmai togliere a chi inquina.
    Mi pare di capire, comunque, che la “rivoluzionaria” proposta dei 5 Stelle è alimentare ulteriormente il consumo… questo sì che aiuterà l’ambiente!

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    1. ottima la prima puntualizzazione.

      la seconda osservazione è ovviamente centrale.

      aggiungo un’ulteriore chicca di questo “programma”, che mi era sfuggita a una prima lettura, e mi spiace che assuma un tono polemico, ma – giuro – non è l’intenzione: Noi siamo per il trasporto merci su ferro, per il trasporto pubblico alimentato da fonti sostenibili.

      giusto come per la TAV, naturalmente…

      sono stufo di gente che non sa neppure collegare due concetti fra loro.

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      1. Il problema della TAV è che sarebbe una cattedrale nel deserto. Per non parlare del fatto che bisognerebbe accorciare le filiere, non rendere più “green” i trasporti (si fa per dire, perché da Catania a Bardonecchia sempre con i camion porti le merci…).

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        1. d’accordo sull’accorciare le filiere, dove si può: con le arance, ad esempio, è difficile; questo comporta anche una modifica dei stili di vita: ad esempio, mangiare kiwi tutto l’anno?

          però non capisco in che senso la TAV di Valdisusa sarebbe una cattedrale nel deserto: fa parte di un progetto europeo di riorganizzazione dei trasporti nell’Unione.

          come il traforo del Brennero, a cui non si oppone nessuno.

          qui stanno iniziando i lavori di un traforo totalmente assurdo di 7 km, a corsia unica e traffico alternato, che devasterà il Parco dell’Alto Garda, per congiungere direttamente al Trentino un paesino di 600 abitanti dove sono nati negli ultimi 15 anni solo tre bambini, e da una immigrata: mi piacerebbe che qualcuno venisse a protestare qui.

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            1. domanda autentica e non polemica: in che senso non esiste questa rete? non abbiamo forse una rete ferroviaria anche noi? e i trafori ferroviari del Brennero e del Gottardo? (questo secondo in Svizzera, ma chiaramente funzionale anche e soprattutto al nostro traffico merci).

              seconda domanda, non direi polemica, ma dialettica: ma se anche non esistesse, sarebbe questo un buon motivo per non farla?

              e allora che dire del programma a 5Stelle “per il trasporto merci su ferro, per il trasporto pubblico alimentato da fonti sostenibili”? sono loro i sostenitori accaniti?

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                1. appunto! proprio per questo un governo ecologista dovrebbe investirci su, e avere anche il coraggio, via via che il progetto si realizza, di introdurre disincentivi graduali del traffici merci su ruota (pur sapendo che c’è un bel po’ di gente che ci campa su).

                  faccio un esempio: oggi si va da Brescia a Roma in treno in tre ore; cosa concorrenziale con auto e aereo, e che ne ha certamente molto diminuito l’uso; naturalmente non aveva senso dire, prima che la linea veloce fosse costruita, che non aveva senso farlo, dato che le ferrovie erano usate poco (perché lente!).

                  si costruiscono e si rendono competitive: la tutela dell’ambiente e della salute rendono l’operazione vantaggiosa da ogni punto di vista.

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                  1. Ma il problema infatti è che manca una rete di trasporto su rotaia diffusa, che per me dovrebbe precedere la realizzazione della TAV, nel caso. E parlo anche di una rete “tradizionale”, non ad alta velocità, ed anche per il trasporto di passeggeri.

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                    1. siamo indubbiamente un paese che, confrontato con altri simili, ha una percentuale di traffico su ruote piuttosto elevata (per quanto, anche la Germania…, a giudicare almeno dalla quantità impressionante di Tir nelle autostrade…)

                      credo che sia centrale una battaglia per lo spostamento di una quota su rotaia: tutto non sarà mai possibile farlo, se non altro per motivi logistici ovvii.

                      questo dovrebbe vederci favorevoli, a mio modesto parere, ad ogni iniziativa che va in questa direzione, in linea di principio, salvo motivazioni molto particolari e concrete in casi specifici.

                      l’opposizione alla TAV, partita dai Borghezio, locali e non, e incomprensibilmente fatta propria da certa sinistra per amore acritico del ribellismo, si spiega facilmente con motivi culturali e non tecnici: in Sued Tirol un tunnel forse più lungo ancora è accolto con piacere dai valligiani, perché li congiunge al mondo tedesco di cui si sentono parte e col quale collaborano strettamente grazie alle molte istituzioni e iniziative locali; la Valdisusa non si sente invece collegata alla Francia e istintivamente la rifiuta come un’intrusione, perché vorrebbe restare una valle chiusa.

                      se guardiamo dal di fuori rispetto a queste reazioni emotive, l’importanza di un collegamento ferroviario dell’Italia con l’Europa più occidentale è invece evidente, semplice e chiara.

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