il congresso di Madrid del 22-23 febbraio e il programma politico per l’Europa del Partito Socialista Europeo – 212

come risulta già dal titolo del post, a febbraio si è svolto in Congresso dei Socialisti Europei, che ha approvato il programma politico trans-nazionale col quale presentarsi alle elezioni che si svolgeranno fra tre settimane e definire il loro candidato a Presidente della Commissione Europea, Timmermans; difficile che gli italiani lo sappiano, visto che la nostra stampa, con l’unica eccezione dell’Avvenire, non ne ha parlato.

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un candidato dunque e un programma e di respiro continentale, discusso e votato da 26 partiti di diversi paesi europei, intitolato Un nuovo contratto sociale per l’Europa, e non il testo improvvisato e puerile comparso improvvisamente su un blog a 5Stelle, non si neppure ad opera di chi.

Timmermans naturalmente potrà effettivamente essere Presidente della Commissione soltanto nel caso, al momento improbabile, ma non totalmente impossibile, che i socialisti europei abbiano più voti alle elezioni dei Popolari Europei; altrimenti sarà soltanto vicepresidente come nelle legislatura che si conclude e, secondo la prassi, la presidenza spetterà al gruppo parlamentare più forte, e cioè loro candidato, Weber, che sarà a destra della Merkel.

i programmi, si sa, si realizzano integralmente se si hanno le maggioranze per farlo; altrimenti si deve ricorrere a compromessi, che non saranno facili con l’Europa a maggioranza conservatrice, indubbiamente rafforzata dall’incremento dei voti nazionalisti, populisti ed euroscettici, in un generale ulteriore spostamento a destra della sua maggioranza.

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ne farò comunque un’analisi, che cercherò sia concisa, ma non sommaria; dividerò per punti, a mio giudizio, per renderla più leggibile; aggiungerò qualche nota personale, anche di confronto col testo mostricciattolo dei 5 Stelle che ho già analizzato ieri – forse qualcuno lo giudicherà superfluo, ma a me serve per chiarirmi le idee.

il testo che analizzo lo si può leggere integralmente qui:

Fai clic per accedere a PES-Manifesto-2019_IT.pdf_2063069299.pdf

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Un nuovo contratto sociale per l’Europa

titolo e premessa accennano ad una svolta necessaria (ma che sarà difficilmente realizzabile), incentrata sui seguenti punti:

L’Europa deve superare le disuguaglianze, perseguire la giustizia fiscale, affrontare le minacce poste dai cambiamenti climatici, sfruttare il potenziale dell’economia digitale, assicurare una trasformazione sostenibile ed equa della propria agricoltura, gestire i flussi migratori e garantire la sicurezza per tutti i cittadini europei.

come premessa, nella consapevolezza che si stanno ancora scontando i costi sociali della crisi economica esplosa nel 2008, l’Unione europea deve essere innanzitutto al servizio dei propri cittadini, che è un po’ meglio che dire che le Istituzioni europee vanno riavvicinate ai cittadini, come abbiamo letto ieri.

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1. UN’EUROPA EQUA E SOLIDALE.
È necessario ridurre drasticamente le disuguaglianze e la concentrazione di ricchezze e proprietà nelle mani solo di pochi privilegiati.

cercheremmo invano un’affermazione simile, così chiara e netta, nel cosiddetto programma a 5Stelle; possiamo pensare che sia propagandistica, ma anche il modo in cui di fa propaganda è importante; e in Germania, in questo momento, ad esempio, si sta discutendo con vivacità, e naturalmente per esecrarla sui media, la proposta venuta dalla Gioventù Socialista (della SPD) di nazionalizzare le grandi imprese.

segue un preciso impegno a difendere lo stato sociale, in tutte le sue forme: La disoccupazione e l’esclusione sociale devono essere affrontate in maniera collettiva e non rubricate come fallimenti individuali. Vogliamo la creazione di un meccanismo di assicurazione complementare contro la disoccupazione a livello europeo, in grado di aiutare i cittadini e gli Stati membri in caso di forti aumenti del tasso di disoccupazione.

ma manca, come è evidente, ogni impegno preciso a garantire lavoro e reddito minimo a tutti, con meccanismi come il salario di cittadinanza, o forme analoghe.

Tutti i lavoratori devono godere di eguali diritti: nessun lavoro senza un contratto, nessun lavoro senza un salario equo e divieto dei contratti a zero ore e dei falsi contratti di lavoro autonomo. Lotteremo per fissare salari minimi dignitosi in tutta Europa.

salari minimi è un’espressione ambigua per via del plurale; la formulazione rivela fin dall’inizio una scarsa convinzione.

si fa poi riferimento al Pilastro europeo dei diritti sociali, che oggi è una semplice raccomandazione della Commissione Europea, e si propone di renderlo vincolante:
https://ec.europa.eu/commission/priorities/deeper-and-fairer-economic-and-monetary-union/european-pillar-social-rights/european-pillar-social-rights-20-principles_it

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2. UN’EUROPA SOLIDALE A VANTAGGIO DI TUTTI

L’Unione Europea non può essere subalterna alle pressioni delle forze incontrollate di mercato. Occorre mettere finalmente la parola fine alle politiche di austerità.

sono affermazioni analoghe a quelle che ho già trovato nel cosiddetto programma a 5Stelle, ed ovviamente esprimo le stesse critiche: non si combatte l’austerità a debito: questo significa aumentare e non diminuire il controllo della finanza sulla vita degli stati.

non basta parlare di lotta all’evasione, all’elusione e alle strategie aggressive di pianificazione fiscale; è utile, ma non decisivo dire che i profitti devono essere tassati nei paesi in cui vengono generati.

su questo punto, veramente centrale, il programma dei socialisti europei non si differenzia sostanzialmente da quello a 5Stelle, ed è assolutamente generico ed insoddisfacente, puramente demagogico come quello.

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3. UN’EUROPA SOSTENIBILE CHE PROTEGGE IL NOSTRO PIANETA.

L’Europa deve essere sempre all’avanguardia nelle politiche ambientali e nella lotta ai cambiamenti climatici; in linea con l’accordo di Parigi (insufficiente!); deve adottare un Patto per lo sviluppo sostenibile, con obiettivi sociali ed ecologici, affinché egoistici interessi economici non prendano il sopravvento sull’ambiente, (ma lo sviluppo sostenibile non è affatto questo!), con l’obiettivo di un’Europa leader nelle energie rinnovabili e climaticamente neutrali al massimo entro il 2050; le emissioni di CO2 devono essere disincentivate a livello comunitario secondo criteri socialmente equi, gravando sugli inquinatori e sostenendo gli investimenti nelle energie pulite e accessibili; occorre garantire l’accesso di tutti i cittadini all’acqua, agli indispensabili consumi energetici e ad alimenti e prodotti sani e di qualità, rafforzando le iniziative per mettere fine ai rischi dell’esposizione a sostanze chimiche tossiche; occorre una riforma della politica agricola dell’UE con metodi di produzione sostenibili, un’alimentazione più sana, la riduzione degli sprechi alimentari, un migliore trattamento degli animali, la salvaguardia del clima e la tutela della biodiversità.

bello sentirlo dire, ma non del tutto persuasivo; eppure, pur con questa vaghezza, siamo di fronte ad obiettivi molto più precisi e definiti in campo ambientale di quelli a 5Stelle.

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4. UN’EUROPA LIBERA E DEMOCRATICA.

Ci impegniamo a difendere e migliorare la Democrazia, potenziando la partecipazione dei cittadini, dal livello locale a quello europeo (ma per difendere la democrazia non va potenziata la partecipazione soltanto, ma ancor di più il potere di decisione dei cittadini); è necessario proteggere i diritti di tutte le minoranze.

per l’ulteriore articolazione del discorso rimando alla lettura integrale del documento su questo punto.

concetti ovvi per chi è abituato ad un pensiero democratico, ma che mancano completamente nella visione corporativa e razzista della democrazia che prospettano i 5Stelle nel loro documento.

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5. UN’EUROPA FEMMINISTA CON PARI DIRITTI PER TUTTI.

Nelle moderne società europee qualsiasi forma di discriminazione è inaccettabile. Vogliamo una stringente strategia dell’UE per l’ uguaglianza di genere, grazie alla quale si possa continuare la battaglia per mettere fine alle disparità retributive e pensionistiche e a contrastare le molestie sessuali e la violenza di genere e garantire a tutti i cittadini pieni diritti sessuali e riproduttivi. Tutte le persone hanno il diritto di decidere di come disporre del proprio corpo. L’Europa deve rimuovere gli ostacoli giuridici e sociali che impediscono alle persone LGBTI di vivere liberamente, in eguaglianza di diritti e rispetto delle diversità.

tutti punti drammaticamente assenti dal programma dei 5Stelle.

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6. UN’EUROPA PROGRESSISTA CON UN PROGRAMMA PER I GIOVANI.

L’istruzione è un diritto che deve essere accessibile a tutti.

ulteriori provvedimenti proposti; istituire uno strumento di Garanzia europea per l’infanzia, ampliare e riformare la “Garanzia Giovani”, sostenere e rafforzare il programma Erasmus+, istituire un “Bonus europeo per la cultura”.

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7. UN’EUROPA FORTE, UNITA E IN GRADO DI PROMUOVERE UN MONDO MIGLIORE.

In un mondo sempre più instabile, l’Europa deve essere un faro della democrazia, della pace e della stabilità e un punto di riferimento per la giustizia sociale, il dialogo, il multilateralismo, i diritti umani e dei lavoratori, lo stato di diritto, lo sviluppo sostenibile e l’uguaglianza di genere. Dobbiamo restare uniti di fronte a interlocutori imprevedibili e isolazionisti e promuovere una idea diversa di globalizzazione. Allo stesso tempo l’UE deve promuovere una riforma delle Nazioni Unite. Vogliamo che l’UE imponga standard vincolanti in materia sociale, ambientale, dei diritti umani, di tutela dei consumatori e dei lavoratori in tutti gli accordi commerciali futuri. Questi accordi dovranno essere sottoposti a un controllo democratico, assicurando una partecipazione adeguata della società civile. Siamo contrari al sistema di arbitrato privato, ormai superato.

All’Europa serve una comune e giusta politica in materia di asilo e migrazione, basata sulla condivisione delle responsabilità, sulla solidarietà tra gli Stati membri e sulla collaborazione con i paesi di origine e di transito. L’Europa deve gestire i fenomeni migratori in maniera dignitosa, corretta e ordinata, assicurando il controllo delle proprie frontiere e, allo stesso tempo, contrastando il traffico e lo sfruttamento criminale degli esseri umani e rafforzando la protezione delle persone che necessitano di asilo politico. A tal fine, dobbiamo creare canali sicuri e legali, sostenere le capacità di protezione nelle regioni adiacenti e affrontare le cause all’origine dei flussi migratori, compreso il cambiamento climatico. Ciò richiede un nuovo partenariato con l’Africa e un Piano europeo globale di investimenti per il Continente africano. Vogliamo un più forte finanziamento delle politiche di integrazione e il sostegno alle città e alle comunità ospitanti.

non c’è nessun chiaro riferimento però al superamento del Trattato di Dublino sul trattenimento dei migranti nel paese di primo approdo.

manca, come già nel programma a 5Stelle, una chiara definizione di una politica estera comune.

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c’è chi ha fatto una critica molto dura a questo programma, ad esempio:

Manca l’essenziale. Manca una critica e un’autocritica severa e spietata sugli errori commessi in questi ultimi due decenni di subalternità al neoliberismo. Manca l’obiettivo di una rifondazione dell’Europa come soggetto sovranazionale e federale con adeguate Istituzioni democratiche. Manca il nesso fra federalismo sovranazionale, giustizia sociale e ambientale. Manca l’obiettivo di mettere alla base della nuova costruzione costituzionale europea quel sistema di valori democratici, sociali e progressisti che metta fuori della porta chi a quei valori non aderisce. Manca, in sostanza, la discontinuità. Un deficit, questo, evidenziato dall’aver scelto come candidato Presidente alla Commissione europea quel Frans Timmermans che ne è stato vicepresidente, sotto Junker, nell’ultima legislatura dominata dalla politica economica dell’austerità dettata dalla Berlino di Frau Merkel.

ci sono critiche giuste, ma non condivido affatto il tono astioso di questa critica, espressione di un tragico populismo di estrema sinistra.

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qui chiudo: lo scopo di questo post non è di dare indicazioni di voto, ma di offrire strumenti di riflessione.

la scelta di come votare alle prossime elezioni europee non è semplice e ognuno se la gestirà secondo i propri orientamenti, che nel profondo difficilmente possono essere messi in discussione.

ma un giudizio tecnico sulla qualità e credibilità dei programmi presentati dai diversi movimenti dovrebbe essere la base della decisione, prima ancora che giudizi tanto istintivi, quanto radicati e indiscutibili soggettivamente sui diversi movimenti.

non che mi aspetti che le cose vadano davvero così, vero?


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