cronaca di una morte annunciata, venduta e dimenticata – 214

fino a che è servita per far cassetta luridamente e conquistare clic o contendersi lettori attratti dall’odore del sangue, hanno primeggiato sui media dediti ai circenses la storia e perfino le immagini del pensionato un poco handicappato mentalmente che una banda di ragazzi incontrollati ha seviziato per mesi e alla fine ucciso forse senza neppure rendersi conto.

e qualcuno ha di sicuro anche pagato chi li aveva fatti, per mettere in rete e diffondere i video delle violenze: non andrebbe denunciato per favoreggiamento?

a me pare che soltanto in Italia avvengano scempi di questo genere: e non parlo degli atti di violenza, ma del loro sfruttamento economico da parte di chi dovrebbe diffondere l’informazione e non speculare sui fatti di sangue.

ma adesso che si comincia a vederci più chiaro e che la notizia dovrebbe servire a mettere meglio a fuoco alcuni aspetti, ecco che si guarda tutti altrove.

. . .

se vi chiedevate, sgomenti, ma anche ben imbeccati dai messaggi dei media, come era possibile che una vicenda simile non venisse colta almeno dai vicini e come mai quel vecchio, pur se inabile, non avesse reagito, sappiate che le vostre domande non erano fuori posto.

qualcuno, un giorno, probabilmente aveva chiamato la polizia: il 14 marzo infatti una volante della polizia era passata a casa sua e lui aveva riferito quello che stava succedendo.

ecco che cosa si legge negli atti dell’inchiesta:

“Alle ore 22.43 circa personale dipendente [del commissariato di polizia di Manduria], nell’ambito della consueta attività di prevenzione e controllo del territorio, su disposizione della  sala operativa, si portava in questa via San Gregorio Magno numero 8.
Gli operanti sul posto venivano avvicinati da Antonio Cosimo Stano, un uomo anziano che vive da solo, il quale riferiva loro di essere, già da diversi giorni, costantemente oggetto di vessazioni, angherie, percosse ed aggressioni ad opera di alcuni giovani ignoti”.

interessante, no? e che cosa fece la polizia “nell’ambito della consueta attività di prevenzione e controllo del territorio”?

niente: approfondì, convocò, fece almeno una ramanzina? non dico un rapporto alla magistratura… niente.

il linguaggio burocratico tradisce l’indifferenza e il menefreghismo.

. . .

non basta: il 5 aprile sette residenti nella via più il parroco della chiesa vicina presentarono una denuncia formale: non servì a nulla neppure questo.

risulta forse che la polizia sia uscita di nuovo? che abbia predisposto qualche misura di vigilanza e protezione di una persona menomata e incapace di difendersi da sola?

non risulta.

. . .

ma eccola, la polizia, in forze: a pensionato morto…

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. . .

ma non pensate che la responsabilità politica di questa inettitudine sia del ministro dell’Interno, che guida la polizia, o meglio dovrebbe guidarla, tra un comizio dal balcone e l’altro.

non sembra che la cosa lo abbia colpito molto: non risultano approfondimenti, ispezione, richieste di chiarimenti perché quelli sono rimasti con le mani in mano.

del resto, diciamola tutta: la colpa di essersi fatto ammazzare è unicamente dell’ammazzato; si fosse comperato una pistola, invece, e avesse sparato personalmente a chi gli entrava in casa, ora anche il ministro sarebbe soddisfatto.

però quanto è più bello diffondere il messaggio della indifferenza e della paura…


6 risposte a "cronaca di una morte annunciata, venduta e dimenticata – 214"

  1. Grazie per l’analisi, finalmente lucida, e per aver spazzato via il moralismo peloso del “ma i genitori? Ma i vicini?”.

    P.S.: credo che i media americani battano i nostri, in merito allo sfruttamento della violenza.

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    1. quel che dici nel PS non lo so, ma probabilmente è vero.

      ho conosciuto invece i media tedeschi, e incidentalmente pochi giorni fa ho visto come la tv portoghese trattava l’incidente con 40 morti alle Azzorre: noi certamente non siamo culturalmente europei; forse americani: deve esserci un filo rosso tra i giochi gladiatorii nel circo e il far west.

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  2. Purtroppo per quel pover’uomo quei criminali non erano immigrati, e nemmeno rom, altrimenti i solerti poliziotti si sarebbero attivati… “gli orfanelli dell’oratorio”? Mi pare si chiamassero tra di loro… mi chiedo cosa mai abbiano imparato nella loro breve vita in famiglia, a scuola, perché no all’oratorio… ed ora? Che pena sconteranno (se la sconteranno), partirà la gara a deresponsabilizzarli, la società etc etc? Quando tra non molto li riavremo in giro (forse subito!) avranno almeno capito l’orrore di cui sono stati protagonisti? Chi li rieduchera’, ammesso che sia possibile? Dovremmo affidarli ai cinesi, loro probabilmente saprebbero come fare.

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    1. caro gio, io dico che ad un gruppo di giovani immigrati o di rom un simile modo di divertirsi non sarebbe neppure passato per la mente: è un fatto culturale tutto occidentale.

      be’, aspettiamo che il capitone metta il grembiulino a tutti i bambini delle elementari: vedrai che senso di disciplina è capace di sviluppare una divisa messa fin da piccoli: pensa ai giovani nazisti che hanno prodotto uomini tutti d’un pezzo come Ratzinger. 😉

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