la neve di maggio, ci vuole coraggio – bortoblog 21

in effetti a me neve di maggio mi pare di non averne mai vista, neppure quando stavo in Germania – ma vai a vedere se mi ricordo bene; in ogni caso, ne è caduta anche lì in questi giorni.

ieri anche sul monte Castello, proprio dietro casa, e i fiocchi cadevano anche sul cortile di casa e sul pollaio.

IMG_20190505_100314a

naturalmente non mancano quelli che si autodefiniscono Gretini da soli, col nomignolo che vorrebbero dare ad altri, e ne deducono, come Trump per le tempeste di neve americane, che siccome fa freddo a maggio l’effetto serra non esiste.

qui intanto, a distanza di sei mesi dall’ultimo temporale uragano che devastò i boschi e scapitozzò gli alberi (personalmente ci ho rimesso un paio di vecchi ciliegi), ne è arrivato un altro, più rivolto stavolta al basso Garda, ma che ha fatto danni di nuovo anche qui, anche se meno dell’ultima volta: stamattina di nuovo due paesi della valle erano senza corrente elettrica, tra cui Idro…

. . .

occorre coraggio per sopportare la stupidità dilagante e diventata così clamorosa e onnivora: oramai anche la libera stampa si è piegata al controllo dei media e si è fatta portavoce dei social, che è diventata oramai la sigla ufficiale per parlare della stupidità di massa, disorganizzata, ma coerente.

inutile cercare di convincere chi non crede ai suoi occhi o ad una natura che non vede, chi non legge e non sa che riscaldamento globale non significa temperature in rialzo medio costante, ma sbalzi sempre più violenti di un clima impazzito.

dove gli idioti vincono le elezioni e portano al potere degli ignoranti loro simili, la stupidità appare benedetta dal potere e si diffonde dall’alto, aiutata dal fatto che nel mondo artificiale di media e social è continuamente pubblicizzata ed esaltata, a volte con gridolini stupidi di orrore, proprio per convincerci che non è vero che la stragrande maggioranza della gente reale ha la testa sulle spalle e paralizzare la nostra voglia di opposizione vera.

. . .

e quindi ecco un risveglio alla nuova settimana con le modeste cime della media Val Sabbia imbiancate; poi per fortuna il sole è sorto, ha cominciato a sciogliere quella neve poco resistente sulle basse prealpi di fronte.

IMG_20190506_092446

e soprattutto sono passati sotto casa i due caprai col loro gregge di duecento bestie, che salivano verso i monti, per arrivare l’estate a quelli più alti del Trentino.

staranno via sei mesi circa e chissà se al ritorno troveranno qualche nuovo tornado più forte…; in ogni caso prima era tornato il sole, e adesso torna a diventare grigio il cielo, ma non lo sarà per sempre.

. . .

buona settimana ai lettori di questo blog, e anche all’infinito numero di quelli che definiscono Gretini chi si preoccupa del riscaldamento globale, e che non lo guarderanno neppure mai.

se ci sarà qualche nuovo dialogo fuori da questo blog nei prossimi giorni, me lo annoterò qui, nel solito ordine cronologico inverso; a volte la riflessione vera nasce dal confronto di tesi diverse; a volte, invece, ci rinchiudiamo in noi stessi, non rendendoci conto che la discussione è un ottimo metodo anche per combattere l’effetto serra.

. . .

Muovendo i primi passi…

bortocal15   10 MAGGIO 2019 ALLE 07:03
bellissimo racconto, davvero, di una bellissima esperienza, di quelle che non si dimenticano perché ti formano per la vita…
il mio primo impatto con la montagna è stato molto tardivo: anche se sono cresciuto in Sued Tirolo, a Meran/Merano, i miei genitori non amavano molto la montagna (mio padre era ufficiale dell’artiglieria da montagna, quindi forse ne aveva abbastanza di quella di cui doveva occuparsi per lavoro) e ricordo soltanto una terribile escursione a piedi, fatta a sei/sette anni, da Hafling/Avelengo a Meran/Merano, quando il paese era collegato alla valle soltanto da una funivia o da mulattiere lunghe 12 km.
del resto le montagne non erano proprio a portata di mano della città, molto bassa nella conca tra la valle dell’Adige e quella del Passirio.
alcune escursioni avvenivano quando arrivava un mio zio che abitava vicino a Trento, a Mezzocorona, e aveva la macchina, una giardinetta di legno, su cui salivamo tutti, con la sua famiglia, quattro adulti, cinque bambini e un cane.
ricordo una di queste escursioni in Val Martello, con un braccio rotto da qualche giorno e ancora non ingessato, perché cercavo di tenere segreta la frattura per non prenderle da mia madre: non proprio entusiasmante direi.
scoprii la montagna soltanto nel 1972, a 24 anni, in un viaggio a Vienna con un mio amico, che poi è diventato un grande viaggiatore e ha fatto trekking anche in Tibet: la prima tappa fu Meran/Merano, appunto, e passammo una settimana al rifugio del Velloi, che si raggiungeva a piedi attraverso boschi e prati, dopo un primo tratto in seggiovia, per arrivare abbastanza in quota.
da lì partimmo un mattino all’alba, impreparati e senza attrezzature né cartine del territorio, per raggiungere la cima del Tschigatt, a 3.000 metri, attraverso il passo del Valico e la relativa via ferrata, che affrontammo a mani nude!
quella prima camminata in montagna rischiò di essere anche l’ultima: arrivammo sulla cima risalendo un ghiacciaio sul versante nord del monte e semplicemente piantando gli scarponi nella neve più fresca (era l’inizio di agosto); ma quando fummo in cima e vedemmo profilarsi un temporale, ci rendemmo conto che la discesa per dove eravamo saliti era la morte certa, e non vedevamo altri sentieri.
ci mettemmo a cercarli sugli altri versanti dandoci appuntamento dopo mezzora sulla cima di nuovo, ed io fui fortunato perché trovai le famose tracce bianche e rosse sul versante ovest, verso la val Senales: peccato solo che fossero nella direzione opposta rispetto al rifugio; comunque non ci restò che scendere in quella valle e poi cercare di ritornare indietro verso sud-est per ritrovare il rifugio.
ci vollero nove ore di cammino, ed arrivammo nel cuore della notte, quando oramai ci davano per dispersi, ma appunto non esistevano i cellulari allora e nessuno aveva potuto dare l’allarme e far partire le ricerche.
passai il giorno dopo a letto con la febbre a 39.
fu questa esperienza che cementò il mio amore per la montagna, rimasto però episodico, ma soprattutto la mia passione per i viaggi di avventura.

. . .

Curiosità in Portogallo, quello che nessuno vi racconta n.4

bortocal15 Maggio 7, 2019 at 5:20 pm
la tua dedizione al Portogallo è straordinaria, bravissima!

lillyslifestyle Maggio 8, 2019 at 8:55 am
Grazie mille 🙂

. . .

Pacific Crest Trail: un trekking fuori dalla civiltà

BORTOCAL15 Maggio 6, 2019 @ 2:07 pm
gioia e tormento leggerti… 🙂
poi ci ripenso e mi do una calmata: non reggerei mai ad un viaggio esclusivamente dedicato alla natura .
– per fortuna, dai. 😉

VERONICA Maggio 6, 2019 @ 4:22 pm
Ahahahah ma mica stai sempre sempre nella natura selvaggia😏 molti di quelli che abbandonano escono dal sentiero e dopo qualche chilometro si ritrovano in mezzo alla civiltà 😅…
pensa se per assurdo riuscissi a resistere 4-6 mesi quanto apprezzeresti ogni minimo dettaglio che nella quotidianità dai per scontato😍…

BORTOCAL15 Maggio 7, 2019 @ 5:25 pm
osservazione acuta: quindi devo tenermi tutto il rimpianto per questo viaggio che non potrà mai fare?
meno male che ci sei tu a raccontarlo, allora, che almeno me lo fai fare virtualmente, dai…
un abbraccio, carissima Veronica.

. . .

to be continued…


6 risposte a "la neve di maggio, ci vuole coraggio – bortoblog 21"

  1. A proposito di Gretini, vedo che alle critiche sfottenti di destra, ce ne sono anche da sinistra: si imputa a questi ragazzi di concentrarsi solo sulla questione ambientale, senza fare il passo in più che e’ criticare il modello di sviluppo, di consumo, e di non legare le lotte ambientali a quelle per la giustizia sociale. Io penso che, se i giovani o gran parte di essi invece di alzare il braccio nel saluto romano prendono coscienza che la crisi ambientale è vera e mortale per tantissimi, il passo dal mettere poi in discussione il modello che questo ha provocato e’ breve… a meno che non faccia figo al sistema tollerarli finché non “danno fastidio”, per poi passare alla repressione quando dovessero davvero rompere le scatole e non solo…

    Piace a 1 persona

    1. sono d’accordo con te, sostanzialmente.

      e tuttavia penso che nelle critiche “di sinistra”, ma perfino in certe di destra al movimento molto interessante e anzi fondamentale fondato da Greta possa esserci un fondo di verità; l’idea che il riscaldamento globale, indubbiamente legato all’effetto serra prodotto dalla CO2, sia tutto frutto di una specie di “peccato” degli uomini nasce in ambiente americano, principalmente da Al Gore ed ha una netta impronta colpevolizzante e moralistica di tipo calvinista; è una idea antropocentrica molto parziale.

      personalmente credo che la situazione sia molto complessa, che ci siano anche cause astronomiche precise, per cui le attività umane che producono CO2 sono tanto causa quanto EFFETTO del riscaldamento globale; soprattutto non posso accettare la censura ferrea che viene mantenuta sulla causa indubitabilmente principale del riscaldamento globale, che è la sovrappopolazione umana.

      non sento, fra le tante proposte, nessuna che proponga come limitarne la crescita, anzi come prevederne una riduzione indolore.

      ma se qualcuno provasse a dire che il modo più sicuro di bloccare in fretta l’effetto serra sarebbe di vietare gli antibiotici?

      scusa la provocazione estrema…

      e con questo non do mica ragione a chi fa il guitto su questi problemi, che sono gravissimi; ho appena letto un trafiletto delle Scienze ultimo numero che riporta i risultati di uno studio sinora mai fatto sugli effetti del riscaldamento globale sulle nuvole: la loro forte riduzione, finora non calcolata, è in grado di aumentare le temperature terrestri di altri 8 gradi oltre ai 4 previsti per la CO2.

      e del resto siamo oramai pericolosamente ai limiti della fascia abitabile del sistema solare, all’1% dal suo bordo inferiore: ricordo che per fascia abitabile in un sistema solare si intende quella entro la quale il Sole produce sulla superficie di un pianeta temperature tali che l’acqua su una parte almeno di quel pianeta non bolle oppure non congela.

      Mi piace

    1. io posso anche abituarmi, raffreddore a parte, per il tempo che mi resta…

      sto pensando però ai miei cinque nipotini, nessuno con più di nove anni, e mi chiedo se potranno continuare ad abituarsi via via al sempre peggio per tutto il resto della loro vita… :-((

      buona meno gelida Sardegna a te!

      Piace a 1 persona

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...