se la polizia risponde, chi risponde per la polizia? – 218

capita che un cittadino, non mi importa chi è, scriva su Twitter:
E la @poliziadistato, che sequestra striscioni e telefonini, ridotta a servizio d’ordine per la campagna elettorale di un partito. Uomini costretti a sequestrare striscioni a persone anziane, a sequestrare telefonini che turbano la grave forma di selfite del ministro. Che pena.

che bello, così apprendo che la polizia di stato ha il suo profilo ufficiale su twitter: https://twitter.com/poliziadistato

. . .

la domanda su chi lo gestisce è lecita?

è lecito sapere chi ha risposto alla critica puntuale di quel cittadino sui sequestri illegali di uno striscione legittimo contro il partito di Salvini? o sulla richiesta della polizia di cancellare un video fatto col ministro soltanto perché in quel video lui si prendeva in giro da solo? con relativo sequestro di cellulare…

sono soprusi degni di una dittatura – anche se l’Italia non lo è e Salvini è un personaggetto mediocre e pittoresco più che altro, e dittatore non lo sarà mai.

. . .

ma chi è lo sprovveduto che risponde, a nome della polizia, cioè dello stato, cosi?:
La polizia di Stato serve il Paese e non è piegata ad alcun interesse di parte. Chi sbaglia paga nelle forme prescritte dalla legge. Che pena leggere commenti affrettati e ingenerosi per dispute politiche o per regolare conti personali.

che bello se fosse vero, ma la polizia stessa ci sta dando la prova del contrario con questo stesso teewt.

. . .

si vuole forse sostenere che si sbaglia, cioè si commette qualcosa di illegale, e si deve pagare (col lessico burino tipico di quel ministro) esponendo uno striscione dalla propria finestra dove sta scritto Questa Lega è una vergogna?

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si sbaglia a chiedere conto a Salvini delle sue frasi contro i meridionali, filmandolo sul proprio cellulare mentre rimane inebetito e non sa cosa rispondere?

e che cosa si deve pagare per averlo fatto?

 

non ditemi che si deve marcire in galera…

so ben io chi manderei in galera per rieducarlo alla democrazia e al rispetto delle leggi, piuttosto.


8 risposte a "se la polizia risponde, chi risponde per la polizia? – 218"

    1. taciamo in due allora, io una denuncia e un processo per vilipendio della polizia l’ho già avuto quasi cinquant’anni fa, e quella volta me la sono cavata per il rotto della cuffia…

      si parlava di Giuseppe Pinelli, caduto dalla finestra della questura di Milano durante un interrogatorio, ma i media e la polizia dicevano che si era suicidato per la disperazione di scoprire il compagno di anarchia Valpreda colpevole della strage di Milano del 12 dicembre 1969: Valpreda che ci vollero anni, di nuovo, per dimostrare completamente innocente.

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    1. io sì, prima che italiano sono europeo, e forse perfino un poco (un pochissimo) tedesco: nel resto d’Europa – esclusi i paesi sovranisti dell’Europa dell’Est post-comunista, di cui siamo giustamente alleati – non si è cinici e rassegnati e questi comportamenti indignano e sarebbero persino sanzionati, a volte.

      è vero che noi siamo i paesi di Cucchi e Aldrovandi, dove occorrono anni e anni per arrivare alla verità di un pestaggio omicida.

      però indignarsi e denunciare è uno dei pochi strumenti che abbiamo per non finire come in Egitto.

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