sulle tracce dell’orso in Val Sabbia: da valle Duppo di Casto ad Alone – bortografia 2 – 220

l’altroieri, la prima giornata che si prestava per un po’ di sole in cielo, ho deciso di andarmi a fare una camminata di mezza montagna pressapoco nella zona in cui, non troppo lontano da qui, qualche giorno fa è stato avvistato un orso.

non proprio quella, qualche chilometro discosto; l’orso ovviamente non l’ho visto, e neppure mi aspettavo di vederlo, ma se quella pubblicata su un quotidiano locale online era la foto di una sua impronta, anche io ne ho trovata una simile.

IMG_20190510_100732a

ho parcheggiato l’auto nella valletta laterale che risale da Casto verso il borgo di Alone, un nome che a leggerlo all’inglese è tutto un programma, appena passato il favoloso e sconosciuto Parco delle Fucine, e mi sono messo in cammino all’imboccatura della valle Duppo.

camminata leggera lungo un percorso ben segnalato e anche attrezzato, ma quasi senza presenza umana: ho solo incontrato un abitante di Alone che scendeva con la 4×4 alla ricerca del suo cane da caccia, un bracco, che era scappato: sulle tracce dell’orso?

. . .

il sentiero si stacca subito dalla strada asfaltata per il paese e immerge nei boschi, disturbati solo dal rumore lontano di una sega elettrica, ma presto la vista comincia a spaziare su spazi incontaminati verso il fondovalle; ed ecco perfino le volute in alto di due rapaci; solo da ultimo compaiono alcune case del comune di Mura, aggrappate sulle falde prealpine del monte; arrivo ad un certo momento a intravvedere i monti che stanno dietro casa mia, dall’altra parte della Val Sabbia.

camminare e respirare natura, fermarsi a godere delle bellezze semplici della genziana o dei nontiscordardime, sentirsi fuso nel tutto e dirsi che ci sono luoghi non lontani da casa che sono quasi più selvaggi dei monti di Tahiti.

ma ecco l’impronta italiana, una santella che sembra moderna, vista da lontano, ma dentro ha gli affreschi antichi di una madonna col bambino.

non manca molto al borgo di Alone, un pezzetto misterioso di Umbria in una valle lombarda e oramai quasi trentina, con le sue case alte sulle stradine che scendono precipitose.

. . .

scelgo la strada meno ovvia per la via del ritorno, quella che scende al fiume e sono premiato dalla scoperta di una cascatella miracolosa e ovviamente scrosciante: la batteria della fotocamera è quasi scarica e proprio quest’ultima parte del percorso, la più romantica e un poco avventurosa, rimane documentata solo dalla memoria interna, non da quella della macchina.

incomprensibilmente ad un certo punto, proprio in fondo al fiume, il sentiero si interrompe e solo guardando bene lo si vede riprendere meno di una decina di metri più in là, ma basta spingersi prudentemente sui sassi che sporgono dal torrente per raggiungerlo di nuovo.

ora ci sono dei ponticelli di legno che alternativamente portano dall’una all’altra parte del fiume, mentre si discende: pensavo di riuscire ad entrare nella gola del Nozza, ma anche qui il sentiero in cui ricordo di essere passato l’anno scorso di questa stagione sembra sia stato strappato dal fiume: solo le corde di ferro a cui ci si aggrappava per sicurezza restano sospese a mezza costa sulla roccia a confermare il ricordo.

non importa, si passa dall’altra parte, resta l’ultimo ponticello, detto Tibetano, ed oramai rieccomi al prato verde, dove ho lasciato la macchina, dopo tre ore su un percorso ad anello comodissimo – ma volendo ci sarebbe anche il giro molto più impegnativo, di sette ore, che passa sulla cresta alta dei monti, ma lo farò quando sarò un poco più allenato.

. . .

del percorso ecco un breve montaggio video.

 


6 risposte a "sulle tracce dell’orso in Val Sabbia: da valle Duppo di Casto ad Alone – bortografia 2 – 220"

        1. ma no, serendipity: dicono che Casto derivi da qualche bosco di castagne originarie, eppure hanno perfino trovato una lapide romana dedicata a Casticus: qualche antico proprietario del posto? il nome, si dice, è di origine celtica.

          per quanto sembri strano dirlo, per un paese così piccolo, ebbe un passato medievale di una certa importanza.

          del nome di Alone nessuno dice nulla, invece, ma ci pensiamo noi.

          Mi piace

          1. La valle Duppo ed Alone sono posti …solitari ed integri e bellissimi. Ricordo una fioritura bianca di pero corvino che ricopriva l’intera costa ( corvino è il frutto nero), arbusto sconosciuto ai più ma bellissimo, ama l’esposizione al sole.,

            Mi piace

            1. a parte il mio lapsus di battitura sul nome della valle ;-), ecco che cosa mi è mancato nella passeggiata: la consulenza di un naturalista esperto come te…

              l’incredibile di questi luoghi è che puoi camminare per decine di minuti con lo sguardo che spazia per km senza vedere una casa; mi è venuto da ripensare alle montagne di Tahiti, e di trovare più natura qui, ma forse esagero.

              Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...