intervistare il Capitone – 226

qualcuno mi deve ancora spiegare perché mai si dovrebbe censurare l’intervista a Salvini che qualche antifascista fesso ha contribuito a rendere famosa, senza che nessuno o quasi la abbia letta.

occorre farla circolare, invece, in tempi nei quali si fanno togliere illegalmente dai pompieri gli striscioni che lo dichiarano non gradito e si levano due settimane di stipendio a un’insegnante perché i suoi alunni in un lavoro per la Giornata della Memoria hanno paragonato il suo decreto sicurezza alle reggi razziali di Mussolini

fu la sottosegretaria leghista ai Beni culturali Lucia Borgonzoni a dire, su Facebook naturalmente: “Andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento. Già avvisato chi di dovere”.

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e, come dice il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Palermo, “Abbiamo ricevuto una segnalazione dal ministero, ma eravamo già al corrente di quanto accaduto; la libertà di espressione non è libertà di offendere e l’accostamento delle leggi razziali al decreto sicurezza è una distorsione della realtà.”

forse è su questi fatti che occorrerebbe risvegliare il proprio amore per la libertà che sta in Costituzione e il proprio anti-fascismo: l’Italia della maggioranza silenziosa non è tramontata da troppo tempo, e io me la ricordo bene ancora.

il conformismo abbietto e leccaculo è sempre pronto dietro l’angolo e il banale segreto delle dittature è questo.

dunque, fino a che siamo in tempo leggiamo invece Chiara Giannini che intervista Salvini e, per favore, facciamo girare queste frasi, altro che censurarle: in democrazia esiste e va difeso anche il diritto di essere viscidi.

anche quando la lingua impastata di saliva arriva già fuori tempo massimo: ah, gli opportunisti che sbagliano i tempi…

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ho ricavato le citazioni non certo dal libro direttamente, ma da https://www.linkiesta.it/it/article/2019/05/16/salvini-biografia-altaforte/42159/

È l’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale, anche, di nascosto, da quelle di sinistra, malgrado non abbia propriamente la faccia del latin lover.
C’è chi pagherebbe oro per vederlo nella quotidianità della vita privata o solo per prenderci un caffè.
È il supereroe che combatte contro il male, il Clark Kent che di giorno è una persona comune, tra la gente, ma che all’occorrenza si trasforma nel salvatore del mondo.
Salvini ha la forza di chi sa parlare col cuore e tirare fuori l’energia dallo stomaco. È uno dei pochi che ha impresso il segno di chi cambia il mondo con le sue azioni e le sue gesta.

addirittura…

Ecco perché Salvini incarna per la maggior parte degli italiani il leader perfetto: è vicino ai giovani, ma anche agli anziani.

e il 30% di quelli che perdono il loro tempo a rispondere ai sondaggi sarebbero la maggior parte degli italiani?

Quando hai rimbalzato [su Facebook] ciò che avevo scritto, era tanta l’emozione che tu avessi che nella concitazione ho lasciato l’acqua scorrere in bagno. L’inquilina del piano di sotto si ricorda ancora la cascata che scendeva dalle scale.

be’, se qualcuno ha comprato il libro, fino a qui ha trovato quello che cercava, no?

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ma, se fino a qui ha parlato la giornalista, ora lasciamo la parola a lui, il Capitone, direttamente:

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Andavo all’asilo mi pare e niente, mi portavo dietro sempre questo pupazzetto di Zorro finché un giorno non me l’han fregato. A raccontarla adesso sembra chissà quale predestinazione, quando invece è stato semplicemente il primo impatto con l’ingiustizia.

con l’ingiustizia o col furto? l’ingiustizia è un concetto diverso dalla violazione della legge, è un fatto sociale, ma per lui pare che l’unica ingiustizia che conosce sia quella di subire un furto.

I miei figli mi danno la forza. Loro sanno quel che sto facendo e che lo faccio per loro.

Il grande sogno impossibile era quello di fare il calciatore.

Su Bossi ammetto di non riuscire a essere imparziale. Lui, insieme a Franco Baresi [il calciatore], sono stati i miti della mia gioventù.

il fumo: Smetto per un po’, poi riprendo, poi rismetto, poi riprendo. Lo so che è un vizio idiota. Ma non è facile non ricascarci…

Sì, sì, dormo. Con due cuscini, per di più, perché uno lo devo abbracciare. Lo faccio da sempre.

La pesca mi aiuta a rilassarmi. Se accendessi il canale tematico del Milan allora sì che la mia concentrazione sarebbe davvero a rischio.

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ma è la conclusione la chiave di volta del tutto:

Senza peccare di modestia io credo che le persone apprezzino il mio essere rimasto essenzialmente una persona normale.

è il narcisismo esibito di una normale incultura che rispecchia una bella fetta del paese, d’accordo: la rozzezza come vanto.

qui non siamo più alla simulata rozzezza maneggiona di un Berlusconi, ma ad una stupidità autentica e primigenia, del tutto autentica.

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ma davvero è possibile che questo sia un leader politico?

certamente per la parte degli italiani che si sente simile a lui: ma quanti sono davvero, poi?