uno strano silenzio austriaco sul palco di Salvini a Milano – 230

sul palco di Salvini oggi a Milano, assieme ai rappresentanti di altri partiti sovranisti europei (di Francia, Germania, Bulgaria, Slovacchia, Repubblica ceca, Estonia, Belgio, Danimarca e Finlandia), doveva esserci anche quello del Partito della Libertà austriaco, FPOe, fra l’altro al governo nel suo paese, come la Lega in Italia: anzi al governo proprio con quel tipo di alleanza che i sovranisti vorrebbero realizzare in Europa: assieme ai Popolari, il partito di Berlusconi in Italia e della Merkel in Germania.

ma l’austriaco previsto, Harald Vilimsky, non c’era, grazie al terremoto politico che sta sconvolgendo il paese, che ha visto in giornata l’espulsione dal governo di tale partito e l’annuncio questa sera di nuove elezioni.

una situazione davvero imbarazzante per Salvini.

. . .

ma purtroppo il nostro sistema mediatico ha deciso di ridimensionarla il più possibile, parlando d’altro e di ogni più folkloristica forma di opposizione, spesso anche molto spiritosa e simpatica.

vedi mai che gli italiani non vengano informati di che cosa significa oggi fare politica nel sistema parlamentare che in Occidente viene fatto passare come il migliore possibile ripetendo il famoso mantra di Churchill, che dice più o meno: il peggiore che c’è, ad eccezione di tutte le altre sperimentate sinora, che sarebbero ancora peggiori, naturalmente.

ma forse Churchill voleva semplicemente dire che la democrazia, per qualcuno, è la migliore delle forme di governo sperimentata sinora, proprio perché è la peggiore possibile: tutto sta ad intendersi per chi la democrazia va così bene.

lo spiega bene scandalo che ha travolto il capo del Partito della Libertà austriaco, Heinz-Christian Strache, e che in Italia non avrebbe travolto nessuno.

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quel che è successo è presto detto.

due anni fa, tre mesi prima delle elezioni austriache, qualcuno, probabilmente giornalisti tedeschi ruspanti, un po’ burloni, un po’ carogne, ha teso a Strache un tranello a Ibiza, dove stava facendo le vacanze:

lo ha fatto incontrare, assieme a un suo collaboratore dal nome un poco inquietante di Gudenus, capogruppo in parlamento, con una bella ragazza che diceva di essere la nipote di un oligarca russo: piazzano delle telecamere nascoste e riprendono l’intero incontro, che dura diverse ore, ed è facilitato anche da qualche libagione di troppo.

ma in vino veritas e i due raccontano troppo: la registrazione però rimane in caldo, a chi l’ha fatta non interessano tanto le elezioni austriache con i quali i crucchi locali delle vallate alpine mandano al governo questi figuri, e Strache diventa addirittura vice-presidente del Consiglio, come Salvini; ma la buttano fuori ieri sui due giornali di sinistra della Germania, Spiegel e Sueddeutschezeitung, perché è una bella mazzata su Alternative fuer Deutschland, il partito sovranista germanico, peraltro già in ribasso, alle elezioni europee.

sarebbe una bellissima mazzata anche contro Salvini, ma vuoi che ai nostri media interessi qualcosa che lo mette in imbarazzo sul piano sostanziale?

molto meglio continuare a fargli la famosa pubblicità al contrario, che consiste nel continuare a parlare di lui demonizzandolo, in modo da attivare i suoi sostenitori il più possibile…

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in sostanza, rilassati sul divano, Strache (che ha una terribile assonanza con vendetta, che in tedesco si dice Rache) e Godenus, rivelano inconsapevoli alle telecamere il loro modo di fare politica, che è tutt’altro che soltanto loro, e sono pronti a promettere appalti in cambio di finanziamenti, ma soprattutto del controllo su un importante quotidiano austriaco.

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i finanziamenti russi Strache li chiede sul conto non del partito, vigilato dalla Corte dei Conti del paese, ma di una associazione caritatevole (molto) gestita da tre avvocati:

infatti non chiede neppure molto: dai 500mila ai 2 milioni di euro, una vera bazzeccola; basta pensare ai 49 milioni che la Lega di Salvini ha frodato allo stato, che non si sa dove siano finiti e che bene spiegano la sorprendente ascesa del guitto prima e dopo le elezioni…

(ma siamo in un paese dove queste cose possono succedere, e nessuno fa una piega, neppure i 5Stelle che ci spiegano che sono loro l’unico argine possibile alla corruzione politica).

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Strache stupidamente rivela anche che ci sono già alcuni magnati che stanno facendo così, finanziandolo perché racconti agli stupidi che l’unico modo di contrastare la finanza è rivolgersi a lui, che farà la guerra allo sporco ebreo Soros che vuole gli immigrati in Europa…

ma la ragazza non può garantirgli il controllo di quel giornale che può portarlo dal 27% dei sondaggi al 34% e farlo diventare il primo partito?

lui vorrebbe un sistema dell’informazione modello Orbàn in Ungheria…

e in cambio garantisce ai suoi tutti gli appalti che lui toglierebbe alla Strabag, un’azienda che finanzia i suoi oppositori…

sembrerebbe inventata vero? talmente è verosimile, un piccolo frammento di House of cards viennese.

ma almeno Strache avesse detto che quello era un sosia, una controfigura, anziché inveire contro il giornalismo criminale…

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non credo che occorra altro.

questo era il partito che doveva stare sul palco a Milano assieme a Salvini: dio li fa e poi li accompagna.

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ma se questo succede perfino in Austria, di cultura germanica, anche se pur sempre cattolica, allora questo dice qualcosa di più, ed è il motivo per il quale neppure i presunti oppositori mediatici italiani di Salvini vogliono che si parli troppo della faccenda, quelli che stanno facendo il gioco delle tre carte con gli elettori,

questo modo di fare politica non è locale, è universale, nel sistema parlamentare che definiamo democratico, e sicuramente anche altrove.

le nostre elezioni apparentemente libere, in realtà perfettamente teleguidate con gli strumenti adatti, sono il pascolo preferito dei gruppi di potere, che si servono dei partiti politici che, quando funzionano nel modo descritto sopra (e in Italia quasi tutti, quindi), sono delle semplici associazioni a delinquere che vanno sciolte.

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ma la criminalità politica che sostanzia la nostra vita pubblica non si risolve con leggi più severe contra la corruzione, come pensano i 5Stelle, e neppure col finanziamento pubblico dei partiti, come pensa il Partito Democratico, dato che questo risulta soltanto aggiuntivo; ma deve essere affrontato con un ripensamento radicale dei modi di organizzazione della vita democratica.

oltre il sistema dei partiti, con un finanziamento pubblico di ogni forma di politica dal basso, e col sistema elettorale democratico dei consigli, cioè delle assemblee territoriali di base, alternativo a quello dei partiti.

un modello un poco cinese, un poco ispirato alla nostra storia, sia quella romana, sia quella del medioevo comunale, e alla democrazia diretta delle origini.

 

 


2 risposte a "uno strano silenzio austriaco sul palco di Salvini a Milano – 230"

    1. certamente! anch’io.

      questi, quanto meno si vergognano, quando li scoprono con le mani nella marmellata, e, soprattutto, vengono fatti dimettere.

      noi ci teniamo ancora i Bossi padre e figlio e il loro più degno erede.

      ho soltanto cercato nel titolo di fare una lambiccata allusione al silenzio stampa sostanziale nostro italiano sulla vicenda austriaca, che sarebbe troppo imbarazzante per noi, a farla conoscere bene…

      Piace a 1 persona

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