se il male è banale e la rete diventa sinonimo di coglioni – 232

– quante volte devo dirti che non si dice coglioni? non è educato.

– ma se voglio far capire proprio questo concetto, come devo fare, mamma?

– fai come i giornalisti: di’: la rete.
guarda qui per esempio:
Cagnolino costretto a bere birra per uno scherzo tra studenti e la rete si indigna.

– ma, mamma, è più cogliona la rete o il giornalista che a cercarci queste notizie e le spara in prima pagina?

– veramente quel giornalista non è come la rete, figlio mio: pensa soltanto che lo siano i suoi lettori…

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. . .

c’è un modo collaudato per far diventare il male banale: rendere male tutto ciò che è semplicemente vitale.

far ubriacare un cucciolo o lascia annegare un profugo? questo o quello per me pari sono.

basta sparare come notizia con un grosso titolo che in una partita di calcio qualcuno ha gridato a un giocatore negro di merda, e poi mettere in un trafiletto quando un nero viene effettivamente ucciso per il colore della pelle.


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