la guerra mondiale tra Huawei e Google è già finita (e ha vinto la Cina) – 236

il divieto imposto l’altroieri da Trump alla Huawei di acquistare da Google il software necessario al miglior funzionamento dei suoi smartphone è sembrato l’annuncio di una guerra informatica globale.

ma già oggi la guerra è finita, anzi non è neppure cominciata, visto che il divieto è stato rinviato di tre mesi (giusto per salvare la faccia), ed è abbastanza ovvio che non annunci una guerra mondiale con tre mesi di anticipo, dando al nemico tutto il tempo di prepararsi.

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naturalmente dovrebbe anche essere abbastanza ovvio che non annunci la guerra se poi non hai davvero l’intenzione oppure la forza di farla; ma Trump ci sta abituando a questa sequenza di gesti inconsulti e di figure di palta: non si fa la guerra con i tweet, e soprattutto non la si vince digitando convulsi sulla tastiera.

per chi si sente, tutto sommato, pur sempre parte della civiltà occidentale fa male al cuore vedere che il suo leader principale è un collerico capriccioso che non sa calcolare bene le mosse:

brutto segnale per il futuro dell’Occidente quando l’imperatore è pazzo, ne sapevano qualcosa gli antichi romani.

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guardate invece la calma confuciana con cui Xi Jinping, il presidente cinese, ha vinto la guerra senza bisogno neppure di un colpo:

non ha twittato niente, non ha fatto proclami, è solo andato in visita col vice-presidente, ad un’azienda nella provincia meridionale di Jiangxi, la Jl-Mag Rare Earth Co. e lo ha fatto rendere ben noto a tutti.

qui si producono dei minerali, rari come dice il loro nome di terre rare, che sono fondamentali per l’industria dei processori.

images

da qui si esporta negli Stati Uniti addirittura il 91% del loro fabbisogno; fonti alternative sono rare (Africa in mano cinese, Caucaso asiatico sotto influenza russa e Australia, le cui miniere sono pure state acquistate dalla Cina): in poche parole, in parte per uno scherzo della geologia, in parte per la sua abilità, la Cina ha il monopolio delle sostanze fondamentali per la costruzione dei micro-chip di tutto il mondo.

Terre-Rare-600

Xi Jinping non ha avuto bisogno di fare nessuna dichiarazione, il messaggio è chiaro: se tiri troppo la corda ti blocchiamo la vendita di questi materiali e ti mettiamo in ginocchio.

e intanto che la Cina sta assorbendo senza grandi danni i dazi posti dagli USA sui suoi prodotti industriali, l’agricoltura del mid-west americano, che produceva soia per la Cina, sta soccombendo per i dazi imposti dalla Cina per reazione, mentre la Cina acquista la soia dal Messico e dal Brasile.

terre-rare-cina-320x234

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la guerra, ricordavo ieri, è quando ti fai consapevolmente del male pur di fare del male a qualcun altro.

se ha un senso, lo avrebbe comunque quando al nemico fai più male che a te; ma se vai in guerra senza avere calcolato che il danno maggiore sarà il tuo, cioè che in poche parole la guerra la perderai, che generale sei?

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l’America è in pessime mani, il pensiero strategico di chi dichiara di voler essere primo in un pianeta che sta rischiando il collasso globale, anziché unire le forze per cercare rimedi, è puerile.

purtroppo la democrazia diventa il governo dei cretini, essendo loro la maggioranza, se appena qualcuno riesce ad organizzarli e a fare loro percepire la loro forza.

lo sapeva bene chi l’ha inventata, che ha sempre studiato degli antidoti sotto traccia.

ma quando i cretini prendono il potere, il loro primo nemico diventa l’intelligenza, la cultura, l’informazione.

è proprio così che crollano le civiltà, vero?

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ah già, ma anche la storia è nemica del governo dei cretini.

 


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