europee, perseverare è diabolico – 239

sono elezioni europee, non è un sondaggio politico italiano.

se fosse un sondaggio, sarebbe più tarocco ancora di quelli che girano tutti i giorni in questo sistema dell’informazione malato, per misurare la febbre al governo.

guardate la stampa straniera e ditemi voi se, tranne che in periodi elettorali, vale la mania di dire ogni giorno al pubblico conformista come DOVREBBE votare oggi per restare ben intruppato nella massa.

e l’opposizione faccia bene il suo mestiere, definisca un programma, ci spieghi che cosa vuole fare fra 4 anni, anziché romperci gli zebedei ogni momento con tutta questa agitazione per tornare a votare per fare non si sa bene che cosa:

tanto Berlusconi è ancora lì a promettere le pensioni da 1.000 euro al mese, adesso anche alle casalinghe (e magari agli animalisti), e il Partito Democratico sta inchiodato al mantra che, fino a che non votiamo in massa per lui e non gli permettiamo di governare da solo, lui non si allea con nessuno, perché fanno tutti schifo.

. . .

è ovvio che un parlamento è eletto per 5 anni e se ne riparla nel 2023; chi alimenta i sondaggi alimenta la voglia di buttarlo giù al più presto, in genere non si sa neppure bene per fare che cosa.

da questo punto di vista e da questo soltanto, viva Salvini, che almeno a parole ribadisce continuamente il concetto che sto dicendo anche io, e in questo caso la sua tetraggine ottusa va bene.

votiamo come ci pare, ma votiamo per quel che vogliamo succeda in Europa, e non per quello che vorremmo succedesse in Italia.

. . .

il giochetto di far passare le elezioni europee per elezioni politiche è iniziato con Renzi, uno che Marchionne tirò fuori dal cappello di Repubblica, e non era stato neppure eletto deputato, non diciamo candidato a capo del governo, e dovette far credere che la legittimazione a governare gli veniva dalle elezioni europee, che peraltro si era comperato.

a 10 miliardi di euro l’anno di 80 euro mensili per il ceto medio dipendente, i due anni di governo Renzi sono costati all’Italia sinora 50 miliardi, e ci sarebbe soltanto da sperare che dall’anno prossimo spariscano, come vorrebbe Tria, riassorbiti da un riforma fiscale globale che ponga fine a questo assurdo privilegio.

e adesso? dovremmo votare alle europee per dire al governo da che parte andare?

per fortuna pare che vogliano andare avanti: hanno fatto solo un anno di cose in parte giuste, ma fatte malissimo (il reddito di cittadinanza), in parte, in grande parte, di disastri:

devono andare avanti almeno altri quattro anni e presentarsi a riscuotere il conto al momento fissato:

sciogliere il parlamento costa, a proposito di costi inutili della politica, e non ce lo possiamo permettere.

. . .

alle europee votano di solito molti meno elettori che alle politiche, sono i meno spoliticizzati, e dunque vale niente ogni previsione fondata su di loro per quel che succederà 3 anni dopo alle elezioni politiche, quando la partecipazione cresce con l’afflusso di quelli che sperano di strappare qualche beneficio immediato.

mi chiedo a chi giova davvero questa maniera truffaldina di presentare le elezioni di domenica: a portare più elettori al voto?

ma semmai si rischierebbe il contrario! di tenerci lontano dai seggi per quanto siamo schifati dalla situazione politica italiana.

. . .

e allora? tanto i seggi che ci toccano sono sempre quelli, al massimo ce ne arrivano 3 di più se alla fine la brexit si farà davvero…

dico così, perché: povera Inghilterra! sembra contagiata dal morbo della mucca pazza proveniente dall’Italia.

sta a vedere che se Farage, il brexiter duro, piglia il 30% dei voti alle elezioni europee a cui loro partecipano per non avere neppure saputo votare come uscire dall’Unione Europea, questo significa una vittoria dei brexiter.

e sta a vedere che lui piglia comunque una vagonata di seggi e alla fine potrebbe persino risultare determinante o quasi nei nuovi equilibri europei, e noi ci troviamo col RISCHIO che alla fine gli inglesi restino ancora dentro per mesi e mesi rinviando continuamente e logorandoci l’Unione dall’interno.

. . .

Farage lavorerà contro un’Unione Europea più forte, assieme a leghisti e 5Stelle:

ehi, qualcuno si ricorda che i 5Stelle nel parlamento uscente facevano gruppo col partito di Farage?

e qualcuno pensa che sia possibile votarli ora che parlano invece di appoggiare la maggioranza popolar-socialista-liberale?

. . .

ma solo fino a domenica, eh? passate le elezioni si vedrà dove andranno a parare: nell’ultimo parlamento europeo non li voleva tra i piedi nessuno.


4 risposte a "europee, perseverare è diabolico – 239"

  1. Siamo in campagna elettorale continua, figurarsi se dopo le elezioni non ci saranno ripercussioni… bisognerà solo capire a chi converrà puntare alle elezioni anticipate… ma almeno un rimpastino non lo vedo improbabile. Toninelli rischia… ieri sera mi è capitato di sentire Berlusconi da Mentana… chiede elezioni a settembre ma sarebbe anche contento di portar via ai 5S un gruppetto di volenterosi e responsabili. Mi sembra una storia già vista, non è che il vecchio stregone ha in serbo qualche sorpresina? Dal PD pochi segni di vita, sentivo Cacciari dalla Berlinguer chiedere che intenzioni hanno se si dovesse andare alle elezioni, intendendo che devono assolutamente aprire ai 5S, ma poverini senza congresso come può sbilanciarsi il povero Zingaretti? Insomma se ci toccherà tenerci la strana coppia sara’ per forza d’inerzia…

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    1. sono veramente infastidito da questo clima italiano di campagna elettorale permanente, peraltro alimentato da quelli che perdono le elezioni, cioè di solito soprattutto dal Partito Democratico.

      le elezioni anticipate sono una disgrazia, una grossa spesa inutile e un segno di crisi della democrazia, mettiamocelo bene in testa.

      anziché smaniare per averle, infastidendo tutti, l’opposizione farebbe bene a darsi un programma e a fare opposizione sociale e politica vera: ha cinque anni di tempo per farlo; se gli altri andranno in crisi, glielo si rinfacci, anziché ringraziare quasi perché lo fanno.

      devo anche dire che la smania delle elezioni anticipate mi pare inversamente proporzionale alla chiarezza del progetto politico: meno si sa che cosa si vuole fare, più ci si agita per averle.

      la posizione del Partito Democratico di questi giorni è emblematica di questa totale assurdità: non vuole allearsi con nessuno, in questo comanda ancora Renzi, però vuole fermamente le elezioni.

      poveretti, ma dove hanno il cervello? elezioni per fare che cosa? per continuare a fare le belle statuine come adesso, rifiutando ogni tipo di alleanza?

      più guardo questo partito allo sbando, meglio capisco perché gli altri vincono; l’unico che ha un cervello politico lì dentro è Cacciari, ma chi lo ascolta?

      se fossero un partito vero, si sceglierebbero come segretario quel giovane senegalese brillante (non chiedermi il nome adesso) e scommetterebbero sul futuro fra quattro anni; e questa sola scelta profetica sarebbe dirompente.

      lo sai chi è il primo ministro in Irlanda? dico nell’Irlanda cattolica… si chiama Varadkar, è figlio di un immigrato indiano, è dichiaratamente omosessuale, ha fatto approvare il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso e i sondaggi locali lo danno vincente alle europee.

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  2. Sicuro che gli 80 Euro siano un “assurdo privilegio”? Sono un primo passo per ridurre il fiscal drag, che è a carico fondamentalmente dei lavoratori dipendenti, che (dati alla mano) sono poi gli UNICI a pagare le tasse in Italia… Certo, sono stati una misura elettorale, ma il concetto di ridurre il fiscal drag a me sembra corretto.

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    1. sì, sono sicuro, nel senso di personalmente convinto, ovviamente.

      sarebbe semplicemente straziante se ripercorressi tutto quello che no scritto sul tema, che non è poco, e sintetizzo:

      1. dal punto di vista sociale: in un paese che soffoca per la disoccupazione giovanile il principale problema è questo, e non i bassi salari italiani (che pure sono un problema, ma tocca ai datori di lavoro risolverlo): i 5Stelle, pessimi per tante altre cose, su questo hanno almeno centrato l’obiettivo giusto: non aiuti il ceto medio-basso per primo, quando c’è chi sta peggio.

      2. se si pensa che c’è gente che aveva un lavoro e ha preso gli 80 euro, poi l’ha perso, è finita sotto il requisito del reddito minimo per averlo, e ha dovuto restiturli in un’unica soluzione, si capisce meglio che follia sia stata questa.

      3. alzare i salari con un escamotage fiscale e dunque a spese della collettività è un incentivo a non innovare le tecniche di produzione, che è il vero modo per alzarli; dunque la scelta è retrograda

      4. se fai una riduzione di aliquote fiscali, palesemente la devi fare per tutta la popolazione e non soltanto per un gruppo, usando l’argomento che gli altri evadono…; è politicamente idiota, di sicuro perdi almeno i voti di tutti gli altri.

      5. e infatti politicamente non ha funzionato: lo sbandierato 42% delle europee subito dopo, depurato dalla variabile dell’assenteismi maggiore, riporta il PD alle percentuali reali che aveva allora; grosso equivoco per farsi passare autorizzati a governare con il consenso di meno di un quarto degli elettori, che alla fine te la fanno pagare.

      6. l’intervento è stato fatto a deficit (10 miliardi l’anno); e oggi questi stessi protestano contro i deficit di questo governo: mah, la spudoratezza è davvero massima.

      7. lo scopo del provvedimento non era sociale, ma economico: doveva servire a rilanciare i consumi. quali? basta controllare dove sono andati a finire in grande parte gli 80 euro: in acquisto di nuove automobili, e dunque in domanda ampiamente estera; per non dire FCA, che ha fatto la parte del leone; l’idea venne chiaramente da Marchionne per rilanciare il mercato dell’auto, e funzionò.

      8. last, but non least: a me personalmente hanno tolto più di 100 euro al mese di pensione in quel periodo lì per finanziare queste puttanate, e quando la Corte Costituzionale ha sentenziato che non si poteva fare e che i tagli andavano restituiti, il governo se ne è sbattuto altamente, stabilendo un risarcimento soltanto simbolico…
      anche adesso mi tagliano la pensione per finanziare il reddito di cittadinanza, e non si capisce perché debbano essere i pensionati soltanto a pagare il costo degli 80 euro che sono per i dipendenti soltanto; ma almeno me i tagliano di pochi euro al mese – con questo ultimo punto so di essere caduto in basso, però occorre rendere anche lo stato d’animo.

      9. come vedi, l’unico argomento che non ho usato è quello del voto di scambio, deleterio e diseducativo per gli elettori, che infatti ci hanno preso gusto; ma lo metto in coda, ed è da aggiungere anche questo.

      quanto alla riduzione della pressione fiscale, secondo me è in buona parte un falso problema: importante non è quante tasse paghi, ma che fine fanno quelle tasse; avere la sanità e l’istruzione gratis è una conquista sociale fondamentale: chi propone il taglio delle tasse, implicitamente propone anche la privatizzazione di salute e scuola; per questo in paesi come la Germania la popolazione è contraria a diminuire le tasse; mi dirai che ne pagano un po’ meno, e i servizi funzionano un po’ meglio; e tuttavia il principio è questo.

      e in ogni caso chi vuole ridurre le tasse deve dire che cosa intende tagliare in cambio; ridurle in deficit, come fece Renzi per una parte della popolazione, mi vedrà sempre nettamente contrario.

      ciao. 🙂

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