l’asino di Mirandola, Salvini – 242

Mirandola è un paese romagnolo famoso per gli asini, una volta; non posso dimenticarlo, perché quando da ragazzo frequentavo il ginnasio, il preside si chiamava Mirandola, e l’insegnante di scienze ci faceva sui dei giochi di parole degni delle Iene di quarant’anni dopo, per prenderlo in giro.

ci sarebbero voluti 50 anni esatti, dal mio primo giorno lì dentro, prima che pigliassi io il suo posto, ed era nove anni fa.

Mirandola, il paese degli asini, ha sbugiardato pesantemente anche l’altro nostro asino nazionale, Salvini.

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ma solo l’Huffington Post segue la faccenda (Salvini in fuga da Mirandola) e si è accorto che Salvini ha disdetto all’ultimo minuto i comizi che doveva fare da quelle parti, tanto è il suo imbarazzo, di cui nessuno approfitta.

https://www.huffingtonpost.it/entry/salvini-in-fuga-da-mirandola_it_5ce6b3f0e4b0db9c29944776?3oj&utm_hp_ref=it-homepage

ecco, riassunte, le osservazioni di Alessandro De Angelis, con le mie chiose e i miei ricami.

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Il giovane nord-africano che ha appiccato il fuoco al Commissariato, causando morti e feriti, doveva essere espulso.

“Come è possibile che uno straniero irregolare sia potuto arrivare nel modenese a compiere il suo criminale gesto?”: la domanda la fa il sindaco di Modena, al ministro dell’Interno, ovviamente.

e non è una domanda di destra, cribbio: perché essere favorevoli all’accoglienza dei profughi e ad una immigrazione controllata, premessa di una integrazione multiculturale, non significa affatto essere a favore dell’immigrazione clandestina, anzi significa volerla contrastare, ma in un modo civile e ragionato.

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Il ragazzo era stato fermato il 14 maggio a Roma, e gli era stato notificato un foglio di via:

naturalmente in Italia questo è un pezzo di carta come un altro, anche nell’era Salvini, e quindi lui, invece di essere effettivamente espulso, circolava liberamente; anzi, la sera prima era stato ricoverato all’ospedale di Mirandola, ma si era strappato la flebo dal braccio ed era fuggito: è stato trovato, in stato di malessere evidente e di alterazione, vicino alla sede della Polizia che aveva incendiato proprio nel giorno ultimo in cui doveva lasciare il paese, secondo il suo decreto di espulsione, che nessuno si preoccupa mai di applicare.

ma non ci vuole molto a immaginare che uno così non ha i soldi per pagarsi il viaggio di ritorno a casa: eppure i voli per il Marocco con Ryanair li trovi in offerta speciale a 50 euro, se tu, polizia, ministero dell’Interno, glielo vuoi pagare.

ma questo è il modo normale nel quale funziona il nostro stato e la nostra polizia:

così una ragazza e una moglie denunciano un padre e un marito violento? non succede niente, fino a che la figlia non lo ammazza, probabilmente senza volere e in stato di angoscia, rovinandosi per sempre la vita;
una donna è perseguitata da uno stalker e chiede aiuto alle forze dell’ordine? niente si muove fino a che lui la ammazza;
un povero minorato è perseguitato da una gang di adolescenti borghesi annoiati? non serve che perfino il parroco chieda alla polizia di proteggerlo: finisce ammazzato a botte;
un vecchio sta iniettando droga a un ragazzino nel vicolo proprio dietro la nuova sede della Questura in centro storico e tu ti precipiti a segnalare il fatto?
“non abbiamo volanti disponibili” – questa è capitata a me, naturalmente.

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ora, in questa situazione, potrebbe perfino farci contenti avere un ministro dell’interno che passa il tempo a lanciare proclami, fare comizi, minacciare il marcire in galera a tutti i farabutti (a cominciare da quelli che gli hanno rubato il pupazzetto di Zorro quando era piccolo): non sia mai che le forze dell’ordine schiodino le chiappe dalle sedie degli uffici e si diano una mossa.

invece niente…

tutto prosegue come prima, anzi peggio di prima; e considerato che l’anno scorso ben tre persone in tutta Italia erano finite sotto processo per avere reagito a un tentativo di rapina ammazzando il ladro, ecco che il ministro si è precipitato a far approvare un decreto che rende più facile sparare in casa: così il messaggio arrangiatevi! è arrivato a chi di dovere e la polizia può continuare a restare incollata alle sedie degli uffici.

– piccolo inciso: il marcire in galera un ministro dell’Interno non lo può proprio dire: è contrario al valore rieducativo della pena sancito dalla Costituzione; come mai il Presidente della Repubblica non sente il dovere di un richiamo pubblico al rispetto della Costituzione di cui dovrebbe essere il garante?

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ma se il ministro ha appena fatto approvare lo scorso ottobre un suo decreto sicurezza, centrato proprio sugli immigrati, che cos’è che non funziona?

anzi, per dirla proprio tutta, questo clima di odio che parte dall’alto è alla radice di gesti squilibrati come questi: eccita alla reazione chi si sente offeso quotidianamente.

è toccato a un sottosegretario del suo ministero arrampicarsi sui vetri per provare a spiegare che il ragazzo aveva detto di essere minorenne e di volere fare richiesta di asilo, e che non era stato espulso per questo…

notizia palesemente in contrasto con l’altra, di un decreto di espulsione già fatto: si mettano d’accordo, almeno…

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a un minorenne, vero, o presunto tale fino a che non lo smascheri, non puoi dare un foglio di via, ma un minorenne, allora, tu lo lasci per strada? devi affidarlo al Comune, secondo le leggi; ma si sa che il grande capo non apprezza e dunque, ecco una situazione oggettivamente pericolosa.

ma non per colpa del ragazzo, che perdipiù aveva anche problemi psichici, ma per colpa del Ministero.

invece avevate già appurato che il ragazzo non era un minore? e allora, perché non è stato né arrestato né portato in un Cas (centri accoglienza straordinaria)? o, meglio ancora, perché non è stato rimpatriato subito?

– ah già, il ministro aspetta il barcone per riportarlo a casa…

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il ministro non vuole che si spenda per questo, no a spese per i i rimpatri e no anche a spese per sistemazioni di emergenza e di controllo; anzi sta facendo di tutto per chiudere ogni iniziativa di supporto di emergenza e preferisce lasciare abbandonate per le strade alcune centinaia di migliaia di persone allo sbando di cui lo stato ha deciso di non occuparsi, dopo avere detto che qui non possono stare.

insomma, il primo decreto sicurezza voluto da Salvini non funziona, ed è per questo che neanche sei mesi dopo lui ha cominciato a parlare del secondo, che è un perfezionamento del primo, e quindi destinato a non funzionare alla stessa maniera.

. . .

insomma Mirandola, paese degli asini, smaschera anche l’asino che non sa fare leggi efficaci:

Palio-2-2-2

palio degli asini di Mirandola

parla, si agita, ma forse vuole più insicurezza ancora, visto che elettoralmente gli rende.

ma la cosa non interessa quasi a nessuno dei suoi tanti oppositori, quasi tutti occupati a demonizzarlo e a ingigantirne la figura, piuttosto che a una critica quieta basata sui fatti.

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e non abbiatene a male, lettori, ma pare che questo fenomeno riguardi anche i sopravvissuti dei blog.

si vede proprio che sono un uomo fuori del tempo, e vorrei dare la colpa alla vecchiaia che si avvicina e forse è già qui, ma invece dovrei ammettere che lo sono sempre stato.

e poi dite che ho le allucinazioni, quando dico che il sistema mediatico, tutto, nel suo complesso, Gruber compresa, lavora per lui.

ma se, nonostante tutto, dopodomani Salvini piglierà una mezza batosta, come penso, vedrete che saranno tutti impegnati a presentarla come un successo.

. . .

ma, se togliete a questa sinistra senza idee l’uomo nero, come fa ad acchiappare ancora i voti, visto che non fa opposizione vera, ma solo propaganda per lui?

 


10 risposte a "l’asino di Mirandola, Salvini – 242"

  1. pare stia per vincere, infatti questo nella maggioranza è un mondo di asini. Sarà un anno bellissimo, infatti ora potranno dimostrarsi esperti di economia e salvare il paese partendo dalla riduzione delle tasse per i ricchi.

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    1. ma dai, non sta affatto per vincere: ha perso.

      vince soltanto se stai al resoconto della faccenda che ha messo in piedi lui, ma queste erano elezioni europee, non italiane; aspirava ad essere il primo gruppo del parlamento europeo e invece è il terzo, e non conterà nulla; farà soltanto molto comodo agli altri grandi d’Europa per emarginarci, e in questo giro di giostra abbiamo lasciato il nostro posto alla Spagna.

      ha certamente vinto, invece, in Piemonte e alla grande, ma ha vinto la destra; dentro la destra Salvini rimane debole, con molti meno voti di Berlusconi; e resta da vedere se è in grado di egemonizzarla tutta come fece lui.

      intanto teniamoci il rosario e la nutella, che mi scappa da ridere.

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      1. sarà anche vero che sono le europee, però in fondo è anche un po’ quello che voterebbero gli italiani anche nel paese. A me pare che per la guida del proprio paese siano alla ricerca di un pagliaccio altrimenti non si spiega il fatto che scoppiano a ridere ogni volta che dicono di aver votato Lega.
        Tra qualche mese che si vedranno, tra bonus Renzi “riassorbito” (non cancellato) e Iva aumentata, un 200 euro al mese in meno di potere d’aquisto rideranno ancora?

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        1. chiaramente hai ragione tu e ho torto io, anche se poi stiamo dicendo in forme diverse la stessa cosa.

          di fatto oggi gli elettori non hanno più una identità precisa, come era prima di Berlusconi, sono mobili e mutevoli e cambiano cavallo, o pagliaccio, nel giro di un biennio.

          ora andiamo incontro ad un momento molto critico che rischia di cambiare l’Italia e l’Europa: di fatto ci sarà a breve uno scontro fra Italia e Unione Europea sul debito e Salvini dovrà convincere l’Italia ad uscire, per appoggiarsi a Putin e Trump, piuttosto: auguri, anzi bacioni!

          ci sarà una coincidenza tra alcuni poteri forti europei che vogliono disfarsi dell’Italia e l’Italia che vuole disfarsi dell’Europa per vendersi al migliore offerente: l’Italexit diventa una prospettiva reale, e con questo tipo di opinione pubblica, oramai puoi farle fare quello che vuoi, anche acclamare a una guerra con la Germania o l’Austria.

          ma una situazione ancora più critica è in Francia, altro paese schiacciato dal debito, e un’Europa senza Francia Italia e Inghilterra sarà soltanto una riedizione del Sacro Romano Impero, di fatto germanico, del tardo Medioevo.

          situazioni da far tremare i polsi, direi.

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          1. in effetti la prospettiva delle cose è proprio quella. Ma il primo anello debole è l’Italia e la sua economia prima della Francia. Probabilmente Salvini perderà sostegno subito dopo l’inizio dello scontro, però a quel punto i giochi saranno già cominciati e proseguiranno per inerzia. Valanga di tasse, diminuzione di servizi e disoccupazione in aumento.

            Il problema è che tutti votano per la superstar, nessuno per la persona responsabile. Ormai la realtà è diventata un reality show, una commedia. Non c’è via di ritorno.

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            1. sì, ma l’Italia è oramai ai margini dell’Europa dalla caduta di Prodi in poi e l’insipienza di Renzi non ha saputo farle riacquistare un ruolo; non diciamo poi dall’anno scorso in poi.

              ma in termini geopolitici la situazione della Francia è più critica per l’Unione Europea dato che questo è uno dei due pilastri che finora l’hanno retta e, col sistema elettorale che si ritrovano, rischiano che la Le Pen sia il loro prossimo presidente: Trump con le giubbe gialle ha lavorato bene ai fianchi Macron, anche se non è riuscito a distruggerlo: in ogni caso qui la battaglia è ancora aperta e si vedrà come va a finire.

              quanto all’Italia, invece, comunque è persa: non credo a catastrofi imminenti, i creditori non hanno interesse a farci precipitare, quando perfino il Fondo Monetario Internazionale vede bene una ricontrattazione del nostro debito pubblico con un taglio del 20%; quindi gli conviene tenerci sempre la corda al collo senza impiccarci, perché alla fine se uccidi la mucca hai finito di mungerla.

              e tuttavia lo scontro sarà molto duro e Salvini dovrà giocarsela come sa e può (cioè avrà poco gioco): per l’Unione Europea fare i conti con l’Italia, dopo la brexit da ridefinire da capo, sarà una questione di sopravvivenza.

              eccitante, no?

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              1. ma infatti io non dicevo che faranno precipitare l’Italia. Verrà solo spremuta come un limone e a farne le spese saranno le fasce più basse. Il Rdc è una barzelletta per come è stato proposto e non riuscirà a dare alcuna protezione.

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    1. hai centrato il punto: da qualche tempo, saranno stati i settanta…, mi sono reso finalmente conto che la mia mente funziona in un modo un poco diverso dal pensiero comune; per cui ho proprio abbandonato l’idea di convincere qualcuno, anche perché in genere la gente è più prudente di me e non si lascia convincere tanto facilmente da un ragionamento ben tenuto (a meno che non gli faccia comodo farlo): vuoi cambiare forse convinzione solo per un ragionamento che SEMBRA logico?

      per cui, da ultimo, scrivo come se andassi in palestra, un fit center per il cervello, per tenerlo in esercizio, e per controllare le fasi del mio deterioramento mentale.

      quando poi arriva un apprezzamento prudente, come il tuo, lo apprezzo anche io il doppio!

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