i bassorilievi di Angkor Wat – 251 – Cambogia 2009 9

il primo montaggio con le ultime foto che ho fatto ad Angkor Wat dieci anni fa esigerebbe una specie di enciclopedia della iconografia khmer: tranquilli, non ci sarà, dovrei studiare troppo.

 

infatti è dedicato alla straordinaria sequenza di bassorilievi che decorano il lato esterno dell’enorme tempio, e sono la cappella sistina di pietra della Cambogia, anzi dell’India; ed erano riparati da porticati in parte crollati e ricostruiti; e se qualcuno dovesse dare un’occhiata a questo video e trovarlo troppo lungo e ripetitivo, sappia, per rendersi conto di quanto invece sono stato sintetico io nel fotografarlo, che la loro lunghezza complessiva è di 800 metri.

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nel ricco patrimonio scultoreo dell’Angkor Wat, non mancano le statue di divinità indù riconvertite al buddismo, o le sequenze di vaporose principesse, dalla seduttività curvilinea decisamente sempre attuale, ma i bassorilievi, a volte lucidati e resi splendeti dai milioni di mani che li hanno toccati nel corso dei secoli, hanno un tema unico: la guerra, la lotta per il potere, la violenza maschile; le storie sono tratte dal Mahabharata, l’enorme poema epico delle origini indiane; dalla guida ricopio oggi soltanto i titoli delle scene più importanti: la battaglia di Kurukshetra, tra il su e il nord dell’India, combattuta con l’impiego di elefanti; l’esercito di Suryavarman II, il sovrano khmer che combattè contro i champa del Vietnam con l’aiuto di truppe mercenarie thailandesi, e qui è rappresentato in un corteo di trionfo; le gioie e i dolori dei 32 inferni e e dei 37 paradisi, per fortuna un po’ più numerosi; l’oceano di latte, dove 88 diavoli o asura e 92 deva, cioè dei, lottano fra loro perché gli dei dall’oceano ribollente vogliono estrarre l’elisir dell’immortalità; la sconfitta dei demoni da parte del dio Bishnu, a cavallo di Garuda; la conquista ad opera di Krishna della città in fiamme del demone Bana; un’altra battaglia fra gli dei e i demoni; la battaglia di Lanka, al centro del poema, con cui Rama riconquista la moglie Sita che gli è stata rapita (come Elena nella guerra di Troia) da Ravana, il demone dalla dieci teste.

queste scene non sono facilmente riconoscibili nel video, anzi certamente non le ho neppure viste né fotografate tutte né, purtroppo o per fortuna, ho esplorato questo incredibile poema di pietra con la guida in mano: mi sono accontentato di uno sguardo impressionistico, diciamo pure da turista o viaggiatore inesperto.

. . .

e solo oggi sono qui ad interrogarmi su che cosa significa questa presenza così forte dell’India in Cambogia, secoli fa; e solo cinque anni dopo avrei scoperto nel Vietnam centrale la scoperta della civiltà champa, cioè della civiltà indiana anche in questo paese.

qui invece mi sono accontentato di interrogarmi sulla onnipresenza della guerra e sull’arte che la celebra, ovunque nella storia e nelle civiltà, delirio di concentrazione autoreferenziale dell’artista sul delirio di potenza del politico.

e mi sono sentito un poco meno delirante io, che mi accontento di scrivere un blog.

 


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