le parole della fede. borforismi 192 [s.n.] – 30 maggio 2009

come gli altri del 2009, verra` trasferito qui:

https://corpus15.wordpress.com/borforismi-in-itinere/

. . .

cor-pus-zero

2009-05-30 – 09:37:27

non esiste una fede non detta.

la natura intrinseca della fede e’ di essere detta: altrimenti che fede e?

all’inizio di ogni fede ci sta la parola, non solo all’ínizio del Vangelo dei discepoli riscritto da Giovanni il Presbitero, che addirittura fa della parola il proprio Dio.

* * *

per questo scrivere e’ un atto di fede.

per questo quando viene meno la fede, viene meno anche la scrittura.

. . .

commenti:

isaurico   2009-05-30 @ 10:18:07
La fede può anche essere non scritta.
Ad esempio tutti i culti primordiali? e i culti eleusini?

Bortocal 2009-05-31 @ 12:52:19 – 13:44:29
la tua osservazione e’ giusta.
pero’, se rileggi, io ho parlato all’inizio di parola detta e solo nella seconda parte di parola scritta (dato che considero la scrittura uno dei modi possibili di “dire” la parola).
ho introdotto uno stacco fra le due parti, adesso:…

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2 risposte a "le parole della fede. borforismi 192 [s.n.] – 30 maggio 2009"

  1. Salute a tutti, credo che prima della parola e dei riti che ‘inducono’ alla fede i più, sia essa fede indotta per ragionamento e dunque per evoluzione del pensiero e dunque della sua affermazione nella coscienza o per trasporto o percezione di affinità, la condizione fo fondamentale e credibilmente inconsapevole è l Essere. Colui che È vive libero nella sua qualità evoluta dell Essere, non è indotto, non è frutto di elaborazione mentale che si esprime attraverso l atto di coscienza consapevole; chi è nel flusso cosmico è, esprime serenamente la sua evoluzione non per dimostrare, ma per vivere la sua condizione di Essere Evoluto.
    Esprimersi, agire e testimoniare, sono conseguenza dell Essere, non si può essere testimoni di qualcosa che non È.
    Nicola

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    1. non mi ritrovo in alcuni punti, e spero di non essere molesto, se replico.

      il primo: la fede indotta per ragionamento; secondo il mio punto di vista questa è una contraddizione in termini; per me fede e ragionamento sono due poli opposti del modo di funzionare della mente umana; collegare fede e ragionamento significa snaturare sia l’uno che l’altra.

      il secondo: questo è un mio punto di vista filosofico soggettivo, ma a Parmenide occorrerebbe rispondere una volta per tutte che °l’Essere è” è soltanto un gioco di parole; l’esperienza ci dice il contrario, e cioè che l’Essere non è, e che soltanto il non essere è.

      il terzo: Dio certamente esiste, ma appunto come immagine mentale; e questo non significa affatto svalutarlo, oltretutto: lo svalutano ben di più coloro che gli attribuiscono la limitazione dell’esistenza reale: esistere nella realtà significa essere delimitati e soltanto un pensiero è privo di limitazioni. la prova ontologica dimostra soltanto l’esistenza di un Dio pensiero.

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