la Banca d’Italia e il reddito di cittadinanza – 277

Maurizio Sgroi, https://thewalkingdebt.org/, fa un’azione politicamente utile, presentando l’approfondimento sugli effetti della legge sul reddito di cittadinanza contenuto nella relazione annuale della Banca d’Italia.

sarebbero post come il suo quelli su cui dovrebbe gettarsi una opinione pubblica politicamente critica e desiderosa di approfondimenti reali; ma siccome questa in Italia manca quasi del tutto e siamo tutti ridotti al ruolo di comparse agitate sulla scena a comando dietro le trovate propagandistiche più stupide e puerili, mi faccio forte di avere un gruppetto selezionatissimo di lettori che a tratti mi accompagnano anche per percorsi impervi e provo a sintetizzare ulteriormente, senza perdere la sostanza; al massimo avrò scritto per chiarire le idee a me stesso soltanto.

due premesse necessarie:

  1. un reddito minimo da garantire a chi non raggiunge un minimo vitale è una parola d’ordine fondamentale e STORICA delle sinistra; chi non la condivide in linea di principio non è di sinistra, perché non avverte il bisogno fondamentale della solidarietà sociale che è il tratto fondamentale della sinistra ed è chiuso in un insuperabile egoismo sociale variamente ammantato di più o meno nobili pretesti.
  2. l’Unione Europea ha sempre chiesto all’Italia di adeguarsi al resto dei paesi civili su questo punto, e anche nei rilievi che muove nel prospettare una procedura di infrazione non indica mai questa normativa come critica, ma concentra i suoi rilievi su altri punti e in particolare su quota 100 e sui pensionamenti anticipati, decisione folle in un paese con l’acqua alla gola per il debito.

da queste due osservazioni non consegue che la legge fatta dal governo giallo-verde-nero sia per ciò stessa giusta: da giusti principi possono uscire scelte anche catastrofiche, se non correttamente calibrate.

. . .

un particolare alcune evidenze si impongono subito a proposito della legge italiana sul cosiddetto reddito di cittadinanza:

  1. è stata fatta a debito e senza ricavare le risorse necessarie da tagli e riduzioni di altre spese, e dunque è un aggravio della situazione debitoria del paese, già critica.
  2. il reddito garantito in origine è troppo alto; circa il doppio di quello garantito in Germania, ad esempio; quindi agisce da disincentivo di fatto a cercarsi un lavoro.
  3. l’intervento a sostegno delle fasce deboli è stato definito reddito, anziché salario, e non è collegato immediatamente a prestazioni sociali anche modeste da richiedere a chi lo riceve.
  4. manca praticamente la possibilità di controllare che chi lo riscuote non lavori in nero, e questo, appunto, per quanto appena detto al punto 3.
  5. il reddito da erogare non è stato commisurato alle diverse situazioni ambientali e locali che ne variano molto la consistenza: con la stessa cifra in una grande città ci paghi l’affitto o poco più, in un paesino del sud sei quasi ricco.
  6. il reddito di cittadinanza attuale è squilibrato e favorisce i single fino a determinare il fenomeno assurdo delle finte separazioni per aumentarlo.

aggiungo che introdurre gli 80 euro, anziché un salario di cittadinanza, è stato l’errore politico fondamentale di Renzi, e catastrofico per lui: ma doveva rispondere ai suoi committenti politici (Marchionne) e nessuno ha pensato nel PD, dopo la sua caduta, di porre rimedio a quella sciocchezza, che ha caricato sulla collettività, anziché sulle aziende, il peso di adeguare i salari troppo bassi per provare a sviluppare la domanda interna: un puro regalo al profitto.

chi mi segue con una certa costanza queste cose me le ha sentite dire varie volte in passato e mi scuso di averle ripetute, ma erano per me una premessa necessaria.

ma adesso vediamo che cosa dice la relazione della Banca d’Italia, che muove da un confronto fra il reddito di inclusione preesistente, per inziativa dem, e il reddito di cittadinanza.

e adesso preparatevi ad indignarvi, come mi sono indignato io, ma veramente di brutto.

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primo punto: gli aventi diritto al reddito di cittadinanza coincidono solo in parte con quella degli individui classificabili come “poveri assoluti”, cioè privi di un reddito che possa garantire la disponibilità di beni comunemente considerati necessari.

a livello nazionale solo il 59% può accedervi e con situazioni molto diverse geograficamente: al nord è addirittura il 45%, meno della metà, al sud il 72%.

per una parte questo dipende dal fatto che il reddito di cittadinanza viene assegnato soltanto a chi risiede in Italia da dieci anni; il reddito di inclusione ne chiedeva soltanto due.

quindi vi è una percentuale importante di immigrati che viene esclusa per questo motivo, e gli stranieri costituiscono circa la metà della fascia a reddito più basso della popolazione: concretamente sono circa 90.000 famiglie che avevano diritto al reddito di inclusione e che ne sono state private, cioè RIDOTTE ALLA FAME.

siccome la povertà assoluta viene calcolata con riferimento a un paniere di beni minimo giudicato socialmente indispensabile, il numero dei poveri assoluti è maggiore al nord, anche perché qui la vita è più cara.

ma ovviamente in questo modo il reddito di cittadinanza perde la sua funzione sociale e mantene soltanto quella elettorale: tanto gli stranieri non votano, no?

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in condizione di povertà assoluta sono calcolate in Italia circa due milioni di famiglie, cioè 5 milioni e 300mila persone; il governo aveva previsto che ne avrebbero usufruito circa il triplo di quelli che avevano accesso al reddito di inclusione. 

per questo era previsto l’accesso di 1,1 milioni di nuclei familiari per 3,1 milioni di individui con una spesa complessiva di 3,3 miliardi. 

per il reddito di cittadinanza sono stati stanziati 7,2 miliardi; sinora sono arrivate un milione e 250mila domande, e il 26% sono state rifiutate; concessi sinora 674mila sussidi con un importo medio di 540 euro: quindi siamo a circa metà dell’importo previsto.

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la Banca d’Italia osserva che 780 euro al mese sono molto vicini alla soglia definita di povertà assoluta, ma questo contrasta con l’esperienza internazionale: in Spagna, Francia e Germania provvedimenti simili al reddito di cittadinanza raggiungono percentuali sulla soglia pari rispettivamente al 63%, al 50%  e al  39%.

02-reddito cittadinanza.EPS
Strumenti come il reddito di cittadinanza nella media dei Paesi europei è un beneficio sotto il 50% della soglia di povertà. Rapporto tra reddito di cittadinanza e soglia di povertà in alcuni Paesi Ue (88mm x 80mm)

in questo modo il reddito diventa un disincentivo a cercarsi un lavoro.

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anche la Banca d’Italia critica il fatto che il reddito è più generoso con i single che con i nuclei familiari.

questa è una seconda scelta scellerata, e la ragione sta nel punto precedente: per mantenere il livello si spesa globale fissato, il principio della proporzionalità avrebbe portato a ridurre l’importo massimo per i single a 580 euro.

la cosa sarebbe stata opportuna, ma – proprio per evitare questa opportunità – si è aggiunto al primo errore il secondo.

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il difetto sta nel manico: tutti ricordiamo il balcone dal quale venne pomposamente e stupidamente annunciata la fine della povertà in Italia.

ma lo scopo di un reddito di sussistenza a chi non ne ha abbastanza neppure per sopravvivere non è e non può essere l’abolizione della povertà, che si combatte in ben altro modo: col lavoro e non con l’assistenza.

misure come questa hanno il compito di dare qualche rimedio a situazioni che sarebbero di estremo degrado umano e di garantire una sopravvivenza elementare; illudere masse di persone che lo stato possa intervenire, senza farle lavorare, perché possano vivere senza povertà, è una operazione demagogica scellerata, e non a caso si sta ritorcendo  anche dal punto di vista elettorale contro chi l’ha promossa.

è la demagogia pasticciona di chi ha rubato alla sinistra le sue parole d’ordine che lei non è capace più né di difendere né, perfino, di riconoscere, per convogliare i più disperati o i meno critici al rimorchio di una destra razzista e fascistoide.

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ci sarà modo di porre rimedio a questo disastro e come?

io per ora non lo so; però, certo, se ci sono 90.000 famiglie di immigrati che si sono viste privare del reddito di integrazione e non fiatano, né alcuno se ne accorge, ci sarà pure il modo di intervenire sul complesso delle misure che da Renzi in poi hanno dissestato ulteriormente i conti dell’Italia.

solo che io escludo che possa farlo un qualunque governo, in Italia, visto che il potere in questo momento ce l’hanno coloro che, animati da un sacro furore egoista, non hanno alcun interesse per il futuro che ritengono debba essere quello degli altri.

questo governo poi certamente non cadrà fino a che rimane al potere Trump e non sono così sicuro che Trump non verrà rieletto nel novembre dell’anno prossimo: conto di più, piuttosto, sulla sua dieta sregolata.

quindi, in questo momento, io tifo Europa: tifo per una procedura di infrazione per debito eccessivo e perché la politica economica del paese venga messa sotto il diretto controllo dell’Unione.

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credo che sia onesto dire che questa mi pare l’unica vera soluzione ai mali cronici del paese; so quanto sia impopolare dirlo, ma per fortuna non devo farmi votare da nessuno e al massimo rischio di dare fastidio a chi sarà arrivato alla fine del post, ammesso che ci sia qualcuno ancora qui.

 


13 risposte a "la Banca d’Italia e il reddito di cittadinanza – 277"

  1. Può essere che infine l Europa apra una nuova procedura all Italia e imponga rientri e/o imposizioni; al di la del possibile merito (se si crede giusto questo sistema), resta che una azione di forza causi una contromisura di rottura secca con ben piu gravi ed immediate conseguenze l Europa e per la finanza mondiale che ‘balla’ sul precipizio della non eticità e sostenibilità.
    Chi vivrà vedrà…

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    1. mi sbilancio in una previsione: l’Europa aprirà certamente la procedura di infrazione contro l’Italia, per il semplice motivo che volano corvi sull’economia mondiale, siamo davanti ad una crisi peggiore di quella del 2008 ed è necessario per tutti cautelarsi.

      la politica economica italiana è un pericolo: il deficit è stato sopportato con Renzi in un momento che era decisamente migliore; oggi, neppure volendo, e non si vuole, sarebbe più possibile.

      noi ci siamo chiusi in una stanza con una bomba a mano in mezzo ai coglioni e diciamo: attenti che facciamo venire giù tutto; ma la stanza scricchiola per conto suo e gli unici veramente a rischio sono proprio i nostri coglioni, anche quelli metaforici, quelli che votano, per intenderci…

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  2. Non rimpiango affatto Monti e Fornero, dunque evocare procedure di infrazione e commissariamenti non mi trova d’accordo, lo ritengo anzi controproducente e foriero di ulteriori problemi in Italia (magari Francia e Germania potranno essere contenti). E’ vero che, data la mancanza di opposizione ma direi di proposta politica alternativa convincente, ci si possa aspettare aiuto dai “liberatori”; ma in Italia i liberatori hanno anche bombardato tutte le città causando più danni dei tedeschi… vogliamo metterci in mano al FMI e all’Ocse? Per ritrovarci tutto quel (non poco) di pubblico da un giorno all’altro privatizzato? Io sinceramente no… mi immagino già campagne di Italexit forsennate. Su Trump concordo, quando sparirà probabilmente qualcosa cambierà ma.. se venisse qualcuno simile, o peggio? Chi li capisce gli americani?

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    1. e chi li capisce gli italiani, caro gio?

      Monti era un conservatore, ma onesto; ho dissentito da alcune scelte, ovviamente, ma è stato l’unico governo dignitoso che ha avuto l’Italia negli ultimi decenni, considerando le grosse falle del secondo governo Prodi (Mastella alla giustizia!), che gli rimase di molto inferiore.

      a Monti dobbiamo la salvezza del paese da una crisi imminente di tipo greco; eravamo sul punto di dovere smettere di pagare pensioni e stipendi statali per mancanza di liquidità; sinceramente, gio, mi chiedo dov’eri, se non sai queste cose, oppure hai scelto anche tu di vivere nella bolla di irrealtà della propaganda leghista?

      ultimo inciso: proprio dal Fondo Monetario Internazionale viene quella che considero l’unica risposta praticabile al livello raggiunto dal debito italiano: una ristrutturazione del debito, seguita da qualche anno di lacrime e sangue; ma forse così riusciremo davvero a riprenderci; in quale altro modo sia possibile non lo vedo: certamente non aumentando il debito con l’invenzione di una moneta parallela, che si svaluterebbe da sola.
      la riforma delle pensioni Fornero è stata giusta e saggia, a parte l’errore sugli esodati a cui la Fornero fu indotta dalle errate informazioni interne che le vennero trasmesse.

      quanto alle regole europee, naturalmente se stai in una moneta condivisa e ne godi i vantaggi, devi anche condividerne le responsabilità; non si vede perché gli altri paesi europei debbano vedere messa a rischio la moneta che è anche loro da una politica dissennata dell’Italia.

      se l’Italia non vuole stare alle regole, se ne esca e si faccia la sua moneta particolare; vedremo quanti giorni regge.

      dico delle assolute banalità nella terra del delirio al governo, ma a quel che vedo anche all’opposizione.

      quello che veramente non riesco a capire – forse perché è successo negli anni che vivevo in Germania – è come sia potuto succedere che l’opposizione di sinistra abbia fatto proprio tutto l’armamentario propagandistico della destra, abbia buttato a mare l’analisi di classe marxista, e abbia perso completamente la propria identità.

      a questo punto, se queste sono le idee che circolano nella sinistra di opposizione, caro gio, non ci resta che votare Salvini, visto che almeno lui delira in modo coerente.

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      1. Monti fu voluto da Napolitano, con gli applausi del PD che pensava così di togliersi di mezzo Berlusconi, dato che da solo non ci riusciva. Fummo bombardati per mesi dai tedeschi e dalla finanza e ci rompevano tutti i santi giorni con lo spread. Monti ha salvato l’Italia? Il debito continua a aumentare , mi pare, le fabbriche hanno chiuso e continuano a chiudere, i ricchi sono diventati più ricchi, ma in compenso hanno proliferato i “populisti”. Tra l’altro Monti ha fatto l’errore fatale di fare il proprio partititino personale, denotando anche un certo grado di egotismo che alla fine gli ha nuociuto (era il Presidente designato… se si fosse accontentato). Sul fatto poi che dovremmo assoggettarci a qualche anno di lacrime e sangue, allora se lacrime e sangue deve essere tanto vale uscire davvero dall’Euro.. anche se personalmente ad una bella patrimoniale, ad una ridefinizione delle aliquote Irpef (altro che Flat tax), alla reintroduzione della tassa di successione e ad una sforbiciata alle pensioni non sarei contrario…

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        1. com’è possibile che siamo d’accordo sulla patrimoniale (che Monti fece, limitatamente alla casa e che poi il PD ha cancellato di nuovo), sull’aumento delle aliquote IRPEF sui redditi più alti (che calano da quarant’anni ininterrottamente), sul rafforzamento della tassa di successione, e poi per niente sul resto?

          sforbiciata alle pensioni? ma le pensioni non sono un regalo, sono la restituzione dei versamenti fatti durante la vita lavorativa; personalmente ho versato contributi per 49 anni, e adesso se qualcuno vuole riprendersi quello che IO mi sono pagato lo sbrano.

          poi c’è qualcuno che ha avuto pensioni privilegiate in vario modo, anche questo è vero; però anche qui un senso di civiltà imporrebbe di andare cauti, prima di ribaltare vite e creare difficoltà a chi magari sta mantenendo figli e nipoti.

          del resto l’aumento delle aliquote fiscali è la via maestra per la riduzione delle disuguaglianze fiscali, e non penalizza ingiustamente una categoria particolare: in altre parole tra l’ex avvocato che ha una buona pensione pagata dai contributi versati nella sua vita e l’avvocato in attività che ha lo stesso reddito, non vedo perché soltanto il primo debba pagare le tasse: si aumentino le aliquote per tutti coloro che guadagnano oltre un certo limite e non ci sarà più bisogno di attaccare le pensioni in particolare, dato che quelle alte verseranno il loro obolo lo stesso.

          bene: abbiamo circoscritto il dissenso sugli obiettivi a questa parola d’ordine del populismo più becero, dell’attacco delle pensioni, come se fosse scandaloso il pensionato che piglia 10.000 euro al mese, perché magari faceva il chirurgo e se l’è pagata, e non Beppe Grillo che guadagna 4 milioni l’anno, e non paga neppure tutte le tasse che deve, a differenza del pensionato, perché spesso e volentieri lavora in nero.

          io sono per una riforma delle pensioni che inserisca nel monte pensioni, invece, la liquidazione, che garantisca a tutti oltre i 65 anni una pensione pari alla soglia di povertà assoluta, ma a carico della fiscalità generale.

          lo sai che ora sono i lavoratori dipendenti e soltanto loro a pagare cassa integrazione e pensioni sociali, come se fossero un problema loro e non della collettività tutta insieme?

          dopo di che ciascuno si gestisca il proprio fondo pensione individuale come meglio crede, magari fissando qualche blando parametro minimo di legge.

          ma, chiuso questo argomento, adesso spiegami come fai a ripetere in maniera tanto ottusa i mantra della propaganda di destra sulla storia italiana recente che pure si è svolta sotto i tuoi occhi.

          tu pensi che i livelli dei tassi di interesse siano davvero manovrati dagli stati e che i tassi dell’estate 2011 ci avessero portato sull’orlo del fallimento dello stato per volontà della Merkel e di Sarkozy e non per le dimensioni oggettive del nostro debito e delle sue prospettive?

          ma allora, scusami, la Merkel e Sarkozy erano dei perfetti coglioni! come potevano non sapere che il fallimento dell’Italia avrebbe travolto anche le loro banche e tutta l’Unione Europea?

          e tu pensi davvero che la classe dirigente tedesca o europea lavori per spararsi sui coglioni?

          al contrario, si sono battuti come leoni (con le loro ricette, certo) per evitare il fallimento dell’Italia, che sarebbe stato anche il loro, e ci sono riusciti, grazie anche a Berlusconi, che tolse il disturbo appena si accorse che il valore delle azioni Fininvest stava crollando e che ci rimetteva anche tutto il suo.

          Monti è stato il protagonista di questo salvataggio, certo applicando ricette da buon bocconiano, cioè di destra; ma ce n’erano altre sul mercato? qualcuno ha mai proposto di fare qualcosa di diverso? a parte la Lega che negava la realtà allora come ora.

          Monti ha governato con l’appoggio di tutte le forze politiche, ha fatto fare alcuni sacrifici (tutto sommato modesti, rispetto a quelli che ci aspettano, di tipo argentino – e non so se sai cosa vuol dire: la fame letterale…), ha salvato il paese, ha fatto le uniche leggi che si siano viste contro la corruzione politica, ed è stato ripagato da calci in culo da un ceto politico che aveva fretta in massa di tornare a rubare…, e che si è inventato la mitologia dell’Europa matrigna per tornare al potere: Letta, poi Renzi, poi Gentiloni, e poi il governo attuale, in attesa del prossimo sfascio.

          io resto sempre allibito che puttanate di questo calibro possano trovare credito anche presso persone indubbiamente intelligenti come sei tu, ma evidentemente la forza del desiderio di credere che le cose sono andate davvero così è irresistibile, e mi guardo bene dal spsettare soltanto di riuscire ad aprire una qualche breccia nelle tue convinzioni, non dico di convincerti.

          ma bastano osservazioni elementarissime, per dio, per capire che qui siamo in mezzo ai terrapiattisti!

          “ci rompevano tutti i santi giorni con lo spread!” dici. be’, tu prova a non tenerne conto.

          e questa è la chiave di volta di posizioni come le tue, cioè del successo del bagnaismo spicciolo: tu VORRESTI che lo spread non conti niente, ma non puoi fare in modo che sia così, e quindi ti accontenti di crederci.

          che poi la finanza speculi, che i ricchi siano sempre più ricchi, ecc. ecc., è tutto vero.

          ma fino a che i popolo sono così coglioni – e non ci vedo grandi rimedi – mi pare inevitabile.

          ma se uno come te pensa che uscire dall’euro e dallo scudo della Banca Centrale Europea diminuirà le lacrime e il sangue, anziché aumentarlo, se pensi che l’Italia si salvi in guerra col resto d’Europa e con l’ipotetico appoggio di Trump, oppure svendendosi alla Cina o alleandosi alla Russia, a me viene semplicemente da piangere.

          la tragedia è che siamo su un aereo guidato da piloti terrapiattisti, e i passeggeri festanti approvano: come finirà il volo non è difficile immaginarlo.

          oramai serve appunto una qualche forma di moderno colpo di stato, di quelli incruenti, e dovremo necessariamente essere governati dall’esterno per un bel po’: il popolo è ubriaco o drogato, ha perso il lume di ragione, e io non sono affatto d’accordo a schiantarmi assieme a quelli che la pensano come te.

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          1. Ah, ah, la pensione l’ho messa apposta, lo sapevo che ti saresti arrabbiato… anche se oggettivamente tra retributivo e contributivo c’è una bella differenza, in termini di calcoli. Lo spread non è manovrato, dici? A me pare invece che sia diventato un’arma fortissima per orientare, punire o al minimo rintuzzare qualsiasi velleità, in mano ai “mercati” ovvero a quella decina di banche d’affari che decidono chi randellare di volta in volta. Francia e Germania non sono affatto innocentine o neutre: si fanno i loro affari, e tra i loro affari c’è quello di togliere mercato all’Italia e prenderselo loro; nel 2011 furono le banche tedesche a chiedere tutti insieme 7 miliardi di rimborsi, non credo proprio per caso… un conto è essere terrapiattisti, ed un conto è rendersi conto che con questo sistema (maastricht, euro, austerity, chiamalo come vuoi) non ne usciamo. Le ricette dei populisti sono risibili e ridicole, ma le altre spingono a diventare sempre più populisti, e quindi quanto valgono? Quanto vale un Moscovici, di un partito che nel SUO paese è sparito e dovrebbe chiedersi perché, che manda letterine di richiamo? capisco che tu non voglia schiantarti, anche se sei andato ad abitare in alto e la caduta potrebbe essere rovinosa, ma almeno l’orticello ce l’hai…

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            1. be’, è talmente facile farmi arrabbiare (e l’età che cresce a volte aiuta) che mi meraviglio che qualcuno possa provarci gusto.

              sulle pensioni, personalmente, con 49 anni di contributi versati credo di essere corazzato, e non mi agito pro domo mea; ho una pensione tutto sommato modesta, anche se non certo bassa; trovo semplicemente incivile e di destra indicare in generale i pensionati come dei privilegiati; poi ci sono situazioni come quella della mia ex-moglie, andata in pensione a 39 anni, che mettono la bava alla bocca anche a me.

              però credo che in un paese civile nessuno possa più andarle a dire, ad esempio, a oltre settant’anni: senti bella, abbiamo cambiato idea e passi alla pensione sociale, e dicci anche grazie…; trovo incivile cambiare il trattamento economico agli anziani; e vale anche per gli ex-parlamentari, naturalmente: riguardarsi Umberto D., di De Sica.

              lo spread è indubbiamente manovrato, ma non certo direttamente dai politici; l’economia nel mondo attuale è il vero potere e se ne frega abbastanza delle voglie dei politici; oltretutto vi hanno sempre più parte forme di intelligenza artificiale.

              però insisto che, se Francia e Germania avessero manovrato lo spread a quei livelli per danneggiare Berlusconi, avrebbero agito contro gli interessi profondi dei loro stessi paesi; del resto tutte le istituzioni mondiali si mossero allora, dal Fondo Monetario Internazionale (dove pesano ben di più gli USA) alla Banca Centrale Europea: la preoccupazione era enorme e reale, e non dipendeva da piccoli obiettivi politici di questo o quello.

              del resto forse sfugge che Berlusconi era in Europa alleato della Merkel, come membro del PPE, e che Sarkozy era il leader della destra francese, l’equivalente di Forza Italia: perché mai avrebbero dovuto cercare di affossarlo? per mandare al potere la sinistra, cioè i loro avversari politici?

              questa storia non sta in piedi da nessun punto di vista.

              è vero che le banche tedesche cercarono di liberarsi dei titoli italiani nel corso del 2011; che cos’altro avresti fatto tu con i titoli di un paese che va verso il fallimento? e la crisi nostra era preannunciata da tempo.

              l’orto e le galline salveranno me dalla fame, quindi posso stare abbastanza tranquillo, in effetti, secondo te.

              ti spiego perché non è vero: da un punto di vista collettivo, come ti ho già detto, mi auguro che il Fondo Monetario Internazionale prenda il potere in Italia, che ricontratti il nostro debito riducendolo del 25%, con conseguente crisi bancaria mondiale – d’altronde inevitabile comunque, e se si ridurranno a questo sarà perché non avranno davvero altre alternative.

              a questo punto, sarai contento, di sicuro taglieranno anche le pensioni, come hanno fatto in Grecia; e io non riuscirò più a pagarmi il mutuo e resterò senza casa…; veramente vorrei sperare che almeno, prima di toccare le pensioni, eliminino gli 80 euro di Renzi e la quota 100 di Salvini, che mi stanno entrambe molto sui coglioni, e andare a fare fallimento statale (e di conseguenza anche personale) per queste due belle pensate mi rompe parecchio, esattamente come al FMI e alla BCE.

              ma pazienza, dai; va a finire che mi tocca rinunciare all’idea della rideterminazione del debito pubblico per motivi strettamente personali e augurarmi che invece l’Unione Europea riesca a costringerci a rimettere in ordine i nostri conti, senza troppi altri spasimi.

              ci serve un altro Conti che si chiami Cottarelli o chi altro; oppure rassegnarci ad uscire dall’euro con un governo Salvini e si salvi chi può.

              certo, fammelo dire da ex docente ed ex preside: a me essere governato da uno che agli esami di maturità ha preso 48/60 e che fai comizi col rosario in mano fa davvero paura. 😉

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              1. Ma io non sarei così pessimista. Il debito verso l’estero è poco più del 30% del totale del nostro debito pubblico, al limite lo Stato non pagherà i titoli di stato agli italiani, io non ne ho, quindi me ne impippo. Oppure li pagherà svalutando internamente (hai comprato 100, te ne ridò 90: questa sarebbe una bella idea, che sarebbe a suo modo una forma di patrimoniale… si, immagino il coro: e ai poveri pensionati (ah, ah, sempre voi!) che hanno messo da parte i loro risparmi, chi ci pensa? Poi se fossero tutti così preoccupati come dicono, non si affretterebbero a comprare i nostri titoli di stato come fanno: alle ultime aste ci sono state molte più richieste dei titoli disponibili (e ci credo, dirai, con quei tassi…vero, però se uno ha paura che non glieli ridiano non ci va a buttare soldi _ e tanti _)

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                1. il tuo discorso non fa una grinza e quanto ai pensionati che hanno comperato titoli di stato, non sono pensionati in quanto tali, quindi non me ne frega niente di difenderli.

                  io ho bene in mente quel che successe ai miei genitori che persero una ricchezza non irrilevante quando nel 1938, appena sposati, decisero di non acquistare subito la villa di tre piani che era disponibile, ma di mettere i soldi al sicuro nei titoli di stato, e rividero i loro soldi nel 1948, quando nacqui io, e mio padre ci comperò un cappotto.

                  la restituzione parziale del denaro investito in titoli di stati è una prassi tosa parco buoi molto diffusa in Italia, che ci ha campato su negli anni dell’inflazione al 25%; ma è per questo che l’Unione Europea ha nei propri trattati la mission della Banca Centrale Europea di contenere l’inflazione: a fondamentale tutela dei cittadini comuni.

                  quindi, per farlo in questo modo, occorre per forza uscire dall’euro e tornare al vecchio modello economico italiano abbandonato da decenni e recupera la piena sovranità monetaria di stampare lire a gogò, svalutando la moneta…

                  si vedrà, non mi strappo i capelli neppure io, tanto ho investito anche ben più di quel che avevo in quello che mi interessava, anche se poco commerciabile al momento.

                  dove il tuo logico ragionamento crolla è che siamo alla vigilia di una nuova crisi mondiale molto dura e in più siamo di fatto in guerra (economica) con gli USA di Trump, che vuole riprendere il controllo dell’Europa, e che l’Europa sta cercando di attrezzarcisi, che la Germania va incontro a difficoltà economiche pesantissime e gli imbecilli in Italia esulteranno, senza pensare quanto esportiamo noi in Germania, e che se loro smettono di esportare negli USA noi smettiamo di esportare in Germania.

                  ovviamente ho una certa cinica predisposizione al pessimismo e l’abitudine di mezzo secolo a lottare contro le false speranze sparse al popolino; comunque spero di sbagliare e che abbia ragione tu.

                  comunque aspetto allora di capire come mai TUTTA l’Europa, unanime, compresi gli alleati politici di Salvini, veri o solo dichiarati tali da lui, è fermamente decisa a rimetterci in riga al più presto.

                  l’alternativa è l’uscita nostra dall’euro, quella fortemente caldeggiata da un decennio dalla destra economica tedesca, i corrispondenti locali più o meno di Salvini: e dai, facciamogli questo regalo.

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