verso Beng Mealea – 283 – Cambogia 2009 20

se c’è un momento nel quale ho sentito più acuta la perdita delle riprese del mio viaggio in Cambogia 2009, è stato nel montare il primo video che presento oggi, quello che descrive, molto sommariamente adesso, il viaggio in tuctuc o sul sellino di un motociclista – ora non ricordo bene – da Siem Reap all’ultimo sito del mio soggiorno nei dintorni di Angkor, Beng Mealea, il venerdì 22 maggio, giorno col quale inizia la mia seconda settimana di viaggio e il mio sesto giorno a Siem Reap da viaggiatore mezzo turista, o viceversa.

alle foto di risoluzione e formato normale si alternano infatti delle foto di qualità molto più scadente e più piccole: sono le immagini di copertina, per così dire, delle riprese che sono andate perdute.

non per questi difetti ho rinunciato a inserirle in questo montaggio, che per la prima volta esplora la vita delle campagne cambogiane: venditori con un banchetto lungo la strada, una scuola elementare che mi accoglie volentieri, come occidentale danaroso che certamente lascerà un’offerta a quei bambini curiosi che si distraggono dal maestro per divertirsi mentre li fotografo, ma con quella festevolezza composta che è tipica di qui; e poi l’immagine finale di un uomo deforme, forse dalla nascita, forse per la guerra, che non rinuncia a sorridere.

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mi piace ritornare, montando i video, dentro lo stato d’animo dei miei viaggi che, in particolare quando affrontano paesi lontani e culture esotiche, cercano di cogliere l’essenza di quei modi di vita dai più piccoli particolari:

qui potrebbe essere, ad esempio, il cartellone, con cui il maestro insegna i numeri e che rimanda irresistibilmente alla grafica scolastica dei nostri anni Cinquanta: un aereo, due automobili, tre pesci, quattro animali quadrupedi, cinque farfalle, sei zucche, sette uccelli (preferibilmente da cortile).

c’è tutto un mondo e una cultura qui dentro!

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la scuola: altra costante dei miei viaggi, quando posso: ma per una curiosità umana e per la gioia di stare in mezzo ai bambini, prima che per un interesse professionale.

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ed è questa stessa curiosità umana che, arrivato a Beng Mealea, l’ultimo strepitoso sito che visito nei dintorni di Siem Reap e nel complesso di Angkor, ancora indugio, prima di immergermi in queste nuove rovine, nei percorsi di questa giungla così umanizzata da offrire sempre frammenti di vita locale: autentica e semplice…   


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