alla Calenda greca – 288

l’ex ministro Carlo Calenda, l’ultima invenzione di quelli che avevano già inventato Renzi, e che dovrebbe portarne avanti la politica assieme a lui, fa dichiarazioni contro l’opaco segretario Zingaretti.

“Facciamola finita con questo cazzeggio. E quando vince Renzi lo sabotano da sinistra e quando vince Zingaretti si incazzano gli altri. Che palle ‘sto partito. Ma andiamo a fare opposizione. Basta. Zingaretti senta Renzi, Giachetti, Martina etc e troviamo soluzione”.

si potrebbe pensare pensare che sono cattiverie o perfide invenzioni mie, e invece Calenda lo ha dichiarato testualmente!

. . .

Zingaretti non riesce a dire nulla di credibile sulla allucinante vicenda del vice di Renzi, Lotti, che si incontra privatamente con alcuni vertici della magistratura romana (notoriamente infetta politicamente) per condizionare la nomina del procuratore che dovrebbe continuare ad indagare su di lui.

ma Calenda non lo critica per questo, ma al contrario perché non ascolta abbastanza Renzi e renziani; si è soltanto dimenticato di citare, tra gli etc., anche Lotti come coloro che il segretario dovrebbe ascoltare.

. . .

lui dice che si vergogna di avere votato questo partito, perché non consultano abbastanza Renzi e il suo vice Lotti.

noi invece ci vergogniamo che Renzi, Lotti e Calenda ne facciano ancora parte, se soltanto il Partito Demokratiko potesse ancora farci vergognare di qualcosa.

. . .

dieci anni fa ero molto più stupido di adesso (difficile da credere, vero?) e fui tra i fondatori del Partito Democratico a Stoccarda: scelta difficile, visto che avevo anche un ruolo istituzionale abbastanza di rilievo.

alla prima riunione del gruppo fondatore mi trovai di fronte tutta l’elite della mafia politica locale, contra la quale conducevo una battaglia dura e disperata per  riportare un minimo di legalità nella gestione dei fondi ministeriali per i corsi di italiano in quel consolato.

fuggii a gambe levate e cominciarono ad aprirmisi gli occhi.

poco dopo il leader locale del neonato PD, aspirante e quasi prossimo deputato, fu arrestato per violenza sessuale contro una paziente: una tossicodipendente polacca che si prostituiva e che si suicidò cadendo da una finestra poco prima del processo, sei mesi dopo.

sono cose che non posso dimenticare, ovviamente il Partito Democratico locale e l’esponente di Democrazia Proletaria – in quel momento l’ultrasinistra si raccoglieva sotto quella sigla – lo avrebbero portato in Parlamento lo stesso, e ci vollero tre anni, dico tre, per vederlo, una volta espulso da quel partito, rivolgersi a Forza Italia per farsi candidare, ma era troppo anche per loro.

lo portai in tribunale io, quell’uomo, per diffamazione nei miei confronti.

. . .

da allora mi si è sviluppato una specie di sesto senso e certi personaggi li riconosco al volo.

lasciate perdere Calenda fino a che siete in tempo: si faccia il suo partito con Renzi, se ci riesce (litigavano fino a ieri e litigheranno anche domani…) ed esca dal Partito Demokratiko subito, prima di finire di ammazzarlo.

non aspetti le Calende greche per farlo.

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6 risposte a "alla Calenda greca – 288"

  1. Io spero che Calenda e Renzi restino nel Pd cosicché finisca definitivamente l’esistenza di questo partito di destra antipopolare pieno di gente opportunista e poltronifera che con “coerenza” è stata prima comunista filosovietica, poi socialista, poi socialdemocratica filo americana, poi liberista confindustriale e per finire democristiana…sempre gli stessi.
    Qualcosa di sinistra vera poi dovrà pur sorgere in opposizione alle politiche sempre più di destra in atto, finché rimangono costoro che turlupinano a livello di lessico chiamandosi democratici
    …. Peraltro i ceti subordinati li hanno già da tempo abbandonati.

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    1. vediamo benissimo per che cosa stanno abbandonando le socialdemocrazie i subordinati (che in linea generale sono arrivato a dire che meritano di esserlo): per movimenti razzisti e fascistoidi (parodie del fascismo vero).

      i ceti privilegiati prima si sono comperati il ceto politico socialdemocratico e poi, dopo averlo totalmente screditato, si sono messi a fare i leader politici in proprio approfittando del controllo dei media, che sono diventati il sistema unico di controllo del consenso (esempi come Trump, Berlusconi e nel suo piccolo Grillo).

      è abbastanza sconfortante, non trovi?

      no, mi pare che tu non ti distingua abbastanza bene, nella tua critica feroce, dalle forme di consenso ai demagoghi plurimiliardiari e che non veda bene i pericoli che ci sono.

      detto questo, condivido la tua idea che è altrettanto necessario liberarsi dei Renzi, dei Calenda, dei Lotti e delle Boschi, come dei D’Alema, dei Veltroni, dei Vendola, dei Bersani e degli Zingaretti; però c’è una grossa parte della base ingenua che li vota parte per convinzione e parte per mancanza di alternative, e non andrebbe regalata al primo che la se la piglia.

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      1. Trovo semplicemente, e non approvo, che nelle proposta politica sinistra destra se la sinistra fa politiche antipopolari di destra ( lavoro, welfare, guerra, ambiente, disuguaglianza, corruzione, finanza, accoglienza, istruzione, collusione con le varie mafie) il grosso di chi sperava nella protezione la abbandona perché subisce sulla propria pelle (e non per altro). Dopo il tentativo 5s altro non esiste se non mettersi nelle mani del pifferaio della destra Lega.
        Non si tratta di condividere ma di semplicemente di vedere la dinamica.
        Poi ovviamente in Italia come nel mondo intero esiste la destra economico_padronale ed i suoi interessati tributari…
        Chi è causa del suo e dell’altrui mal pianga sé stesso…
        In questo senso ho nel più profondo disprezzo il Pd.

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        1. d’accordo sul vedere la dinamica, che è quella che descrivi, ma per niente d’accordo sul non voler vedere o sul voler tacere che la massa dei disperati che salta dalla scottante padella del PD si sta buttando direttamente in un fuoco che potrebbe anche non essere una metafora.

          personalmente credo che questo abbiamo il dovere di dirlo e di accorgerci che la critica delle socialdemocrazie non può diventare una forma di consenso o di appoggio ai nuovi poteri post-democratici, anche solo indiretto, per miopia e opacità.

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          1. Non si tratta di volere o sperare che le masse vedano o scelgano su una base etica ; quante volte abbiamo detto che la specie è gregaria e che segue il pastore finché nel pascolo c’è erba. Inutile prendersela con il popolo, il problema sta nelle elite che alla fine, anche in democrazia, scelgono il bene proprio e non quello comune, anzi contro quello comune.
            La massa dei lavoratori Cgil vota lega a scorno di Marx e Lenin.
            La politica è governo in questa situazione, bella o brutta che sia.
            I principi devono accompagnarsi al concreto, e purtroppo, a scorno nostro, il concreto vince anche contro i principi.

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            1. com’è che sono d’accordo con queste considerazioni, ma non con quel che precede?

              non mi pare di chiedere al popolo scelte etiche o di prendermela perché non segue i principii.

              le scelte etiche le chiedo a me nell’analizzare la situazione e nel prendere posizione: il realismo dell’analisi non deve diventare opportunismo, altrimenti il potere avrebbe sempre ragione.

              e la critica del potere non è affatto critica dei dominati, ma dei dominatori.

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