dal fiume Stung Saper al lago Tonlé Sap: il primo villaggio galleggiante – 294 – Cambogia 2009 22

si parte dunque, finalmente, dal fiume Stung Saper sul piccolo battello di legno azzurro e, come già sapete è domenica 23 maggio di dieci anni fa: sto lasciando Siem Reap ed Angkor verso la capitale della Cambogia.

è la stagione in cui il livello del lago è più basso e le eliche del battello arrancano terribilmente, sollevando enormi spruzzi di fango dal fondo: ma questo lo vedrà meglio chi guarderà il video.

il battello arranca, quasi tossisce nello sforzo, ma alla fine scivola via in quest’acqua immaginaria che alla fine è quasi terra.

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c’è stata un’ora e mezza di attesa fra l’arrivo al punto d’imbarco e la partenza del battello; ora passano venti minuti prima che si arrivi al lago aperto, ma questi sembrano molto più lunghi.

il video vi mostra prima la navigazione lungo il fiume e poi il primo affacciarsi nel lago e il comparire di un villaggio, visto ancora da lontano: è qui che le foto si trasformano in una serie di acquerelli di quel pittore immaginario che sono io a volte, quando ho in mano una fotocamera.

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quando si entra nel lago ecco infatti il primo dei villaggi galleggianti che lo popolano, abitato dai pescatori del pescosissimo Tonlé Sap, che vivono sulle loro case modeste costruite su barconi.

non sono palafitte, sia pure molto alte, come quelle che si vedevano nella pianura, arrivando: qui nessun edificio riuscirebbe a tenere fuori dall’acqua delle case costruite ai margini di un lago che nella stagione delle piogge si alza di 8-12 metri e moltiplica la sua superficie da quella più limitata, pari a più della metà della provincia di Brescia, fino ad un massimo che diventa pari quasi a quella della Lombardia.

sono decine di migliaia di persone che vivono dunque, sparpagliate in villaggi di barconi, in diversi punti di questo lago straordinario, e ci campano pescando il pesce e commerciandolo in cambio di verdure e altro cibo.

ecco, che li potete vedere passare sui barconi, con i loro visi seri, qui molto più seri che a Siem Reap, in una piccola antologia di immagini della loro vita modesta ed essenziale: un inno alla frugalità della vita semplice da parte di un viaggiatore che, per quanto limiti il suo budget, vive in un lusso impensabile rispetto a loro, anche solo per la straordinaria opportunità di essere venuto fino a qui a guardarli.

 


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