tempi duri per gli autocrati populisti corrotti, ma non in Italia – 299

a Istanbul le elezioni del sindaco, vinte dall’opposizione a Erdogan il 31 marzo con 13.000 voti di scarto e fatte da lui annullare, sono state ripetute ieri: Imagoglu, il candidato sospeso, le ha vinte di nuovo alla grande con un vantaggio, stavolta, di 750.000 voti e il grande sconfitto è Erdogan che ha regalato quasi 750.000 voti all’opposizione.

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ieri a Praga si è svolta una delle più grandi manifestazioni della sua storia, la più grande dalla caduta del muro di Berlino e del comunismo: vi hanno partecipato 250-300mila persone.

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chiedono le dimissioni del primo ministro Babis, esemplare tipico del nuovo politico di destra portato al potere dalle correnti populiste ed irrazionaliste che avanzano nel mondo, sperabilmente col fiato corto:

Babis è il secondo uomo più ricco del paese ed è il primo ministro dal dicembre del 2017, dopo le elezioni che videro la vittoria del suo nuovo partito, ANO 2011, fondato, dice lui, per combattere la corruzione, ed è a capo una coalizione col Partito Comunista (!); del resto prima della caduta del regime era stato agente della polizia segreta comunista.

proprio così, e adesso è indagato per frode all’Unione Europea; la polizia ha chiesto di incriminarlo a seguito di un’inchiesta, il parlamento ha votato per togliergli l’immunità parlamentare, ma lui ha cambiato il ministro della giustizia, mettendoci una sua sostenitrice.

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solo in Italia la truffa di 49 milioni di euro del partito di Salvini passa sull’elettorato come acqua fresca.

ma evidentemente dipende dal modo in cui viene manipolata la nostra opinione pubblica e da un consenso politico trasversale a non farne un caso.

scusate tanto se insisto su questo accordo sotterraneo che inquina il potere reale nel nostro paese.

ed eccovi un esempio…

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qualcuno ha letto questo articolo di Repubblica? Rimborsopoli, incubo carcere per alcuni consiglieri regionali piemontesi.

già dal titolo si può vedere come il giornale si collochi dal punto di vista dei consiglieri.

infatti si ricorda, col pianto nel cuore, che la legge “spazzacorrotti”, approvata a dicembre, prevede la detenzione per condanne definitive per corruzione di due anni o più: si afferma che la legge è retroattiva (e in questo caso non capisco come il Presidente della Repubblica abbia potuto firmarla).

si ricorda, sempre col pianto nel cuore, che “hanno fatto la storia politica del Piemonte con qualche decennio di rappresentanza nella assemblee regionali” (bella storia per i piemontesi!) alcuni dei politici che rischiano il carcere.

ma, tranquilli, lo rischiano soltanto per il tempo necessario a che gli avvocati chiedano e ottengano dal tribunale di sorveglianza una misura alternativa alla detenzione. Qualche settimana o qualche mese – e lo si dice dandolo per scontato, come cosa normale, giusto per suggerirlo ai giudici.

Confidiamo che presto si pronunci la Corte Costituzionale su una delle eccezioni che sono partite da diversi tribunali d’Italia, dice un avvocato difensore, ma la giornalista palesemente condivide.

in realtà la norma non è retroattiva in senso proprio, in quanto si applica solamente ai processi in corso, ma sarebbe retroattiva in quanto si applica a reati compiuti prima della sua approvazione, e questo contestano i condannati per corruzione.

la giornalista commenta: Le voci che arrivano da diverse parti d’Italia sembrano scongiurare l’ipotesi peggiore, cioè che i corrotti facciano davvero il carcere.

e questa è La Repubblica!

non parliamo della stampa di destra che sta facendo una specie di eroe di Formigoni, presidente della Regione Lombardia dal 1995 al 2013 e poi senatore con Berlusconi, effettivamente in carcere per una condanna a 5 anni e 10 mesi per corruzione e alla restituzione di 60 milioni di euro.

l’Italia si conferma un paese molto strano, dove il pensiero mafioso è logica comune e dove manca un’opposizione organizzata viva, viscerale, di massa alle nefandezze di neofascismo, populismo e sovranismo, molto abili del resto a infinocchiare il popolo bue.

quel Formigoni che ha governato per 18 anni la regione più ricca d’Italia ed è stato poi sostituito da altri dei suoi!

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eppure non servirebbe neanche che i partiti si muovano: la manifestazione di Praga è partita dagli studenti.

e basterebbero azioni divertenti e condivise come quella di Ostritz, nel cuore della Sassonia, Land molto di destra della parte orientale della Germania, dove era previsto un festival neonazista dal titolo “Scudo e spada”, con tanto di skinheads, ma gli abitanti lo hanno isolato e fatto fallire semplicemente comperando tutta la birra disponibile al supermercato, mentre la polizia vietava gli alcoolici al concerto e sequestrava quella di chi aveva deciso di portarne di propria; intanto un collettivo locale collocava 2.262 paia di scarpe lungo una strada: uno per ogni profugo morto l’anno scorso nel Mediterraneo.

morale molto modesta: trattate il neonazismo e altre forme di pensiero analoghe come una forma di ubriachezza (come in effetti è) e risolverete il problema.

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ma da noi l’ubriachezza imperversa; siamo nelle mani di una maggioranza di dementi in questo paese?

ci sono, ad esempio, dei blog, scritti da gente che si vorrebbe credere anche soltanto vagamente attendibile per il lavoro che fa, che propalano senza neppure una scintillina di dubbio critico le bufale più grandiose sui mini-bot.

e lo fanno nel giorno stesso in cui perfino Giorgetti, l’ideologo della Lega, dice adesso che sono una sciocchezza; non basta che le voci più autorevoli emettano giudizi critici documentati; niente scalfirà la convinzione costruita negli anni della propaganda di Bagnai e simili che per diventare ricchi basta recuperare la sovranità monetaria e stamparsi la moneta…

qui ci sono gli argomenti, direi definitivi, per seppellire l’idea stravagante:
I MiniBOT e la furbizia del fesso

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ma come riusciremo a salvarci da questi scalmanati senza cervello che non leggono, non studiano, e se leggono non sono in grado di capire?

vedendo queste cose non sono affatto sicuro che la democrazia sia la forma politica migliore del mondo; vero però che anche le dittature si reggono sul consenso degli imbecilli.

e dunque ci tocca rassegnarci che questo non manca mai ai fregapopolo di turno: il popolo acclamò nelle piazze nel 1940 l’Italia che entrava nella guerra mondiale, dopo avere vinto a fatica l’Etiopia cinque anni prima e con un esercito che aveva gli scarponi di cartone.

oggi gli stessi esaltati vorrebbero andare alla guerra contro le nuove inique sanzioni d’Europa, che sono soltanto la richiesta di rispetto di condizioni sottoscritte e trattati.

e pensano di farlo, o meglio fanno credere al popolo e ai blogger bue che si possa farlo, con l’equivalente degli scarponi di cartone ai piedi delle armate: stampando moneta…


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