5 miliardi di IMU arretrata non riscossa, indovina da chi – 305

lo lascio in bianco; la risposta è ovvia.

no, non è Airbnb, che pure, da nuovo potere statale in pectore, si fa paladina dell’evasione fiscale e rifiuta di comunicare al governo i nomi di chi affitta stanze o appartamenti ai turisti servendosi di quel portale.

è un’altra multinazionale estera, molto più potente e ramificata, ma altrettanto decisa a non rispettare gli obblighi fiscali; anche se, per farlo, non ha neppure bisogno di violare la legge, visto che le leggi, per quel che le importa davvero, in Italia se le fa o non se le fa direttamente lei.

imu-chiesa-raggi a

. . .

con 5 miliardi, gli arretrati dal 2006 al 2011, 800 milioni l’anno (e dopo?), ci paghi o quasi il costo effettivo del reddito di cittadinanza per un anno.

oppure, a scelta, e sempre per un anno, la demenziale quota 100.

perfino la metà degli 80 euro di Renzi, per un anno.

eppure il governo non vuol proprio saperne di riscuotere.

. . .

invano l’Unione Europea protesta: c’è una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, ma l’Italia non intende rispettarla.

occorre una legge per applicarla, ma il governo non la fa: sono occupati a proporci puttanate ogni giorno per tenerci distratti.

se la legge non verrà fatta, subiremo una sanzione: in altre parole tutti i cittadini italiani pagheranno per consentire al Vaticano di evadere le tasse.

. . .

ops, mi è proprio scappata nella foga…

e allora ormai posso anche aggiungere l’immagine completa…

imu-chiesa-raggi


13 risposte a "5 miliardi di IMU arretrata non riscossa, indovina da chi – 305"

  1. Ma tanto lo Stato li sprecherebbe, meglio che se li tenga la Chiesa.
    Peccato che non costruiscano più quelle cattedrali piene di opere d’arte che nei secoli a venire sarebbero state visitate da torme di credenti e non… quelle ormai le costruiscono solo gli sceicchi.

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    1. manca la faccina dopo la prima frase, vero?

      nella mia risposta al commento di Silvano, la distribuzione di questi fondi: soltanto un quarto della somma ricevuta viene dichiarata impiegata per gli scopi caritativi per cui ritengo che la maggior parte di coloro che li versano intendono che vengano usati.

      il bello è che viene versato alla chiesa cattolica, in proporzione, anche la quota dell’8 per mille di coloro che non la destinano a nessun altro; è per questo che io da anni la devolvo agli Induisti d’Italia, ahaha.

      e quando ero più serio ai Valdesi.

      è che mi ricordo bene le responsabilità politiche tremende della chiesa di Wojtyla: https://suriyayahabibati.wordpress.com/2019/06/26/le-responsabilita-vaticane-nel-conflitto-balcanico-alcuni-elementi/

      e lo hanno anche fatto santo!

      vergogna insanabile.

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      1. La faccina? Forse lo penso davvero, in realtà.
        Sull’otto per mille d’accordo, la ripartizione e’ stata fatta ad uso della Chiesa Cattolica che prende la fetta più grande da chi non sceglie: ma perché non scegliere? Si può indicare anche lo Stato, se uno se ne frega poi perché lamentarsi?
        Su Woytila d’accordo pure, tirerei in ballo anche la Teologia della Liberazione (c’è voluto papa Francesco per beatificare Romero…).
        Sull’Imu ok, non è giusto, e poi ci sarebbe quel piccolo particolare del dare a Cesare etc. Ma, e ritorno alla faccina: io penso che, nonostante tutto e con tutte le sue contraddizioni, la Chiesa sia ancora un baluardo di civiltà, nel tempo e nello spazio che ci e’ dato di vivere (senza tirare in ballo caccia alle streghe, inquisizioni, etc.).
        E’ sbagliato parlare di una Chiesa come se fosse un monolite, perché ce ne sono tante e spesso in conflitto, palese o sotterraneo.. per carità, gli si faccia pagare l’Imu (se qualcuno ha il coraggio… 😁) ma se una volta pensavo che i nostri mali, i mali italiani diciamo, derivavano dalla Chiesa in gran parte, e’ da un bel pezzo che ho cambiato idea: i mali dell’Italia derivano dagli italiani, cattolici buddisti atei o pastafariani…

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        1. bella una discussione con te, da posizioni diverse e qualche volta succede.
          1. in uno stato laico l’8 per mille di chi non sceglie va automaticamente allo stato e non per l’80% alla chiesa cattolica, dai!
          2. la santificazione di Wojtyla è del 2014, quindi l’ha fatta questo papa qui, lo stesso che ha beatificato Romero; metto in fondo una testimonianza drammatica dei rapporti con Wojtyla di Romero, la cui causa di beatificazione Wojtyla bloccò per anni. Wojtyla non è la chiesa dell’Inquisizione, per dire, o meglio è la chiesa dell’inquisizione di oggi.
          3. la Chiesa ha ereditato dalla filosofia greca antica il principio della filantropia universale, di questo occorre darle atto, anche se lo sfrutta a proprio vantaggio; ma papa Bergoglio è una meteora, come lo fu purtroppo papa Roncalli; a questo potevo credere a 15 anni; alla chiesa cattolica a 70 anni no, non posso credere più.
          giustamente dici che la chiesa non è un monolite; ma allora perché non finanziare i valdesi, appunto, che danno molto più affidamento?
          4. sul legame profondo organico tra cattolicesimo e mafia ho scritto varie volte e non ti voglio tediare: la cultura italiana è il cattolicesimo gesuita, con alcune eccezioni locali soltanto: Veneto e, in parte, il Piemonte, per la loro storia; il giansenismo lombardo produsse rigorismo morale (Manzoni!), ma non è riuscito a diventare senso comune neppure lì.
          . . .
          ed ecco la testimonianza su chi era davvero Wojtyla (come se non ce ne fossero altre):
          Nel 1979 in Salvador ci furono 5 religiosi uccisi dai paramilitari di destra che sostenevano la dittatura di Carlos Mena, lo slogan era: “costruisci la Patria, uccidi un prete”. L’accusa fatta a quei sacerdoti era di sostenere la guerriglia rivoluzionaria del Frente Farabundo Martí che lottava per la liberazione delle popolazioni oppresse.
          Il vescovo di San Salvador, Oscar Romero, decise quindi di recarsi a Roma per incontrare il nuovo Papa Giovanni Paolo II. Era il suo superiore ed era obbligato a denunciare le atrocità commesse contro la Chiesa cattolica e i suoi prelati.
          Monseñor Romero arrivò con un appuntamento confermato all’Ufficio Papale ma nonostante ciò non fu ricevuto. Gli aiutanti del pontefice riuscirono a impedire che la riunione si verificasse. “Dovresti già sapere che la posta italiana è un disastro” era la frase che gli dicevano come scusa, e gli chiusero tutte le porte in faccia.
          Senza rassegnarsi a tornare in Salvador senza aver parlato con Giovanni Paolo II, l’arcivescovo Romero si comportò come ogni parrocchiano che si reca a Roma per incontrare il Papa: la domenica mattina si alzò all’alba per mettersi in prima fila alle transenne di Piazza San Pietro in attesa del saluto papale.
          Quando il Papa gli passò di fronte e fu il momento di stringergli la mano, gli disse semplicemente: “Sono l’arcivescovo di San Salvador e ho bisogno di parlarti.” Senza altra via d’uscita, il Papa fu obbligato a concedergli un appuntamento per il giorno successivo.
          Monsignor Romero mise sulla scrivania una scatola contenente i documenti e le relazioni che rivelavano gli abusi, le calunnie, la campagna di diffamazione che il governo del generale Mena aveva intrapreso contro la chiesa salvadoregna.
          Impaziente, quasi sprezzante, il Papa gli risponde: “Ti ho già detto di non venire caricato con così tante carte! Qui non abbiamo tempo per leggere così tanto”.
          Sorpreso, con le lacrime agli occhi, il vescovo di San Salvador aprì la busta che teneva, con la foto del volto massacrato del sacerdote Octavio Ortiz appena ucciso. Gli raccontò la storia del sacerdote, contadino, il giorno in cui era stato sequestrato dal governo solo perché stava insegnando ai ragazzi in un quartiere povero di San Salvador il Vangelo. “L’hanno ucciso con crudeltà e hanno persino detto che era un guerrigliero …”
          Guardando la foto, Karol Wojtyla si voltò e gli chiese: “e per caso non era vero?”
          Monsignor Romero sopportò tutto. Alla fine del colloquio il consiglio del Papa non poteva essere più sorprendente: gli suggerì di stabilire dei ponti con la dittatura al governo e gli ricordò che il generale era cattolico, e che quindi qualcosa di buono lo doveva avere.

          credo che finanziare ANCHE questa chiesa qui sia una cattiva azione.

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          1. E’ evidente che puoi finanziare chi ti pare e piace, e quando ti pare e piace. poiché l’80% di chi sceglie sceglie la Chiesa Cattolica (per abitudine, i fedeli sono molto meno o quantomeno i praticanti…) si beccano anche l’80% dei soldi di chi non sceglie.
            Meccanismo diverso da quello del 5/1000, o del 2/1000.
            Però non mi pare che ci siano le condizioni per cambiare il concordato, e dunque l’invito da fare e’ a chi non sceglie: scegliete testoline, o non è che alla fine siete d’accordo, con buona pace di chi grida allo scandalo?
            Su Woytila sono abbastanza preparato e critico: la santificazione era avviata e fermarla non credo fosse praticabile (sempre per le diverse Chiese…) e si è puntato molto sul Woytila sofferente etc etc.
            p.s. forse si, ci vorrebbero più valdesi in Italia, ma secondo me non è che ci sia tutta ‘sta gente religiosa in giro..
            si è cattolici, o musulmani o chissache’ spesso perché ci si e’ nati, poi si scopre magari la fede, l’impegno… si lascia, si abbandona, si riprende.. dipende da chi si incontra, dalle esperienze.
            Un mondo senza religioni sarebbe forse migliore, specie quando significa fanatismo e potere, ma il mondo è questo, io ho 60 anni e non lo cambierò di sicuro, cerco solo di stare con quelli che mi sembrano migliori, più positivi, curiosi, “intelligenti”, che credano o non credano…

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            1. bella chiacchierata, che condivido ampiamente nel suo respiro umano.

              solo una puntualizzazione: il regime dell’8 per mille non è affatto regolato dal Concordato: ci mancherebbe anche questa! e dunque, in teoria, lo stato, che è sovrano, potrebbe, per non dire dovrebbe, cambiarlo in ogni momento.

              tra l’altro, siccome sono andato a rileggerlo, per controllare, ho trovato quest’altra perla:

              art. 8 c. 7 – 4. Le attività diverse da quelle di religione o di culto, svolte dagli enti ecclesiastici, sono soggette, nel rispetto della struttura e della finalità di tali enti, alle leggi dello Stato concernenti tali attività e al regime tributario previsto per le medesime.

              quindi questa scandalosa vicenda dell’IMU è perfino in violazione del Concordato, a danno dello stato, ovviamente.

              ma registro questa grave mancanza di senso dello stato laico nell’italiano medio: sembra che gli manchi qualcosa ed è proprio il senso dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, indipendentemente dalla religione o non religione che professano.

              da ateo infine dico che non sono sicuro che un mondo di soli atei sarebbe migliore; dopotutto anche l’ateismo è una forma di pensiero religioso, cioè sulla religione, e in suo nome sono giù stati commessi pure abbastanza delitti..

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              1. Da parrocchiano di una piccola (ma non tanto: tremilatrecento persone, solo che togli i musulmani, togli chi non pratica etc… si rimane in un centinaio scarsi alla messa domenicale) ringrazio chi volente o nolente ha partecipato al restauro del campanile fatto (anche) grazie all’otto per mille…
                per il resto abbiamo un bel po’ di debiti, la ricchezza almeno a noi non ci ha colpito…

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                1. se fossi sicuro che l’8 per mille alla chiesa cattolica va tutto al restauro del tuo campanile e di altri, non avrei dubbio a destinarvelo.

                  comunque ti confesso che, da ateo convinto e ovviamente non praticante i riti cattolici, alla parrocchia di qui contribuisco anche io, ma appunto direttamente e brevi manu, non con l’8 per mille. 🙂

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    2. Qui parlo dei paesi, paesini, frazioni, località etc.
      Ma in fondo anche le cattedrali le hanno costruite allo stesso modo…

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      CHIESE

      Chiese.
      Una ogni tre case,

      Innalzate con il lavoro
      Di chi ha conosciuto solo lavoro,
      Con i danari
      Di chi non ne ha mai avuti.

      Alte, dominanti, mastodontiche,
      Dorate, argentate, intarsiate,
      Affrescate, stuccate, scolpite.

      Campanili, campane, facciate,
      Cupole, presbiteri, navate,
      Colonne, altari, vetrate.

      Colme di ricchezze,
      Zeppe di parole,
      Vuote di mondo.

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      1. il discorso sulle cattedrali potrebbe aprire riflessioni imprevedibili.

        1. gli stadi (e le banche) sono le cattedrali del mondo moderno?

        2. se sì, come impedire agli esseri umani di proseguire col fare quello che hanno fatto da Stonehenge in poi? in tutte le epoche e in tutte le culture, peraltro, appena se ne creano le condizioni economiche minime.

        3. quale è la ragione profonda, biologica, di quello che appare come un enorme spreco di risorse? il bisogno di qualche opera immensa con la quale tenere unita la comunità?

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    1. sono andato a verificare e ho trovato questi dati: https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/cosi-verranno-ripartiti-i-fondi-dell-8×1000-nel-2019

      sono un più di un miliardo e 100 milioni i proventi annuali dell’8 per mille; aggiungendo gli 800 milioni dell’IMU evasa, arriviamo ai 2 miliardi l’anno.

      è interessante anche vedere come è regolamentata attualmente la faccenda: basta che soltanto una quota di un edificio ecclesiastico, anche piccola, venga adibita ad usi che prevedono l’esenzione, perché TUTTO l’edificio sia esonerato dall’IMU.

      quindi è evidente che le attività caritatevoli possono fare da foglia di fico per conseguire il risultato di non pagare la tassa.

      lo stesso tipo di valutazione va fatta per il miliardo e passa che la chiesa cattolica ricava dall’8 per mille:
      quasi 440 milioni vanno alle esigenze di culto e pastorali (cioè alla propaganda ecclesiastica)
      circa 380 milioni vanno al sostentamento del clero
      e solo 285 milioni, cioè circa un quarto del totale, agli interventi caritativi (ma poi occorrerebbe verificare meglio anche questi):

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