tre deputati europei non entrano in carica domani – 314

Puigdemont e Comin, due leader separatist, rispettivamente ex-presidente ed ex-ministro della sanità della Repubblica catalana, che aveva unilateralmente e dimostrativamente dichiarato l’indipendenza, sono stati eletti deputati alle ultime elezioni europee, ma domani quando si apre con la prima seduta il parlamento europeo, non entreranno in carica; sono latitanti e un terzo eletto è in carcere.

il Presidente della Corte di Giustizia Europea ha respinto un ricorso d’urgenza: non compaiono nella lista degli eletti trasmessa dal governo spagnolo e tanto basta: la Corte non è competente a intromettersi.

e pensare che la Corte è nata per garantire che il diritto dell’Unione Europea venga interpretato e applicato allo stesso modo in ogni paese europeo e che i paesi e le istituzioni dell’Unione rispettino la sua normativa.

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non sto a discutere la correttezza dell’operato dei separatisti catalani, che ho criticato perché non si dichiara l’indipendenza con l’appoggio di una metà o meno degli abitanti e con l’opinione contraria di intere zone del territorio che vuole diventare uno stato sovrano.

e tuttavia, come mettere in discussione il diritto di rappresentare questa opinione dentro un parlamento?

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tutti ci parlano dello spirito dittatoriale latente (indubitabilmente) di  Putin (che si propone apertamente, ma velleitariamente, come il loro leader mondiale), Xi Jingping (il leader reale del nuovo sovranismo, quello che conta davvero), Erdogan, Bolsonaro, Orbàn, del leader polacco Kaczyński, o di feroci effettivi dittatori come Al Sisi e Assad, e via lamentando: la lista rischia di farsi troppo lunga, anche perché ho dimenticato il leader mondiale del momento di questo movimento storico: Trump; ma godono tutti di un consenso al momento abbastanza solido (Trump, Erdogan e i dittatori a parte).

ma possiamo considerare democratica la Spagna dove una dichiarazione folcloristica e puramente dimostrativa viene perseguita con anni di carcere e con la perdita dei diritti politici? e solo perché ha un primo ministro socialista?

ma poi che senso ha permettere ad un candidato di partecipare alle elezioni e poi non consentirgli di svolgere la sua funzione in Parlamento?

e può essere considerato pienamente democratico e legittimo un parlamento europeo dove si consuma un sopruso simile, nell’indifferenza degli altri stati membri?

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ma di che cosa vai cianciando, bortocal? come puoi pensare che queste cose interessino a qualcuno qui?

sì, in Germania la stampa mette in evidenza la notizia (guardandosi bene comunque anche lì dall’aggiungerci le considerazioni che vai facendo tu), ma in Italia non siamo – o meglio, non dovremmo essere – morbosamente attaccati, secondo i giornalisti, alla lotta di puro potere per le cariche europee?

non è molto più bello e comodo parlare della sconfitta politica della Merkel se fa fatica a far passare la sua mediazione a riguardo?

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certo, e intanto sfugge, ma è quello che si vuole fare sfuggire, una enorme slavina politica in corso dietro questa sua difficoltà, cioè la lacerazione del Partito Popolare Europeo, questa aquila a due teste vagamente asburgica, con un un Est Europa autoritario e vicino ai sovranisti, e un nord-ovest dove invece i popolari sono più ancorati ai valori della democrazia (purché non si parli della Catalogna), anche perché il cristianesimo è più caratterizzato dallo spirito protestante, dal quale, anche, è nata la democrazia europea.

però non senza ambiguità: già altra volta nella storia i partiti di ispirazione che si dice cristiana, al momento della nascita del fascismo e del nazismo, passarono dalla loro parte: certo, allora avevano il Vaticano dalla loro, mentre oggi il papa è decisamente contrario, ma non troppo solido nella sua autorità.

insomma, voglio dire: non è soltanto il mondo politico conservatore e cristiano (a parole) che si sta spaccando, ma la chiesa cattolica stessa che vede a rischio la sua unità.

è un fenomeno storico enorme, ma pare sia meglio non fermarsi neppure un momento a scorgerlo anche soltanto, come faccio io.

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però la vera notizia è che nel parlamento europeo 2019 le forze anti-sovraniste ed anti-razziste sono la maggioranza comunque, perfino se l’intero Partito Popolare Europeo facesse blocco con le destre; queste, nelle tre anime dei Conservatori e Riformisti Europei, ECR, dell’Europa delle Nazioni e della Libertà, ENF, e dell’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, ELDD, totalizzano 176 seggi – ammesso che riescano a mettersi d’accordo su una linea comune, mentre il PPE ne ha 179: fa un totale di 355 seggi su 751 deputati; ne mancano 21 alla maggioranza.

lo schieramento laico e democratico invece è un poco più numeroso, e nelle sue quattro componenti, socialdemocratici, liberali, verdi e sinistra, arriva a 371: mancano solo 5 seggi alla maggioranza.

le istituzioni europee non possono comunque funzionare con maggioranze risicate, anzi hanno bisogno di consenso vasto – cosa che è garanzia dei una democraticità più sostanziale delle decisioni.

per cui, ancora una volta la Merkel si dimostra saggia a perseguire quell’ampia maggioranza trasversale al centro, con un accordo tra conservatori e democratici moderati, che, con i verdi, porterebbe a superare i 500 deputati su 751.

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ma forse si dovrà dare per scontato (come mi pare faccia anche lei, in fondo) che l’ala asburgica di questo schieramento passi ad appoggiare apertamente i sovranisti: non basterà a governare l’Europa, ma basterà a fare una solida opposizione in grado di disgregarla dall’interno.

col forte apporto del nuovo servo americano, o russo?, o di entrambi, in Europa: il nostro governo giallo-verde, ma anche molto nero.

2000px-Flag_of_Jamaica.svg

i colori della bandiera della Giamaica.

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come ho raccontato tempo fa, da qualche tempo al mattino non guardo più l’inutile e fastidiosa stampa italiana, ma quella tedesca; intendo continuare su questa strada.

è una cosa che consiglio anche ai miei lettori, ciascuno in base alla lingua straniera che conosce meglio: pigliate l’abitudine di sfogliare la stampa online di un altro paese a scelta; sono sicuro che sarà una boccata d’aria e tanta ginnastica per il cervello.

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a sera leggo questo interessante articolo su Linkiesta, che almeno pone qualche rimedio al silenzio della nostra grande stampa e aggiunge molta ulteriore informazione sul tema, a ben altro livello che il mio post:

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/07/02/indipendentisti-catalani-puigdemont-parlamento-ue/42734/


4 risposte a "tre deputati europei non entrano in carica domani – 314"

  1. Hai pienamente ragione sulla stampa italiana, io credo che si possano leggere solo due giornali: Il Manifesto e L’Avvenire, facendo la tara a tutti e due.
    Fare i confronti con la stampa estera a volte è effettivamente avvilente: ma anche le tv non scherzano, io ogni tanto vedo France 24 (anche se il francese lo mastico poco) ed ha un respiro molto più ampio nei nostri notiziari.
    Su quest’Europa, bho! A me la proposta della Merkel non sembra male, si deve fare comunque una coalizione e mettere un rappresentante della “minoranza” mi sembra intelligente, ma io non capisco niente (ma mi pare che quelli che abbiamo mandato su non è che capiscano molto di più.. ).
    Infine sui catalani… hanno tentato una forzatura senza avere abbastanza forza: hanno dato fiato alle destre e si sono preclusi chissà per quanto l’indipendenza… Vae Victis, Puidgemont…

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    1. siamo d’accordo, naturalmente, e aggiungi qualche considerazione che condivido.
      solo una puntualizzazione marginale: i socialdemocratici sono minoranza (di non molto) rispetto ai popolari, in Europa, ma erano e sono parte del governo: sono liberali e verdi che ci entreranno per la prima volta nella stanza dei bottoni, i verdi almeno lo spero.
      quanto a Timmermanns, vedrai che la spunterà, e il governo italiano dovrebbe essere il primo a votarlo:
      https://corpus15.wordpress.com/2019/02/23/socialisti-e-democratici-europei-contro-lausterita-timmermans-n-1-90/
      https://corpus15.wordpress.com/2019/02/26/timmermans-n-2-i-socialisti-europei-e-amazon-95/
      l’idea poi che il presidente della Commissione europea debba essere uno Spitzenkandidat, cioè uno che si è presentato alle elezioni ed è stato votato dai cittadini per quel ruolo, a me non pare sia da abbandonare…

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      1. Le dichiarazioni dei nostri rappresentanti fanno cadere le braccia. Ci e’ stato proposto un pacchetto, questo per l’Italia è inaccettabile.
        Ma se solo si rifiutano di fare politica, gli altri che dovrebbero fare secondo loro?
        Tra l’altro Lega e 5S hanno idee opposte, quindi a nome di chi e cosa parla Conte?
        Comunque io l’uomo giusto al posto giusto ce l’ho: Berlusconi! Metterebbe tutti d’accordo, pensiamoci!

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        1. art. 17 del Trattato sull’Unione Europea
          7. Tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione. Tale candidato è eletto dal
          Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone entro un mese un nuovo candidato, che è eletto dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura.

          quanto alla maggioranza qualificata, serve il 55% degli stati membri (un minimo di 15) che rappresentino il 65% della popolazione europea; tuttavia 4 stati che rappresentino almeno il 35% della popolazione europea costituiscono una minoranza di blocco; questo ulteriore criterio garantisce gli stati più grandi, se concordi almeno in parte fra loro.
          (ho ripassato per me stesso, naturalmente).

          la proposta del Consiglio Europeo, cioè dei primi ministri degli stati membri, deve quindi essere approvata dal Parlamento; c’è quindi un problema di fondo, un poco trascurato dai nostri media, mi pare: il presidente della Commissione Europea è scelto tenendo conto della maggioranza del parlamento, ma l’Italia ne fa parte? (domanda retorica).

          la Lega di Salvini certamente no, è all’opposizione; e quanto ai 5Stelle non si sa, perché non li ha voluti nessuno; l’ultima, poi, è stata tragicomica: loro erano alleati dei brexiter di Farage la scorsa legislatura, quelli che oggi hanno voltato le spalle quando si è suonato l’inno europeo, e speriamo che ne vadano fuori dai coglioni al più presto (anche se poi rappresentano, più o meno come Salvini, soltanto un terzo degli inglesi o giù di lì) e in questa legislatura, dopo avere chiesto ai verdi e ai liberali, hanno chiesto di entrare nella Sinistra Europea!!! cose da non credere…; quindi nel parlamento europeo non sono niente.

          aldilà del bon ton delle conversazioni che non si negano a nessuno, anche il presunto potere di veto di cui parlano i nostri media è molto aleatorio: dovrebbero allearsi ad altri 12 paesi fino a rappresentare il 35% della popolazione dell’Unione, dato che è escluso che possano formare alleanza di blocco: anche col Regno Unito (per ora) e la Polonia, non ci sarebbe nessun altro paese del blocco di Visegrad capace di fargli raggiungere il 35%.

          la tua idea di Belrusconi a capo della Commissione Europea, quindi, è splendida! 🙂 🙂 :-).

          purché non si addormenti troppo…

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