ci voleva una tedesca… – 334

… per denunciare Salvini per i reati che commette quotidianamente, apertamente, sfacciatamente: li ha commessi contro di lei e li commette contro altri.

e, come ministro dell’Interno, invece di proteggere i cittadini dai delinquenti, li istiga a compiere reati.

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ora il reato è talmente evidente, diffamazione e istigazione all’odio! occorrerà che in Parlamento i 5Sedie (scusate il lapsus) stabiliscano di nuovo che chi è capo del governo ha diritto di violare la legge.

. . .

a Carola hanno insegnato a scuola che esiste un giudice a Berlino, ricordando quello che nel Settecento diede ragione al mugnaio e torto al re, visto che ce l’aveva.

la nostra stampa ci sghignazza su: povera gonza, che cosa crede che Berlino sia in Italia?

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quanto ai giudici di Roma…, lo spettacolo immondo che alcuni di loro hanno dato e stanno dando è da vomito: che cosa volete aspettarvi da loro, salvo poche e ben isolate eccezioni?

una camarilla che trama assieme ai politici da suburra che ci ritroviamo.

anche io sono capitato per le loro mani qualche anno fa, per una causa che feci al Ministero, dove avevo palesemente ragione e mi diedero torto; quel che si dice di loro è verità.

quindi Salvini dorma tranquillo e continui a gonfiarsi la panza di Nutella: anche se il Parlamento dovesse, per assurdo, autorizzare il processo, a fargliela fare franca penseranno probabilmente i giudici di Roma, se verranno scelti quelli giusti.

che non sono certo la giudice di Gela che ha mandato assolta la Rackete, perché salvare qualcuno che rischia di annegare non potrà mai essere un reato.

ci penseranno loro a stabilire che in Italia il diritto di parola è diritto di insulto, diffamazione, minaccia.

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e a proposito di giudici: tutti hanno seguito il caso di Bellomo? quello che preparava delle candidate ad un concorso con grottesche regole di ingaggio.

quanti hanno realizzato che Bellomo è un giudice?

e quanti si sono resi conto che adesso probabilmente sono giudici oggi, a concorso superato, anche quelle pulzelle? che prima hanno accettato le aberranti imposizioni di quel giudice che le preparava al concorso per entrare in magistratura, e poi lo hanno denunciato per violenza ed abuso, come se loro non fossero state complici di quelle stesse violenze psicologiche ed abusi di potere.

me too, me too: pare che le donne stiano imparando la lezione e si stiano abituando ad essere sempre innocenti, anche quando la danno via in cambio della promessa del successo, e poi fanno causa ai maschi per avergliela data.

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per fortuna esistono anche e sono di sicuro la maggioranza almeno in Europa donne come Carola che sanno difendere i loro diritti.

è una battaglia di democrazia essenziale, è una lotta per la qualità della nostra vita pubblica: la fa la Rackete (parola che in tedesco significa missile), come qualche anno fa ha dovuto farla la Knock.

quando dei concreti diritti di una persona sono violati sotto gli occhi di tutti, chi tace, amici miei, è complice. 


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