43 sindacati collaborazionisti – 340

Salvini riceve i sindacati nella sede del Ministero dell’Interno al Viminale (per illustrare la sua proposta di flat tax).

lo fa come capo, anzi capitano, anzi capitone, della Lega per Salvini: insomma, tutta una tautologia.

dice che non vuole sostituirsi al capo del governo, ma di fatto sta facendo una specie di colpo di stato, visto che usa la sede del Ministero per fare politica di partito, anzi di parte.

. . .

la stessa esatta situazione di Mosca ottobre 2018: un ego debordante e panzone, nutrito a Nutella, una bulimia incontenibile che è la distruzione dello stato di diritto e della distinzione dei poteri.

l’Italia ha il suo Re Sole, volgarissimo e incontenibile come quello: lo stato è Salvini.

“E’ l’inizio di un percorso, non vogliamo sostituirci al presidente del Consiglio”.

infatti, lui aspira ad essere ben altro che un Presidente del Consiglio: Conte è un banale Facta di cent’anni fa, e il Capitone ha ben altro modello in mente.

perfino peggiore di quello, perché Mussolini parlava e agiva pur sempre in nome del fascismo, mentre questo, che fascista non è, agisce in nome soltanto di se stesso.

sbaglia chi lo considera fascista, e forse anche chi pensa ai nazionalisti di fine Ottocento:

qui il punto di riferimento come modello di organizzazione politica è la monarchia assoluta di prima della rivoluzione francese, con un monarca che comunica con i sudditi via twitter.

. . .

all’incontro c’era l’ex-sottosegretario Siri, fatto dimettere per le accuse di corruzione,

Repubblica gli dedica un articoletto leccaculo e gli fa da cassa di risonanza: Il ritorno di Siri: “Mi sono sentito sotto attacco”.

poverino… e poveri lettori di Repubblica

perla nell’articolo: Forse dovremmo allora avere un presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo (applausi, ndr). Ora bisogna gestire il potere in un modo diverso.

ed è stato Siri a presentare la proposta – non so dire di chi esattamente: della Lega?

ma stai a vedere allora che neppure questo l’ha invitato Salvini.

. . .

43 sindacati complici del colpo di stato strisciante di Salvini sono andati all’incontro, come beoti o come collaboratori attivi.

sindacati-9

ce ne fosse uno che avesse sollevato il problema; e sarei curioso di sapere, almeno, se c’erano anche i COBAS, ma faccio conto di no.

intanto lui fa sapere che un nuovo incontro potrebbe essere fissato nei prossimi quindici giorni e comunque nell’arco dell’estate: ci saranno di nuovo tutti?

non ci sarà, prima, una mozione di sfiducia individuale contro il ministro Salvini?

tra quindici giorni Salvini sarà ancora ministro?

. . .

domanda retorica, ovviamente.

sbaglierò, ma questa è l’ultima occasione per fermarlo, e quelli che gli tirano la volata da più di un anno, facendo FINTA di fargli l’opposizione, mentre gli fanno da cassa di risonanza per compattare i suoi, non hanno davvero la voglia di farlo, anzi.

. . .

postilla doverosa del 16 luglio:

dichiarazione di Landini, segretario generale della CGIL:
«L’incontro è stato convocato su carta intestata del Viminale dal vicepremier e ministro degli Interni del governo in carica.
Se convocati dal governo, noi sindacati andiamo per ascoltare, per dire cosa pensiamo e quali sono le nostre proposte.
E così abbiamo fatto anche oggi: poi naturalmente ci siamo trovati di fronte a un vicepremier che aveva con sé solo rappresentanti di governo del suo partito.
Addirittura c’era anche una persona che non fa più parte del governo».

ok, che siano andati ci sta, anche se una domandina potevano ben farsela su come mai il ministro dell’Interno si occupa di problemi non suoi.

e in un momento in cui deve distrarre l’attenzione da ben altre faccende di tangenti.

ma poi, quando hanno capito che quell’incontro, abusivamente convocato lì, era invece della Lega come partito, perché non hanno posto la questione? perché non si sono alzati e non se ne sono andati?

fessi e basta?


8 risposte a "43 sindacati collaborazionisti – 340"

  1. Quanto sono d’accordo! Iniziavo a sentirmi un pochetto sola nel mio parlare nel vuoto facebuchiano di attentato alla democrazia e di un neomussolinismo 4.0 nonché di deferenza delle parti sociali – ben 40 tra associazioni e sigle sindacali… – che per me è quasi incredibile. Salvini leader di un partito desidera incontrare le parti sociali per un confronto? Nessuno glielo vieta, ma non al Viminale bensì alla sede della Lega e non sulla manovra economica che riguarda altri ministeri e coinvolge l’intero governo. Resto basita ascoltando giornalisti che glissano sulla questione, per me gravissima come per te da quel che leggo. Basterebbe avere un minimo di alfabetizzazione circa la democrazia parlamentare. Lo sdegno aumenta sentendo le giustificazioni di Landini, si accetta lo scempio istituzionale democratico in cambio di concessioni. W l’Italia, ne ha un gran bisogno.

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    1. commento che dice in modo ancora più incisivo quello che sostengo nel post.

      ottima occasione per conoscersi, pare siamo mosche bianche a pensarla così, ma la cosa non ci fa paura.

      (ho perplessità sull’uso di FB e le ho spiegate varie volte anche qui nel blog).

      a presto, spero, ancora.

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        1. a che cosa serve davvero Facebook?

          io ne sono finalmente uscito, e non è stato affatto facile, tecnicamente, è un vero percorso ad ostacoli, ma, quando finalmente ce l’ho fatta, non mi sono accorto della differenza.

          salvo che ora sto tranquillo di non essere schedato.

          sarà perché sono un orso?

          è anche vero che ho sostituito Facebook con whatsapp, cioè son passato dalla padella alla brace, ma qui una utilità pratica ce la trovo davvero, almeno…

          qualcuno si è reso conto che iscriversi a Facebook significa sostenere attivamente un progetto di lungo respiro per distruggere la democrazia?

          che chi è iscritto a Facebook non è diverso da chi quasi un secolo fa era iscritto al partito fascista?

          è Facebook il vero fascismo contemporaneo, non i suoi prodotti secondari, come Salvini o simili…

          eppure continuo a vedere menti critiche che tranquillamente usano lo strumento ed esibiscono, senza imbarazzo apparente, la moderna tessera del fascio.

          scusa queste considerazioni: non è polemica con te, non c’è niente di personale.

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          1. Capisco il tuo sfogo e le tue riflessioni e in parte le condivido. Chi usa Fb sa perfettamente che i propri dati sono pubblici, quindi utilizzabili da altri, nonostante le rassicurazioni dello stesso staff facebuchiano sulla tutela della privacy. Tutte fandonie, D’altro canto, non appena siamo in rete, qui su WordPress, su Whatsapp, Twitter et similia la nostra privacy va a farsi benedire.
            Non afferro l’analogia tra “spirito fascista” e Facebook, o almeno lo interpreto come se secondo te quel social invitasse a un’uniformazione del pensiero. Se ho capito correttamente. allora è vero, per la maggior parte degli utenti non esiste filtro di ciò che leggono o condividono. Su fb gestisco delle pagine, una legata alla lista civica delle recenti elezioni amministrative di cui ho curato parte della comunicazione e purtroppo è un mezzo per divulgare attività e iniziative a stretto giro di posta, diciamo.
            p.s. Per la cronaca, la sottoscritta è stata bannata da Salvini 😉 nonché da leghisti vari, che leggevo solo per documentazione se si può definire così una diretta fb o un post demenziale, ma per chi scrive serve anche la melma come riferimento. Non so se sono stata chara e se condividi. Aggiungo solo che il blocco da parte di costoro è per me un onore.
            Ora parto per le montagne trentine a respirare aria buona in ogni senso. A prestissimo!

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            1. buon Trentino, da parte di un sudtirolese di adozione visto che sono cresciuto a Merano.

              il discorso su Facebook sarebbe complesso e forse l’eccessiva complessità non si addice ai commenti; ci entrai anche io all’inizio della sua storia, quando cominciò a scalzare i blog come fenomeno di massa; mi ci trovai subito a disagio perché aveva sdoganato il fascismo, inteso come comportamenti aggressivi e violenti virtualmente, e non reagiva.

              nella piattaforma blog in cui ci trovavamo riuscimmo a far chiudere un blog fascista che insultava e minacciava (a me dedicò un post dove c’era una pistola puntata), ma su Facebook non era possibile, anzi erano semmai i profili di sinistra che venivano bloccati e spesso con pretesti stupidi.

              disattivai il mio profilo, non riuscendo a chiuderlo, e lo riattivai un paio d’anni fa, per rendermi conto che era, oltre che una perfetta cloaca, un luogo costruito apposta per inibire la discussione pubblica.

              sono riuscito finalmente a cancellarmi; ora mi è chiaro quel che non capivo dieci anni fa: Facebook e soci stanno costruendo un mondo post-democratico dove cancellano i diritti storici liberali e costruiscono ua società gerarchizzata attorno ai nuovi signori feudali, che sono loro.

              l’ultima proposta della moneta virtuale svela che vogliono farsi stato, ma stato autoritario, negatore di ogni democrazia: per entrare devi rinunciare alla tua libertà personale.

              questo è il vero problema, secondo me, e non è soltanto un problema di privacy.

              inserendo “Facebook” nel motore di ricerca del mio blog troverai molto di più a riguardo, se questi accenni non dovessero bastare, ma non credo che sarà necessario…

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