Dove sono andate le piogge – è già troppo tardi – bortoblog 29

In India, le piogge sono state tradizionalmente parte integrante della vita. La nostra economia, storia e cultura sono state regolarmente influenzate da episodi periodici di piogge e inondazioni, come anche dalla siccità. I monsoni hanno determinato in larga misura i nostri programmi quotidiani, gli eventi per il tempo libero e le celebrazioni.

Seduto sul balcone continuo a chiedermi come oggi le piogge siano  diventate imprevedibili. Prima, verso la fine di giugno, eravamo in attesa dello “scoppio” del monsone che, come avevamo imparato nelle lezioni di geografia,  nella parte del mio Paese in cui vivo, arrivano da sempre all’inizio di quel mese.

La stagione delle piogge era così prevedibile anche solo da 10 a 15 anni fa. I nostri genitori e nonni  potevano persino prevedere i diversi episodi di pioggia, ognuno con un nome diverso. Al giorno d’oggi, anche con tanto progresso tecnologico e lo studio di fenomeni diffusi in tutto il mondo, come El Nino e La Nina, le previsioni spesso vanno male.

I mesi di giugno e luglio erano mesi di pioggia intensa in diverse regioni. Il monsone diffondeva la sua forza intorno a noi che dovevamo limitare le nostre attività agli spazi di casa. I nostri dormitori all’ostello diventavano  intrisi di acqua. I nostri vestiti non si asciugavano mai e gli ingressi delle case si inondavano. Non c’era modo di evitare di bagnarci ogni volta che ci avventuravamo fuori anche solo per poco tempo.

Di solito, la pioggia faceva sì che non ci fosse tempo di giocare nelle ore serali. A volte, il calcio era l’unico gioco in cui la pioggia era benvenuta. Il brivido di giocare a calcio sotto l’acquazzone era qualcosa da ricordare e amare.

Andavamo nella sala da pranzo dell’ostello, in due o tre schiacciati sotto un solo ombrello, bagnati e tremanti. Lumache e millepiedi erano i nostri visitatori abituali. L’unica consolazione era una breve vacanza forzata per il nostro insegnante di educazione fisica; non sarebbe venuto a svegliarci alle 5:30 per fare jogging e sessioni di allenamento.

L’intera atmosfera cambiava, e la città diventava quasi deserta quando pioveva, in attesa della “calma dopo la tempesta”. Le gocce che scendevano dagli alberi, il gorgoglio nelle fogne e i numerosi mini-laghi nel terreno rendevano difficile il ritorno alla normalità per un bel po’ di tempo.

Tuttavia, divento nostalgico quando ricordo quei giorni di pioggia. Quel sonno intimo sotto la coperta, la gioia di giocare, di camminare sotto l’ombrello, di sorseggiare un caffè caldo e gustare le patatine fatte in casa di jackfruit, erano tutti momenti avvincenti.

È spaventoso che in un arco di dieci anni stiamo invece assistendo a una grande quantità di cambiamenti climatici. L’intensità della pioggia che abbiamo visto una volta non c’è più. O c’è un deficit, o c’è un’alluvione che colpisce milioni di vite.

I nostri sogni per una vita migliore si sono trasformati in una avidità per avere sempre di più che ha finito per distruggere il vero sostentamento della nostra stessa gente.

Nessun canto, nessuna preghiera, nessun matrimonio di rane (https://passoinindia.wordpress.com/2017/07/02/in-india-anche-le-rane-si-sposano/) può riportare l’abbondanza dei giorni passati.

Liberamente tradotto da https://www.thehindu.com/opinion/open-page/where-have-the-rains-gone/article28306837.ece?homepage=true

https://passoinindia.wordpress.com/2019/07/13/dove-sono-andate-le-piogge/

Manuel Chiacchiararelli luglio 15, 2019 alle 1:59 pm
I cambiamenti climatici sono impressionanti eppure sembra che continuiamo a fare finta di nulla.
Purtroppo

passoinindia  luglio 15, 2019 alle 4:54 pm
Concordo appieno, dobbiamo fare qualcosa prima che sia troppo tardi!

bortocal15  luglio 16, 2019 alle 4:02 am
è già troppo tardi, ma è meglio non dirlo.

passoinindia luglio 16, 2019 alle 6:46 pm
Ciao borto che piacere sentirti! Spero tutto bene….

bortocal15 luglio 16, 2019 alle 7:30 pm
anche per me è un piacere ripassare da te e ritornare in India almeno tuo tramite.
per il resto, luci ed ombre, ma mi sembra normale; e tu?

. . .

https://farfalleetrincee.wordpress.com/2019/07/15/luzbekistan-di-alessandro-magno-un-libro-per-veri-amanti-del-viaggio/

. . .

https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/07/20/cosa-ridi-rudolph/

bortocal15 July 20, 2019 at 7:17 am
la conclusione coglie il punto: da tempo, da sempre, dalla fine almeno della prima guerra mondiale, gli italiani prendono parte con entusiasmo ai crimini dei loro politici: ma alla rigorosa condizione di non pagare pegno, perché altrimenti sono pronti a scaricarli immediatamente e a far finta di non averli mai conosciuti per riverginarsi la coscienza politica.

gaberricci July 21, 2019 at 5:20 am
Non è a questo che mi riferivo, ma al fatto che agli italiani sia sempre piaciuto essere “tenuti alla catena”, perché ritengono che, poi, chi tiene quella catena gli lascerà mettere alla catena qualcun altro. E questo è orribile.

corpus05 July 21, 2019 at 5:47 am
gaber, hai scritto: gli italiani erano indifferenti a tale crimine; oggi, invece, vi prendono parte con entusiasmo, certi come sono che sono loro che saranno sempre dalla parte del più forte, e parlavi di un comportamento aggressivo come è la vessazione data dal dileggiare una vittima.
a me è venuto naturale leggere questo come caso particolare di comportamenti più ampi e anche più estesi nella storia: “gli italiani prendono parte con entusiasmo ai crimini dei loro politici”.
sbagliavo? non mi pare che quello che dici adesso come interpretazione autentica del tuo pensiero si discosti molto dalla mia lettura.
solo che poi io intendevo aggiungere una nota ancora, che tu non avevi considerato, ed è la mancanza di una vera fedeltà al padrone politico di turno e la prontezza a scaricarlo appena cade: vedi Mussolini, Craxi ed oggi Berlusconi.
buona domenica. 🙂

gaberricci July 21, 2019 at 1:34 pm
Sì, io mi riferivo a qualcosa di più ristretto.
Condivido abbastanza il resto, comunque. 

. . .

https://veronicaiovino.com/2017/08/27/viaggio-a-bali-lisola-indonesiana-del-templi-e-della-spiritualita/
bortocal15 Luglio 19, 2019 at 4:33 pm
wow, venti giorni a Bali, davvero invidiabile.
io ci sono stato due giorni soltanto nel 2013 in un giro (parziale ovviamente) dell’Indonesia in tre settimane e ne conservo un ricordo altrettanto eccezionale.
un abbraccio, Veronica.

Veronica Luglio 19, 2019 at 6:18 pm
Maurooooooo stavi cominciando a mancarmi 😍
Come stai?
Ma c’è una parte di mondo in cui tu non sia stato??? Sei incredibile

Ti abbraccio fortissimo

bortocal15 Luglio 20, 2019 at 7:28 am
e adesso che faccio? ti rimando ai post e ai video di Youtube dedicati ai miei due giorni intensissimi a Bali, dove peraltro non ho visto nessuna delle meraviglie di cui tu parli qui?
noo, per carità! tormenterei te e me stesso, con la nostalgia, e sono troppi, per giunta!!!
in ogni caso, con più di trent’anni sulle spalle di te, mi limito ad osservare che, finora, tutti i posti, in cui sono stato io e che risultano qui, sono posti in cui sei già stata anche tu!
🙂
lieto di averti ritrovato in un viaggio virtuale, stavolta; io ho appena finito di rifare il mio viaggio in Cambogia, non riuscendo più a viaggiare molto dal vivo.
ricambio l’abbraccio, fortissimo, per quel che posso.

Veronica Luglio 20, 2019 at 10:35 am
Io e te siamo legati da un filo invisibile caro Mauro e chissà quanti altri posti in cui sei stato attraverserò… è un pensiero confortante lo sai?
Sempre più contenta di averti sul mio Cammino

. . .

to be continued

passoinIndia

In India, le piogge sono state tradizionalmente parte integrante della vita. La nostra economia, storia e cultura sono state regolarmente influenzate da episodi periodici di piogge e inondazioni, come anche dalla siccità. I monsoni hanno determinato in larga misura i nostri programmi quotidiani, gli eventi per il tempo libero e le celebrazioni.

Seduto sul balcone continuo a chiedermi come oggi le piogge siano  diventate imprevedibili. Prima, verso la fine di giugno, eravamo in attesa dello “scoppio” del monsone che, come avevamo imparato nelle lezioni di geografia,  nella parte del mio Paese in cui vivo, arrivano da sempre all’inizio di quel mese.

La stagione delle piogge era così prevedibile anche solo da 10 a 15 anni fa. I nostri genitori e nonni  potevano persino prevedere i diversi episodi di pioggia, ognuno con un nome diverso. Al giorno d’oggi, anche con tanto progresso tecnologico e lo studio di fenomeni diffusi in tutto…

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