M49: ammazza l’orso che è in te – 341

gli orsi stanno davvero diventando un problema nel Trentino S-W?

oppure stanno diventando un problema quelli che odiano gli orsi?

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M49 l’hanno preso in Val Rendena (aveva il collare) e l’hanno rinchiuso in un recinto alto 4 metri ed elettrificato a 7.000 volt, togliendogli il collare, che tanto non serviva più.

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c’è rimasto poche ore, e adesso gira più libero di prima, senza neppure il collare.

quindi adesso non venitemela a raccontare: o c’è stato un black out elettrico per i temporali in zona (ma la vedo difficile lo stesso), oppure qualcuno gli ha aperto la porta.

all’orso superbear io non credo.

credo piuttosto a qualche audace guerrigliero animalista, ahaha.

. . .

Maurizio Fugatti è il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, ha le idee chiare al riguardo:

“Il fatto che l’orso sia riuscito a scavalcare una recinzione elettrificata con sette fili a 7.000 volt, certificata dal ministero e da Ispra, dimostra il fatto come questo esemplare fosse pericoloso e ci fosse un problema di sicurezza pubblica tale da giustificare l’ordinanza di cattura, scelta non appoggiata dal Ministero”.

e a me scappa da ridere perché trovo pericoloso il suo modo di (non) ragionare, invece.

lui dice che l’orso è “un pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica”, ma io direi che Fugatti è “un pericolo per l’incolumità e la sicurezza” degli orsi; infatti aggiunge che “se M49 si avvicinerà a zone abitate, i forestali hanno l’autorizzazione ad abbatterlo”.

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fermi tutti: l’art. 544-bis del Codice Penale dice: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.»

e chi è Fugatti per autorizzare i forestali a commettere un reato, come se del resto i forestali non aspettassero altro?

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Fugatti appartiene alla Lega per Salvini ed è stato eletto presidente della sua provincia il 21 ottobre dell’anno scorso, a furor di popolo o quasi, dicono: ma in realtà, non ha strafatto, visto che come presidente ha preso il 46,7% dei votanti, e il suo partito, la Lega per Salvini, il 27% dei votanti.

ma siccome gli altri hanno fatto molto peggio, il Presidente è lui e non si discute.

solo che, dopo essere stato eletto, puoi cercare di rappresentare soltanto la minoranza che ti ha eletto, oppure cercare comunque di essere il presidente di tutti.

compresi gli orsi? – se mi passate la battuta.

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il fatto è che una parte sempre più significativa degli italiani è piena di rancore e deve scaricarlo contro qualcuno.

non è una cosa strana ed è alquanto diffusa nel mondo, anche se in Italia l’insoddisfazione è più acuta che altrove.

lamenti acuti sulla povertà che avanza (e solo per alcuni è vero), ma lanciati soprattutto da gente che sta abbastanza bene, e che forse ha dimenticato quali erano davvero le condizioni di vita di solo sessant’anni fa.

e forze politiche che prosperano raccogliendo questa rabbia e indirizzandola contro qualcuno:

e non parlo degli orsi, parlo del milione di clandestini che Trump promette di espellere dagli States, ripetendo i fasti degli anni Trenta in California:
https://maurobort48.wordpress.com/2017/12/06/los-angeles-il-pueblo-e-lespulsione-dei-latinos-my-roundtheworld-n-110-2a-parte-76/

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e pensare che la spiegazione di questo stato di cose è molto semplice, perfino troppo.

uno studio scientifico recente ha dimostrato che esiste una correlazione precisa, rigorosa, tra la diffusione della pubblicità in un paese e l’infelicità media dei suoi abitanti.

ho letto la notizia sulla stampa tedesca e di colpo mi si è aperta la mente.

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è ovvio, no?, a pensarci bene, che la pubblicità rende infelici, perché ci stimola a consumare sempre di più e dunque ci convince che quello che abbiamo non basta.

non solo: ma gli studi sulla percezione soggettiva della felicità negli esseri umani dimostrano che fondamentale per questo sentimento di soddisfazione di sé è sentirsi appagati dalla percezione di stare meglio degli altri, o almeno di alcuni altri.

e la pubblicità invece palesemente ti schiaccia con l’immagine di altri che sono molto più felici di te, per eccitarti a guadagnare, a lavorare, a spendere, per diventare felice almeno come loro.

e qui non parlo soltanto di pubblicità diretta, ma anche del sistema informativo che vegeta sui lussi di divi, dive e royal family

. . .

ma io adesso non solo ho capito che gli italiani sono uno dei popoli più infelici della Terra perché sono particolarmente esposti alla pubblicità.

ho finalmente capito perché da studi dello stesso tipo risulta che il popolo più felice della Terra è il nigeriano, e non si direbbe proprio: ma probabilmente perché subiscono la pubblicità meno di altri.

e finalmente comprendo come il sorriso universale che attraversa il Terzo Mondo miserabile è quello di chi semplicemente non viene tormentato tutti i giorni dalla visione della felicità altrui sparata a getto continuo dalla pubblicità e dai media.

ho anche capito perché la mia felicità è cresciuta da diversi anni, da quando almeno ho portato la televisione in cantina:

non soltanto perché mi sono sottratto alla vista ripugnante e dolorosa di guerre e delitti su cui prosperano i nostri media, intingendo quotidianamente il loro pane nel sangue,

ma anche perché ho liberato la mia vita dal peso quotidiano del sentirmi disapprovato e considerato un fallito per il tipo anomalo dei miei consumi più frugali del dovuto, almeno in alcuni campi, e dove i viaggi, ad esempio, contano molto di più di una bella macchina.

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sì, d’accordo, dice il lettore (forse, ma non ci conto), ma che cosa c’entra l’orso, a questo punto?

l’orso che scappa dal recinto è una immagine di libertà e di felicità.

insopportabile per chi ha rinchiuso la sua vita mediocre nel recinto elettrificato dei consumi di massa.

che rabbia un orso libero, che pericolo.

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il pericolo dell’orso non è che attacchi gli umani o che sbrani qualche pecora; solo l’orsa attacca gli umani se deve difendere i suoi piccoli.

il pericolo dell’orso sono forse i beni di cui può impadronirsi? come un banale delinquente, extracomunitario, preferibilmente.

ma neppure questo, visto che i danni vengono risarciti, anche se tra lunghezze burocratiche…

e allora? è il modello di vita anarchico dell’orso che è pericoloso: lui che vive di autoconsumo e insidia più ancora che i nostri beni, le nostre infelicità di drogati da media.

quindi spegnete la tv e moderate internet (escluso il mio blog, naturalmente), cancellate la pubblicità dalle vostre vite, e liberate l’orso che è in voi…

. . .

post scritto ad una decina di km dall’altro orso, per ora libero, della Val Degagna:

una bella novità che rende più romantiche le nostre vite e più emozionanti le nostre passeggiate in zona.

viva l’orso della Val Sabbia (che, ad ogni buon conto non sono io, anche se qualcuno sta tentando di affibbiarmi il soprannome).

viva anche M49 e lunga vita nei boschi anche a lui!


14 risposte a "M49: ammazza l’orso che è in te – 341"

    1. figurati in Asia che cosa dovrebbero fare con le tigri, allora, oppure in Africa con i leoni – oramai ridotti a 20mila da oltre un milione che erano un secolo fa – e gli elefanti, altrettanto al lumicino.

      la verità è che gli orsi non aggrediscono di norma l’uomo, se non sono provocati o messi in situazione di pericolo…

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      1. Già, attacchi predatori degli orsi nei confronti dell’uomo sono rarissimi (ma non del tutto impossibili, in Canada c’è stato almeno un caso di un campeggiatore sbranato da un orso affamato alla fine dell’estate, prima del letargo invernale, quando gli orsi devono accumulare grasso per sopravvivere all’inverno), la maggior parte delle vittime degli orsi (in Nord America, Russia, e Romania, in Italia attacchi letali non ce ne sono mai stati) sono cacciatori, raccoglitori di funghi ed escursionisti che si sono avvicinati troppo e hanno invaso il loro spazio vitale, o sono stati visti come una minaccia per i cuccioli.
        Se uno va per boschi con la dovuta prudenza (come l’escursionista che appena ha avvistato l’orso è indietreggiato), cercando di evitare quando possibile incontri ravvicinati con gli orsi e prendendo tutte le precauzioni del caso, il rischio è davvero minimo.
        Poi non esiste il rischio zero, se si vuole preservare la fauna selvatica un minimo di rischio bisogna accettarlo, del resto nel quotidiano accettiamo tranquillamente (e a volte inconsapevolmente) rischi molto maggiori, anche per le cose più futili.
        Ad esempio, i circa mille morti l’anno per alcol solo in Italia (mortalità diretta, se poi contiamo anche i morti indirettamente causati dall’alcol, tipo incidenti stradali, sono molti di più!) fanno meno notizia di un graffio di un orso, li consideriamo con rassegnazione il normale prezzo da pagare per la “cultura del vino”.

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        1. questa volta siamo perfettamente d’accordo, condivido tutto quello che hai detto molto bene.

          chi non sa accettare nemmeno gli orsi è veramente un intollerante.

          colgo l’occasione per aggiungere che qui, qualche giorno fa, al confine col Trentino, c’è stata una manifestazione di protesta contro la Provincia Autonoma di Trento, per le sue posizioni sull’orso, ed è stata lanciata una campagna di boicottaggio turistico; un modo per ridurre gli intolleranti a più miti consigli può essere quello di toccarli nel portafoglio.

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  1. La tua spiegazione sociologica non quadra molto, visto che quelli che più di tutti vogliono ammazzare l’orso (non solo questo, molti sarebbero contenti se orsi e lupi non esistessero proprio) sono i piccoli agricoltori e allevatori rurali del Trentino (e non solo del Trentino, più o meno ovunque pastori e bovari detestano i grossi predatori selvatici), i pochi rimasti a vivere davvero di auto-produzione/consumo (ovviamente non in maniera radicale ma comunque chi vive e lavora negli alpeggi non è certo l’emblema del consumismo sfrenato).
    Mentre i più strenui difensori dell’orso sono quelli che la natura la vedono solo in tv e su internet, e al massimo ci vanno in vacanza una settimana all’anno, ma vivono ben lontani dall’orso e dalla vita rurale!

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    1. i tuoi commenti critici sono sempre azzeccati, perché danno da pensare.

      e dopo averci pensato su, non è che voglio aver ragione a tutti i costi (a volte, anzi spesso, succede, ma qui spero di no), mi pare che hai spostato l’accento leggendo nel mio post qualcosa che non c’è, o almeno che non era nelle mie intenzioni che ci fosse.

      vivo in mezzo, appunto, a pochi rimasti a vivere davvero di auto-produzione/consumo (per quel che si può, come giustamente dici) e a diversi altri che vivono qui come in una lontana periferia urbana, avendo sposato del tutto quel modello di vita, e quindi anche con una certa insofferenza.

      tocco con mano che la cultura tradizionale dei luoghi era abituata a convivere con gli animali selvatici, che qui sono non tanto gli orsi, ma soprattutto i cinghiali, le volpi, le faine, il tasso, a volte qualche lupo, e certamente a combatterli; ma mai i vecchi contadini del posto hanno pensato di sterminarli o rinchiuderli; ucciderne qualcuno sì, quando era necessario, ma non nel presupposto di vivere in una specie di città trasferita suo malgrado in montagna e quindi con gli animali selvatici tutti sotto controllo.

      è l’ambiente urbano – su questo hai ragione – a produrre l’ambientalismo da cartolina, del quale sono critico duro come te; ma è la cultura urbana a produrre questa voglia malsana di tenere la natura sotto controllo.

      il mio discorso sul nesso insoddisfazione – pubblicità – media non ha un diretto rapporto con questo problema, e tuttavia credo che abbia colto abbastanza bene (il merito non è mio) l’origine della post- moderna infelicità che dilaga ovunque sulle ali oggi anche di internet, oltre alla tv, come ansia aggiornata da prestazione, cioè da consumo.

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      1. Probabilmente ho un po’ frainteso il senso del tuo post, però per quanto riguarda la convivenza con lupi e orsi mi pare che molti allevatori rurali del trentino vorrebbero proprio sterminarli (come del resto avevano già fatto in passato, prima del progetto Life Ursus), altro che convivenza pacifica.
        Siamo noi urbani ad avere molto più simpatia per l’orso, e ad andare in vacanza in trentino sperando di vederli.
        Certo, la nostra è una simpatia a costo zero, nessun orso ha mai fatto irruzione “a casa nostra”, divorato i nostri animali, causato danni economici più o meno rilevanti, rappresentato un rischio (seppure molto basso rispetto ad altri rischi che corriamo tutti i giorni) per l’incolumità nostra e dei nostri cari.
        Mi pare che l’uomo non sa ancora conviverci molto pacificamente con certi animali (così come fa molta fatica a convivere pacificamente con popoli di culture diverse), la coesistenza (sia per quanto riguarda gli animali dannosi, che le culture incompatibili) è possibile solo in “case separate”!

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        1. ho la fortuna di vivere in un luogo particolare, ai margini del Parco dell’Alto Garda, e posso partire a piedi da casa mia, teoricamente, e, passati i primi due km, proseguendo nella direzione giusta, farne altri 30 senza trovare quasi case e avenbdo solo una strada asfaltata da attraversare…

          quindi gli ambienti separati non sono impossibili, almeno in certi luoghi; e credo che in Trentino, un poco più a nord, ce ne siano molti altri di simili.

          l’essere umano non sa convivere con altre specie in grado di competere con lui nel controllo dell’ambiente, questo è certo: nella storia l’arrivo dell’uomo in continenti prima disabitati da lui ha sempre coinciso con massicce estinzioni di massa; nonostante le poche voci contrarie, chiaramente di minoranza, anche stavolta finirà così.

          la cosa veramente grave è che, arrivati a questo punto e non avendo più praticamente competitori, l’uomo sta ponendo le premesse per sterminare se stesso, distruggendo l’ambiente che gli risulta vitale.

          aggiungo che nessuna cultura è incompatibile con le altre, fino a che si limita ad esprimersi; lo diventa soltanto quando pretende di imporre i suoi valori agli altri.

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  2. Ottimo articolo acute e puntuali riflessioni.
    Il nostro orsetto sarà stato sicuramente liberato Il guaio è che forse adesso sì dopo questo becero contatto con l’umano diventerà più agguerrito…

    Il ragionamento è parallelo tra felicità indotta da un consumo sempre più smodato calza a pennello soprattutto quando viene mediato attraverso i bambini non necessariamente attraverso i media Ma ovunque anche dal compagnuccio di banco…

    Ciao orso bortocalllll

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    1. speriamo che l’orso abbia un ricordo migliore dell’umano che lo ha presumibilmente liberato che dei poco umani che lo hanno imprigionato, ma forse per le regole della sopravvivenza sarebbe meglio per lui il contrario.

      l’orsetto della Valdegagna al momento è libero, anche se c’è stato grande movimento di elicotteri ieri pomeriggio e stamattina, e domani ne sapremo eventualmente di più.

      un amico mi dice di avere sentito che cercavano un cinghiale, e si è talmente impressionato che di notte lo ha sentito raspare dietro casa sua, ahaha.

      e grazie dell’apprezzamento, ogni tanto ce vo’…

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