Camilleri il grande (e Pirandello) – 343

forse è vero che Camilleri ha scritto un ultimo romanzo sul commissario Montalbano, che doveva uscire dopo la sua morte, ed ora lo leggeremo come forma di addio, mentre si apre la stagione stantia del fu vera gloria?

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la critica letteraria colta e sussiegosa ha sempre guardato con grande sospetto il suo straordinario successo letterario: 30 milioni di copie, un insulto sanguinoso ai cultori della buona letteratura che si leggono solo fra loro, come facciamo qui sul blog.

ma in Italia vi è una specie di monopolio dell’ottusità critica su quel che si scrive, che gode di un indiscusso monopolio fin dal mondo scolastico e da lì pretenderebbe di dettare legge anche fuori.

solo che per fortuna i lettori se ne fregano e lasciano i critici accigliati a discutere in maniera vagamente masturbatoria fra loro.

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una cosa insopportabile per questi critici è il successo di pubblico.

ora è vero che l’opinione pubblica è mediocre per sua natura, facilmente suggestionabile e quindi dovrebbe essere considerata un segnale di disvalore; ma uno scrittore che la aggancia compie quasi sempre qualche buona azione; solo che questo alla critica colta non interessa; è molto più attenta ai propri giochi di potere letterario.

ai critici è risultato insopportabile Dario Fo, e con orrore hanno sopportato il suo nobel, sul quale del resto è calata subito una specie di congiura del silenzio; e non parliamo ai critici, per favore, del milione di copie vendute in tutto il mondo dal Nome della rosa di Eco: vuoi mettere Horcynus Orca?

anche Pasolini fu guardato con sospetto, perché si permetteva di fare del cinema, cinema di poesia, che oltretutto era anche di successo: orrore!

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e non crediate che questo sia un fatto recente…, pensate all’ostracismo decretato a suo tempo contro Pirandello, che si permetteva di fare teatro, e anche lì venne un nobel, a provare a scuoterci da questa concezione elitaria e mafiosetta della letteratura, dove viene riconosciuta la grandezza soltanto di chi si intruppa in una scuola…

e Svevo, lo sgrammaticato?

e Collodi, l’immortale? l’unico che dopo Manzoni ha creato in un romanzo delle categorie tuttora attuali per l’interpretazione della nostra cultura nazionale, tanto che ci viene da citarlo quasi ogni momento per spiegare quello che accade tuttora attorno a noi? uno scribacchino mai preso in considerazione.

oh, Ungaretti, l’emblema di questa letteratura dei salotti e dei libri di scuola, come mai non ebbe il nobel?

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quindi eccoci anche a Camilleri, che ha fatto quel che prima di lui hanno fatto Manzoni, Verga, Collodi, Svevo: ha creato delle maschere immortali, dei personaggi che resteranno nell’immaginario collettivo per anni e ci aiuteranno a capire il mondo in cui viviamo secondo nuove categorie.

la grandezza più vera di uno scrittore di romanzi è questa: farsi leggere e insegnare un modo di guardare nuovo, che resterà nel tempo dopo di lui.

Camilleri ha scelto la via del giallo, come Simenon, e come lui ha creato un suo preciso e stilizzato modo di scrivere e un repertorio, continuamente ritornante, di situazioni, personaggi, maschere dell’Italia, anzi della Sicilia, che hanno definito da cartolina.

ma lo ha fatto, invece, con una ricchezza di registri, di sperimentazioni, di divagazioni anche in altri campi che lo consegna alla grande storia della nostra letteratura, quella che i critici vorrebbero ridurre alle cronache dei solipsismi da rivista letteraria.

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leggete Biografia del figlio cambiato, la vita di Pirandello reinventata da Camilleri, se non lo avete già fatto: un capolavoro.

e Pirandello era cugino diretto della nonna di Camilleri, che se lo trova davanti, da bambino, un giorno: passaggio di testimone?

“Alle tre del pomeriggio, bussano alla porta e mi trovo davanti un ammiraglio in grande uniforme che mi fa: cu sì tu? C’è tua nonna Carolina? Dicci una cosa, che c’è Luigino Pirandello che la vuole salutare”.

Io sugnu Nene Camilleri.

fu lì che nacque l’incredibile lingua letteraria dei romanzi di Montalbano?

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Cu-si-tu-Io-sugnu-Nene-Camilleri-Lo-scrittore-racconta-incontro-con-Luigi-Pirandello-0fae2f59-034a-4710-b563-33c7fd616ce0.html

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17 risposte a "Camilleri il grande (e Pirandello) – 343"

  1. I critici devono essere un po’ snob, senno che critici sarebbero?
    E non è vero che ci leggiamo solo fra di noi, è una esagerazione e lo sai.
    Diciamo che quando ci sentiamo frustrati dal mondo ci chiudiamo momentaneamente nella nostra bolla culturale, è solo un’attimo.
    Ultimamente sto leggendo Topolino anni 60 e 70.

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    1. approvo incondizionatamente le tue scelte di lettura recenti…

      la critica snob? va bene per gli snob. ma non per gli snob come me, così snob che vorrebbero una critica anche per la gente comune (che però purtroppo non legge, e dunque non ha bisogno di critica non snob) – io qualche volta ci provo, ad esempio commentando i film che mi hanno colpito per qualche motivo, a volte anche non di tipo estetico.

      quanto al fatto che ci leggiamo fra noi, vuoi i miei dati di ieri? 4 post scritti da me, 35 visitatori, 65 clic, che non è detto neppure che corrispondano ad una lettura di qualche post, tanto meno integrale: come vedi, non arrivo ad una media, e sottolineo media, di 9 visitatori per ogni post che scrivo.

      a questo punto non chiedermi chi me lo fa fare, perché non lo so, ma per fortuna di solito mi diverte, e in parte è un rito o una fissazione alla quale non so sottrarmi.

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  2. Camilleri è una pietra miliare nella storia letteraria del Novecento/inizio Duemila. La sua capacità affabulatoria è straordinaria, ancor di più a mio avviso la genialità nell’inventare un linguaggio. Chi l’ha contestato per avere rappresentato una Sicilia non più esistente e un siciliano macchiettistico, non ha colto la finalità della sua operazione letteraria: rappresentare l’essenza di una cultura che va oltre lo scorrere del tempo. Ha sublimato un realtà rendendola metarealtà, che è il massimo cui uno scrittore possa arrivare.
    E che dire di Camilleri e il teatro? Resta il suo primo e assoluto amore ed è lì che ha espresso secondo me il suo pensiero migliore. Non è un caso se tra gli autori contemporanei che amava in modo particolare ha collocato Eduardo De Filippo, altro grande dimenticato dai salotti buoni della critica.
    Grazie per il ricordo che hai scritto e che ho scoperto in seguito al suggerimento della cara Shera. Un incontro felice anche con il tuo blog.

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  3. Quello che posso dire di Camilleri e’ che in questi ultimi poco più che venti anni (che Montalbano tanto ha…) e’ stato una fonte di gioia nel grigiore post caduta.
    Grande merito a Sellerio… purtroppo ora passato anch’esso a Mondadori, se non sbaglio.
    I suoi personaggi ed il suo linguaggio rimarranno, almeno a noi che li abbiamo gustati, indimenticabili.
    L’altro giorno su #techetechete, il programma tappabuchi estivi di Raiuno che ripropone vecchi pezzi di televisione e musica (che nostalgia…) hanno tirato fuori un Laura Storm (Lauretta Masiero, ricordi?) sceneggiatura di… Andrea Camilleri!
    In biblioteca i suoi libri li ho tutti, non solo quelli di Montalbano ma anche i romanzi storici e gli altri, mi mancherà tantissimo e i critici possono rosicare quanto vogliono… in questo momento abbiamo degli altri buoni giallisti (ma definire Camilleri giallista e’ parecchio riduttivo) ma se non si fosse stato lui ad aprire la strada i vari Manzini, De Giovanni, Malvaldi, etc. non avrebbero avuto spazio…
    Il suo ultimo pezzo di Teatro, Tiresia, con quella voce arrochita dal fumo e dall’età, un’affabulazione di due ore, e’ stato fantastico. Il suo testamento, anche se avrebbe voluto morire in scena…

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      1. Grazie, non sono esperto ma appassionato si… Il successo ha tante spiegazioni in effetti, la sua Sicilia è bellissima (i luoghi più affascinanti del barocco, il mare…) tanto da aver creato addirittura un movimento turistico (Montalbano ha fans club in tutto il mondo! Incredibile) e secondo me, nel periodo della caduta degli ideali, i suoi personaggi umanissimi invece i suoi ideali li rispecchiano molto bene… un intellettuale senza la spocchia che spesso hanno gli intellettuali; un commentatore critico dell’attualità per bocca sempre dei suoi personaggi (basti come esempio l’episodio in cui Montalbano, dopo il G8 di Genova, avrebbe voluto dimettersi dalla Polizia ed i suoi collaboratori lo fermano: e che, vuoi darla vinta a quelli li?). Sono libero, diceva, perché non sono attaccato a niente tranne che agli affetti. Mi piacerebbe raggiungere lo stesso distacco…

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  4. Avrei voluto ricordare Andrea Camilleri e scrivere qualcosa per mia memoria ma tu mi hai preceduto con così grande dovizia di particolari piluccati qua e là che me hanno dato una grande emozione.

    93 anni e una lucidità di analisi invidiabile sul nostro malaugurato presente . TRISTEZZA.

    Shera 🌹

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      1. … e cmq essere sbertucciato (Salvini su Montalbano, quando Camilleri fu ricoverato poco tempo prima, quando, interrogato sull’uso del rosario di un politico, Camilleri rispose che provava, guardando, un senso di nausea, e il mitico capitone gli rispose: “Allora pensi a scrivere”).
        Ho visto al cinema Conversazioni su Tiresia, vale da solo tutti i suoi scritti.
        VIene da piangere x l’emozione.

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