lasciateli navigare – bortoblog 30

[…] Ieri l’altro nello stretto di Hormuz gli Iraniani hanno bloccato la petroliera Stena Emperor (inglese) per violazione del diritto del mare – formalmente – per non avere prestato aiuto ad una imbarcazione da pesca (iraniana), che aveva chiesto soccorso!!!
Adesso pf non cominciamo a “entrare“ su motivazioni dei vari protagonisti!!
Che ve ne sembra???
(Prevedo compiaciuto il diluvio di commenti – garbati pls!)

https://aldoanghessa.org/2019/07/21/ahhhhdiritto-marittimo/

GettyImages-1140242765

corpus05 22 luglio 2019 alle 07:53
veramente la tua spiegazione del fermo della petroliera per violazione degli obblighi di soccorso verso navi straniere, si intende, non trova riscontro nelle notizie della stampa, né nostra né tedesca: o sei capzioso, ahaha, oppure hai altre fonti di informazione riservate.
leggo che la petroliera sarebbe stata fermata, a quel che dicono gli iraniani, principalmente per avere urtato un peschereccio iraniano e secondariamente per non averlo soccorso; e per fortuna non ci sono stati morti, altrimenti avremmo un’altra rottura infinita di marò per anni – inglesi, in questo caso.
– a proposito, la tua affermazione che la petroliera dei marò sia stata fatta rientrare nelle acque indiane è sbagliata: fu fatta rientrare in porto – indiano –, ma che fosse già nelle acque indiane al momento dell’uccisione dei due sventurati pescatori sembra a me abbastanza accertato. –
ovviamente si ripete anche ora per lo stretto di Ormuz la disputa su quali fossero le acque su cui navigava la petroliera al momento.
ma è anche abbastanza sicuro, e gli iraniani stessi lo ammettono quasi apertamente, che si tratta più che altro di una bufala iraniana per coprire una ritorsione al fermo due settimane fa di una loro petroliera a Gibilterra da parte degli inglesi, perché trasportava petrolio a Beirut, violando un embargo dichiarato unilateralmente da loro peraltro.
a proposito: dove era l’Anghessa allora a prospettare violazioni del diritto marittimo internazionale di fronte a questa azione chiaramente lesiva della sancita libertà del commercio marittimo?
e dove è ora a stigmatizzare le ipocrisie della solidarietà occidentale, anche europea, agli inglesi?– se volevi polemiche, eccoti servito, anche se non credo siano quelle che ti aspettavi.
buona giornata.

Anghessa 22 luglio 2019 alle 09:23
Io ho scritto proprio per aprire un dibattito (non il solito bla bla – rumoroso e… confuso!)
A) la nave ITALIANA: avrebbe aperto il fuoco in acque internazionali – e sarebbe entrata in acque indiane dopo “inviti“ ma con AUTORIZZAZIONE del GOI!!
B) parlando della nave INGLESE arrembata dagli iraniani – la motivazione è stata di mancato soccorso!! – “formale”
– Quando si “dibatte“ si ARGOMENTA… non si polemizza a priori!…

corpus05 22 luglio 2019 alle 10:39
se ti pare che non abbia argomentato, che cosa intendi per argomenti?
e se credi che mi piaccia la polemica a priori…, direi che mi conosci poco: avevo anche deciso di lasciare perdere, ma poi ho visto il commento che invocava quasi delle critiche e non volevo lasciarti solo, ahaa.
dunque, replica:
a) il punto non è troppo pertinente, ma andrei molto cauto se fossi in te nel sostenere che i nostri marò, nell’Oceano Indiano, hanno aperto il fuoco in acque internazionali; questa è la tesi italiana, mai dimostrata, e fa parte dell’italica abitudine ad arrampicarsi sugli specchi: in tanti anni nessuna prova convincente è stata portata; anzi, risulta abbastanza chiaro che erano fuori dalle acque territoriali strettamente intese, ma comunque ancora entro l’area di pertinenza in cui vale comunque la legislazione locale, indiana, in questo caso.
b) la motivazione formale del blocco della nave inglese – stiamo pure a questo aspetto soltanto – è duplice: speronamento di una barca da pesca e mancato soccorso; giustamente il paragone va piuttosto ai nostri marò che non a navi battenti bandiere straniere, come hai fatto tu.
c) rimane comunque fuori discussione che tutte le norme internazionali prevedono l’obbligo del soccorso in mare, e dunque l’Italia, in questo momento, è uno stato fuorilegge, per via del suo governo, e meriterebbe delle sanzioni internazionali: come nel 1935, quando invase l’Etiopia, giusto per ricordare altri comportamenti palesemente contrari al diritto delle genti e all’umanità.
ciao.

Anghessa 22 luglio 2019 alle 11:03
Ecco un esempio “palmare“ di come “polemizzare” distrae, conduce ad esaminare o pontificare – su dettagli – perdendo la possibilità di contendere – su principi, errori, distorsioni… distrazioni strumentali.
Io – errando – (perché “semplificavo”) segnalo tre vicende attuali – diverse:
la È. Lexie, con tutte le contraddizioni. …!
la petroliera iraniana (Gibilterra), la petroliera inglese (Hormuz),…….
la S. Watch e capitano Carola.
Non entro – salvo su elementi generali – nel merito della applicazione “strumentale” del Diritto Marittimo.
Su queste contraddizioni – propongo – di polemizzare (che è argomento interessante).
saluti

corpus05 22 luglio 2019 alle 11:59
siccome, rettificando alcuni aspetti minori meno importanti secondo il mio punto di vista, ti ho dato ragione sul punto fondamentale, non riesco a “polemizzare” oltre.
“rimane fuori discussioni che tutte le norme internazionali prevedono l’obbligo del soccorso in mare”.
su questo siamo d’accordo, credo; sui dettagli abbiamo già fatto le pulci: dunque, buona giornata!

Anghessa 22 luglio 2019 alle 12:55
No polemiche!!
Poi speravo numerosi interventi…
vergogna tutti al mare!!!! (in pedalò )…

. . .

comincia così la settimana dei miei commenti sui blog altrui, e vedremo come proseguirà.

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https://sdallagata.wordpress.com/2019/07/27/aneddoto-non-buonista-sul-perche-i-social-centrano-fino-ad-un-certo-punto/

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Ora dove sei? – Bella, Mosca. Sí, bello tutto

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Tanti auguri Guido! Rileggiamo il pamphlet incendiario di Piovene, “Contro Roma”. La capitale italiana? Un errore scegliere l’Urbe, “la vetrina vistosa dei vizi nazionali”

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Peschereccio Accursio Giarratano!

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https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/07/25/in-una-scuola-piu-avanzata-divertendoli/

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https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/2019/07/24/e-se-lei-fosse-un-angelo/

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Bibbiano, Camilleri, guerra sporca del giornalismo, “Besprizornye”, ovvero: un istante prima dell’istant book. Nell’epoca della paranoia social e del pettegolezzo politico non esistono più le notizie, vincono le chiacchiere

la fragilità italiana, con quel suo strategico ricorrere alle “psicosi di massa costruite a tavolino” per giustificare e insabbiare la verità più oscena e eclatante: l’evidenza di non vivere in uno stato compiutamente di diritto.

to be continued…


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