coca e Nutella: lui si fa? o sono gli italiani strafatti? – 352

Una soffiata ha portato all’arresto di un 26enne, nel garage del quale sono stati trovati settantatré piccoli pacchetti contenenti cocaina. Erano nascosti in un barattolo di Nutella. 

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sempre sopra le righe, sempre isterico, sempre volgarissimo e incredibilmente burino: un mito!

ritratto di un paese che in qualche decennio si è trasformato ampiamente in un posto difficilmente vivibile e che sui media per anni ha dato la parola soltanto a gente fuori di testa: strafatta di coca e altre porcherie, oppure tale da sembrarlo per natura propria.

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ma intanto, bene occultate dal delirio isterico di massa, avvengono degenerazioni profonde.

al Senato, dove questa maggioranza farlocca – che è tale soltanto per lo sparpagliamento complice delle opposizioni – si regge al momento su due voti, decide di assegnarsene un terzo, attribuendo all’Umbria un senatore a 5Sedie che non venne eletto in Sicilia per mancanza di can-didati!

ovviamente la decisione è totalmente contraria alla Costituzione e sto aspettando di vedere come e da chi verrà bloccata; e soprattutto quando, visto che oramai abbiamo una Corte Costituzionale che tergiversa pacifica oramai da qualche anno sulla legge elettorale; del resto è oramai travolta anche lei dalla incostituzionalità, per la parte delle nomine compiute negli anni dai parlamenti incostituzionali.

in ogni caso, valga quel che vale ricordarlo, l‘art. 57 della Costituzione dice:
Il Senato della Repubblica e` eletto a base regionale […]

quindi ogni futura decisione del Senato, presa con un senatore della Sicilia eletto in Umbria, è da considerare illegittima, non bastassero altri motivi per rifiutare di riconoscere legittimità alla Camere attuali, a partire dalla impossibilità degli elettori di scegliersi i rappresentanti.

perfino quelli che sono come il cocainomane reale o virtuale di cui sopra.

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la violazione della Costituzione è al centro anche della riforma della giustizia del ministro Bonafede, che è naufragata in queste ore, ma non su questo punto, che pare invece condiviso dai due alleati di governo.

si prevede infatti che i membri del Consiglio Superiore della Magistratura vengano eletti, per la parte che spetta alla magistratura indicare, in una rosa di giudici estratti a caso.

soluzione decisamente bizzarra per due motivi.

il primo è formale, se volete, ed è l’art. 104 c. 4 della calpestatissima nostra Costituzione:
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie.

tra gli appartenenti significa tra tutti gli appartenenti; non è scritto tra appartenenti, che consentirebbe invece la scelta limitata ad alcuni.

ma la conoscenza precisa della lingua italiana vacilla da tempo in questo paese.

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il secondo motivo di critica è però sostanziale: perché se scandali recenti, uno più grave dell’altro, rivelano che una parte importante della magistratura è corrotta e collusa con chi gestisce il potere politico, e dunque si elegge anche rappresentanti della stessa risma, il problema lo risolvi non con l’estrazione a sorte, che per legge statistica non cambia per nulla la struttura della rappresentanza, ma ESPELLENDO dalla magistratura i corrotti documentati, senza spostarli, invece, al massimo ad altra sede, come avviene adesso.

la vera riforma della magistratura è la possibilità concreta di licenziare dal servizio attivo i giudici corrotti e anche quelli incapaci: forse al terzo errore giudiziario documentato un giudice dovrebbe essere tolto dai tribunali e messo a fare l’amministrativo in qualche ufficio: forse bisognerebbe liberarsi dall’idea che si fa attivamente il giudice a vita, anche quando si dimostra in tutti i modi di essere radicalmente inadatto a farlo.

ma basterebbe introdurre il principio, prima ancora di applicarlo, per rendere i giudici più circospetti e responsabili.

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terzo punto: sta per essere definitivamente approvata la riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, ma senza eliminare né ripensare il bicameralismo.

scelta altrettanto stupida, dato che si mantengono due parlamenti con le stesse funzioni, ma riducendone i componenti, così da farli funzionare peggio.

ma soprattutto è infernale la combinazione di questa riforma con l’attuale legge elettorale; cosa di cui nessuno parla, tale è la voglia della nostra classe dirigente di consegnarsi all’uomo forte, e si piglia quel che passa il convento, purché ce ne sia uno.

solo di sfuggita un esperto ha notato che la legge elettorale attuale, ampiamente maggioritaria, combinata con le nuove circoscrizioni elettorali ridotte consegnerebbe alla destra di Salvini una maggioranza parlamentare prossima ai due terzi, con possibilità perfino di riscrivere la Costituzione.

questo dovrebbe portare, almeno, a modificare la legge elettorale: una riforma proporzionalista, da ancorare in Costituzione.

l’esperienza di questi anni dimostra quanto sia pericolosa la situazione attuale che affida la legge elettorale, il fondamento ultimo della democrazia, alle maggioranze elettorali del momento.

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ma a voi pare che ci sia la minima attenzione di massa, sollecitata da media responsabili, a questi aspetti?

ma no, dai, meglio parlare di bambinate come l’uso occasionale di una moto d’acqua della polizia da parte del figlio minorenne di Salvini!

ottima trovata per far dimenticare che è a spese dello stato che Salvini si porta in giro per il mondo e Mosca i galoppini della Lega che devono trattare tangenti di milioni!

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oh, oppositori deficienti! ma le studiano a tavolino per portargli consensi e simpatia?

oppure sono io che non capisco più niente:

ministro strafatto si suo che agisce ogni momento come un cocainomane che abbia messo la coca nella Nutella, la sua linea politica è autolesionismo puro (voglio vederti ad aumentare il PIL se blocchi l’immigrazione, cioè diminuisci e invecchi la popolazione!), oppositori o finti tali che si comportano come bambini, disattenzione generale sui temi che contano davvero.

forse oramai il problema non è questo o quel ministro, ma che una parte importante di questo paese è mentalmente strafatta.

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serve una dittatura, magari dolce e non dichiarata?

questa è una tabe antica nel nostro paese: anche cinquecento anni fa, quando l’Italia era il centro economico e religioso d’Europa, non rimase altro che spezzare il monopolio del suo controllo religioso e lasciarla conquistare dagli stranieri, visto che il paese era incapace di governarsi da sé, lacerato da insanabili lotte intestine.

quindi anche oggi qualcuno salvi l’Italia da se stessa, se a qualcuno può ancora interessare farlo; ma forse più semplice e comodo è soltanto spolparci, visto che non siamo più il centro del mondo (anche se non ce ne siamo ancora accorti).


18 risposte a "coca e Nutella: lui si fa? o sono gli italiani strafatti? – 352"

  1. @ fla 7 agosto 2019 alle 14:35
    quello che mi fa pensare che tu dai qualche possibilità alla scimmia è che consideri la storia come un processo razionale dove vari attori mettono in gioco le proprie abilità piegando il corso degli eventi in una o l’altra direzione. Per me è un processo inconscio, irrazionale, al pari delle azioni che si compiono in caso di pericolo, del tutto fuori dal controllo. La parte cosciente si ritrova come passeggero su un treno sparato a piena velocità verso l’ignoto.

    rispondo che ancora non mi riconosco nella tua descrizione della mia idea della storia: anche io, come Schopenauer, considero Hegel il più grande ciarlatano filosofico della storia per avere identificato la storia col trionfo della Ragione, o dello Spirito, come diceva lui.

    solo in un senso la storia umana è razionale nelle sue radici (anche se il caso ne determina molte svolte, come del resto in tutta l’evoluzione biologica): che, una volta che la colleghiamo alla biologia, la sua direzione di sviluppo di fondo è calcolabile razionalmente, cioè in un modo abbastanza scientifico.

    insomma l’autodistruzione della specie non è né una manifestazione dello Spirito assoluto che attraversa la storia, ma neppure l’effetto di mutazioni casuali: è iscritto nel DNA stesso della specie se vengono meno alcune condizioni di fatto che la inibivano.

    in questo senso la storia è razionale: che l’autodistruzione della specie, appena possibile, è prevedibile; non razionale è solo il come esattamente e il quando.

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  2. Posso chiederti come valuteresti l’errore giudiziario del giudice? Ho per altro paura che una tale scelta paralizzi definitivamente la nostra giustizia, spingendo molti all’inazione per paura di essere coinvolti in procedimenti disciplinari o addirittura legali. Lo vedo succedere nella sanità.

    P.S.: le opposizioni possono solo “alimentare” Salvini, perché sono convinti che, costruendolo come mostro, possano proporsi come “il meno peggio”. Non sta funzionando, ma che altro può fare il PD, che sui diritti del lavoro, per dire, è pienamente in linea con Salvini?

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    1. potrei farti un esempio personale…

      sono stato condannato come preside in primo e secondo grado per abuso d’ufficio (su denuncia della mia ex-moglie e ai danni di mia figlia, alunna della mia scuola!!!) e assolto in Cassazione senza rinvio, perché per condannarmi avevano dolosamente applicato una legge successiva sull’obbligo di astensione (il tutto, credo io, per un presunto sgarbo fatto alla moglie del procuratore capo della Repubblica, docente della mia scuola): nella sentenza c’era scritto che il comportamento del Tribunale era inspiegabile e che il mio comportamento non aveva affatto danneggiato mia figlia.

      a Catania, presidente di commissione di esami di maturità, venni convocato, sempre dal Procuratore capo, nel suo ufficio: voleva chiedermi perché non intendevo dare 100 a sua figlia; questo non sarebbe un errore giudiziario, ma un motivo sufficiente di allontanamento dalla magistratura sì.

      anni fa dal mio assicuratore seppi che diversi magistrati evitavano di pagare le rate dell’assicurazione dell’auto, forti della loro posizione…

      ma veniamo a casi specifici: il caso di Amanda Knox: un’accusa costruita su pregiudizi…

      la tua critica è giusta, ed è un problema che mi pongo anche io, e il pericolo che indichi è reale, anche se qui l’errore sta tanto in una condanna infondata quanto in una assoluzione facile; tuttavia è evidente che le maglie disciplinari della magistratura sono troppo larghe: Palamara!

      io ho indicato tre errori come limite, magari possiamo anche dire tre errori in un quinquennio, e possiamo anche precisare meglio la natura di questi errori, in maniera da renderli il più oggettivi possibili; e comunque rimettere la valutazione degli errori al Consiglio Superiore della Magistratura e non ad altri.

      aggiungo che non prevedo il licenziamento in assoluto, ma la perdita della funzione e la destinazione ad altri compiti…

      insomma, non sono in grado di entrare troppo nel merito: tuttavia in tutto il pubblico impiego, e anche nella magistratura, la valutazione obiettiva di meriti e demeriti è carente.

      a proposito di sanità: mia madre anni fa si dovette fare un mese di ospedale e rischiò grosso per gli errori del medico del pronto soccorso: il figlio di un barone, noto col nomignolo di il Mongoloide, tra gli addetti ai lavori.

      dovrà pure esserci un modo per colpire gli abusi evidenti senza mettere a rischio le persone per bene e quelli che sbagliano entro i limiti dell’umano e non del perseverare diabolico…

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      1. Mi sembra che sussista ancora un problema di definizione:i casi personali che tu citi non sono errori giudiziari, ma reati; per quanto riguarda il caso Knox, ad esempio, come si fa a capire dove finisce la discrezionalità ed inizia l’errore?

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        1. be’, il mio primo esempio autobiografico, mi sembra invece un esempio indiscutibile di errore giudiziario, clamoroso ed evidente: condannare qualcuno in base ad una legge non ancora vigente (atto putiniano, direi), ammesso e non concesso oltretutto che quella legge giustificasse la condanna – dato che era arbitrario anche questo.

          questo direi che è un caso tipico che, se ripetuto almeno tre volte (in un quinquennio? – ma allora quattro in un decennio, e via scalando), giustifica la destinazione di quel magistrato a compiti non giudicanti; sì, questo mi pare un caso canonico e da manuale, che potrebbe facilmente essere formalizzato in una norma.

          poi è vero che mi sono allargato un po’, ma soprattutto per dimostrare che la situazione attuale di impunibilità crea delle distorsioni molto forti in certa magistratura: e hai ragione di dire che questi sono reati.

          ma allora stabiliamo anche, con una ulteriore norma, che un magistrato che compie reati – magari escludendone alcuni bagatellari, ma non esclusi, ad esempio, l’evasione fiscale o l’abuso edilizio – decade semplicemente dal ruolo: non va ad occuparsi di amministrazione, dove potrebbe egualmente delinquere, ma proprio cambia mestiere del tutto.

          la situazione più complicata è quella degli errori giudiziari veri e propri in campo penale: lascerei la valutazione specifica al Consiglio Superiore della Magistratura: ma ci sono casi, come quello della Knox o delle maestre di Rignano (o di Brescia) che gridano vendetta: dove il magistrato inquirente ha dimostrato di essere incline alla caccia alle streghe e a usare la funzione giudiziaria per alimentare i peggiori pregiudizi popolari.

          però questo è soltanto un libero giudizio personale: un organo collegiale dovrebbe riuscire a valutare dove si tratta di libero, ma giustificabile convincimento, anche se alla fine rivelatosi errato, e dove invece di incapacità organica di giudicare obiettivamente di una mente accecata da pulsioni irrazionali.

          in ogni caso servirebbe una norma che in ogni caso di giudizio finale di un processo difforme dai giudizi intermedi, questi possano essere sottoposti a verifica da parte di un organo collegiale della magistratura stessa.

          certo che, quando la Cassazione annulla una condanna o un’assoluzione dicendo che è illogica, qualche conseguenza su chi ha steso quella sentenza, quanto meno in termini di verifica del livello di assurdità, dovrebbe esserci, e forse in questi casi potrebbe essere la Cassazione stessa a sollecitarla, se la giudica necessaria, per malafede o incompetenza evidenti.

          pericoloso? forse sì, non me lo nascondo neppure io, e soprattutto per il rischio di un ulteriore irrigidimento corporativo che porti a non rivedere sentenze sbagliate per paura di danneggiare i colleghi con la toga; però forse meno pericoloso della situazione attuale, sino a prova contraria.

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          1. Ma se tu avessi potuto dimostrare che davvero quella norma era stata utilizzata in modo dolosamente insensato, non saremmo più nel campo dell’errore: saremmo in quello del reato di altro tipo. Qualcosa che dovrebbe essere punito per forza con l’esclusione dai pubblici uffici, e non solo.

            Riguardo il resto… temo che la maggior parte dei nostri concittadini, piuttosto che temerli, PRETENDA dei giudici inclini alla caccia alle streghe.

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            1. già, ma dimostrare il dolo sarebbe stato praticamente impossibile; tutt’oggi non è altro che una mia ipotesi, legata alla sospetta successione dei tempi…; invece la dimostrazione di un errore tecnico è facile, fondata com’è su elementi oggettivi.

              per questo occorre dare peso agli errori tecnici, indipendentemente dal fatto che siano stati fatti volontariamente oppure no.

              certo, molti cittadini vogliono una caccia alle streghe, a condizioni che le streghe siano gli altri 🙂 ; e tuttavia su una proposta di questo tipo non dovrebbe essere impossibile avere l’appoggio anche della destra.

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    1. questo, purtroppo, lo sapevo già: me l’ha spiegato il mio medico…

      e infatti sono a dieta…

      sarà per questo che mi pare di essere un po’ più lucido della media italiana?

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        1. d’accordo con te: il singolo dissidente o anche piccoli gruppi di dissidenti, anzi, DEVONO essere isolati.
          le culture umane infatti si dividono in due gruppi: uno, piuttosto piccolo e circoscritto nell’area dell’Europa di N-W, dove si sviluppò la riforma protestante, che apprezza l’autonomia individuale (cominciarono allora esaltando la lettura diretta della bibbia, che il cattolicesimo giudicava anzi un peccato) e la grande massa delle culture umane, dove in vario modo e con varia durezza si apprezza invece e si cerca di diffondere il conformismo.
          l’Italia, come i paesi cattolici, appartiene di più a questo secondo gruppo, anche se ha l’abitudine di ammettere, entro certi limiti, la trasgressione dell’artista.
          per questo la domanda su che senso abbia scrivere un blog è diventata per me come la preghiera del mattino, e qualche mattina, da qualche tempo, la risposta è: nessuno!

          sulla tua prima frase ti faccio invece le pulci: la massa non decide mai: si chiama massa perché subisce ed è priva di forza propria, tranne che quella dell’inerzia: la massa non decide, è decisa…

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          1. la massa invece decide eccome. Decide da chi vuole essere guidata e sotto quale forma. La maggioranza degli italiani vorrebbe infatti essere al posto di Berlusconi, Salvini, Renzi o Di Maio. Non stanno scegliendo chi meglio potrebbe guidarli e chi potrebbe meglio difendere i loro interessi… è più come guardarsi allo specchio e chiedersi chi voglio essere.
            Vale per tutti i popoli. Se guardi gli americani, russi o cinesi è la stessa cosa. I loro leader ne sono l’espressione… magari non sono per nulla i migliori.
            Le masse decidono, soprattutto nell’era di Internet. Chi sarebbe Bezos se non l’espressione di un desiderio?

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            1. non sono d’accordo con te: io ricordo bene come erano gli italiani quarant’anni fa: un popolo completamente diverso!

              poi sono venute le televisioni commerciali e Berlusconi, che per anni ha pian piano costruito il popolo che voleva lui e che alla fine lo ha anche voluto come leader: convinto di averlo fatto liberamente, oltretutto!

              il cervello umano è facilmente plasmabile, soprattutto nella sua dimensione di massa; i poteri di turno hanno specialisti a disposizione che permettono loro di farsi scegliere dalle masse: del tutto liberamente, come è ovvio!

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              1. magari hai ragione tu. A me pare però che i mostri abbiano origine nella natura inconscia e nei desideri più o meno espliciti delle generazioni precedenti. È anche vero che i mostri una volta creati cercano di sopravvivere ed alimentano i fondamenti su cui sono stati generati.

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                1. commento impegnativo, ti rispondo, magari non del tutto a proposito (in apparenza).

                  le generazioni precedenti non sono un tutto unico; potrebbero avere, anzi certamente hanno, dei punti in comune senza saperlo, legato allo spirito dei tempi, ma poi sono normalmente distinte in gruppi diversi con idee diverse: a meno che non vivano sotto dittature, anche formali o soltanto di fatto, in tempi un cui dominano forme di pensiero unico.

                  quindi non riconosco proprio autore dei mostri del presente, dato che il potere lo hanno sempre avuto quelli contro il cui modo di vivere lottavo, in nome di valori diversi.

                  nella generazione degli anni Cinquanta e Sessanta alla quale appartengo tutti avevano in comune l’idea di un progresso in atto dell’umanità – anche se poi erano diversi i modi in cui ciascuno lo intendeva: per alcuni era soltanto un nuovo benessere, che sarebbe facilmente diventato consumismo; per altri era magari invece la fine della segregazione razziale o delle discriminazioni contro le donne o della repressione sessuale; e negli anni Cinquanta era chiaro che questo progresso ce lo si doveva sudare con duro lavoro.

                  fu verso la fine degli anni Sessanta, col Sessantotto, che il progresso in cui alcuni credevano assunse chiaramente la forma della ribellione contro il cosiddetto autoritarismo: per alcuni fu la contestazione del semplice principio di autorità, per altri fu l’inizio delle lotte per i diritti umani.

                  eravamo minoranza anche in quegli anni, ma una minoranza molto attiva; a noi si opponeva la cosiddetta maggioranza silenziosa, la stessa che è al potere oggi, solo che adesso ha imparato a strepitare, anche grazie ai nuovi social media di internet.

                  la palude stava quieta, per vedere dove andava a finire, senza compromettersi, pronta a buttarsi dalla parte del vincitore, come ha sempre fatto.

                  questo ci ha dato per anni l’illusione di poter conquistare facilmente consenso e potere; eppure avrebbe dovuto metterci in guardia che il popolo di cui ci sentivamo i paladini, andava in quegli anni a vedere in massa i film come Pierino e la supplente: era viscido già allora, ma noi non sapevamo cogliere i segnali.

                  quando nel 1978 Moro provò ad associare al governo la sinistra del Partito Comunista Italiano di Berlinguer, fu ammazzato in un intrigo ottimamente gestito dalla CIA, che ebbe anche il vantaggio secondario di creare paura del terrorismo rosso e di cominciare a spingere l’opinione pubblica a destra: movimento che da allora non si è sostanzialmente mai fermato.

                  ma l’idea di progresso cominciò ad essere messa in crisi già dal 1973, quando uscì quel libro fondamentale che fu I limiti dello sviluppo, che previde per l’inizio del nuovo secolo (e millennio) il crollo della civiltà industriale avanzata, per il peso dell’inquinamento e dell’esaurimento delle risorse: non previde allora l’effetto serra, perché non lo si conosceva bene ancora, la sua previsione fu rallentata da scoperte e innovazioni, ma sostanzialmente quel libro di quasi cinquant’anni fa ci vede di fronte agli stessi problemi che aveva previsto.

                  finita questa lunghissima premessa, torno alla tua osservazione: lo sfascio del presente è l’effetto dei mostri creati dal passato?

                  è frutto dell’idea di progresso, questo certamente sì, ma è anche frutto del suo fallimento.

                  è frutto dell’idea del benessere facile, questo sì.

                  è frutto del rifiuto del principio di autorità, questo anche.

                  ma poi è frutto della paura e della rabbia e della voglia di menar le mani, ma senza farsi male… – e questo merito lo lascio tutto alle generazioni presenti, o meglio a quella sua parte, fortemente maggioritaria che urla e strepita per farlo, sembra vincente e raccoglie consenso per il silenzio degli oppositori.

                  ma forse stanno facendo lo stesso errore di valutazione che facevamo noi nel Sessantotto: di pensare che la palude sia stabilmente dalla loro parte; ciò non toglie che loro hanno il potere, e noi allora no; del resto il potere lo avevano anche allora.

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                  1. questa volta non volevo dare la colpa alla tua generazione. Semplicemente oggi ci sono tanti giovani che combattono per via di problemi che riguardavano ingiustizie subite dai nonni… che non ha alcun senso. Leggevo infatti che la Polonia potrebbe pensare di chiedere risarcimenti alla Germania. Ma anche se i tedeschi fossero colpevoli… lo erano quelli di un secolo fa, non quelli di oggi.

                    penso che la principale differenza nelle nostre posizioni sia una. Tu vedi la storia come un percorso razionale dove i singoli personaggi per via della loro personalità hanno plasmato l’andamento generale delle cose. Io invece ritengo che la storia sia indifferente, cioè che dipenda dalla parte inconscia dei singoli che si rafforza nel gruppo. Ad esempio: Se non fossero esistiti i nazisti la 2 Guerra Mondiale sarebbe avvenuta ugualmente. Era l’idea della vendetta che inconsciamente veniva alimentata da chi aveva perso la prima guerra..
                    Sai quale idea viene rafforzata quando le risorse scarseggiano e l’ambiente diventa ostile? Farsi spazio a discapito di qualcun altro. Inutile dirti come andrà a finire.
                    Però qua sta il punto. Nessuno vuole sostenerlo apertamente, per cui vengono scelti per guidare le nazioni quelli in grado di fare gli “errori necessari”. Infatti in giro per il mondo tutti stanno facendo mosse fino a poco tempo fa impensabili.
                    Mettiamola così, se avrai ragione tu significa che forse troveremo un modo per combattere i cambiamenti climatici, nel caso contrario finirà come tutte le altre volte in situazioni analoghe… a baionette.

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                    1. ora che hai chiarito che non volevi dare la colpa alla mia generazione, ma soltanto ad una parte della mia generazione, o forse alle idee inconsce che attraversavano tutta la mia generazione, e anche coloro che erano su posizioni diverse, tanto che si combattevano fra loro, quasi tutto il mio commento di sopra diventa inutile

                      ma poi tu dici che le generazioni attuali a torto pagano le colpe delle precedenti.
                      se il discorso si mantiene su un piano giuridico non fa una grinza, sul piano individuale – è da un bel po’ che abbiamo superato il principio che le colpe dei padri ricadono sui figli; ma su quello collettivo?
                      ma se guardiamo alla vita sociale, chi vive oggi, vive in un mondo che è stato plasmato dalle generazioni precedenti, anche se magari in un modo che non gli piace; ma non c’è alternativa possibile: sul piano collettivo le colpe dei padri ricadono SEMPRE sui figli,.

                      su tutto il resto, poi, la penso esattamente come te, e l’hai detto molto bene; che cosa ti fa pensare che io la pensi diversamente? che cosa ti fa pensare che io creda che la scimmia umana riuscirà a fermarsi e a fermare l’effetto serra (per quella parte che dipende da lei…)?

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                    2. quello che mi fa pensare che tu dai qualche possibilità alla scimmia è che consideri la storia come un processo razionale dove vari attori mettono in gioco le proprie abilità piegando il corso degli eventi in una o l’altra direzione. Per me è un processo inconscio, irrazionale, al pari delle azioni che si compiono in caso di pericolo, del tutto fuori dal controllo. La parte cosciente si ritrova come passeggero su un treno sparato a piena velocità verso l’ignoto.

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