viva l’hard brexit, contro la volontà del parlamento inglese – 359

l’attuale parlamento inglese si è espresso varie volte contro una brexit senza accordo, anche se poi ha sempre anche respinto gli accordi effettivamente raggiunti con l’Unione Europea.

ora che il nuovo primo ministro Johnson, brexiter acceso, ha promesso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea la notte di Halloween, cioè alla mezzanotte del 31 ottobre, e la sua maggioranza in parlamento si è ridotta ad un deputato, grazie ad un’elezione suppletiva, sembrerebbe che le sue siano parole al vento, delle quali non preoccuparsi.

e invece…, il diavolo si nasconde nei dettagli, sentite un po’.

. . .

come capo del governo in carica, Johnson può prendere tutti i provvedimenti preparatori dell’hard brexit, anche contro la volontà del parlamento.

infatti attualmente il parlamento inglese è chiuso per ferie e riaprirà il 3 settembre.

immaginiamo che quel giorno qualcuno (il Partito Laburista?) chieda di votare la sfiducia al governo, che questa votazione si svolga immediatamente il 4 settembre e che Johnson non ottenga la maggioranza dalla Camera dei Comuni: secondo le convenzioni che regolano la vita politica inglese, al posto di una Costituzione, che non c’è, ha 14 giorni di tempo per provare a formare un nuovo governo e riconquistare una maggioranza.

se non ci riesce, eccoci al 18 settembre: a questo punto Johnson deve sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni; sceglie la data il giorno 19 e scioglie il Parlamento il 20.

per preparare le nuove elezioni servono almeno 25 giorni, e quindi la prima data utile sarebbe il 13 ottobre, ma siccome nel Regno Unito si vota al giovedì, in concreto poi si potrebbe votare il 17 ottobre; ma Johnson può fissarle anche al 31 ottobre, il giorno stesso della brexit; che trovata splendida!

ma mettiamo anche che anticipi nella settimana intermedia, al 24 ottobre; è evidente che non ci sarebbero i tempi tecnici per la proclamazione degli eletti e la formazione di un nuovo governo (ammesso e non concesso che non sia ancora il suo, considerando il sistema elettorale inglese…) né tantomeno per decidere una nuova linea politica sulla brexit.

. . .

ma perfino se tutte queste difficoltà fossero superate e un nuovo governo diverso dal suo si formasse in tempo all’ultimo minuto per bloccare la brexit, come potrebbe poi farlo concretamente davvero?

solo chiedendo una nuova proroga…

ma, insomma, tutto sta coincidendo per rendere l’hard brexit praticamente inevitabile…

. . .

nel frattempo la brexit ha smesso di essere una vaga parola d’ordine locale, per niente preoccupante, in fondo, se gestita in modo ordinato e consensuale, ed è diventata anche una precisa scelta sostenuta da Trump in funzione anti-europea, assieme ai dazi che stanno cominciando a incrinare l’economia tedesca, e dunque anche la nostra, visto che produciamo molto per l’industria automobilistica tedesca…

certo, una hard brexit significherebbe il ristabilimento di dazi tra Inghilterra e Unione Europea, e non è il massimo per nessuna delle due parti in causa, ma in particolare per gli inglesi; però Trump promette al Regno Unito un accordo commerciale di libero scambio, alternativo all’integrazione economica europea; 

ma Johnson riuscirà a chiudere l’accordo con Trump nei tre mesi scarsi che restano? Trump non sta rinunciando a porre condizioni capestro.

il suo slogan elettorale è stato prima l’America, non prima gli anglosassoni.

U.S. President Donald Trump pats British Foreign Secretary Boris Johnson on the back as they participate in a session on reforming the United Nations at U.N. Headquarters in New York
REUTERS/Kevin Lamarque

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in ogni caso allora la brexit sta cambiando di significato:

da ritiro dall’Unione Europea di uno stato membro che non ci ha mai creduto ed ha sempre agito contro ogni proposta di integrazione, si sta trasformando in una delle principali manifestazioni di autolesionismo irrazionale di un’umanità che sta scivolando in un terrore arrogante e cieco…

oltre che in uno strumento americano di logoramento dell’economia europea per riportare il continente sotto il proprio controllo, che negli ultimi anni si era allentato.

chissà quanti se ne stanno rendendo conto…

 

 

 

 


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