il mondo sessualmente perfetto di Donald Trump – 374

la storia inizia in un modo molto semplice e perfino banale, particolarmente adatto a questo punto ponte di Ferragosto.

siamo negli USA e nel 2007 un uomo comincia a lavorare in una società di pompe funebri: lo chiamerò Egidio: non è il suo vero nome, per rispetto della sua privacy, e vi dirò poi perché.

nel 2013 quell’uomo decide di cambiare sesso; diciamo che vuole diventare Egidia, e lo comunica a quella società, che a questo punto decide di licenziarlo.

ne è nata una causa, che finora in tribunale ha visto dar ragione alla nuova Egidia: infatti vi è una legge del 1964, negli USA, il Civil Rights Act, che vieta, con l’art. 21, 6, 2, la discriminazione sul posto di lavoro in base al sesso – oltre che su base etnica:
Sarà una pratica di lavoro illegale per un datore di lavoro respingere o rifiutare di assumere o licenziare qualsiasi individuo, o comunque discriminarlo rispetto al suo compenso, ai termini, e alle condizioni o ai vantaggi del lavoro, a causa della razza, del colore, della religione di tale individuo, del suo sesso o della sua origine nazionale.

. . .

già, ma le destre conservatrici da tempo pongono il problema di che cosa si debba riconoscere nella parola sesso: per loro è semplicemente una conformazione fisica, quella che rende diverso il corpo del maschio da quello della donna.

nessuna altra variazione è ammessa, altrimenti si entra nella terra maledetta della teoria del gender, inventata secondo loro non da esploratori dei misteri della sessualità umana e delle sue variazioni, ma da attentatori malefici alla netta separazione dei ruoli sessuali, che sono o devono essere soltanto due e ben correlati con la forma dei genitali, maschili e femminili (come se la natura occasionalmente non si sbizzarrisse anche qui a creare talvolta situazioni non ben definite).

quindi per le destre mondiali, ben capeggiate dal Vaticano, il rifiuto di discriminare le persone in base al loro sesso non significa affatto che si devono accogliere in modo paritario tutti gli orientamenti sessuali (eccetto quelli che si traducono in aggressione e stupro, come la pedofilia vera e propria – che non ha nulla a che fare o quasi, col concetto legale di pedofilia attuale, che considera minore sessualmente anche una ragazza di 17 anni, 11 mesi e 29 giorni):

questa concezione della sessualità come come forma dei genitali fa bene il paio, per rozzezza e ottusità, con quella che identifica la vita col battito cardiaco, anche artificialmente conservato, e non piuttosto con la coscienza e con la voglia di vivere: ha la stessa matrice ideologia e lo stesso punto principale di riferimento mondiale nella chiesa cattolica.

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eccoci dunque tornati alla nostra cosiddetta Egidia, licenziata per avere assunto anche fisicamente l’identità sessuale che la sua mente sentiva di avere.

correzione artificiale, certamente, ma non arbitraria; ma artificiale è quasi tutto il mondo in cui viviamo: dagli antibiotici ai vaccini, dalle protesi agli occhiali; non tutto quello che è artificiale, cioè prodotto dall’ingegno umano e dalla scienza, è positivo, ma ci vuole ben altro che verificare che è l’effetto di una azione umana per scomunicarlo e dichiararlo malvagio.

se un corpo maschile è abitato da una mente femminile che spasima per diventare femmina a tutti gli effetti, scomunicheremo la scienza se si presta a cercare di risolvere questo conflitto e a trasformare quel corpo, in modo da avvicinarlo ai desideri della mente che lo anima?

allora scomunichiamo anche i nasi rifatti e la liposuzione.

certamente quell’intervento non danneggia nessuno, se non la falsa sicurezza dei maschi che si vede messa in crisi alla vista di un altro maschio che, per sé, preferisce farsi femmina.

. . .

Trump si chiama Donald, come Paperino, Donald Duck, e ha l’abitudine di sbraitare a vanvera come lui.

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ma questa volta si sta dando da fare sul serio e chiede alla Corte Suprema di legalizzare la possibilità di licenziare i transgender solo per il fatto di essere, appunto, transgender, confermando che il divieto di discriminazioni sessuali della legge del 1964 riguarda soltanto maschi e femmine, sessualmente regolari, e nessun altro: e non impedisce di discriminare le minoranze sessuali.

siccome la Corte è stata di recente integrata da un membro si sua stretta osservanza, in grado di dare la maggioranza alle interpretazioni più conservatrici della Costituzione, non è da escludere del tutto che la Corte gli dia ragione, anche se a me pare tuttora piuttosto difficile.

. . .

non sottovalutiamo l’importanza di questa scelta non solo per gli Stati Uniti, ma per tutto il mondo occidentale.

da tempo la liberazione sessuale affermatasi cinquant’anni fa come parte del movimento anti-autoritario del Sessantotto appare vistosamente in crisi, sotto i colpi congiunti di diversi integralismi, momentaneamente alleati fra loro almeno in questo.

e se una volta venisse sancito negli USA che le minoranze sessuali come i transgender non hanno diritto a una tutela contro le discriminazioni, la posizione di ogni altra sessualità minoritaria sarebbe a pesante rischio.

diciamo pure l’amara verità: c’è una parte non trascurabile della popolazione che preferirebbe vedere bruciati i trans in piazza (salvo poi, taluni, frequentarli sessualmente di nascosto) e riaprirebbe i forni, piuttosto che considerarli una variazione possibile tra le diverse tipologie umane.

non credo affatto che sia maggioritaria: ma Donald si appella a loro per una crociata che promette di essere cruda contro tutte le forme di devianza.

. . .

ah, ma Egidia?

l’Egidia che ho conosciuto io era Egidio, prima, uno studente sensibile e molto schivo: dopo la maturità non si iscrisse all’università, ma andò a Casablanca; per qualche anno lo si poteva trovare sul ring a prostituirsi, passandoci in macchina la sera sulla via di casa; poi la sua vita ebbe una svolta, si trovò un lavoro molto semplice, pulizie nelle scuole, ma soprattutto relazioni affettive stabili.

Egidia purtroppo non ama scrivere, a quanto so, e non credo ci darà mai il suo sorprendente romanzo di formazione; però ci ha pensato Virginia Wolf a darcelo: col suo romanzo Orlando, in cui il protagonista vive quattro secoli e, dopo un sonno durato una settimana, si risveglia donna.

prima ancora erano stati gli antichi greci a inventare la figura di Tiresia, l’indovino di Tebe che una volta incontrò due serpenti che si stavano accoppiando e uccise la femmina perché quella scena lo aveva infastidito, e nello stesso momento fu tramutato in donna; visse poi come donna per sette anni fino a che si trovò di fronte alla stessa scena dei serpenti e questa volta uccise il maschio ritornando uomo.

Zeus ed Era, il re degli dei e la sua sposa, discutevano un giorno se in amore provasse più piacere l’uomo o la donna e Zeus sosteneva che fosse la donna mentre per Era era l’uomo: decisero allora di rivolgersi a Tiresia, l’unico che avrebbe potuto rispondere visto che era stato sia uomo sia donna e lui rispose che il piacere è diviso in dieci parti: l’uomo ne prova solo una e la donna nove, quindi il piacere che una donna prova è nove volte più grande di quello di un uomo.

Era si infuriò perché Tiresia aveva svelato tale segreto e lo fece diventare cieco, ma Zeus, per ricompensarlo, gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni.

che razza di spudorati impuniti questi pagani antichi, vero?

riuscivano a parlare di queste cose con naturalezza, prima che l’ebraismo sessuofobico annidato nel cuore del cristianesimo trasformasse per sempre il nostro rapporto culturale col sesso.


4 risposte a "il mondo sessualmente perfetto di Donald Trump – 374"

  1. (Scrivo questo commento durante la lettura, magari ne aggiungerò un altro in seguito)
    Un appunto potrebbe essere che è assurdo che una forza politica che ha una vera e propria ossessione per l’identità, non riconosca ad una persona il diritto di diventare più simile a quel che crede di essere.

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  2. Molto interessante, l’ultimo pezzo l’aveva raccontato Camilleri nel suo ultimo spettacolo, Tiresia appunto…
    Trump sta sdoganando le idee più becere, non penso che siano maggioritarie in Usa ma molto rumorose si…
    Nel momento in cui nel partito Democratico emergono figure più di “sinistra” lui si butta ancora più a destra, personalmente secondo me non gliene potrebbe fregar di meno del gender o trasgender, sta recitando la parte del trucido che gli riesce molto bene, gli porta consensi e gli da potere.
    Batti molto sulle responsabilità della chiesa cattolica, be’ insomma l’Islam non mi sembra più”aperto” su questi temi… Questo papato non ha mai lanciato anatemi, anzi, e più o meno faticosamente dal Concilio Vaticano II in poi anche in questo campo ci sono state aperture.
    La società americana peraltro e’ così permeata di individualismo, materialismo e consumismo che di cristiano ha ben poco (e anche noi se e’ per quello).
    E Trump, infine, non mi sembra sia cattolico, la sua chiesa sono i soldi…

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    1. credo di doverti una risposta soltanto sulle responsabilità della chiesa cattolica.
      la battaglia contro il gender, qualcosa di paragonabile a quella contro il sistema copernicano, non la sta facendo forse la chiesa cattolica con questo papato? – senza discutere delle oscillanti idee personali di papa Bergoglio a riguardo (andare a vedere come si comportò in Argentina da cardinale).
      non discuto delle posizioni dell’islam, non ci vivo dentro e rischierei di dire stupidaggini: prima i cattolici. 😉
      vero che la società capitalistica non risponde ai valori morali predicati dal cristianesimo, però rimane il fatto che è nata nel contesto cristiano e in particolare protestante: da tempo sono convinto che c’è un legame occulto e perverso tra la proclamazione astratta e teorica dei valori cristiani e la loro più mostruosa negazione pratica da parte della civiltà occidentale: questo legame è diventato evidentissimo da ultimo: il cristianesimo funziona da foglia di fico del capitalismo per fingere che sia tollerabile.

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