politica da Monty Pithon – 376

la vera notizia del giorno è che la Lega per Salvini, prima dell’inizio della discussione al Senato delle dichiarazioni del capo del governo Conte a seguito della sua mozione di sfiducia al governo, l’ha ritirata.

avete trovato la notizia sulla nostra stampa online col rilievo che merita?

la vera notizia del giorno è che il capo del governo Conte, che aveva promesso la parlamentarizzazione della crisi, non lo ha fatto affatto, visto che è andato dal Presidente della Repubblica a dare le dimissioni senza aspettare un voto del parlamento.

la vera notizia, ma è una notizia?, è che siamo guidati da una banda di politici cazzoni (scusate se lo dico in francese, ma sarò capito lo stesso): giocano a chi è più macho e adesso invocano tutti le elezioni più demenziali della storia d’Italia in una gara grottesca a chi ce l’ha più lungo e mostra di avere meno paura.

dopo le quali nessuno venga più a parlarmi di democrazia in questo paese.

. . .

la verità è che neppure nel più sfrenato film dei Monty Pithon possono essere tutti così imbecilli.

images

quindi queste scelte avvengono per motivazioni non dette al popolo bue (al quale io pure appartengo).

non esiste democrazia senza quell’informazione trasparente che Conte aveva promesso, ma si è guardato bene dal realizzare.


17 risposte a "politica da Monty Pithon – 376"

  1. La Fiera delle sciocchezze, mancava il cavallo di Caligola (ma gli asini erano numerosi ), ognuno con il Phisyc du Rol, il Di Maio come gli allievi, che si nascondono. … il Trucido Fanti, che un po’sbigottito cerca darsi un contegno, Conte novella maestrina “senza” la penna….
    triste, inutile giochetto delle parti…

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    1. da punti di vista molto lontani (forse) siamo spesso perfettamente d’accordo; chissà da che cosa dipende.

      certo, tenere incollate le (poche) teste pensanti di questo paese a uno spettacolo così privo di appeal, a una variante in chiave parlamentare dei film di Pierino degli anni Ottanta, è già un successo in se stesso per chi ha il potere vero, che non sta certo nelle finte baruffe del teatrino dei burattini per pargoli scemi.

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        1. abbiamo sempre la Casellati, dai; e, se non ci basta, la Meloni, oppure la Santanché; oppure, non sia mai, extrema ratio, la Boldrini e perfino la Boschi: alla faccia di chi dice che le donne di sinistra sono più brutte! 🙂

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  2. Però i Monty Python facevano ridere… francamente questa seduta parlamentare mi è sembrata di più una puntata di Uomini e Donne della De Filippi. “Dovevo evitare un inciucio” è il nuovo “Sono confuso”.

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    1. ahaha, mi manca la possibilità di capire: non guardo la televisione da trent’anni: sono un post-moderno eremita…

      posso solo confermare che i Monty Pithon facevano ridere per la mancanza di logica della vita che mettevano in evidenza; ho visto qualche spezzone della seduta parlamentare e questi non fanno ridere affatto perché vivono perfettamente quasi tutti dentro quella mancanza di logica, come se fosse naturale. (eccezione, De Falco).

      mi sconcerta leggere in giro quanto profondamente sia entrata in circolo l’idea che la politica sia uno spettacolo, quanto raramente si parla di contenuti veri e si preferisca continuare a dilettarsi coi circenses di romana imperiale memoria.

      è proprio per sfuggire ai circenses che non guardo la tv, e mi rendo conto che il mio modo di vedere le cose è diverso da quello della massa poroprio per questo.

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      1. Ma infatti basta vedere come Salvini ha approcciato il fatto che Conte non abbia fatto il suo gioco: non ha tentato di controbattere con la logica, ma con quattro frasette preconfezionate. Questi politici credono che il parlamento sia un talk show.

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        1. la scena di Salvini che tira fuori il crocifisso di tasca e lo bacia di nascosto, mentre Conte lo rimprovera di abusare dei simboli religiosi, è di una potenza comica assoluta.

          peccato soltanto non poterla definire geniale, dato che è grezza natura e non invenzione del pensiero: quell’uomo è malato, oppure in uno stato di alterazione psichica permanente ed indotto.

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        1. Brian di Nazareth, ridi pure, è la mia occulta stella polare per i miei studi sul cristianesimo delle origini: non scherzo affatto nella sostanza, nonostante il mio tono ironico, in linea del resto con l’argomento: in modo surreale e sarcastico i Monty Pithon hanno davvero descritto in modo sostanzialmente esatto il clima culturale della Palestina del tempo – così simile, per molti versi a quello di oggi, trattandosi di due varianti storiche della stessa condizione di impazzimento generale.

          a proposito: mancano studi seri sulle psicosi di massa di cui cadono vittime frequentemente i popoli più diversi, e quindi dobbiamo accontentarci dei loro film.

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            1. ne sto leggendo diversi, credimi; non solo ha ben pochi sostenitori la tesi che sostengo io con molti argomenti che le Lettere di Paolo sono un tipico romanzo epistolare della metà del II secolo, poi anche rimaneggiato, ovviamente, come tutti i testi cristiani, ma non trovo proprio da nessuna parte l’idea che proprio si deve esaminare la storia politica, sociale e religiosa della Palestina del I secolo come un caso di psicosi di massa (quella che i Monty Pithon rappresentano, sia pure con toni sarcastici, nel loro Brian di Nazareth).

              con una vistosa eccezione, tuttavia: quella di Celso, il filosofo del secondo secolo che per primo, nel suo Discorso sulla verità – titolo terribilmente attuale – si occupò del cristianesimo delle origini in pratica a lui contemporaneo o quasi, esattamente in questi termini: rappresentandolo come una grande ondata di follia collettiva che si abbatteva sulla civiltà pagana laica – e che l’avrebbe travolta, ma lui non lo sapeva ancora e sperava fortemente nel contrario.

              quindi, parlando seriamente adesso, io mi sento più un epigono di Celso che dei Monty Pithon.

              leggere i frammenti che ci sono rimasti di questo libro, che i cristiani ovviamente condannarono alla distruzione, ma che ci sono rimasti attraverso le loro risposte polemiche, permette di capire che i social sono oggi l’esatto equivalente di quel che fu il cristianesimo nella crisi dell’impero romano, della quale del resto furono i protagonisti principali.

              sì, twitter e facebook sono l’equivalente dei vangeli del secondo secolo e come loro seppelliscono la società pluralista, globalizzata, laica e tollerante, evidentemente incompatibile col fondo animalesco della psiche umana.

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  3. Ma se non c’era la mozione i parlamentari su cosa avrebbero dovuto votare? A Conte non si poteva chiedere di porre lui la fiducia… comunque oggi hanno discusso un bel po’, dalle 15 alle 20… Conte non ha fatto una cattiva figura, secondo me, se non altro e’ una persona civile e con senso delle Istituzioni, di questi tempi non è poco. Dal poco di discussione che ho sentito non mi pare che vogliano andare tutti al voto… PD e LEU, con toni diversi, ed ovviamente per senso di responsabilità, mi sembra abbiano aperto… poi visto che in questo periodo (e non solo) le sbaglio tutte, dico bho…?

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    1. le tue critiche mi fanno bene.
      condivido il tuo giudizio sulle dichiarazioni di Conte e sul loro tono; tuttavia condivido anche quel che ha detto Zingaretti; ma allora questo dovrebbe estendersi anche al comportamento del presidente della repubblica che ha sottoscritto il decreto e la legge di conversione…
      però certamente Conte avrebbe potuto chiedere la fiducia sulle sue dichiarazioni e stanare meglio la Lega. perché dici di no?
      e alla fine mi ha dato fastidio, lo ammetto, che le critiche, giuste, fossero accompagnate da pacche sulla spalla e “caro amico” al palese demente che baciava il crocifisso.
      ma, cristo, a che punto di follia siamo arrivati?
      per il resto, se la logica esiste ancora, siamo soltanto alle solite ammuine; ma non sono sicuro che sopravviva ancora.
      del resto la stampa riporta il dibattito esclusivamente in termini deprimenti di lotta di potere; anche se poi Conte nella seconda parte del suo discorso ha tracciato le linee di un nuovo governo possibile.
      sarebbe bello che in questo paese si parlasse di più delle cose da fare e meno dei posti da occupare e del prestigio.
      a proposito di aumento dell’IVA da sventare solo sull’Inkiesta ho letto un accenno molto sensato ad un trattamento differenziato a seconda del tipo di consumi da sostenere o ridurre.
      più IVA sui SUV o sulla carne, per dire, non mi turberebbe affatto.

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      1. Non ho sentito Zingaretti, ho sentito solo Marcucci, alla fine, mi e’ sembrata una dichiarazione di “disponibilita’”. Certo, dietro c’è Renzi e quindi c’è da temere il peggio (per il PD di cui è ormai chiaro che non gliene frega niente, e per gli italiani naturalmente).
        Conte tutto sommato poteva anche evitare di andare in Parlamento, la fiducia a me sembra sarebbe stata eccessiva; l’esperienza e’ conclusa, ha rivendicato orgogliosamente quanto fatto e dato la giusta colpa alle mene di Salvini per la caduta del governo.
        L’ha anche accusato di poco coraggio, in riferimento al non aver fatto cadere il governo nei modi istituzionali, cioè ritirando i ministri (e per primo lui).
        Nella armata Brancaleone 5S mi e’ sembrato dignitoso; la mano sulla spalla poteva evitarla, ma alla fine ha voluto (penso) evidenziare che le questioni non erano personali…
        i problemi rimasti sono tanti (e tutti i richiami a questo da parte di tutti i partiti di opposizione sono puramente retorici: Tutti hanno affrontato la prova di governo e Tutti hanno fatto pena, almeno questi hanno tirato fuori il reddito di cittadinanza e quota 100 _ che a te non piace, lo so… _).
        Per fortuna non hanno avuto la forza di varare la Flat Tax…
        Anche secondo me, al punto in cui siamo, difendere la linea Maginot dell’Iva e’ controproducente: aumenti selettivi, che non penalizzino i redditi più bassi, salvando i generi di prima necessità, i medicinali, quelli di uso comune, con un occhio all’ambiente, non mi vedrebbe contrario. Il rischio dell’aumento Iva e’ una contrazione dei consumi, lo sappiamo, sarebbe bene (e doveroso) che aumentassero stipendi e salari, e se aumentasse un pochino l’inflazione non sarebbe questo gran male.
        Adesso dopo questa badilata di proposte da bar vado al lavoro… che a quota 100 purtroppo non ho ancora diritto! 😉
        buona giornata!

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        1. siamo d’accordo sull’aumento dell’IVA selettivo, ma non sull’aumento dei consumi.

          o almeno non sull’aumento dei consumi di tutti indistintamente: c’è gente che fatica ad arrivare alla fine del mese e dovrebbe aumentarli;; c’è gente che sguazza nel lusso arrogante e idiota o consuma sostanze, che dovrebbe vederli drasticamente diminuire.

          i consumi dovrebbero essere riequilibrati e non crescere in assoluto: anzi, occorrerebbe una riduzione ben calibrata, nel quadro di uno spostamento dai consumi individuali di merci ai servizi sociali pubblici, imposto anche dal riscaldamento globale, visto che dovremo destinare quote crescenti delle nostre disponibilità a difendere e mantenere il territorio in condizioni di abitabilità.

          su quota 100, non è per autobiografia che sono contrario (in pensione con 49 anni di contributi: potevo andarci 9 anni prima; praticamente un nemico del popolo); capisco bene che ci sono lavori che sono una condanna e non danno gratificazioni; mi piacerebbe poterne discutere da un punto di vista sociale e non dell’interesse individuale; ma capisco da solo che è praticamente impossibile in questa Italia individualista sino alla pulsione suicidaria inconsapevole.

          comunque ne ha usufruito massicciamente sopratutto il pubblico impiego, dove il turn over è tuttora vietato; per cui, grazie alla demenziale norma salviniana, che ci costa a regime decine di miliardi, avremo a brevissimo un crollo di qualità drammatico nei servizi pubblici: come spendere decine di miliardi per distruggere la sanità e l’istruzione: geniale!

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