se Zingaretti dà i numeri – dei parlamentari – 380

nulla di personale contro Zingaretti, sia chiaro: vero che non c’è feeling, non mi piace, ma ce ne sono pochi di politici che mi piacciono; e quelli che piacciono a me, di solito non convincono la grande massa degli italiani.

neppure ardo dalla voglia di commentare giorno per giorno quella gabbia di matti che è la politica italiana – ritratto perfetto di una massa di consumatori perennemente insoddisfatti e rancorosi da anni, proprio perché consumatori.

però scrivo sulla base delle emozioni quotidiane, e Zingaretti ha la capacità (non rara) di farmi incazzare.

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ma come? vai in Direzione del tuo partito e ti fai dare un mandato unanime a trattare per salvare l’Italia da Salvini – meglio per de-salvinizzare l’Italia – e servono impianti a energia solare, direi…

sono cinque punti, e li trovo un po’ vaghi, ma azzeccati nella loro genericità: 1. la riconferma della vocazione europeista per l’Italia, 2. la democrazia rappresentativa, 3. la sostenibilità ambientale, 4. l’equità sociale, 5. nuove politiche europee di gestione dei flussi migratori.

e, incassato il consenso, subito dopo sfasci tutto? e al Presidente della Repubblica non poni questi punti, ma ti inventi tre condizioni preliminari, per le quali non ti ha autorizzato nessuno? 1. via i decreti sicurezza, 2. preaccordo sulla manovra e 3. stop al taglio dei parlamentari.

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sui primi due non discuto, sono una esplicitazione di alcuni punti approvati in Direzione.

ma sul terzo? difesa della democrazia parlamentare significa difesa del numero dei parlamentari?

e io che pensavo che significasse invece parlare della legge elettorale renzina (la seconda) che il tuo partito ha approvato e che rende le elezioni una farsa, visto che avvengono in pratica su liste bloccate senza possibilità per gli elettori di scegliersi i candidati, e sono un plebiscito partitocratico più che un libero voto!

ci spieghi adesso soltanto che il punto 2. significa un NO bello chiaro alla riduzione del numero dei parlamentari?

cioè, spiegami: vuoi andare alle elezioni che conseguono da questa scelta dicendo che è decisivo che i parlamentari siano 945 anziché 600?

cioè, vuoi proprio regalare l’Italia a Salvini, soltanto per avere un gruppo parlamentare non renziano nel prossimo parlamento?

7senato2

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qualcuno ha la pazienza di leggermi da qualche anno su questa piattaforma e sa bene come la penso di Renzi: ma è possibile che tu riesca a farlo passare per un gigante politico al tuo confronto?

ma poi provi a spiegarti meglio: “lo stop alla riduzione dei parlamentari è legata al lavoro da fare su una riforma organica, ampia, che comprenda anche il taglio dei parlamentari insieme a altri punti, a partire da una legge elettorale coerente”.

un altro aggiunge: “Non abbiamo detto di non andare avanti col taglio dei parlamentari, abbiamo detto che va fatto con un quadro di bilanciamento, a partire anche dall’aggiustamento della legge elettorale”.

giustissimo: ma allora siete degli imbecilli che non sanno comunicare, perché questo non significa affatto un NO alla riduzione, ma un SI’ alla riduzione, a determinate condizioni.

oppure questa è soltanto colpa dei giornalisti che non sanno più fare il loro mestiere?

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cerco di leggere anche i dieci punti che i 5Stelle propongono al nuovo governo, ma non si trovano elencati con chiarezza al momento in nessun quotidiano online: questo è quel che trovo mettendo insieme i pezzi:
il taglio dei parlamentari
il salario minimo
una manovra che non aumenti l’Iva
la legge sul conflitto di interessi
la riforma della Rai
un green new deal per evitare i cambiamenti climatici (come la legge sui “rifiuti zero”)
un piano per il rilancio del Sud
la riforma del sistema bancario
la tutela dei beni comuni a partire da acqua e sanità
l’autonomia differenziata “che deve essere completata il prima possibile per quelle regioni come il Veneto che la richiedono”
.

sono stato bravo, direi: i punti sono davvero dieci.

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errata corrige: trovo i dieci punti autentici sul Foglio, finalmente:
1. taglio del numero dei parlamentari entro la fine della legislatura;
2. una manovra equa che preveda il blocco dell’aumento dell’Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, misure per le famiglie con aiuti per la natalità, la disabilità, la casa;
3. un Green new deal;
4. una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai sul modello Bbc;
5. il dimezzamento dei tempi della giustizia e la riforma del Csm;
6. l’approvazione della riforma dell’autonomia differenziale e della riforma degli enti locali;
7. misure della legalità, con il carcere per i grandi evasori, una maggiore tracciabilità dei flussi finanziari, il contrasto dell’immigrazione clandestina;
8. un piano di investimenti per il Sud, anche attraverso una Banca pubblica per gli investimenti;
9. la riforma del sistema bancario, con la separazione fra banche di investimento e banche commerciali;
10. la tutela dei beni comuni: la scuola pubblica, l’acqua pubblica, la sanità pubblica, le infrastrutture (con la revisione delle concessioni autostradali), la cittadinanza digitale.

. . .

io non sono ideologico, mi ha detto ieri un commentatore affezionato, facendomi un regalo grande così.

e da mente libera su questi dieci punti, finalmente un poco più concreti e quasi completamente condivisibili nel loro insieme, respiro.

non starò a fare le pulci sui dettagli, che in un caso o due mi fanno storcere la bocca e in altri casi mi fanno rilevare la stessa genericità dei 5 punti della Direzione del PD, ma mi pare che siano non soltanto i punti di un programma possibile, ma addirittura una concretizzazione almeno parziale di quasi tutti i punti più vaghi ancora del programma PD.

. . .

quindi, carissimi 5Stelle e PD: sono sei anni che menate il torrone dicendo cose simili e facendovi la guerra, in streaming o nei social; adesso vedete di piantarla.

se poi Calenda, la variante ancora più di destra di Renzi, in questo caso, vuole andarsene dal PD, perché lui lì dentro a rappresentare gli interessi degli industriali, sarebbe anche ora che lo facesse, per il bene di tutti.

questa trattativa andava fatta già l’anno scorso, almeno, se Renzi non l’avesse fatta saltare per mettersi a mangiare i popcorn, e adesso ha smesso…

sarebbe grottesco che adesso saltasse sul numero dei parlamentari.


5 risposte a "se Zingaretti dà i numeri – dei parlamentari – 380"

    1. caro Francesco, la tua idea di attribuire ai partiti un numero di seggi pari alla percentuale di partecipazione alle elezioni degli elettori è anche la mia, e li costringerebbe a darsi da fare per incrementare la partecipazione al voto anziché per diminuirla, come ora.
      inoltre questa riforma avrebbe il vantaggio secondario di essere pienamente applicabile soltanto con una legge elettorale pienamente proporzionale; con la legge elettorale attuale, ad esempio, che assegna un terzo dei seggi col maggioritario, non produrrebbe effetti che sui restanti 2/3 assegnati col proporzionale, con effetti modesti: nella mia circoscrizione elettorale Lombardia 3, ad esempio, diminuirebbero soltanto 3 seggi su 23; uno alla Lega, uno al PD e uno ai 5Stelle
      per curiosità ho calcolato che effetto avrebbe fatto sempre invece con una legge elettorale proporzionale, sempre sulla mia circoscrizione, con i dati delle ultime elezioni: seggi 23, partecipazione al voto 80%, seggi da assegnare ai partiti 18, distribuiti in questo modo, col sistema proporzionale: Lega 6 seggi (anziché 9), Forza Italia 2 (anziché 5), Fratelli d’Italia 1, come ora; totale destra: 9 (anziché 16); 5Stelle 3, come ora; PD 4, come ora, Liberi e Uguali 1, anziché nessuno; +Europa 1, anziché nessuno.
      non c’è nessun dubbio che la rappresentanza sarebbe migliorata, ma la governabilità più incerta, e che questa riforma non passerà mai.
      tieni conto che nella forma che proponi tu, richiederebbe comunque una riforma della Costituzione, dato che la nostra prevede un numero di parlamentari ben definito per ogni Camera.

      la mia proposta si differenzia dalla tua però per un punto: io vorrei che i seggi non assegnati ai partiti in corrispondenza a non votanti e voti nulli venissero attribuiti per estrazione a sorte tra gli elettori (fermo restando il diritto dei singoli di rifiutare).
      gli studi scientifici sui sistemi elettorali dimostrano che l’estrazione a sorte è in assoluto il modo più rigoroso di garantire la corrispondenza tra volontà degli elettori ed eletti; e ben lo sapevano, nella Grecia classica, ad Atene, dove è nata la democrazia e dove si attribuivano le cariche, addirittura, per estrazione a sorte.
      inoltre una riforma di questo tipo potrebbe essere realizzata con una semplice legge elettorale e senza cambiare la Costituzione.

      certo non taglierebbe i costi della politica, ma l’idea di tagliare i costi tagliando la rappresentanza è un po’ bislacca (il che non significa che una riduzione dei parlamentari come quella prevista dai 5Stelle non sia giusta, ma per altri motivi, visto che si avvicina al criterio di proporzionare il numero dei rappresentanti alla radice cubica di quello degli elettori, che pure viene considerata la migliore soluzione dagli studi sempre sui sistemi elettorali).
      i costi della politica si tagliano tagliando i costi, scusa se cito Lapalisse, 🙂
      il deputato di un Land tedesco guadagna 7.500 euro al mese e non 20.000 circa come un parlamentare in Italia, calcolando tutti i benefici.
      e si deve guardare anche altrove che al parlamento; la presidenza della repubblica ci costa il quadruplo della monarchia inglese; e non parlo della pletora dei deputati regionali, comprese regioni come la Valdaosta (che potrebbe essere portata a provincia autonoma, come il Suedtirol) o il Molise; ma si tagliano i costi anche riducendo il numero delle Regioni e delle province.
      in compenso il sindaco di un piccolo comune come il mio viene pagato 200 euro l’anno!
      le assemblee regionali potrebbero essere nominate con elezioni di secondo (o qui terzo) grado dai consigli provinciali, risparmiando le spese delle elezioni.
      e anche il Senato potrebbe essere eletto in questo modo, con analoghi risparmi, da indirizzare però in parte sui compensi agli amministratori locali.

      scusa la sbrodolata, ma mi serviva fare il punto anche con me stesso e ti ho usato come occasione di riflessione.

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  1. Diciamo che si stanno annusando…
    I cinque punti sono una chiamata ad una scelta di campo (manca la pace nel mondo, strano).
    Gli altri tre un inizio di confronto, forse non con il massimo della capacità comunicativa (del resto ricordo che Zanda poco fa chiedeva un aumento degli stipendi, forse aveva anche ragione ma il messaggio trasmesso non era proprio positivo…)
    Per il resto chi vivrà vedrà, quel richiamo all’autonomia differenziata sembra ancora una possibilità di ripresa con Salvini (anche vero che qualche regione a guida PD l’ha chiesta, giusto per far chiarezza nell’elettorato).
    Nei 10 punti 5S ci sono vecchi cavalli di battaglia, sono d’accordo che su questi si sarebbe dovuto parlare fin dall’inizio.
    Ora temo che comunque vada si faccia un favore a Salvini, grazie a Renzi.
    Infine, voglio proprio vedere se l’accordo si farà, in quanti seguiranno Calenda… gli va bene che per qualche anno e’ tranquillo a Bruxelles.
    Speriamo si sbrighino, così potremo cambiare argomenti di discussione!

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    1. d’accordissimo sull’ultimo punto.

      in disaccordo sul favore a Salvini: un favore tale che lui smania per tornare al governo, anche se sarebbe un andare a Canossa.
      se le elezioni saranno nel 2023, Salvini per allora sarà già in galera.
      quello che proprio non capisco, ma forse si guarda troppo la tv, è che ad andare al governo si faccia un regalo all’opposizione: è come partire dicendo già che si governerà male, e che cacchio! non puoi vincere la guerra se pensi di perderla.
      e se fosse così, tutti sgomiterebbero per restare all’opposizione, non per andare al governo.
      se poi, governando altri quattro anni si farà un favore a Salvini nel 2023, mi sembra decisamente meglio che farglielo adesso, non ti pare?
      mah!

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