se la nuova pandemia si chiama #Fentanyl – 391

Johnson & Johnson la conosciamo in Italia soprattutto per fasciature, medicazioni, prodotti per l’infanzia e shampoo, prodotti di bellezza e cura del viso, lenti a contatto, assorbenti, creme protettive; ma è principalmente una grande multinazionale farmaceutica, quella che negli USA nel 2005 occupava il primo posto per la fiducia dei clienti.

chissà come si rimasti negli States a sapere che è stata condannata perché responsabile, almeno nello stato minore dell’Oklahoma, per l’epidemia da oppiacei che sta devastando gli Stati Uniti: per aver sistematicamente mentito, attraverso messaggi commerciali altamente fuorvianti, sui reali effetti degli oppiacei che commercializzava o che contribuiva a produrre con le piantagioni che gestisce in Tasmania.

le “pericolose” campagne di marketing della multinazionale “hanno causato tassi di dipendenza esponenzialmente crescenti e morti da overdose”; hanno “sottovalutato i rischi e spinto i medici alle prescrizioni”.

uno degli avvocati dell’accusa aveva perso il figlio.

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la notizia sta facendo clamore, fortunatamente, ma le è andata ancora bene, dato che il procuratore generale aveva chiesto di stabilire un risarcimento di 17 miliardi di dollari, e invece l’importo è stato fissato in 572 milioni: e poiché i morti per abuso di oppiacei in quello stato sono stati circa 6.000 (anche se non tutti attribuibili direttamente alla multinazionale), possiamo calcolare che per ogni vittima è stato previsto un risarcimento di circa 100.000 dollari: tanto vale una vita umana negli USA?

poiché il danno per la società è risultato più lieve del previsto, ecco l’entusiasmo opaco della borsa e il rialzo dei titoli della società, premiata dagli speculatori per avercela fatta.

entusiasmo molto miope: la diffusione incontrollata di oppiodi – antidolorifici, eroina e fentanyl illegale –  a partire dalla fine degli anni ’90, secondo le cifre del Washington Post, ha ammazzato negli USA oltre 400.000 persone e, se la sentenza dovesse fare testo anche altrove, ecco che la società si troverebbe a dover pagare 40 miliardi di dollari (ipotesi del tutto astratta, naturalmente).

tuttavia nello stesso stato altre case farmaceutiche hanno patteggiato quest’anno ammende con lo stesso stato per 270 milioni di dollari, una, e 85 milioni di dollari l’altra, a seguito di ricorsi mossi da autorità pubbliche locali.

Purdue, ad esempio, è accusata di avere scatenato la dipendenza da antidolorifici con l’introduzione del farmaco OxyContin nel 1996, oggetto di un’aggressiva campagna di marketing per convincere i medici a prescriverlo nel modo più ampio e alle dosi più elevate possibili; contro l’azienda farmaceutica sono state intentate circa 2.000 azioni legali da parte di governi locali e statali.

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il fentanyl è un analgesico,approvato come medicinale: è 80-100 volte più potente della morfina, 25-40 dell’eroina, e 20 milligrammi rappresentano una dose potenzialmente letale; altri esperti rilanciano: fra 100 e 1000 volte più potente dell’eroina, «la dose letale è di pochi microgrammi – non milligrammi! – Basta toccarlo o inalarlo per caso» e poliziotti, pompieri e paramedici, che girano con il naloxone, farmaco di primo intervento per i soccorsi, devono indossare tute ermetiche e maschere, nel caso entrino in contatto con la sostanza.

ma, aldilà del prodotto ufficiale della ditta che ne ha il brevetto, sono decine le piccole varianti che circolano, difficili anche da identificare e classificare: il loro prezzo è concorrenziale con quello dell’eroina, e viene spesso mischiata con questa, per aumentare gli effetti, diminuire la sostanza base e aumentare il guadagno: e chi se ne frega se qualcuno, per un taglio sbagliato, ci rimette le penne? (da ultimo lo chef Zamperoni morto a New York).

dopotutto non abbiamo ritrovato un nuovo modo di eliminare dalla specie i peggiori, cioè i più instabili psicologicamente, e proprio grazie ai progressi della ricerca che stanno eliminando la selezione naturale per malattia?

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perché mi colpisce questa notizia?

per diversi motivi.

il primo è l’incredibile numero dei morti, che rende la diffusione degli oppiacei la maggiore calamità del paese, ben superiore a quella della Guerra del Vietnam, che provocò 55.000 morti tra i soldati americani inviati in quel paese, ma in 12 anni, sia all’attentato delle torri gemelle, che fu 20 volte minore per numero di vittime americane della guerra del Vietnam.

ma attualmente il numero dei morti da oppioidi negli USA è diventato così alto che è come se ogni anno oramai vi fosse lo stesso numero di vittime di 12 anni di quella guerra degli anni Sessanta e Settanta: circa 50.000 l’anno; ed è un numero in rapida crescita, quasi esponenziale.

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in sostanza gli oppiacei, sia legali, sotto forma di medicinali prescritti dai medici, sia illegali, sotto forma di droga da strada, hanno provocato più morti che 200 attentati delle Torri Gemelle.

e fa parte della psicologia umana che del primo di parli tuttora e sia una grande trauma collettivo praticamente indimenticabile per chi l’ha vissuto, mentre della seconda tragedia non si accorge praticamente nessuno.

del resto è lo stesso per le vittime dell’automobile.

la “vittima zero” in Italia è dell’aprile 2017, un 39enne di Milano che aveva comprato droga sul web.

“Sembrava una normale overdose: siringa, accendino, buchi nel braccio. Ma nel corpo non c’era traccia di eroina. Ci siamo incaponiti e abbiamo trovato un analogo del Fentanyl”.

tempo delle ricerche: un anno e mezzo, la fine delle analisi è del settembre 2018.

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ma l’ultima considerazione che mi viene in mente è forse il frutto di una mente malata.

mi sono chiesto  perché i feudo-tecnocrati che stanno conquistando il potere nel mondo e si sono dati il nome di mercati festeggiano una condanna tutto sommato modesta, che non impedisce di continuare l’esperimento di una strage silenziosa, che è diventata quotidianità e finisce nel sistema dell’informazione soltanto per sbaglio.

l’amore per il profitto arriva al punto di festeggiare che 50.000 morti americani l’anno costino soltanto una percentuale modesta dei guadagni che comporta lo sterminarli silenziosamente?

oppure c’è sotto qualcosa di diverso e di peggio?

che cosa potrebbero fare, mi sono chiesto, i feudo-tecnocrati per liberarsi d’un colpo solo non soltanto della democrazia che considerano un intralcio e che devono continuamente combattere faticosamente, ma perfino del popolo stesso, che è il fondamento ovvio della democrazia, e che diventa perfettamente inutile al loro progetto di potere economico e sociale dove può essere sostituito da robot e per il resto ridotto a schiavo, se proprio qualcuno deve restare?

è qui la risposta: droghe meravigliose e mortali, da diffondere a poco a poco nella popolazione, a cominciare dal centro dell’impero, perché America first.

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figurati se qualcuno mi prende sul serio: faccio fatica perfino io.

ma a me basta il dubbio.

il dubbio che è il sale dell’intelligenza critica.

il dubbio che è il sale della democrazia.


2 risposte a "se la nuova pandemia si chiama #Fentanyl – 391"

    1. forse condividiamo una forte tendenza a preoccuparci.

      non sono un complottista, ma a volte penso che quelli che chiamiamo complotti, per non riconoscerli davvero, sono rischi che nascono dalla natura umana, forse anche per semplice disattenzione e mancanza di consapevolezza, oppure di autocritica.

      per questo cerco di risvegliare almeno un accenno di prudenza preoccupata.

      – bello comunque riaverti come commentatrice attenta.

      "Mi piace"

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