10 = 20 + 5 = 26 – 400

i dieci punti del programma dei 5Stelle per il governo sono diventati 20, durante le trattative; non risulta invece che i 5 punti del Partito Democratico siano variati; ma la somma fa 26.

il ventiseiesimo punto è Roma pulita.

basterebbe questo a dire che è un libro dei sogni: non è mai spiegato da dove si prenderanno le risorse per realizzarli.

. . .

ma sapete qual’è il mio giudizio finale?

meglio un libro dei sogni che un libro degli incubi…

Johann_Heinrich_Füssli_053


13 risposte a "10 = 20 + 5 = 26 – 400"

    1. eppure sugli aiuti al comune di Roma si sfiorò quasi la crisi di governo qualche mese fa, se ricordi.

      ho fatto una sintesi un poco brutale; il punto nel testo è questo:
      26) Il Governo dovrà collaborare per rendere Roma una capitale sempre più attraente per i visitatori e sempre più vivibile e sostenibile per i residenti.
      direi che ci sta – a parte il sempre più.

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        1. Oltretutto incentivazione del turismo e vivibilità per i residenti, tradotti in concreto sono spesso obiettivi in contraddizione. Il turismo di massa fa lievitare il costo della vita, aumenta il traffico, intasa i mezzi di trasporto pubblici, incrementa la produzione di rifiuti!

          Ma del resto se ci fate caso molti punti della bozza di programma vanno in contraddizione tra loro, è un’enorme presa per il culo, l’unica cosa certa sono i tagli e l’aumento delle tasse.

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          1. incentivazione del turismo e vivibilità per i residenti entrano in contraddizione fra loro soltanto da un certo livello di vivibilità in poi; per ora Roma, a quanto mi risulta, è ben al di sotto di questa soglia, e dunque lasciamo volentieri che il governo si impegni a collaborare per innalzarla.

            per l’altra tua osservazione sulle tasse, mi pare che non serva a nulla fare il processo alle intenzioni, caro andrea, e che sei uscito dal seminato per cedere ad argomenti di propaganda di bassa Lega.

            stiamo in tema e guardiamo al programma per quel che dice, per ora; al punto 17 del programma si parla di alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica.

            per il resto ci sarà tempo di valutare; del resto anche Salvini ha mollato giusto al momento in cui le sue promesse fiscali si sono rivelate irrealizzabili e fa più comodo agitarle dall’opposizione per i gonzi che ci credono: di tasse per il debito pubblico paghiamo già ogni anno decine di miliardi, più ce per il sistema di istruzione, per esempio.

            nella bozza di programma, piuttosto, si leggeva qualcosa che è autocontraddittorio: 1) Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sarà perseguita una politica economica espansiva, senza compromettere l’equilibrio di finanza pubblica: che cosa vuol dire, con riferimento al debito? se fai politica economica espansiva aumenti il debito…, ed è possibile aumentare il debito ancora senza mettere in pericolo l’equilibrio della finanza pubblica?
            è la linea di politica economica che a livello mondiale, oramai, stanno seguendo tutti, dai sovranisti alla Trump in maniera che vorrebbe essere sfrenata (FED permettendo), all’Europa, in maniera un poco più controllata.
            alla fine di questa corsa al debito ci si romperà l’osso del collo tutti, temo; però mi pare che la classe dirigente mondiale abbia smesso di pensare che l’umanità abbia davvero un futuro…

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            1. ottima osservazione: attualmente paghiamo le tasse in una parte rilevante per mantenere la finanza pubblica, che ha già ricevuto, in questo modo, negli anni, il triplo di quello che ci ha prestato.

              per questo la riduzione del debito dovrebbe essere al primo posto di un programma di governo, anche considerando che gli interessi bassi scattano soltanto sui nuovi prestiti che si fanno, ma non su quelli vecchi.

              l’argomento manca completamente dal programma, così come manca ogni accenno al taglio delle spese, ad esempio degli incentivi fiscali a consumi socialmente dannosi.

              lo stesso dicasi dell’aumento dell’IVA: si propone di evitarlo come se fosse l’ultima catastrofe che ci attende; non si dice nulla sull’ammetterlo parzialmente, invece, cioè escluderlo sui generi di prima necessità e ammetterlo sui prodotti di,lusso: una scelta simile ridurrebbe le risorse che si devono trovare per evitarlo in blocco.

              non si sfugge all’impressione che questo programma, in se stesso accattivante, si sostanzialmente propagandistico.

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    1. ma certo! alla fine del punto 6 del ventisexalogo: Bisogna accelerare le procedure di ricostruzione delle aree terremotate.

      chi potrebbe essere in disaccordo?

      invece, mi spiace dirtelo, sulla pace nel mondo (e sulla politica estera) non c’è proprio nulla: pare che non siano importanti né caratterizzanti…

      https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/03/governo-la-bozza-del-programma-in-26-punti-dal-taglio-delle-tasse-sul-lavoro-alla-maggiore-flessibilita-in-ue-poi-le-misure-su-conflitto-dinteressi-evasione-fiscale-e-il-taglio-dei-parlamentari/5426403/

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