devo preoccuparmi per Harry Potter? – 404

una scuola cattolica americana ha deciso di mettere al bando i libri su Harry Potter.

la notizia è una di quelle che la stampa liberal usa per aiutarci a vincere la noia di cittadini consumisti tra una visita al centro commerciale e l’altra; e non basta a riscattarla l’ulteriore informazione che la scuola è a Nashville – la cittadina protagonista del film di Altman diventata emblema dell’America conservatrice profonda.

quindi non me ne occuperei affatto se non avessi due nipotini fanatici di Harry Potter; e tra loro le mie azioni sono cresciute immensamente due anni fa, quando in un viaggio a Porto scoprii la libreria dove lavorava l’autrice quando scrisse il primo romanzo: con una scala liberty fantasiosa, finita anche nel romanzo, mi dicono.

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ma insomma, io sti libri non li ho letti: rimane aperta la mia incompatibilità con la letteratura fantasy, non so che farci.

non mi sono opposto alla lettura di questi romanzi da parte delle due piccole pesti in erba (del resto, come avrei potuto? sono il nonno bonario, non il padre autorevole), ma anzi l’ho persino incoraggiata – alla cieca, senza conoscere i libri.

e adesso devo farmi degli scrupoli di coscienza? (per questo ne parlo…)

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. . .

il reverendo che dirige quella scuola ha spiegato, in una mail ai genitori, di avere consultato, prima di decidere, professionisti (suppongo cattolici), esorcisti – tuttora in opera – e perfino il Vaticano.

“Questi libri presentano la magia sia come bene che come male, il che non è vero, è anzi un astuto inganno.
Gli incantesimi e le fatture usate nel testo sono veri, e letti da un essere umano rischiano di evocare spiriti malvagi alla presenza del lettore”.

. . .

effettivamente, il Vaticano ha ripetutamente preso di posizione contro questi libri.

nel 2003 il cardinale Ratzinger stava per diventare papa, ma aveva già le idee chiare sulla necessità di illuminare – povero illuminismo! – le persone su Harry Potter, perché si tratta di sottili seduzioni, che agiscono senza essere notate, distorcendo in questo modo profondamente il Cristianesimo nell’anima, prima che possa crescere adeguatamente, e lo scrisse in una lettera ufficiale come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

(si chiama proprio così, con una specie di sublime ossimoro: perché, se è fede, come può essere dottrina? e se è dottrina, come può essere fede?)

e poco dopo Ratzinger autorizzava a rendere pubblico il suo parere.

. . .

ma il direttore della scuola cattolica di Nashville dice qualcosa di più e, se è vero che ha consultato il Vaticano, dobbiamo pensare che quel giudizio si è aggravato.

dice che le formule magiche contenute nel libro non sono una gustosa invenzione dell’autrice, ma delle formule magiche dotate di poteri reali e in grado di evocare effettivamente spiriti malvagi alla presenza del lettore.

qui potrei sentirmi un poco più tranquillo, visto che i nipotini, pur se indefessi lettori, non mi hanno mai riferito di averne visto uno.

ma sbaglierei, perché per la chiesa cattolica questi spiriti malvagi, coordinati dal diavolo, esistono davvero e siamo soltanto noi miscredenti a negare l’evidenza che il male nel mondo è dovuto ad uno spirito personale, il diavolo, nemico di dio.

. . .

Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa?
Non vi stupisca come semplicista, o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo il Demonio.
[…]
Troviamo il peccato […], a sua volta, occasione ed effetto d’un intervento in noi e nel nostro mondo d’un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa.
Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente.
San Paolo VI, UDIENZA GENERALE Mercoledì, 15 novembre 1972

senza farla troppo lunga, salto i troppi passaggi intermedi e passo alla ESORTAZIONE APOSTOLICA GAUDETE ET EXSULTATE di papa Francesco:
158. La vita cristiana è un combattimento permanente. Si richiedono forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo. […]
159. […] È anche una lotta costante contro il diavolo, che è il principe del male. Gesù […] esultava: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore» (Lc 10,18).
160. Non ammetteremo l’esistenza del diavolo se ci ostiniamo a guardare la vita solo con criteri empirici e senza una prospettiva soprannaturale.
[…]
161. Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti. Lui non ha bisogno di possederci. Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità, perché «come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1 Pt 5,8).

. . .

dunque il diavolo esiste, dunque il diavolo è anche in Harry Potter.

dunque, cari nipoti, continuate pure a godervi quei libri.

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52 risposte a "devo preoccuparmi per Harry Potter? – 404"

  1. @ gaberricci

    immaginavo che il gruppo fosse quello, non ne ho visti molti altri del genere e ricordo che ammenicolidipensiero ne faceva parte; probabilmente tu sei entrato dopo che io ne fui uscito.

    difficile spiegare nei dettagli: diciamo che masticone mi prese subito di mira – io spesso risulto notevolmente antipatizzante -, arrivando al punto di pubblicare falsi commenti sputtananti col mio nome, e non ebbi nessuna solidarietà, anzi la cosa parve molto spiritosa.
    in ogni caso non c’era nessuna idea precisa delle prospettive, salvo l’illusione di chissà quale mirabolante successo.
    comunque ammetto di avere io facilmente difficoltà relazionali, e in poche parole di risultare piuttosto litigioso, tanto nel blog quanto nella vita.

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  2. @ fla

    certamente rileggere quei libri fra trenta o cinquant’anni ne dissolverà l’effetto magico; ma è proprio questo il passaggio che si deve affrontare: ci sono momenti nei quali occorre ripensarsi da capo e la dissoluzione delle illusioni è necessaria.

    – hai cercato di rovinarmi la lettura raccontandomi la trama dei volumi successivi: ma per fortuna ci ho capito poco o niente… 🙂 🙂 🙂

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    1. appurato che i serpentari sono degli uccelli africani che si nutrono di serpenti, ammetto che mi sfugge il nesso con gli UFO…
      (correggo la tua bizzarra punteggiatura, ogni tanto: dovrebbe servire a rendere più chiaro il discorso, ma per come la usi tu, invece, spesso lo rende più oscuro).
      🙂
      magari c’è un errore di battitura da qualche parte, oppure un ottuso blocco mentale nella mia testa, sigh.

      – sugli UFO la domanda mia era quasi retorica, ma non fuori tema:
      la cosa più interessante su di loro l’ha scritta Jung: esistono, sì, ma nella testa degli esseri umani; che, da sempre, sono portati a vedere loro o qualcosa di simile…

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  3. a questo punto bisogna chiedersi cosa coltivino nei giardini del Vaticano i frati e le suore. Per combattere con le bacchette magiche e vedere draghi…
    Expelliarmus! 😀

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      1. è un incantesimo, il più famoso. Viene usato per disarmare l’avversario. Avada Kedavra è invece il più famoso del lato oscuro. Lo scontro finale è proprio tra questo due incantesimi.

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          1. non aspettarti chissà quale opera stilisticamente memorabile. Ci sono incongruenze e la scrittura è semplice. La storia però agli occhi del bambino crea un mondo parallelo. Non usare Avada Kedavra con i nipoti… è l’incantesimo che uccide all’istante è verrai per sempre associato al cattivo Voldemort. Harry è l’unico che è sopravvissuto a quel incantesimo per via dell’amore della madre. Più in là scoprirai che è vivo anche per un altro motivo ma non voglio rovinarti la sorpresa.

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            1. ho finito il quarto capitolo: scorre bene, e per fortuna non c’è nessuna ricerca stilistica, salvo quella di una narrazione brillante e fluida.

              ho letto di recente Stevenson, Nei mari del Sud: ed è la stessa maniera di raccontare; i grandi narratori non cercano il loro stile nella frase, ma nella storia.

              continuo domani; comunque mi sembra un semi-fantasy, a metà strada tra mondo fantastico e realtà.

              ovviamente la storia di base di questi capitoli è quella di una Cenerentola al maschile che ha un cugino al posto delle sorelle cattive.

              e bella la critica alla società di massa e al consumismo.

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              1. bello che fai questa cosa per i nipoti.
                Secondo me la Chiesa ha solo paura che i fedeli passino più tempo su questi libri che sui loro. Questione d’affari.
                Io li avevo letti quando ancora dovevi aspettare 1 anno per leggere il libro dopo. Ricordo il primo che comprai. Gli ultimi 3 gli ho presi in inglese perché quello tradotto usciva sempre qualche mese dopo. Li tenevo come ricordo ma poi 3 o 4 anni fa dovetti vendere tutti i libri di valore. Per Harry Potter, mi sono messo a contrattare… e presi 2 euro in più ahah. Era il mondo reale, quello dei sogni era alle spalle ormai.
                Per qualcuno però che poi li avrà poi comprati era appena iniziato.

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                1. no, no, non leggo il libro per i nipoti, lo leggo per me… 😉
                  sono abbastanza sicuro che nessun libro possa far male a un bambino, anche se un bel libro ne può segnare il destino.
                  bello e anche triste quel che racconti del tuo rapporto con questi libri, invece: privarsi di qualche libro è per me sempre molto doloroso; i libri sono come i cippi che tracciano almeno una parte, ma importante, del nostro percorso esistenziale.

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                  1. non è poi così tragico. Se fossero rimasti da me non sarebbero serviti a nulla. Quello che conta sono i ricordi belli non l’oggetto in se. Bisogna lasciarsi il passato alle spalle e guardare avanti.
                    In fondo in fondo lo fai per loro. Vuoi conoscere il mondo immaginario in cui vivono. E poi magari torni bambino anche tu.

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                    1. a tre capitoli dalla fine del primo volume, effettivamente mi sto facendo prendere da questa trama piena di colpi di scena ricchi di fantasia, ma anche di suspence, un pochino anche da libro giallo.

                      sì, i nipotini sono stati lo spunto per accostarmi all’opera, che sinora non mi ha deluso.

                      hai mai provato la strana sensazione di ritornare in luoghi che non vedevi più dall’infanzia e di scoprire quanto sono più piccoli di come li faceva la tua memoria di bambino?
                      i ricordi sono l’elemento più importante, vero, ma in effetti, scoprirai con gli anni che è anche bello ritornarci su e notare come erano inadeguati rispetto all’io nuovo che siamo diventati nel frattempo; vero è che quei volumi potrai sempre ricomperarli. 😉

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                    2. I primi due e forse un po’ anche il terzo libro hanno un’aria un po’ più innocente. Diciamo che servono per creare il mondo magico che tanto piace ai bambini piccoli. Più in là le cose si complicano e i piccoli maghi devono cominciare a battersi loro con il vero Voldemort tra relazioni umane, segreti e misteri da svelare. Alcuni personaggi, uno in particolare, verranno poi rivalutati.
                      Ma forse il problema per la Chiesa è anche un altro. Silente, il vecchio preside della scuola che anche Voldemort evita, potrebbe essere gay. Dovrai seguire anche la storia Animali Fantastici e dove trovarli per scoprirlo. Pare fosse innamorato di Grinderwald, il cattivo prima di Voldemort. Furono amici poi nemici.

                      Ma il fatto di tornare sempre indietro a rivedere ricordi non rischia di cancellare l’effetto nostagico che in genere li tiene in vita? Infatti potrei ricomprarli, ma poi l’effetto magico potrebbe svanire.

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    1. che il male esista non c’è nessun dubbio.

      è prima di tutto una nostra categoria di giudizio, e dunque esiste nello stesso senso in cui esiste dio: come categoria della mente umana.

      ma che questo male vada poi personificato, che sia una persona, non si capisce se in carne ed ossa oppure no, dai, questa è una superstizione puerile!

      e questa personificazione del male, che ci porta ad odiare gruppi di altri, in quanto malvagi, è essa stessa per prima una manifestazione del male.

      aggiungo: per credere al male devo anche credere che questa persona in cui si concentra tutto il male del mondo abbia le corna, la coda e i piedi di capra?

      – poi effettivamente una volta l’ho anche visto di persona, ma credo che non stavo tanto bene con la testa in quel momento; e un’altra volta ne ho avuto una prova schiacciante, che ti racconterò un’altra volta: ma esistono anche le coincidenze incredibili…

      e, scusa la domanda, ma per te esistono anche gli ufo? 😉

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  4. Caro Bortocal, non preoccuparti affatto, perché a dirla proprio tutta il giudizio di Ratzinger si basa “solo” sui primi quattro libri.
    Giova molto dare uno sguardo a https://it.m.wikipedia.org/wiki/Critiche_a_Harry_Potter e soprattutto a http://www.filateliareligiosa.it/database-pdf/finish/18-varie/198-papa-ratzinger-e-harry-potter.html
    In particolare:
    «Al di là delle speculazioni giornalistiche, non vi è nessuna “assoluzione” del Vaticano, in quanto non vi è mai stata nessuna “condanna”, scrive Messori, ma l’opposizione si è
    avuta solamente da quei settori “tradizionalisti” ossessionati, in ogni campo (musica-
    letteratura-arte ecc.) da complotti “anticristiani”.
    La posizione della Chiesa cattolica è stata chiaramente esposta nell’articolo “Harry Potter” in “La Civiltà Cattolica – 2002” dove è stata riconosciuta come una storia di grande valore narrativo ma che rende necessaria una lettura prudente per evitare che i bambini siano troppo immersi nell’occulto e che si convincano che per sconfiggere il male sia necessaria solo la magia!
    In fondo “I racconti sono scritti sul classico dualismo bene-male, in linea con quelli che erano gli standard dei vecchi miti dove gli ‘eroi’ del bene sono quelli che alla fine vinceranno. I nemici di Harry ricordano il male in tutte le sue forme e alla fine sono quelli che perderanno. Non vedo niente di sbagliato in questo o niente che possa danneggiare i bambini che lo leggono “. (Pontificio Consiglio della Cultura – mons. Fleetwood)»

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    1. ciao “Buseca”,
      ben tornato da queste parti, ti rivedo volentieri; chissà se il nostro dialogo può riprendere, dopo qualche insofferenza; forse adesso i tempi sono un poco più propizi.

      non voglio contraddirti per partito preso, ma:
      1) l’articolo della Civiltà Cattolica è antecedente al giudizio reso pubblico di Ratzinger
      2) l’opinione di Messori è di un privato, come te e me, anche se indubbiamente più autorevole
      3) l’opinione del monsignore, data in un’intervista radiofonica, non è particolarmente autorevole, nonostante la sua posizione.
      insomma, la netta condanna del card. (allora) Ratzinger vale più di tutto il resto messo assieme, anche se sono d’accordo con te che rappresenta l’opinione particolare di un gruppo tradizionalista molto chiuso; probabilmente non la scrisse neppure lui, ma qualcuno che collaborava; certo, lui l’ha firmata e l’ha resa quasi ufficiale, e la cosa a me pare grave e anche imprudente, per dirla tutta.

      condivido quel che dici sull’opera, per quel che vale l’opinione di uno che non ha letto i libri.

      ma il vero vero vero problema secondo me è quando i pontefici in linea ininterrotta affermano che chi non crede all’esistenza PERSONALE del diavolo è fuori dalla chiesa cattolica.

      ciao, e a presto, spero.

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      1. Potter l’ho letto tutto sia in italiano che in inglese e mentre devo riconoscere la correttezza delle tue puntualizzazioni mi preme di aggiungere che sì, in effetti i primi libri possono essere giudicati “poco cristiani” mentre gli ultimi 3, usciti dopo il “giudizio” di Ratzinger, sono assai meno problematici da un punto di vista “cattolico”.
        Quanto al fatto che Satana sia una persona è piuttosto chiaro a chi abbia letto i 4 Vangeli. Mi sorprende un po’ il fatto che tu lo consideri un problema, vista la conoscenza che hai dell’argomento…. 🙂

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        1. non ho dubbi che nei vangeli canonici il diavolo appaia come una persona (però fammi finire la ricostruzione della versione originaria del Vangelo secondo Giovanni, cioè delL’annuncio del nuovo Regno, e te lo dirò con maggiore sicurezza); indubbiamente nelle due raccolte di detti di Giuda il Gemello, noto come Tommaso, e di Filippo, e che a mio parere precedono i vangeli sinottici, che io ricordi il diavolo non compare).
          però su molte altre questioni la Chiesa ha dato interpretazioni, a volte allegoriche e a volte no, storicizzando (opportunamente) il messaggio (altrimenti ci ritroveremmo come gli islamisti e nella paralisi del mondo islamico), e mi meraviglia che proprio qui questa storicizzazione manchi.
          anche perché, come è noto e non è il caso di dilungarsi qui, l’esistenza PERSONALE del diavolo come principio del male pone problemi teologici ancora più insolubili della esistenza PERSONALE di Dio.
          qui ci si chiede come possa la persona, per sua natura limitata, appartenere intrinsecamente come caratteristica a Dio, che è concepito come illimitato; ma peggio per il diavolo, che come persona si oppone addirittura al dio persona.
          domanda finale: il diavolo deve esistere come persona perché anche dio possa assumere la veste di una persona, in quanto tale limitata?
          insomma, il diavolo persona è una limitazione di dio?

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            1. la tua precisazione è essenziale; quindi credo che ti manchi più il tempo che la capacità.
              senza strafare e andando alla radice del termine latino (persona è la maschera teatrale) io direi che la persona per gli esseri mani è l’immagine sociale che ciascuno dà di sé. per Dio e per il Diavolo, deve indubbiamente essere qualcos’altro. che cosa?

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      2. Non posso entrare nei dettagli del perché in molti non ritengano affatto “anti-cristiano” il messaggio “morale” della saga di Harry Potter, altrimenti ti rovinerei il piacere della lettura. E credimi, son romanzi scritti MOLTO bene. Non avrebbero avuto il successo che hanno avuto se non lo fossero.

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        1. dal riordino in corso dei libri è emersa una copia doppione di Harry Potter e la pietra filosofale, che quindi ho immediatamente a disposizione: questa sera me lo leggo. vedo con piacere da wikipedia (che definisce la serie un fantasy, ostinatamente) che è anche il primo della saga, quindi posso iniziare al meglio. 🙂

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  5. Secondo me è che la saga (di cui io sono un accanito estimatore… forse proprio perché neanche a me piace il fantasy) insegna il rispetto per il diverso, cosa che nessuna religione può accettare.

    (L’autrice per altro è cattolica praticante).

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            1. con quel tag escono soltanto quattro libri; con la mia ricerca allargata, di più.

              (comincio a trovarmi scontato e semplicistico, e abbastanza ripetitivo; figurati se questo lo percepisco io!.
              vero anche che meno si è scontati e semplicistici e meno ti leggono.
              forse la lettura sta smettendo in Italia di essere un fenomeno (relativamente) di massa? oppure oramai non passa più attraverso internet, che è diventata una una cloaca per dummies, e si deve tornare a riviste e librerie soltanto?
              eppure ci sono pur sempre blog come il tuo (e altri…), che non sono specialistici e settoriali e pure approfondiscono…
              a me comunque pare di non essere né carne né pesce e di non avere più nessun ruolo preciso.
              fine dello sfogo, che sta bene nascosto in un commento volante).

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              1. Eccoli qui tutti: https://suprasaturalanx.wordpress.com/tag/harry-potter-friday/

                (Io invece penso che il mio problema sia appunto quello di non essere “settoriale”: chi vuole leggere uno che oggi parla di Harry Potter, domani scrive un racconto di fantascienza, dopodomani riflette sul suo lavoro e il giorno dopo ancora tenta di analizzare – probabilmente senza esserne competente – il linguaggio di Salvini?
                Le persone si sono abituate a pensare Internet come il luogo delle risposte, dove vai a cercare quello che ti interessa: che in qualche caso anzi non lo devi neanche cercare, ci pensano Facebook o Google a dirti cosa ti interessa.
                Ad ogni modo, a me sembra che il tuo blog sia invece spesso uno spazio assolutamente necessario, dove attingere dati e sguardi fondamentali per comprendere meglio quel che ci circonda: sperando di farti cosa gradita, direi che assomiglia per certi aspetti al “manifesto” degli anni migliori. O almeno, dei migliori che ricordi io).

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                1. grazie del link: questo che mi hai dato funziona bene, era un problema di forma del tag.

                  quanto al tuo blog, a me pare invece altamente specializzato, ma in qualcosa che definirei “forma particolare del pensiero”.
                  quello che tu indichi come tuo limite, la varietà dei temi, è invece un limite anche mio, solo che io non ho una forma espressiva identificabile; in sostanza sono eterogeneo anche nelle forme del pensiero e del linguaggio, e la mia varietà di temi e di modi espressivi mi pare in sostanza confusione.
                  comunque, va bene l’incoraggiamento, oggi probabilmente mi serviva; non ti dico quanto mi è piaciuto il riferimento al manifesto, quello degli anni migliori, per me addirittura delle origini (1971-1976), che tu certamente non hai potuto conoscere, quando saltuariamente ci scrivevo anche su, come modestissimo corrispondente locale di Brescia; solo che anche lì c’erano delle specializzazioni precise nei diversi autori di spicco: Pintor, il moralista; Magri il teorico complessivo; Rossanda, lo sguardo filosofico; Parlato, l’economia, ma senza specialismi. – e lo sai che, sotto pseudonimo (Bancor, mi pare di ricordare), di economia in senso specialistico ci scriveva su Tremonti? – questo l’ho scoperto molti anni dopo.
                  un tempo mi ero illuso che si potesse fare qualche blog di gruppo, ma ho proprio toccato con mano che non è possibile e non avrebbe neppure senso.
                  grazie.

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                  1. Ho partecipato per pochissimo ad un blog di gruppo, con l’amico ammenicolidipensiero; e con un altro amico è una vita che diciamo che vogliamo scrivere un racconto collettivo (ovviamente, non da soli). Non mi vergogno a dire che lo considererei un po’ un traguardo.

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                    1. ah, mi hai fatto tornare in mente un’esperienza che fu disastrosa per me: il blog I discutibili; credo che ne avevo rimosso il ricordo come di cosa davvero sgradevole.
                      altri blog di gruppo li avevo tentati in prima persona un decennio fa, e non erano stati almeno così negativi, anche se erano durati poco; solo un blog fotografico, bortografia, riuscì a resistere un anno circa e fu molto collaborativo all’inizio.
                      un altro blog di gruppo, l’aranciablu, blog per amici, ebbe pure discreta vita, come luogo di confronto di esperienze esistenziali immediate, con begli scambi, per quel tanto che durò.

                      la composizione a più mani di un racconto mi pare impresa quasi impossibile; io provai col blog pluridico (riferimento ironico ai DICO, cioè alle unioni civili, di cui si parlava allora) a raccogliere, più modestamente, racconti individuali di più blogger attorno a un tema condiviso: ma nemmeno questo riuscì.

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                  2. “Forma particolare del pensiero”, comunque? 🙂
                    Ad ogni modo, l’eterogeneità è quel che ricercavo, quando ho aperto questo blog. Per questo l’ho chiamato Suprasaturalanx. Il mio esempio erano Umberto Eco (si parva licet…) e la sua Bustina di Minerva.

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                    1. mai pensato ad Eco, per quanto riguarda me: ho avuto semmai modelli diversi a seconda dei temi, per esempio Heine del Viaggio in Italia per i miei racconti di viaggio; ma direi che sono state più vaghe suggestioni che modelli; non avendo uno stile, non posso neppure avere modelli di stile.

                      per forma particolare del pensiero (tuo) intendo un tuo modo quasi proustiano, ma più chiaro, di affrontare i temi: molto avvolgente e pieno di svolte impreviste che aprono la mente a punti di vista nuovi.

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      1. No: la religione crea dei precisi steccati tra dentro e fuori, tra ortodossi ed eretici.
        Anche la religione cattolica, soprattutto la religione cattolica.
        Il mio non è un giudizio di merito, ma un dato di fatto: nella religione dogmatica, non può esistere la diversità.
        Basta vedere l’accanimento con cui la religione cattolica combatte la sessualità non binaria.

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