la Madonna del palpacül: gli alieni siamo noi – bortoblog 34

peccato per la pioggia e il freddo: avevo in programma di andare a Ponte Caffaro, dove inizia il Trentino, per la sagra della Madonna del palpacül, attirato più che altro dal nome, questo fantastico ossimoro.

dicono che una volta la ressa era tale, tra le bancarelle, che la palpatina le donne non la scampavano, con buona pace delle ossessionate nel rifiuto del sesso che oggi fanno le femministe, mentre una volta finivano nei conventi di clausura, piuttosto, e non le badava più nessuno.

e la Madonna si prestava a fare da copertura al passatempo lubrico?

pare di sì, che non avesse niente da dire, tanto è vero che il nome è rimasto e la fiera anche.

. . .

io intanto mi devo accontentare in loco delle Decennali di Provaglio di Sopra, dedicate pur sempre alla Madonna, e alle quali sto dedicando anche io qualche montaggio video (non sono finiti e aggiornerò la lista).

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ma veniamo ai post di questa settimana assolutamente da leggere, secondo me, almeno tra i blogger che conosco, pochi:

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https://lunanuvola.wordpress.com/2019/09/09/semplice-e-sbigottito/

non sono praticamente mai d’accordo con Maria G. Di Rienzo quando scrive sul tema che più la appassiona, il femminicidio; ma questo suo post è da leggere senza riserve: è sull’omicidio di Elisa, lesbica dichiarata, da parte di un uomo che non sa accettare la sua scelta.

il suo blog non accetta commenti, e fa bene, considerando il tema che affronta; per questo posto il mio commento qui.

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https://sherazade2011.wordpress.com/2019/09/11/femminicidio-si-o-no/
bortocal15 settembre 11, 2019 alle 16:10
post molto interessante, che finalmente mi permette di comprendere una cosa: l’origine della parola è spagnola! ma in spagnolo, a quanto mi risulta, fémina significa anche donna, è usato anche come sinonimo di mujer.
in italiano no! femmina si usa prevalentemente per indicare il sesso degli animali e, se usato per indicare una donna, ha un valore spregiativo; in italiano, se di una donna dico che è una femmina la avvicino ad un animale.
quindi il termine spagnolo feminicidio ha una risonanza lessicale molto diversa dal termine italiano femminicidio e quindi questo termine nella nostra lingua andrebbe evitato oppure sostituito da qualche altra traduzione proprio perché, anche se non intenzioni spregiative, il suo significato evocativo rischia di diventare tale.
purtroppo questo tipo di risonanza lessicale è ineliminabile e l’alternativa che potrebbe sembrare ovvia, rifacendosi al latino mulier, che indica la donna soltanto e non la femmina degli animali, (mueliricidio), è obiettivamente improponibile, per motivi fonetici prima di tutto.
la scelta più logica quindi, secondo me, in Italia sarebbe di attualizzare, recuperandolo, il termine uxoricidio, almeno per il significato attribuito dalla Crusca alla parola femminicidio (“provocare la morte di una donna, bambina o adulta, da parte del proprio compagno, marito, padre o di un uomo qualsiasi, in conseguenza del mancato assoggettamento fisico o psicologico della vittima”), dato che ha una lunga storia da noi ed è più radicato nella nostra tradizione culturale; e andrebbe usato, per metafora adatta ai tempi e ai nuovi tipi di rapporti di oggi, anche per indicare un semplice rapporto sentimentale, non necessariamente concluso da un matrimonio, e anche non condiviso eventualmente dalla vittima.
quanto all’uccisione di una donna per altri motivi, come potrebbe essere ad esempio quello di una testimone di mafia, il termine femminicidio è del tutto fuori posto, secondo me.
ciao!

sherazade settembre 11, 2019 alle 17:14
Il termine caro Mauro ha origini inglese non spagnole! A meno che tu abbia altre fonti.
E lo stesso vale per il riconoscimento della Accademia della Crusca.
Ed infine per concludere uno dei complimenti più ben accetto da una donna è dirle che e molto “femminile” per contro può essere una gran femmina come del resto un bel maschione ma diventa una questione di linguaggio.
Sherallaprossima

bortocal15 settembre 11, 2019 alle 20:20
mi pare che l’hai spiegato bene proprio tu: all’inizio dell’Ottocento è femicide, in inglese, non femminicidio; nel 1992 una criminologa in un proprio saggio la trasforma in feminicide. ma la parola si diffonde dopo il 1993 – questo è scritto qui sopra DA TE – quando la usa un’antropologa messicana, evidentemente in spagnolo.
quindi o ti smentisci o mi dai ragione.
indipendentemente da tutto questo, considerando l’area semantica che ha IN ITALIANO la parola femmina, femminicidio suona mentalmente come uccisione di una puttanona.
volete continuare a usarla? ci mancherebbe! liberissime.
liberissimi anche noi di dire che la parola fa schifo, che serve a sommare alle donne vittime delle fissazioni erotiche di alcuni maschi anche le donne che vengono uccise per altri motivi e che si presta a una campagna vergognosa di criminalizzazione dei maschi in quanto tali presentandoli come potenziali assassini delle femmine.
strumento inventato nei centri del potere del condizionamento mentale presunto politically correct e in area culturale puritana per dividere uomini da donne, perché dividendo la potenziale opposizione si governa sicuri.
buona serata, carissima Shera, e stai alla larga dal sultano con le tue storie per la milleduesima notte, ahha.
abbraccio.

sherazade settembre 11, 2019 alle 22:47
“Speriamo che sia femmina”
È un film tutto al femminile ma
Nasciamo maschi e femmine
Tu mi sembra abbia sicuramente un figlio maschio e una femmina
Io ho un figlio maschio e due nipoti/ nipotini un maschio/ maschietto una femmina/ femminuccia.
Certo anche Sally il mio cane è femmina.
Poi ci sono le donne delicate eleganti è quelle più appariscenti che si possono definire che femmina!
Oppure Bona!
Così come di un bel ragazzo/uomo si dice – parlo per il dialetto romano – Bonazzo, Bono oppure Manzo.
Questa tua accezione dispregiativa Non mi sembra così attinente.
Ah, al fatto che io mi contraddica! il termine nasce in Inghilterra!
Dai che stiamo diventando litigiosi come due vecchi coniugi!! Vuoi sposarmi 🙃
Saluti

bortocal15 settembre 11, 2019 alle 23:00
proposta finale scherzosa e risposta scherzosa di là, ma la coda dei commenti lì sotto è esaurita.
non sono questi i litigi che fanno male, e credo tu lo sappia, ma ci piace scherzare.
ho due figlie femmine e un maschio e tre nipotine femmine e due nipotini maschi; di nessuna di loro vorrei però che si dicesse che femmine: sarebbe molto fastidioso e già molto simile a una molestia.
ha scritto quindi bene il comune amico gaber che femminicidio è un termine molto maschilista.
e poi femicide non è femminicidio, ma è inutile ripetersi.

gaberricci settembre 11, 2019 alle 17:03
Posso dire una cosa che parrà assurda (e su questo ho scritto un post che, se ritrovo, ti linkerò, perché è una delle cose più brevi che abbia mai scritto, poco più di 100 parole)? A me la parola femminicidio non piace perché, al contrario, la trovo maschilista.

gaberricci settembre 11, 2019 alle 17:05
Il post è qui: http://discutibili.com/2014/03/28/gaberricci-vs-bleachedgirl-femminicidio-il-perche-di-una-parola-perche-no/
Spero l’originale sia ancora raggiungibile…
(Ho mentito, sono molto più di 100 parole… ma per i miei standard comunque poche :-).

bortocal15 settembre 11, 2019 alle 20:36
io non riesco ad arrivare né al post né al blog; è possibile che il blog sia stato reso privato?
no, ho ricostruito il link giusto, ed è questo:
https://discutibili.wordpress.com/2014/03/28/gaberricci-vs-bleachedgirl-femminicidio-il-perche-di-una-parola-perche-no/
tutto detto in maniera SINTETICA ed esemplare; non sono d’accordo su un punto solo, ma non è il caso di parlarne qui, visto che è marginale rispetto a questo argomento.

gaberricci settembre 11, 2019 alle 21:15
Anche a me dava problemi. Ora vedo se col tuo link riesco.

gaberricci settembre 11, 2019 alle 21:17
Funziona!

bortocal15 settembre 11, 2019 alle 21:17
🙂 ovvio, no? 😉

Sha’Tara settembre 11, 2019 alle 18:07
(Il seguente commento tradotto dall’inglese)
Vedo come alcune persone cercano di evitare il punto dell’articolo giocando con la semantica, cercando così di indebolire la tua discussione.
Il termine appropriato, quando tutto è stato detto e fatto, è ovviamente dilagante e rabbioso MISOGYNY.
Questa è, a mio avviso, la più grande malattia sofferta e perpetrata dall’uomo su questo mondo.
La seconda malattia più grande è il razzismo.

bortocal15 settembre 11, 2019 alle 20:40
“Il termine appropriato, quando tutto è stato detto e fatto, è ovviamente dilagante e rabbioso MISOGYNY”.
sono perfettamente d’accordo! anzi, perché non introdurre il termine ginocidio? sarebbe perfetto!

ovviamente, poi, io non cerco affatto di indebolire l’azione della blogger Sherazade contro la violenza sulle donne, al contrario cerco di dare un contributo a renderla più efficace.

sherazade settembre 11, 2019 alle 22:13
Tutto Ti andrebbe bene pur di non darmi ragione… Vuoi sposarmi!?

bortocal15 settembre 11, 2019 alle 22:29
per fare il bis di un matrimonio che era ben più che litigarello?
e per imitare la mia ex-moglie, che si è risposata sabato (a 73 anni)?
e poi sarei già un pochino impegnato… (a modo mio).

sherazade settembre 11, 2019 alle 22:50
Azz e io che ho ribadito la mia proposta 🙄!

. . .

ed ecco invece il post che giustifica la seconda parte del titolo di questo: gli alieni siamo noi; poi gli altri, in ordine cronologico inverso:

https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/09/08/invasione/

bortocal15 September 8, 2019 at 9:14 am
per quasi tutto il racconto mi sono chiesto se eri tu ad averlo scritto o stavi citando Marquez; poi sono arrivato alla fine e ho capito che avevo preso un granchio: era Borges. 😉
strepitoso il finale; al quarto livello di lettura: un racconto di Marquez, incastonato in un racconto di Borges, incastonato in uno di gaber, incastonato nel parere dell’editore mancato. 🙂

gaberricci September 8, 2019 at 10:17 am
Diciamo che il parere dell’editore mancato non si riferisce a questo racconto ;-).
Ed aggiungiamo che uno degli obiettivi era appunto scrivere una parodia di Marquez, autore che non amo.

bortocal15 September 8, 2019 at 10:25 am
quinto livello di lettura, allora, ahah
non sono mai riuscito a finire Cent’anni di solitudine, diciamo che mi sono fermato verso gli ottant’anni 😉 – cosa che mi piacerebbe prendere come buon auspicio personale.
ma amo Marquez – come autore, non come persona – quando non vuole strafare e Cronaca di una morte annunciata lo considero un capolavoro indiscutibile.
forse per questo, non mi ero accorto che la tua fosse una parodia, anzi mi pareva una rivisitazione dettata da una specie di amore.
d’altra parte mi pare indiscutibile che esistano certe consonanze tra il modo di scrivere di Marquez e quello di Borges, tanto da rendere il primo una specie di imitazione del secondo e di sua trasposizione fuori da un contesto filosofico: come te lo spieghi?

gaberricci September 8, 2019 at 12:03 pm
Tutti me l’hanno detto. Io l’ho trovato un po’ irrisolto.

e io che pensavo di avere detto una mezza genialata! 🙂

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https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/2015/09/23/le-mani-massacrate-di-victor-jara/

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https://buseca.wordpress.com/2019/09/11/30338/
Un comunismo senza gulag e caterve di morti è un comunismo malamente applicato.

bortocal15 11 settembre 2019 alle 21:01
sai trovarmi qualche altro sistema politico-sociale di cui non si possa dire lo stesso?

Raphael Pallavicini 12 settembre 2019 alle 10:29
Forse le monarchie assolute… più che altro perché cadono prima di arrivare alle cifre attribuite al comunismo. Oppure i comuni medioevali, o certe oligarchie.
Di certo tutte queste non provocano generalmente la morte per carestia delle loro popolazioni come avvenne col grande balzo cinese.

bortocal15 12 settembre 2019 alle 15:38
oh cecità! si direbbe che la prima e la seconda guerra mondiale siano state provocate dal comunismo, secondo te. e sono 70 milioni di morti.
che le bombe atomiche sul Giappone non le abbia sganciate la democrazia americana,
che la guerra del Vietnam con i suoi 4 milioni di morti non sia stata voluta dagli USA, sia pure dopo il colpo di stato nel quale fu ammazzato il presidente eletto Kennedy.
si direbbe che tu ignori, guardando più lontano, il genocidio del Congo, attuato dai belgi, e sono 10 milioni di morti, i costi umani spaventosi della conquista inglese dell’India, la tratta degli schiavi in Africa, durata secoli, e sono altri 100 milioni di morti e altrettanti nei ha provocati o forse di più la conquista spagnola dell’America Latina.
sembra che tu non veda attorno a te la distruzione quasi realizzata della Siria, quella in corso dello Yemen e tutte le guerre per il controllo del petrolio del Medio Oriente, oppure che non ti ricordi la guerra di Serbia e gli altri interventi militari democratici degli USA nel mondo..
ti consiglio, se riesci ancora a trovarlo la Storia del colonialismo, di Roberto Ivaldi, un testo che dovrebbe diventare obbligatorio nelle scuole superiori, per rompere la nostra visione eurocentriche di democrazie diventate grandi col saccheggio coloniale e la sottomissione attraverso le stragi dei popoli tecnologicamente più arretrati.
la verità è che la storia umana tutta è un bagno di sangue, che diventa tanto più grave quanto più crescono la popolazione e le possibilità tecnologiche di realizzarlo; alla fine quale sia il regime che lo realizza importa poco.
la critica del comunismo che ammetto come vera è che, nato con l’idea di impedire la guerra, non è riuscito ad evitare di realizzarne a sua volta.

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https://tramedipensieri.wordpress.com/2019/09/09/la-contadina-clelia/
bortocal15 9 settembre 2019 alle 11:20
dico: commovente; ma non è la parola giusta.
non la trovo, la parola giusta.
questo è un post che apre la mente e spacchetta il cuore. 🙂

tramedipensieri9 settembre 2019 alle 11:40
Vero, non ci sono parole e, a bene pensarci, ammutoliti: scoperti, leva corazze
Per certi versi somiglia a Bonaria vedi mio post: La casa dei segni
https://tramedipensieri.wordpress.com/2017/11/22/la-casa-dei-segni/
Persone che raccontano con poco ciò che la loro anima non riesce a contenere

tramedipensieri9 settembre 2019 alle 12:32
Ti ha colpito davvero….:)
grazie

https://tramedipensieri.wordpress.com/2017/11/22/la-casa-dei-segni/

bortocal15 9 settembre 2019 alle 13:04
mi era sfuggita questa splendida storia: grazie due volte, per averla scritta e per avermela ricordata.

. . .

https://veronicaiovino.com/2019/09/09/kjeragbolten-escusione-mozzafiato-in-norvegia/

bortocal15 Settembre 9, 2019 at 11:11 am
questa cronaca è strabella, non soltanto i posti che sono emozionanti!

Veronica Settembre 9, 2019 at 11:35 am
Grazie Mauro😍😍😍😍… come stai????

corpus05 Settembre 11, 2019 at 12:41 am
nel blog non si vede (credo), anzi lo uso come rimedio, ma è un momento psicologicamente molto pesante.
la vita ci mette di fronte a dure prove quando si spegne una persona che ci è stata vicina per molti anni.

. . .

https://bresciaanticapitalista.com/2019/09/09/al-lupo-al-lupo-ma-davvero-gli-italiani-stanno-aprendo-le-porte-al-fascismo/

bortocal15 9 settembre 2019 alle 10:35
non mi ritrovo in tutto quello che dici (ovviamente) e il titolo è un poco fuorviante e fa passare la voglia di leggere il post.
e invece è un riflessione solidamente documentata e ampiamente condivisibile.
grazie, hai documentato per bene quelle che in me erano semplici impressioni d’insieme.

Flavio Guidi 10 settembre 2019 alle 0:34
Ti ringrazio per gli apprezzamenti.
In effetti forse ho esagerato nel titolo.
FG

 


10 risposte a "la Madonna del palpacül: gli alieni siamo noi – bortoblog 34"

    1. non avevo mai notato che condividi questa abitudine, e in questo (e solo in questo 😉 ) ti approvo incondizionatamente; i commenti sono la cosa più vitale di un blog e l’unica per la quale valga la pena di tenerlo aperto; una volta avevo un blog con un sottotitolo che diceva, pressapoco, un blog non lo fa chi lo scrive, ma chi lo commenta.

      però rivendico con decisione il copyright dell’invenzione: ho iniziato bortoblog, come blog autonomo allora, nel dicembre 2007; poi, dieci anni fa, venne bortocommentando, come blog parallelo del padre di questo; vero che questa attività è sempre stata abbastanza discontinua, cje avevo abbandonato l’uso da anni, e l’ho ripreso in questo, quando mi è sembrato ancora più chiaro che quel tanto di discussione civile che realizzavo fuori dal mio blog era qualcosa da conservare come i miei post, anche se altrettanto effimera, dato che queste interazioni erano state comunque stimolanti e costruttive.

      (ho cancellato il resto del commento, per evitare ripetizioni, dato che il tuo commento, come la mia risposta da te, sono già riportati nel testo qui sopra.

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        1. giusto; ma di fronte al dilemma che mi poni adesso, mi smentisco un poco, e non so più se questa è un’invenzione, un marchio o un’opera da proteggere col copyright.
          nel dubbio, non prendo iniziative avventate… 🙂

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  1. Non ho capito affatto il tuo paragrafo sulle ossessionate dal sesso. Comunque senza bisogno di sagre basta prendere un autobus quotidianamente a Roma e Altro che palpatine! E qualsiasi cosa tu intendessi e’ imbarazzante e sgradevole ‘questo’ gioco femminista o non.!

    Shera

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    1. sicuramente mi sono espresso male: intendevo ossessionate dal sesso, cioè dal rifiuto del sesso.

      e non parlo soltanto dei casi di anoressia mentale, ma di diverse donne che proprio lo rifiutano e ne hanno o paura o ribrezzo; se ne trovano anche nella vita reale.

      comunque la tua segnalazione è utile, e correggo il testo rendendolo più chiaro.

      credo anche io che subire questo gioco sia fastidioso (pensa che una volta, da giovane, molto giovane, è capitato perfino a me); la legge oggi lo punisce come violenza sessuale o stupro, senza mediazioni; credo che sia sbagliato e che non aiuti a combatterlo; se ci fosse soltanto una bella sanzione pecuniaria, sotto forma di multa, che può dare anche l’autista, fermando il mezzo, quando avviene sul bus, forse sarebbe più facile distogliere dalla pratica chi la fa franca proprio anche contando sull’enormità impraticabile della pena.

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        1. buona settimana a te, shera.
          vedi che per una volta ci troviamo d’accordo; del resto, pensa che da queste parti, quando la valle era nominalmente sotto Venezia, ma poi si governava in autonomia, i codici penali locali, ad esempio quello di Bagolino, affrontavano il problema esattamente in questa maniera, con multe, che io non dubito sarebbero molto più efficaci anche oggi.
          ma forse l’intero sistema penale andrebbe ripensato, almeno per alcuni reati meno gravi, prevedendo sanzioni diverse dal carcere: ad esempio confische in percentuale del patrimonio personale, sostituibili col carcere solo nel caso la punizione finanziaria esigibile resti sotto una certa soglia oppure non possa essere pagata, e monetizzando il carcere.
          una volta in Svizzera mi beccai 240 franchi di multa per un eccesso di velocità: la notifica prevedeva in alternativa 4 giorni di carcere (ogni giorno 60 franchi, 50 euro) se non avessi potuto pagarli; mi sembra un sistema più civile e una dissuasione più forte.
          cominciamo a prevedere 500 euro di multa (o 10 giorni di carcere) per una palpatina, o 100 euro di multa (o 2 giorni di carcere) per un complimento ad alta voce, e vedrai che la passione passa di moda.
          e la confisca di un decimo del patrimonio personale nel caso di minaccia o di un terzo per il mobbing continuato, e via dicendo…

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            1. indubbio perfezionamento della proposta. approvato!

              direi che al di sotto di una certa soglia (due anni?), il carcere dovrebbe essere sempre sostituibile col volontariato in una misura da definire: 24 ore di volontariato per ogni giorno di carcere?

              anzi, già che ci sono, mi allargo: basta anche con la sospensione condizionale della pena, ma sempre volontariato imposto, alla prima condanna ad una pena sotto i termini per la condizionale…

              eheh, inizia la settimana e sono in vena di grandi riforme…

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