se il cuore batte dalla parte del petrolio – 417

sono un alieno, evidentemente, perché ho letto con grande soddisfazione, forse donchisciottesca, la notizia del bombardamento con droni yemeniti del più grande impianto petrolifero saudita, la sua distruzione e dunque anche il dimezzamento momentaneo della produzione di petrolio di quel paese.

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forse sono romantico? è da anni che lo Yemen, quel popolo eroico e quel paese meraviglioso, viene massacrato, perché sciita, e quindi vicino all’Iran altrettanto sciita: bombardamenti, fame, epidemia di colera; niente gli è stato risparmiato.

non sono cristiano credente, ma sono un vecchio abituato a pensare che gli altri esseri umani vengono prima dei miei interessi economici, e che se c’è qualcosa da pagare per la dignità comune dell’umanità, bisogna farlo.

pensate che lo credo perfino se serve ad assicurare a noi umani la sopravvivenza: un po’ meno di benessere consumista in cambio di una migliore sicurezza climatica, per quel che si può ancora tentare di fare.

. . .

la nostra stampa da anni censura questa guerra da vomito, guidata da un principe saudita che è anche personalmente un assassino manifesto, e da quello stato, che è nostro alleato, si dice; ma ha presumibilmente organizzato l’attentato delle Torri Gemelle a New York e da anni sostiene e finanzia l’integralismo islamico in tutto il mondo e si è servito dei boia dell’ISIS per attaccare la Siria e farne fuggire 4 milioni di profughi.

ma è con le nostre armi e i profitti delle nostre fabbriche d’armi che quella guerra è condotta; e dunque meglio parlarne il meno possibile.

. . .

è indegno il modo in cui la nostra stampa dà la notizia di questa vittoria yemenita, di questa reazione mirata, ma efficacissima: ecco una rassegna esemplare del modo subdolo col quale veniamo abituati a pensare che l’egoismo gretto è il modo migliore di porsi davanti ai problemi degli altri.

Repubblica: Petrolio, produzione dimezzata dopo gli attacchi ai pozzi in Arabia Saudita: volano i prezzi. Shock anche sui mercati finanziari, Piazza Affari cede lo 0,9%.
a dare manforte corre anche Rampini: La guerra del petrolio.

e l’inserto interno, l’Huffington Post: ATTACCO ALL’ORO NERO – Prezzi del petrolio alle stelle.

Corriere: L’ATTACCO AI POZZI SAUDITI. Petrolio, gli effetti dei raid in Arabia sulla spesa degli italiani: tutti i rincari.

La Stampa: Attacchi in Arabia Saudita, il prezzo del petrolio fa un balzo del 19% – articolo in taglio molto basso.

. . .

tanto per chiarire: quasi il 73% del presso della benzina che paghiamo è fatto di tasse allo stato; pertanto anche un aumento eventuale del 20% del suo prezzo all’origine si risolverebbe in un aumento globale di circa il 5% del prezzo globale, che forse lo stato potrebbe fronteggiare con una riduzione provvisoria delle accise, per non penalizzare i consumatori.

. . .

ma non voglio entrare ulteriormente nel merito di questa situazione; chiunque è interessato sa come informarsi.

sono invece colpito da quella che mi pare una novità molto importante, e parlo della guerra con i droni, una nuova arma che cambia radicalmente gli scenari militari: soprattutto, sono relativamente alla portata di tutti e difficilmente intercettabili.

che conseguenze potrebbe avere questo nuovo scenario sui rischi del terrorismo globale?

andiamo verso forme di guerra porta a porta, che quasi ciascuno può dichiarare e condurre in proprio?

con quali conseguenze sulla nostra convivenza?


15 risposte a "se il cuore batte dalla parte del petrolio – 417"

  1. Questa azione mi ispira simpatia, come sempre quando Davide riesce a battere Golia… i sauditi ne hanno fatte e ne stanno facendo di cotte e di crude, far sentire anche a loro cosa si prova ad essere bombardati magari li riporta a più miti consigli (ne dubito).
    Sono quelle azioni di grande efficacia con relativamente poca spesa; sono curioso di sapere quanta autonomia hanno… se sono partiti dallo Yemen sono 800,km, mi pare di aver letto: non sono pochi… qualsiasi obiettivo “civile” potrebbe essere raggiunto.
    Il sito tra l’altro sarà sicuramente stato difesa da un qualche sistema contraereo _ o almeno penso, dato che l’Arabia e’in guerra _ (qui mi piacerebbe leggere un commento o un post del dott. Anghessa) i droni sono completamente sfuggiti al rilevamento.

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    1. difficile che riusciamo a districarci tra le diverse versioni per capire da dove sono partiti i droni (ma aspettiamo Anghessa, l’esperto, che al momento latita, ma starà raccogliendo informazioni riservate): gli yemeniti hanno affermato di avere potuto contare su complicità interne, il che farebbe pensare che il potere del principe saudita criminale non sia poi così indiscusso.

      ho anche letto, ripetutamente, e potrebbe quindi essere vero, che non vi erano difese contraeree attorno agli impianti – così come non ce ne sono attorno a dighe, centrali nucleari, grosse industrie europee: in sostanza da un nuovo tipo di guerra con i droni è impossibile difendersi; forse andrebbero vietati, ma oramai non servirebbe a niente altro che a renderli clandestini; certamente è tardi per forme di controllo più rigorose su produzione e commercializzazione.

      ti butto lì un’ipotesi scherzosa come altre: e se fosse stato qualcuno degli USA? dopotutto i primi a guadagnare da una crescita del prezzo del petrolio sono proprio loro! e forse a qualcuno di loro il tentativo recente di Trump di avviare una trattativa con l’Iran non è garbato.
      non vuoi pensare agli americani? ma allora perché non Israele, che vuole spingere America e Arabia Saudita alla guerra contro l’Iran?

      in tempi di multilateralismo e di tutti contro tutti, cioè in tempi di sovranismo universale, fare un’analisi politica convincente diventa un’impresa: era molto più facile quando il mondo era diviso in due blocchi e al massimo c’era qualche paese neutrale…

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    1. be’, ma qui l’esperto sei tu!

      fai delle domande, ma invece dovresti darci delle risposte:

      esistono droni capaci di volare più di 1000 km, Flavius?

      tu fai perfino l’ipotesi scherzosa che si siano bombardati da soli: ma nello scenario medio-orientale chiunque potrebbe averlo fatto: gli israeliani, gli americani, la Siria, ecc. ecc..

      l’unica cosa certa è che non siamo stati noi… 🙂

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      1. Ci sono droni da 1.000 km, volendo ci sono anche quelli da 22.000 km come il Global Hawk.
        Non ce li ha lo Yemen immagino.
        Ma il dubbio è come mai non li hanno visti?
        Immagina di essere l’Arabia e di avere una raffineria da cui passano gran parte dei tuoi ricavi. Vuoi tu non mettere qualche sistema di difesa nelle vicinanze?
        Se sono scarsi così non hanno speranze…

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        1. 1. se esistono questi droni, perché lo Yemen non potrebbe riceverli dall’Iran, suo alleato?

          2. qui ti ribalto la domanda: ma i droni possono essere visti dai radar, oppure possono anche essere così piccoli da sfuggire alle rilevazioni.

          3. sulle tue ultime domande copio e incollo quello che ho scritto qui sopra rispondendo ad un altro commento poco fa:

          ho anche letto, ripetutamente, e potrebbe quindi essere vero, che non vi erano difese contraeree attorno agli impianti – così come non ce ne sono attorno a dighe, centrali nucleari, grosse industrie europee: in sostanza da un nuovo tipo di guerra con i droni è impossibile difendersi; forse andrebbero vietati, ma oramai non servirebbe a niente altro che a renderli clandestini; certamente è tardi per forme di controllo più rigorose su produzione e commercializzazione.

          certo, data l’importanza dell’impianto, lì almeno potevano metterceli.

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          1. Costano centinaia di milioni di euro. Se l’Iran li presta a decine rischiando di perderli o è molto generoso oppure ha altri interessi.

            I radar li vedono, avranno sicuramente i loro sistemi di camuffamento, più o meno come gli aerei militari normali. Non sono mica quei droni piccoli che fanno filmati in città.

            Però il dubbio resta. Non ho ancora capito se è stato un attacco con droni kamikaze. Non potevano seguirli dopo l’attacco?

            Di sicuro d’ora in poi gli attacchi alle infrastrutture saranno più frequenti.

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            1. grazie dei chiarimenti, forse ne sapremo di più nei prossimi giorni, ammesso che si riesca a decifrare la verità fra tante bufale di propaganda.

              ma qual’è il vantaggio concreto dei droni rispetto ad un aereo normale col pilota?

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              1. beh… chiarito in parte il problema. Forse erano missili e non droni. In quel caso sono più giustificati sul fatto di non averli visti.

                Il vantaggio dei droni è la mancanza dell’uomo che è sempre l’elemento più fragile. Se pensi a tutto quello che serve per tenerlo in vita in termini di risparmio di peso e spazio i vantaggi sono ovvi. Si può caricare più combustibile, più sistemi per l’osservazione e spionaggio avanzato, potrebbero volare più a lungo e più in alto, possono intraprendere missioni più rischiose.
                Chiaramente nel combattimento con un jet pilotato da un uomo il drone è molto scarso, semplicemente perché viene usato per altro.

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                1. 20 droni e 10 missili, dicono adesso gli americani: mica male, per lasciarseli passare sotto il naso tutti…

                  e partiti da nord e non dallo Yemen, a credere a loro.

                  però non capisco perché dici che è più giustificato che i missili sfuggano ai radar, io semmai pensavo il contrario, ma forse sono ancora suggestionato dal vedermeli nella mente come piuttosto piccoli, e mi hai chiarito che per quelli ad uso militare non è vero.

                  ma forse è perché sono più lenti?

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                  1. i missili potrebbero volare bassi per evitare radar ed a velocità molto elevate.
                    I droni sono in genere lenti, credo non possano andare a velocità supersoniche perché perderebbero la connessione col centro di controllo.
                    I droni a cui pensi tu sono quelli per farsi i selfie. Il Global Hauk ha un apertura alare di 40 m a quanto pare. Altri sono sui 12 m

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                    1. probabilmente solo incapacità. Nemmeno gli iraniani si aspettavano tutto questo successo… probabilmente speravano che qualcuno abbattesse almeno parte dei droni o missili 😀

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  2. con scandalo dicono che le armi di una parte degli yemeniti sono di origine iraniana, che le armi degli altri arrivino dalla Sardegna, dall’Europa, dagli USA non fa scandalo.
    che schifo, no?

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    1. certo che è uno schifo, per chiunque non guardi soltanto al costo della benzina.
      ma l’assurdo, finalmente messo bene in chiaro da questo episodio, è che le guerre per il controllo del petrolio costano care e stanno facendo aumentare il costo del petrolio.
      ma questo occorre che l’opinione pubblica non lo capisca, e del resto è talmente rintronata da ogni genere di messaggio che neppure si interessa di capirlo.

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